La quarta tappa del viaggio in Canavese a cura di Giovanni Dughera è dedicata ai castelli di Ozegna, Rivarolo e Rivara, tra Medioevo idealizzato e Medioevo ritrovato. 

Il castello di Ozegna, fatto edificare nel 1432 dal conte Gotofredo Biandrate di San Giorgio, spicca per originalità rispetto ad altri castelli canavesani: per i materiale costruttivi – mattoni ancor più che ciottoli dell’Orco, come usava in Canavese – e per il carattere stilistico più mantovano che locale, essendo i Biandrate collegati con i Gonzaga di Mantova.

Castello di Ozegna – foto di Fabio Rava

Il castello presenta una inconsueta eleganza, nei loggiati che si uniscono alle torri in un armonico insieme, e negli imponenti camini in muratura sottostanti i soffitti a cassettoni. Uno dei camini è sovrastato da un ovale con l’arme di Emanuele Filiberto di Savoia, che testimonia il passaggio e il soggiorno in loco del duca. Infatti, secondo antiche consuetudini, i duchi sabaudi avevano il privilegio di essere accolti ed ospitati nei castelli dei signori a loro legati da vincoli di fedeltà.

Rivarolo, il castello di Malgrà. Se Pavone è il “sogno del Medioevo” che rivive nell’Ottocento, il castello di Malgrà, fatto costruire dai conti San Martino nel XIII secolo, non è da meno, nel cortile interno con logge, torri, affreschi restaurati dall’architetto Carlo Nigra, ma è nel lato a fossato esterno che rivive in un Medioevo così autentico, aspro, puro.

Castello di Malgrà - foto di Giovanni Dughera
Castello di Malgrà – foto di Giovanni Dughera

La gran muraglia, dalla trama di ciottoli di fiume disposti a “lisca di pesce” e mattoni, intervallata da piacevoli finestre con cornici in cotto del XIII-XIV secolo, ha un andamento sinuoso, quasi ondeggiante, musicale, che ha un contrappunto nelle linee altrettanto mosse della striscia di bosco selvaggio di là del fossato, che scende poi nel mitico Orco, torrente che deriva il suo nome dalla ricerca dell’oro che si faceva in tempi passati.

Ponte levatoio del castello di Malgrà – foto di Giovanni Dughera

Le torri emergono dal corpo robusto, ardite, superbe. Il castello sa di un Medioevo rude, ferrigno ingentilito da quella linea sinuosa. Ricorda alcune scene di “Lancelot du Lac”, film di Luc Besson ambientato in un castello immerso nel bosco.

Il parco è più “moderno”, arioso, da residenza di piacere, bellissimi i giochi di linee verdi dati dalle siepi di bosso nel fossato, sotto l’affascinante ponte levatoio.

Rivara: ridente località incuneata tra verdi monti. Conserva un interessante complesso di castelli: quello medievale, affascinante per la torre che sovrasta il maniero restaurato nell’Ottocento dal D’Andrade, e la villa neobarocca costruita allora ex novo.

Castello di Rivara – foto di Giovanni Dughera
Castello di Rivara – foto di Giovanni Dughera

Qui la vita mondana del Conte Gattinara si contrappose alla vita bohémienne e spensierata di quel gruppo di giovani pittori che si suole definire “La scuola di Rivara”. I pittori, ospitati nella villa del banchiere Ogliani (parco visitabile), furono i protagonisti del paesaggismo piemontese dagli anni ’60 agli anni’80 del XIX secolo, mediante la pratica pittorica “en plein air” che era propria anche degli impressionisti francesi. A quel tempo si soleva parlare dei prati di Rivara e si coniò così il termine verde Rivara..In una sorta di rivisitazione di quel periodo, il castello è ora Centro per l’arte contemporanea.

I castelli sono immersi in un grande parco all’inglese, dove permangono bossi potati come in uso nel Settecento, e alcuni presentano forme astratte, bizzarre, non riconducibili a oggetti esistenti: un’anticipazione dell’arte contemporanea presente attualmente nel castello.

Interessante visitare i dintorni, luoghi che videro i pittori all’opera tra pascoli e boschi (Pratiglione, Belboschetto, Valtorta, Belmonte, Prascorsano).

Testo di Giovanni Dughera

 

villa OGLIANI
Veduta del borgo e del castello di Rivara dal balcone di villa Ogliani – foto di Giovanni Dughera

 

Nota della redazione: i castelli di Ozegna, Rivara e Rivarolo sono stati fonte d’ispirazione per la realizzazione di parti del Borgo Medievale di Torino, costruito per l’Esposizione Generale Italiana del 1884 con l’intento di ricreare la “vita civile e militare del Piemonte nel XV secolo” attraverso una selezione di opere architettoniche presenti sul territorio.

Per chi volesse saperne di più, cliccare qui: Il Borgo Medievale di Torino