continua dalla seconda parte

di Cristina Quaranta

Spese riguardanti il Grandelemosiniere

Gli Elemosinieri sono 10 con uno rispettivo stipendio di 700 lire annue.

Tre le cariche di Sovranumerarj: il Confessore di S.M. il Re percepisce 900 lire ed è coadiuvato da un Direttore Spirituale della Real Famiglia, un Custode ed un sacrista della Cappella della S.S. Sindone e Cappellano con stipendi minori. Venti Cappellani, 3 Chierici della Real Cappella e Camera.

La cupola della Cappella della Santa Sindone: anche Custode, sacrista e Cappellano comparivano nelle voci di spesa

Per quanto riguarda la Parrocchia di Corte in Torino il Primo Vicario oltre allo stipendio ha denari sufficienti per la manutenzione della stessa e stipendi per una terna di Chierici, destinati al servizio della Cappella, ed altri per la Parrocchia con un compenso di 80 lire, mentre il Serviente ne percepirà 200.

Se per la parrocchia torinese le spese totali ammontano dunque a 2590 lire per quella della Veneria le spese si ridurranno a lire 1700 e per la Cappella di Moncalieri a 500.

Una voce di gran conto è destinata ai Musici e Suonatori quali per l’esazione de’ loro stipendi dipendono dal Gram Ciamberlano. 

Quarantasette elementi di prim’ordine compresi un paio di Corni da caccia e copisti di musica e manutentori dell’organo, per una spesa totale di 27150 lire.

Il confessore di S.M. la Regina che coprirà anche la carica di assistente spirituale alla Famiglia avrà a suo appannaggio 1200, mentre il Confessore del Principe di Piemonte potrà goderne un centinaio in più.

Qualche figura vicina alle persone reali è già ormai giubilato, cioè gli si offre una pensione , un vitalizio più o meno importante: l’Elemosiniere godrà di 700 lire mentre il Cancelliere della Curia della Corte solo 200.

Altri denari sono disponibili per le Elemosine nel corso delle Quaresime e il giorno di San Biaggio, per le Messe che si celebrano nell’anniversario delle Persone reali, per le 200 Messe celebrate nel giorno della Commemorazione dei defunti e per le due Messe che ogni giorno vengono celebrate dai Padri Cappuccini, e parimenti di altre Messe quotidiane celebrate una alla S.S. Sindone e l’altra alla Consolata.

Nell’elenco delle spese era contemplata la celebrazione di Messe quotidiane alla Cappella della Sacra Sindone e nel santuario della Consolata (in foto)

Solo 4 lire andranno per la Benedizione dei cavalli, nel giorno di san Antonio.

Provvisionare le Cappelle reali in Torino e fuori, con suppellettili, lingerie, imbianchimento delle stesse, le ostie e vino, olio e bombace, e vetri per lampadari alla santa Sindone e per la Curia e l’olio per il deposito de’ Sovrani a Superga, e per le lampade della tomba del Beato Amedeo a Vercelli e la cera all’altare della cappella dello stesso, costerà ogni anno 6944 lire.

Curiose sono le spese descritte sotto la voce: apparati diversi

Si stabiliranno cifre anche considerevoli per il Sepolcro di San Giovanni, pel porto e riporto dell’Altare portatile in san Giovanni e per l’apparato della chiesa di Santa Teresa in particolare per la cappella di San Giuseppe; per quello dell’Altare maggiore della chiesa del Carmine durante la celebrazione della festa del beato Amedeo, in San Francesco da Paola si avranno riguardi per l’Altare di santa Genoveffa.

Ai portantini del Predicatore di San Giovanni, al falegname per la manutenzione delle tappezzerie nel giorno del Corpus Domini e per altre fatiche nel giorno dell’anniversario della gloriosa memoria del Re ultimamente defunto e nella Settimana santa l’esborso ammonta a 570 lire.

Nella voce elemosine durante i giorni che precedono il Natale, non mancano quelle per i poveri della città rappresentati da cinquantacinque maschi e cinquantadue figlie, della stessa condizione.

Vestire un povero di tutto punto, compresi cappelli, paja di calzetti e scarpe costa 15 lire, ma non solo, a questi oltre il vestiario si daranno 7 lire e 10 soldi di elemosina, maschi o femmine godranno senza distinzioni la stessa fortuna.

Ritratto di re Vittorio Amedeo III di Savoia – Ludovico Tesio, 1780, olio su tavola (conservato al castello di Racconigi) – foto di Paolo Barosso

Il Granciambellano, si occupa di tutte le persone che sono più vicine al Re, lui stesso percepirà uno stipendio 4600 lire, vigilerà su quattro primi gentiluomini di camera e trenta a seguire, un maestro di cerimonia, e un segretario de’ cerimoniali, un bibliotecario e reggitore, un archivista e un antiquario. Vengono a segure i medici della persona del Re, i il consulente un chirurgo reale ed un altro pre il resto della famiglia, un chirurgo dentista, e lo speziale.

Aiutanti di camera e il baigneur di S.M. che sarà anche il manutentore della tavoletta.

Uno sarà l’Araldo e il maestro di ballo delle persone reali, così uno sarà il maestro di scrittura che a fine servizio percepirà una pensione di 350 lire annue. Uscieri e garzoni saranno più di 50 e baderanno anche alle persone reali del Principe e la Principessa di Piemonte.

Il Peigneur[1] di S.M. il Re percepirà bontà sua 600 lire.

Spese per la mobilia e gli Artisti di corte 

Per la salvaguardia della mobilia verranno impiegati un Ispettore, un custode un controllore con relativo garzone, tre servienti ed un pensionato ancora attivo, vi sarà un Mastro fabbricatore delle tappezzerie d’alto e basso liccio e una dozzina di garzoni specializzati.

Pesa in modo particolare nel bilancio la voce dedicata agli Artisti di Corte.

Al primo Pittore di Corte con la provvista di tele e colori si stanziano 4500 lire, altro stipendiato il Conservatore delle gallerie, delle pitture e quadri ed il Custode dei disegni di pittura ed architettura.

Tre saranno i pittori di ritratti ma solo due percepiranno stipendi. Si prevede un pittore in miniature, un diamantato e un lapidario e un cesellatore.

Scrivania a ribalta da parete con scene della battaglia di Torino del 1706, opera di Luigi Prinotto, 1723 (conservata presso Palazzo Reale)

Il Capo dell’oreficeria riceverà un appannaggio di 3000 lire dalle quali dovrà trattenere il suo stipendio ed il rimanente serviranno per il fitto della casa e l’acquisti di carbone. Altre 1200 lire gli serviranno per pagare 2 garzoni e le mance per gli allievi.

Un ebanista e due scultori in legno, un orologiaio completano il quadro  delle spese per i lavori dei professionisti.

Governatori e Capitani dei palazzi torinesi della Veneria, del castello di Moncalieri, del Valentino, di Stupinigi, Rivoli e di Chambery,  i Conciergi ordinanti ai servi che lavoreranno senza sosta e si occuperanno lavori di scopatura, manutenzione, delle dimore reali compresa la Vigna reale e il palazzo di Nizza.

[1] parrucchiere

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