di Redazione

La città di Mondovì (Ël Mondvì in piemontese), fondata alla fine del XII secolo con la titolatura di “Mons Regalis” (Monte Regale) dall’aggregazione in un unico centro abitato di più villaggi preesistenti, acquisì crescente importanza economica e politica a partire dalla seconda metà del XIV secolo tanto da assurgere nel 1388 al rango di “civitas” (sede di cattedra vescovile), formalmente riconosciuto da papa Urbano VI, e da guadagnarsi nello stesso periodo la palma di città con il tasso di incremento demografico più alto di tutto il Piemonte.


Ricordiamo, tra i primati monregalesi, che qui si pubblicò nel 1472 il primo libro con data impressa certa stampato in Piemonte con la tecnica dei caratteri mobili introdotta in Europa nel 1455 dal tedesco Gutenberg e che, attorno alla plurisecolare tradizione locale nelle arti tipografiche, si è costruito il notevole Museo Civico della Stampa, che espone la più importante collezione pubblica italiana di attrezzature e macchine per la stampa.

Numerosi sono i monumenti architettonici e artistici che testimoniano l’importante ruolo di Mondovì nella storia del Piemonte, risalenti in particolare al tardo Medioevo (secoli XIV e XV) e al Settecento, quando il fervore edilizio che interessò la città ne riplasmò in parte il volto, grazie all’intervento di grandi architetti sabaudi come Francesco Gallo.

Veduta della torre dei Bressani o torre civica del Belvedere – ph ufficio turistico del comune di Mondovì