{"id":156,"date":"2024-01-10T19:44:00","date_gmt":"2024-01-10T19:44:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=156"},"modified":"2024-01-12T11:35:12","modified_gmt":"2024-01-12T11:35:12","slug":"i-canestrelli-biellesi-canestrej-bieleis","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=156","title":{"rendered":"Tradizioni dolciarie: i Canestrelli biellesi (Canestr\u00e8j biel\u00e8is)"},"content":{"rendered":"<p>I <strong>Canestrelli biellesi<\/strong> (<em>Canestr\u00e8j biel\u00e8is<\/em>), composti da due fragranti cialde al cacao, affini al wafer, che racchiudono uno strato centrale a base di cioccolato, <strong>nocciole Piemonte<\/strong> e mandorle, costituiscono una variante dell\u2019omonima tipologia di biscotti diffusa in molte aree piemontesi.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium aligncenter\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/31\/9a\/10\/319a1060c66384846412f6f7cdab4723.jpg\" width=\"1000\" height=\"1000\" \/>Come si legge sul sito internet della <strong>storica pasticceria Jeantet,<\/strong> fondata a Biella nel 1949, i canestrelli risultano gi\u00e0 menzionati in un manoscritto del 1805 (&#8220;<em>Notice sur l&#8217;arrondissement de Biella, d\u00e9partement de la Sesia<\/em>&#8220;), conservato presso la Biblioteca Reale di Torino, che li descrive come rinomata specialit\u00e0 del territorio biellese, &#8220;<em>stimata e inviata in diverse citt\u00e0<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Un contributo essenziale al successo di questa variante biellese del tradizionale canestrello provenne senz&#8217;altro dall&#8217;attivit\u00e0 artigianale dei <strong>fratelli svizzeri Theodory<\/strong>, produttori di cioccolato, che nel 1842 avevano aperto a Biella il &#8220;Caff\u00e8 degli Svizzeri&#8221;, in seguito rilevato dalla <strong>famiglia Ferrua<\/strong>.<\/p>\n<p>Prodotti sin dal Medioevo con ferri a ganasce muniti di manici per la cottura sul fuoco, i canestrelli devono il nome al <strong>disegno delle piastre<\/strong> che, incidendo l\u2019impasto, vi lasciavano un\u2019impronta a graticcio, simile all\u2019intreccio di un canestro in vimini (dal piemontese <em>can\u00ebst\u00ebrl\u00e0<\/em>, fatto a forma di graticolato).<\/p>\n<p>La vasta produzione dolciaria di Biella comprende, oltre ai rinomati canestrelli, molte altre specialit\u00e0, magari meno conosciute, ma altrettanto meritevoli d&#8217;essere apprezzate e valorizzate.<\/p>\n<p>Ne segnaliamo alcune: il <strong>Pan d\u2019Oropa, <\/strong>dolce da forno a base di cacao, creato nel 1935 con l&#8217;idea di fornire ai soldati di stanza in Etiopia un prodotto che potesse resistere alle difficolt\u00e0 del viaggio e che, nel contempo, portasse con s\u00e9 il ricordo della Madonna Nera venerata al santuario di Oropa; i <strong>Tigrini &#8211; <\/strong>nome derivato dalla forma, ispirata a una zampa di tigre stilizzata &#8211; lanciati nei primi anni del secondo dopoguerra e costituiti da un doppio cialdino ricoperto di cioccolato fondente con all\u2019interno una morbida pasta aromatizzata al rhum e l&#8217;aggiunta di nocciole e mandorle; le <strong>Cupole d&#8217;Oropa<\/strong>, ideate dalla pasticceria Jeantet e composte da un cuore morbido al rhum ricoperto da una cupola di cioccolato fondente; infine, la <strong>torta del Buscajet<\/strong>, specialit\u00e0 originaria di Gaglianico a base di semolino, burro, uova, uvetta e amaretti, che trae il nome dalla consuetudine, seguita dalla massaie del luogo che si recavano nei forni comunitari per la cottura dei loro prodotti, di inserire nella superficie dell&#8217;impasto, con la funzione di segni di riconoscimento, alcuni rametti di legno di forma diversa, chiamati appunto &#8220;<em>boscajet<\/em>&#8220;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Canestrelli biellesi (Canestr\u00e8j biel\u00e8is), composti da due fragranti cialde al cacao, affini al wafer, che racchiudono uno strato centrale a base di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7235,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,2321,2,27],"tags":[243,137,4478,2196,498,4479],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/156"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=156"}],"version-history":[{"count":12,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/156\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7236,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/156\/revisions\/7236"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7235"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=156"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=156"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=156"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}