{"id":1355,"date":"2015-10-21T21:28:21","date_gmt":"2015-10-21T21:28:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=1355"},"modified":"2015-10-21T21:41:51","modified_gmt":"2015-10-21T21:41:51","slug":"le-lingue-locali-vessillo-didentita-e-patrimonio-da-preservare","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=1355","title":{"rendered":"Le lingue locali, vessillo d&#8217;identit\u00e0 e patrimonio da preservare"},"content":{"rendered":"<p><em>Proponiamo un interessante intervento del nostro collaboratore <strong>Paolo Nissotti<\/strong> che, prendendo spunto dalla recente decisione dell&#8217;azienda piemontese Ferrero di valorizzare l&#8217;uso delle lingue e parlate locali negli spot pubblicitari e nella comunicazione di prodotto, svolge alcune considerazioni in merito al rapporto da sempre conflittuale tra lingue &#8220;dominanti&#8221;, spesso divenute tali per casualit\u00e0 storiche o motivi politici, e lingue &#8220;minoritarie&#8221;, impropriamente declassate al rango di &#8220;dialetti&#8221;.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Leggo che in questi giorni la famosissima <strong>Ferrero<\/strong>, produttrice della ancor pi\u00f9 famosa Nutella, che ha nella piemontese Crema Gianduja la sua legittima progenitrice, ha deciso di aggiungere, nell\u2019etichetta dei vasetti, una parola in &#8220;dialetto&#8221; (ovvero in lingua locale).<\/p>\n<p>Per far questo hanno saggiamente consultato degli specialisti in merito. E a questo punto non resta che fare qualche considerazione in materia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1356\" aria-describedby=\"caption-attachment-1356\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/plebiscito.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1356\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/plebiscito.jpg\" alt=\"Sala del Plebiscito in Palazzo Carignano a Torino\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/plebiscito.jpg 960w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/plebiscito-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/plebiscito-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1356\" class=\"wp-caption-text\">Sala del Plebiscito in Palazzo Carignano a Torino<\/figcaption><\/figure>\n<p>Innanzitutto bisogna ricordare che l\u2019Italiano altro non \u00e8 che il <strong>dialetto toscano<\/strong> parlato, prima dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, da non pi\u00f9 del 2% del totale della popolazione. Quando a Torino, a <strong>Palazzo Carignano<\/strong>, si riun\u00ec la prima Assemblea dell&#8217;Italia unita, o meglio della Dichiarazione della nascita del Regno d\u2019Italia, il Re tenne il suo discorso, davanti ad una platea variegata di Toscani, Laziali, Calabresi, Siciliani, in <strong>lingua Piemontese.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1357\" aria-describedby=\"caption-attachment-1357\" style=\"width: 187px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/cavour.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1357 size-medium\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/cavour-187x300.jpg\" alt=\"\" width=\"187\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/cavour-187x300.jpg 187w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/cavour-639x1024.jpg 639w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/cavour-600x962.jpg 600w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/cavour.jpg 1277w\" sizes=\"(max-width: 187px) 100vw, 187px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1357\" class=\"wp-caption-text\">Novara &#8211; monumento a Cavour<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il Re degli Italiani non sapeva l\u2019Italiano! Conosceva esclusivamente il Piemontese e il Francese e in queste lingue si esprimeva. Cos\u00ec pure era per tutti gli abitanti dello Stato Sabaudo e cos\u00ec era anche per molti degli autori e fautori dell\u2019Unit\u00e0 nazionale, incluso Camillo Benso conte di Cavour. Cos\u00ec quando leggete una delle loro dichiarazioni rimaste storiche, sappiate che furono pronunciate soprattutto in francese.<\/p>\n<p>Il tema delle <strong>lingue minoritarie<\/strong> o <strong>locali<\/strong>, definite spesso per spregio &#8220;dialetti&#8221;, \u00e8 estremamente complesso e andrebbe lasciato ai glottologi professionisti, ma qualche altra considerazione la possiamo fare. Tutte la grandi dittature della storia hanno sempre tentato di distruggere ci\u00f2 che di pi\u00f9 popolare e tradizionale esistesse. Ceausescu, dittatore della Romania comunista, con la scusa buonistica di dare le case al popolo, distrusse interi villaggi e interi quartieri di Bucarest per cancellare il ricordo di una cultura passata, tradizionale, sicuramente diversa e in opposizione all\u2019ideologia imposta dal partito. Il Generalissimo Franco proibiva a Catalani e Baschi di esprimersi nella lingua locale. Pujol, capo storico degli indipendentisti Catalani, si fece tre anni di galera per aver cantato una canzone in Catalano di fronte al Generalissimo. Per non parlare del Fascismo, che imponeva il \u201cVoi\u201d, detestava i dialetti e, al pari del nazismo, tentava di cancellare ogni segno di storia popolare persino nell\u2019abbigliamento con l\u2019uso della camicia nera o bruna. L\u2019Unione Sovietica, poi, rese obbligatorio lo studio della lingua russa negli Stati del Patto di Varsavia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1358\" aria-describedby=\"caption-attachment-1358\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/cracovia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1358\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/cracovia.jpg\" alt=\"Grande manifestazione popolare contro il regime comunista nella Polonia degli anni Cinquanta\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/cracovia.jpg 960w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/cracovia-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/cracovia-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1358\" class=\"wp-caption-text\">Cracovia &#8211; grande manifestazione popolare contro il regime comunista nella Polonia degli anni Cinquanta<\/figcaption><\/figure>\n<p>Se consideriamo questi eventi storici, possiamo capire quanto il potere ideologico e assolutistico fosse infastidito dalle tradizioni popolari. Di cui le lingue minoritarie e le parlate locali sono parte preponderante.<\/p>\n<p><strong>Paolo Nissotti<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proponiamo un interessante intervento del nostro collaboratore Paolo Nissotti che, prendendo spunto dalla recente decisione dell&#8217;azienda piemontese Ferrero di valorizzare l&#8217;uso delle lingue&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1359,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,16],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1355"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1355"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1355\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1361,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1355\/revisions\/1361"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1359"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1355"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1355"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1355"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}