Inizia con oggi la collaborazione di Alessia Maria Simona Giorda, da 15 anni guida turistica, attualmente impegnata nel Servizio Promozione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico e Storico del Museo e della Residenza Sabauda Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Nel tempo libero si occupa di rievocazione storica, fa parte del consiglio di amministrazione della Fortezza di Verrua Savoia e coltiva la sua passione per la storia piemontese e sabauda. Legandosi a questi temi ci racconterà, in un interessante articolo suddiviso in due puntate, l’esperienza dei soldati piemontesi che, inquadrati in diversi Reggimenti, parteciparono alle guerre napoleoniche e, in parte, alla fatidica battaglia di Waterloo, che vide la sconfitta di Napoleone e che è stata di recente oggetto, in occasione del Bicentenario (1815-2015), di un’importante rievocazione storica. Il testo è stato scritto in collaborazione con Francesco Ganora, appassionato di storia del periodo napoleonico e già autore insieme con Alessia Giorda del testo “Donne in guerra. Mogli,compagne e femmes de plaisir”, pubblicato per i tipi di Ananke. 

Waterloo 1815-2015: il Bicentenario dei Bicentenari, la Rievocazione delle Rievocazioni.

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Reggimento 111ème de Ligne

Napoleone è da 100 giorni tornato sul suolo europeo dopo il suo esilio all’Isola d’Elba. La battaglia si svolse il 18 giugno 1815 durante la guerra della Settima coalizione fra le truppe francesi guidate da Napoleone Bonaparte e gli eserciti britannico del Duca di Wellington e prussiano del feldmaresciallo Gebhard Leberecht von Blücher. Fu una delle più combattute e sanguinose battaglie delle guerre napoleoniche, nonché l’ultima battaglia di Napoleone, segnando la sua definitiva sconfitta con il conseguente esilio a Sant’Elena. La battaglia in realtà ebbe luogo nel territorio del villaggio di Mont-Saint-Jean, situato alcuni chilometri a sud della cittadina di Waterloo (Vallonia) nella quale si trovava il quartier generale del Duca di Wellington. Due giorni prima di Waterloo i francesi avevano sconfitto i prussiani nella battaglia di Ligny, ma Wellington, informato che Blücher era riuscito a riorganizzare il suo esercito e sembrava intenzionato a marciare in suo aiuto, prese la decisione di rischiare una battaglia contro le forze di Napoleone. Il generale britannico schierò i suoi uomini in difesa lungo la scarpata di Mont-Saint-Jean, vicino alla strada per Bruxelles, confidando nell’aiuto dei prussiani. Napoleone sferrò una serie di sanguinosi attacchi contro le linee britanniche a partire dalle ore 11.30 e nel tardo pomeriggio sembrò vicino alla vittoria, ma l’ostinata resistenza del nemico e l’arrivo in massa dei prussiani, decise alla fine la battaglia a favore dei coalizzati.

Waterloo, un evento che i rievocatori di tutto il mondo hanno aspettato e si sono preparati, chi per anni.
Quella dei rievocatori è una grande famiglia di amici, che si sia in uno schieramento o nell’altro, bello alla fine delle battaglie combattute a partire dalle 20 della sera sino alle 23 circa, con la stretta di mano tra i soldati e gli ufficiali francesi e quelli inglesi o prussiani.
A Waterloo c’era un pezzo di Piemonte nelle scorse settimane, perché anche in Piemonte si rievoca il periodo napoleonico, sebbene questo sia avvolto da una damnatio memoriae. Un periodo storico dalle numerose sfaccettature che meriterebbe di essere meglio raccontanto e non risolto con i soliti luoghi comuni.

Sul campo di Waterloo, in occasione del bicentenario della battaglia c’erano anche dei piemontesi a rievocare questo evento che nel bene o nel male ha segnato la storia.

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Reggimento 111ème de Ligne

111ème de Ligne – L’esercito francese, tra i soldati di varie nazionalità che incorporò nel corso del Consolato e dell’Impero, si ritrovò ad avere dal 1802 anche un Reggimento Italiano, formato da Piemontesi e Liguri, che si illustrò in tutto il corso delle guerre che Napoleone condusse in Europa. Anche se formato a partire da vecchi reggimenti Sabaudi, tuttavia servì con coraggio e fedeltà la causa imperiale, partecipando a quasi tutte le gloriose battaglie che si svolsero dall’Austria, alla Spagna, alla Russia, con un alto tributo di sangue.

I “Tre Palet“, come furono soprannominati dal numero attribuitogli nell’Armée, si batterono da Austerlitz ai Cento Giorni, non rinunciando mai alla loro identità nazionale che i Francesi cercarono in tutti i modi di temperare e rendere omogenea con quella degli altri reggimenti, restando fieri della loro appartenenza all’Italia, mantenendo addirittura la loro lingua natìa negli ordini che dovevano invece essere dati in quella dell’ “Empire”, e si guadagnarono una fama pari a quella della leggendaria “Vecchia Guardia” del “Piccolo Caporale”.

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Reggimento 111ème de Ligne

Benché decimati come tanti altri reparti nella Campagna di Russia di duecento anni fa, tornarono alla base con la loro Aquila, in un gesto estremo di coraggio e fedeltà al loro giuramento a Napoleone, che ebbe a dire a proposito “se avessi un esercito di Italiani, conquisterei il mondo…“, forse un po’ esagerato, ma che la dice lunga sul valore di questi uomini, i nipoti dei prodi dell’Assietta e i figli dei valorosi difensori di Cosseria, e che non furono sconfitti a Waterloo, ma si ritirarono invitti dagli ultimi campi di battaglia dell’Epopea, vincendo a Ligny e a Wavre, mentre l’Imperatore già fuggiva verso Parigi per finire poi a Sant’Elena – continua

Testo di Alessia Giorda e Francesco Ganora