{"id":7340,"global_id":"www.piemonteis.org?id=7340","global_id_lineage":["www.piemonteis.org?id=7340"],"author":"1","status":"publish","date":"2024-04-08 14:20:05","date_utc":"2024-04-08 14:20:05","modified":"2024-04-08 14:23:24","modified_utc":"2024-04-08 14:23:24","url":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?tribe_events=san-nazzaro-sesia-domenica-21-aprile-torna-la-giornata-medievale-in-abbazia","rest_url":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/tribe\/events\/v1\/events\/7340","title":"San Nazzaro Sesia, domenica 21 aprile torna la &#8220;Giornata Medievale in Abbazia&#8221;","description":"<p>di Paolo Barosso<\/p>\n<p><strong>Domenica 21 Aprile<\/strong> \u00e8 in programma a <strong>San Nazzaro Sesia<\/strong>, nel cuore delle risaie novaresi, la sesta edizione della \u201c<strong>Giornata Medievale in Abbazia<\/strong>\u201d, iniziativa che proporr\u00e0 ai visitatori, nella splendida cornice dell&#8217;abbazia dei Santi Nazario e Celso, la ricostruzione della quotidianit\u00e0 e dei mestieri tipici del Piemonte <strong>agli inizi del Quattrocento<\/strong>.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1180\" src=\"https:\/\/www.lambello.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/DSC_0010-2-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1707\" \/><\/figure>\n<p>La manifestazione, organizzata dalla Parrocchia dei Santi Nazario e Celso, dall\u2019Associazione Culturale Piemonte Medievale e dall\u2019Associazione Culturale\u00a0<em>Speculum Historiae<\/em>\u00a0di Torino, in collaborazione con il Comitato Madonna della Fontana di San Nazzaro Sesia, trasformer\u00e0 i visitatori in veri e propri \u201c<strong>viaggiatori nel tempo<\/strong>\u201d, offrendo loro l\u2019opportunit\u00e0 imperdibile di scoprire tanti aspetti e curiosit\u00e0 relativi al periodo storico preso in considerazione, dall\u2019antico e redditizio mestiere del mercante ai segreti della cucina medievale e della lavorazione del cuoio, dall\u2019arte del ricamo alla pratica delle armi, e molto altro ancora.<\/p>\n<p>Partecipare all\u2019iniziativa sar\u00e0 anche l\u2019occasione per conoscere meglio le\u00a0<strong>meraviglie architettoniche dell\u2019abbazia dei santi Nazario e Celso<\/strong>, grazie alle visite guidate curate dall\u2019associazione Piemonte Medievale.<\/p>\n<p>Saranno presenti alla\u00a0<strong>Giornata Medievale nell\u2019Abbazia\u00a0<\/strong>i seguenti gruppi storici, provenienti da Piemonte, Lombardia e Liguria: associazione culturale Res Gestae (Alessandria), Carole di San Martino (Villastellone, TO), Compagnia dell\u2019Orso Nero (Chieri, TO), Gens Turris (Bolzano Novarese, NO), More Ianuensis (Genova), Compagnia della Rosa A.D. 1406 (Mantova), Compagnia di Porta Giovia (Milano). Per quanto riguarda artigiani e rievocatori, \u00e8 prevista la partecipazione di: Argothea, L\u2019ago e la spada, Marco Viviani, Giovanni Rotondi \u2013 Historical Replicas.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1181 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lambello.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MG_6979-683x1024.jpg\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" srcset=\"https:\/\/www.lambello.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MG_6979-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.lambello.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MG_6979-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.lambello.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MG_6979-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.lambello.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MG_6979.jpg 800w\" alt=\"\" width=\"683\" height=\"1024\" \/><\/figure>\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"text-align: center;\"><strong><em>L\u2019abbazi<\/em><\/strong><em><strong>a di San Nazzaro Sesia tra storia, arte e fede<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Adagiata nella pianura del riso, nelle vicinanze del fiume Sesia,\u00a0<strong>l\u2019abbazia benedettina dei Santi Nazario e Celso<\/strong>, al centro dell\u2019abitato di San Nazzaro Sesia, si presenta oggi in forme tardo-gotiche quattrocentesche, ma la sua fondazione risale alla met\u00e0 dell\u2019XI secolo (l\u2019atto istitutivo, noto agli storici come \u201c<em>Donatio Riprandi<\/em>\u201d, \u00e8 datato 1040) per iniziativa del vescovo di Novara Riprando (malgrado la nascente abbazia si trovasse nella diocesi di Vercelli) e dei suoi fratelli,\u00a0a quel tempo conti di Pombia-Varallo.<\/p>\n<p>Dell\u2019originaria costruzione romanica sopravvivono alcune testimonianze architettoniche: tra le pi\u00f9 significative l\u2019<strong>atrio\u00a0<\/strong>addossato alla facciata della chiesa abbaziale e il\u00a0<strong>poderoso campanile<\/strong>, attribuito all\u2019XI\/XII secolo, un tempo provvisto, come tutto il complesso, di \u201c<em>fortilicia<\/em>\u201d, elementi applicati a scopo difensivo, che conferivano al complesso un aspetto \u201cguerresco\u201d, di\u00a0<strong>abbazia incastellata<\/strong>.<\/p>\n<p>La prosperit\u00e0 economica della comunit\u00e0 monastica locale poggiava sull\u2019esercizio dell\u2019agricoltura, praticata grazie alle opere di bonifica compiute sui terreni paludosi circostanti, e sul controllo del\u00a0<strong>guado sul fiume Sesia,\u00a0<\/strong>detto \u201cdel Dovesio\u201d, con il diritto riconosciuto ai monaci di riscossione dei pedaggi cui erano sottoposti i viandanti che percorrevano la\u00a0<strong>Via Regia<\/strong>, asse stradale che collegava l\u2019area milanese con le zone orientali del Piemonte e che, a poca distanza dal paese di San Nazzaro (presso il comune di Biandrate), si intersecava con l\u2019importante\u00a0<strong>Via Biandrina<\/strong>, che conduceva invece da Vercelli verso le montagne biellesi e valsesiane, dove i monaci possedevano alpeggi e fiorenti pascoli.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1182\" src=\"https:\/\/www.lambello.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/DSC_0008-2-scaled.jpg\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" srcset=\"https:\/\/www.lambello.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/DSC_0008-2-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.lambello.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/DSC_0008-2-300x200.jpg 300w\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1707\" \/><\/figure>\n<p>Un nuovo fervore edilizio si manifest\u00f2 alla met\u00e0 del XV secolo grazie all\u2019operato di\u00a0<strong>Antonio Barbavara<\/strong>, uno degli ultimi abati regolari, che guid\u00f2 con saggezza il monastero dal 1429 al 1467. Fu un periodo di rinnovato benessere per la comunit\u00e0, che giunse ad essere\u00a0<strong>l\u2019abbazia a pi\u00f9 alto reddito di tutto il Piemonte<\/strong>, al centro di una rete di filiali (le Celle) dislocate in un\u2019area vasta, comprendente il novarese, il vercellese, la Valsesia e parte del pavese, che funzionavano come luoghi di raccolta delle decime, poi destinate a San Nazzaro.<\/p>\n<p>Barbavara si fece promotore di interventi che impressero una\u00a0<strong>fisionomia tardo-gotica<\/strong>\u00a0al complesso, cancellando quasi del tutto la precedente impostazione romanica. La\u00a0<strong>rinascita architettonica<\/strong>\u00a0del monastero, impreziosito da affreschi e raffinate decorazioni in cotto, non corrispose, per\u00f2, con la rifioritura della vita religiosa, in quanto gi\u00e0 negli anni successivi alla morte del Barbavara, con la nomina di abati commendatari che non risiedevano nel monastero, inizi\u00f2\u00a0<strong>una lunga fase di decadenza<\/strong>\u00a0economica e spirituale, culminata nel 1573 con la trasformazione in parrocchia.<\/p>\n<p>Tra gli elementi che caratterizzano il complesso, destando curiosit\u00e0, vi sono le\u00a0<strong>due costruzioni\u00a0<\/strong>risalenti al XII secolo che, disposte perpendicolarmente alla facciata della chiesa e provviste di portico al piano terra, danno forma a un\u00a0<strong>lungo corridoio<\/strong>\u00a0(atrio) che accompagna il visitatore dinnanzi al raffinato portale d\u2019ingresso, realizzato nel XV secolo e sovrastato da un\u00a0<strong>oculo<\/strong>\u00a0con raffinate lavorazioni in cotto.<\/p>\n<p>La funzione originaria di queste strutture a due piani con\u00a0<strong>nartece incorporato<\/strong>\u00a0(don Mario Capellino), probabilmente quanto rimane di un originario quadriportico poi \u201ctagliato\u201d, non \u00e8 stata stabilita con certezza. Alcuni studiosi hanno interpretato questo spazio come un\u00a0<strong>vestibolo<\/strong>\u00a0riservato al popolo (oppure ai catecumeni, non ancora battezzati), che poteva partecipare alla vita liturgica senza interferire con la recita corale del monastero, altri come luogo per\u00a0<strong>l\u2019accoglienza dei pellegrini<\/strong>\u00a0(<em>hospitalis<\/em>), e altri ancora come cortile o\u00a0<strong>area di ritrovo<\/strong>\u00a0per i monaci, che avevano in origine le loro celle disposte nelle due maniche laterali.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1183\" src=\"https:\/\/www.lambello.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/locandina-san-nazzaro-2024_page-0001-scaled.jpg\" sizes=\"(max-width: 1813px) 100vw, 1813px\" srcset=\"https:\/\/www.lambello.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/locandina-san-nazzaro-2024_page-0001-scaled.jpg 1813w, 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alla\u00a0<strong>Vita di San Benedetto<\/strong>, opera di due pittori diversi, il primo noto con l\u2019appellativo \u201cdei castelli rossi\u201d e il secondo \u201cdelle case grigie\u201d, dalla differente cornice architettonica in cui sono inserite scene e figure.<\/p>\n<p>Tutto da esplorare \u00e8, inoltre, il contesto naturale in cui il comune di San Nazzaro Sesia \u00e8 inserito, perch\u00e9 a ridosso del paese si estende un\u2019importante area protetta, il\u00a0<strong>parco delle Lame del Sesia<\/strong>, creato a tutela dell\u2019ambiente caratteristico delle \u201clame\u201d, stagni di forma arcuata che si sono formati nei periodi di piena, quando il fiume, superati gli argini, ha scavato un nuovo alveo di raccordo tra due anse trasformando il meandro saltato in un bacino di acqua ristagnante, chiamato appunto \u201clama\u201d.<\/p>\n<p>A breve distanza si trova anche la Riserva naturale speciale\u00a0<strong>Isolone di Oldenico<\/strong>, con boschi di pioppi, salici, robinie e, fra gli alberi, una garzaia dove nidificano aironi, garzette, nitticore.<\/p>","excerpt":"<p>Dal mattino alla sera alla scoperta dei mestieri e della vita quotidiana nel Piemonte del primo Quattrocento, con visite guidate del complesso abbaziale immerso nelle risaie novaresi.<\/p>","slug":"san-nazzaro-sesia-domenica-21-aprile-torna-la-giornata-medievale-in-abbazia","image":{"url":"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MG_6979.jpg","id":7343,"extension":"jpg","width":800,"height":1200,"filesize":141790,"sizes":{"medium":{"width":200,"height":300,"mime-type":"image\/jpeg","filesize":33020,"url":"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MG_6979-200x300.jpg"},"large":{"width":267,"height":400,"mime-type":"image\/jpeg","filesize":42542,"url":"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MG_6979-267x400.jpg"},"thumbnail":{"width":150,"height":150,"mime-type":"image\/jpeg","filesize":23758,"url":"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MG_6979-150x150.jpg"},"medium_large":{"width":768,"height":1152,"mime-type":"image\/jpeg","filesize":145522,"url":"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MG_6979-768x1152.jpg"},"fifteen-pop-thumb":{"width":542,"height":340,"mime-type":"image\/jpeg","filesize":50725,"url":"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MG_6979-542x340.jpg"},"fifteen-thumb":{"width":600,"height":600,"mime-type":"image\/jpeg","filesize":78316,"url":"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MG_6979-600x600.jpg"},"fifteen-slider-thumb":{"width":800,"height":430,"mime-type":"image\/jpeg","filesize":71495,"url":"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MG_6979-800x430.jpg"}}},"all_day":false,"start_date":"2024-04-21 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