Testo e foto di Paolo Barosso

Tra boschi, vigne e noccioleti, le colline di Castelnuovo Don Bosco nell’Astesana appaiono punteggiate in questi giorni dal blu della lavanda in fiore nei campi di Cascina Gelosia.

La lavanda (il nome deriva dal latino, in riferimento all’usanza diffusa nel Medioevo di “lavarsi” il corpo con l’acqua aromatizzata con l’essenza o il fiore di questa pianta) cresce spontanea sotto i 500 metri d’altitudine, in terreni asciutti, esposti al sole e con buon contenuto di calcare, ma è tradizionalmente coltivata in Provenza e anche in alcune zone del Piemonte, dove si adoperano in prevalenza le due specie della Lavanda vera (“Lavandula officinalis”) e del Lavandino (un ibrido tra la “Lavandula officinalis” e la “Lavandula latifolia”).

Il periodo della prima e più intensa fioritura, che può variare a seconda delle condizioni climatiche, è compreso tra la metà di giugno e il principio di luglio, con una seconda fioritura a a fine estate, nel mese di settembre.

Tra le zone del Piemonte in cui si possono ammirare i campi di lavanda in fiore, segnaliamo, oltre all’Astigiano, le valli cuneesi con Demonte in valle Stura, dove la coltivazione di questa pianta (chiamata “izòp” in provenzale alpino), adoperata soprattutto per scopi farmaceutici, si pratica dalla metà dell’Ottocento (qui opera “Rocchia Distillerie” per la produzione dell’olio essenziale), e la borgata di Andonno, oggi frazione di Valdieri, in cui si celebra annualmente la “Festa della Lavanda”.

Nelle Alte Langhe troviamo campi di lavanda sulle colline di Sale San Giovanni, caratteristico borgo di sommità dominato dal castello “marchesi Incisa di Camerana” che ogni anno ospita “Non solo erbe, Fiera delle Erbe officinali ed aromatiche”, mentre in provincia di Alessandria si segnalano coltivazioni nell’Alto Monferrato acquese, a Castelletto d’Erro, sullo spartiacque tra valle Bormida e valle dell’Erro, e nei dintorni di Spigno Monferrato, nel Monferrato Casalese, con i paesi di Cuccaro e di Lu, e sui colli tortonesi, presso Viguzzolo.

Anche nella pianura novarese, pur caratterizzata dal dominio incontrastato della risaia, si sta affacciando la coltivazione della lavanda, ad esempio nei campi creati nel 2019 dalla famiglia Bianchi nel comune di Cameri, dietro la storica villa Picchetta, sede dell’Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del lago Maggiore.