{"id":1808,"date":"2015-11-19T10:40:18","date_gmt":"2015-11-19T10:40:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=1808"},"modified":"2015-11-19T10:42:19","modified_gmt":"2015-11-19T10:42:19","slug":"libri-e-librerie-secondo-i-fratelli-fogola","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=1808","title":{"rendered":"Libri e librerie secondo i fratelli Fogola"},"content":{"rendered":"<p><em>Dopo il prezioso contributo di<\/em><em>\u00a0<\/em><strong><em>Antonella Pinna\u00a0<\/em><\/strong><em>sulla storica libreria &#8220;<\/em><strong><em>Dante Alighieri<\/em><\/strong><em>&#8221; di piazza Carlo Felice, vi presentiamo di seguito un&#8217;interessante conversazione con i <strong>fratelli Fogola<\/strong>, per tanti anni titolari della celebre attivit\u00e0 torinese. Il tema del dialogo \u00e8, sul piano generale, il <strong>futuro del libro<\/strong> in formato cartaceo, che oggi sembra messo in discussione sia dalla crescente disaffezione verso la lettura, sia dall&#8217;evoluzione tecnologica, e, con riguardo al nostro territorio, il rapporto di Torino e del Piemonte con il libro e le librerie.<\/em><\/p>\n<p><strong>Nanni<\/strong> e <strong>Mimmo Fogola<\/strong> ci hanno accolti nella libreria Moderna di Gianfranco Fava, all\u2019imbocco della Galleria Tirrena, variante anni Sessanta di quei <em>passages<\/em> <em>couverts<\/em> con destinazione commerciale in voga a Torino, sull\u2019esempio francese, tra fine Ottocento e primo Novecento.<\/p>\n<p>Abbiamo rivolto loro alcune domande incentrate sulla <strong>figura del libraio<\/strong>, che, come noto, sta attraversando una fase difficile, e sulla situazione delle librerie e dell\u2019editoria, con particolare riguardo al Piemonte e al caso di Torino, rimasta quasi orfana ormai di quelle librerie \u201cstoriche\u201d che non erano solo negozi di libri, ma anche punti di ritrovo e cenacoli culturali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1809\" aria-describedby=\"caption-attachment-1809\" style=\"width: 2048px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/20151015_114638.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1809 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/20151015_114638.jpg\" alt=\"I fratelli Fogola presso la Libreria Moderna \" width=\"2048\" height=\"1152\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/20151015_114638.jpg 2048w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/20151015_114638-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/20151015_114638-1024x576.jpg 1024w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/20151015_114638-600x338.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1809\" class=\"wp-caption-text\">I fratelli Fogola presso la Libreria Moderna<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Il primo punto che abbiamo toccato nella piacevole conversazione con i fratelli Fogola \u00e8 la preconizzata scomparsa del libro, minacciato, nella sua essenza di supporto cartaceo, dall\u2019evoluzione tecnologica. \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<em>Ci\u00f2 che penalizza il libro \u00e8 di essere scritto<\/em>\u201d, cos\u00ec esordisce Mimmo Fogola con una frase che, sulle prime, disorienta. \u201c<em>Il libro<\/em>\u201d, prosegue Fogola, \u201c<em>non \u00e8 da considerarsi unicamente come supporto cartaceo di un testo, ma \u00e8 anche un oggetto, tradizionalmente concepito come elemento d\u2019arredo, atto a riempire spazi della casa appositamente pensati ed allestiti per la sua custodia ed esposizione. Di solito ci si limita a considerare il libro secondo il primo metro di valutazione, cio\u00e8 concependolo alla stregua di semplice supporto della scrittura e mezzo di trasmissione del sapere che vi \u00e8 contenuto. Come tale il libro \u00e8 facilmente condannabile all\u2019oblio perch\u00e9 basta un\u2019innovazione tecnologica, che introduca una forma pi\u00f9 maneggevole e pratica di supporto alla lettura, come i tablet e gli e-reader, perch\u00e9 lo si possa considerare superato e, quindi, progressivamente abbandonato. E\u2019 quanto capit\u00f2 alle carrozze trainate dai cavalli quando nacque l\u2019automobile\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cIl libro, per\u00f2\u201d<\/em> &#8211; ed \u00e8 questo il punto centrale del ragionamento di <strong>Mimmo Fogola<\/strong> \u2013 \u201c<em>non \u00e8 un semplice supporto, facilmente sostituibile con strumenti innovativi di lettura, ma \u00e8 un oggetto, cui siamo abituati a fare i conti da secoli, per il quale allestiamo appositi ambienti nelle nostre case e che<\/em> <em>amiamo maneggiare, osservare, sfogliare\u201d. \u00a0<\/em>Proprio considerando il libro come oggetto, da cui dipendono un insieme di abitudini consolidate e di modi di concepire la realt\u00e0, prima di tutto l\u2019abitare (pensiamo alla libreria domestica o agli ambienti adibiti a studio), possiamo arrivare alla conclusione, che \u00e8 quella a cui giunge Fogola, che il libro cartaceo non scomparir\u00e0 mai del tutto perch\u00e9 la sua estinzione implicherebbe la rinuncia a quel complesso di relazioni ed emozioni che gli ruota attorno.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1810\" aria-describedby=\"caption-attachment-1810\" style=\"width: 2048px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/20151031_120639.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1810 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/20151031_120639.jpg\" alt=\"Scorcio autunnale di piazza Carlo Felice a Torino\" width=\"2048\" height=\"1152\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/20151031_120639.jpg 2048w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/20151031_120639-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/20151031_120639-1024x576.jpg 1024w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/20151031_120639-600x338.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1810\" class=\"wp-caption-text\">Scorcio autunnale di piazza Carlo Felice a Torino<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Il secondo punto che tocchiamo riguarda l\u2019evoluzione del mestiere del libraio e il destino delle librerie, sia con riguardo alla situazione generale, sia in riferimento al caso di Torino e del Piemonte. <\/strong><\/p>\n<p>Affrontando il tema, assai complesso, Fogola rileva subito un paradosso: \u201c<em>Da un lato \u00e8 assodata la crescente disaffezione verso la lettura, dovuta a fattori non solo economici, ma anche culturali, dall\u2019altro lato si nota per\u00f2 una straordinaria fioritura di libri stampati, per una media che sbalordisce e che parla di 150\/160 testi al giorno. Questo \u00e8 un evidente eccesso, che non sortisce altro effetto di disorientare il lettore e l\u2019editore stesso, sommerso da proposte di pubblicazione, ed \u00e8 causa di dispersione di energie e risorse, che potrebbero essere pi\u00f9 utilmente convogliate su pochi testi, ma di buona qualit\u00e0 e selezionati\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cCi\u00f2 che manca oggi al libraio\u201d, <\/em>notano <strong>Mimmo<\/strong> e <strong>Nanni Fogola<\/strong>,<em> \u201c\u00e8 forse il fiuto, che un tempo sapeva orientare il venditore. Nostro nonno, Giovanni Battista Fogola, nativo di Montereggio vicino a Pontremoli in Lunigiana, scendeva a valle dalla sua borgata con la gerla piena di libri, per venderli nei centri abitati pi\u00f9 grossi. Cos\u00ec cominci\u00f2 il mestiere, dando l\u2019avvio alla <strong>dinastia di librai<\/strong>, poi anche <strong>editori<\/strong>, di cui siamo gli ultimi discendenti, e che lo port\u00f2 ad aprire, nell\u2019allora culturalmente vivace Torino (siamo nel 1911), prima tre chioschi e poi la libreria Dante Alighieri in piazza Carlo Felice. Senza fiuto per il libro e senza la capacit\u00e0 di comprendere i gusti del potenziale acquirente, non avrebbe mai combinato nulla e se ne sarebbe tornato sui suoi passi, con la gerla colma di libri invenduti\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Nanni Fogola evidenzia come a Torino (ma la citt\u00e0 riflette una tendenza generale), aldil\u00e0 del problema specifico della chiusura delle librerie storiche in centro, il <strong>negozio-libreria<\/strong> puro non esista pi\u00f9 o comunque sia in fase di sparizione: il libraio, per sopravvivere, deve per forza differenziare e ampliare l\u2019offerta merceologica, trattando beni che con il libro c\u2019entrano poco o nulla. La figura del libraio puro, in realt\u00e0, \u00e8 ancora rintracciabile, ma \u00e8 oggi incarnata dai gestori dei chioschi e delle bancarelle di libri, fenomeno tanto radicato a Torino che, come nota Mimmo Fogola, \u201c<em>la nostra \u00e8 la citt\u00e0 a livello europeo che ne vanta il maggior numero in rapporto al numero degli abitanti, ancor pi\u00f9 di Parigi<\/em>\u201d. Questo \u00e8 sicuramente un valore aggiunto e rappresenta una realt\u00e0 ancora oggi vivace, tanto che, osserva Mimmo, \u201c<em>se noi proponessimo un cambio, al netto di costi e affitti, tra il negozio-libreria e un chiosco, nessuno accetterebbe mai<\/em>\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1811\" aria-describedby=\"caption-attachment-1811\" style=\"width: 720px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/12243162_10207961890107234_7700519384134916450_n.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1811 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/12243162_10207961890107234_7700519384134916450_n.jpg\" alt=\"Legatura alle armi sabaude - met\u00e0 XVIII secolo - libro conservato presso il Museo Civico di Arte Antica a Palazzo Madama \" width=\"720\" height=\"960\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/12243162_10207961890107234_7700519384134916450_n.jpg 720w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/12243162_10207961890107234_7700519384134916450_n-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/12243162_10207961890107234_7700519384134916450_n-600x800.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1811\" class=\"wp-caption-text\">Legatura alle armi sabaude &#8211; met\u00e0 XVIII secolo &#8211; libro conservato presso il Museo Civico di Arte Antica a Palazzo Madama<\/figcaption><\/figure>\n<p>La nostra piacevole conversazione sta volgendo al termine e lo sguardo attento di Mimmo e Nanni Fogola si posa infine sul Piemonte, e su Torino, dove, come notano i due fratelli, pur in un contesto di generale disaffezione verso la lettura, esiste ancora, rispetto ad altri luoghi, una certa attenzione per il libro e questo spiega l\u2019alto numero di librerie che resistono, oltre cento (anche se relegate spesso in quartieri meno centrali), la rilevante concentrazione di chioschi, bancarelle e cartolibrerie, ma anche la notevole presenza di <strong>librerie antiquarie<\/strong>, come Gilibert in Galleria Subalpina, Peyrot di Pier Luca Monge e Bergoglio libri antichi, attive a Torino in numero superiore a quello di qualsiasi altra realt\u00e0 italiana.<\/p>\n<p>Inoltre \u201c<em>per quanto riguarda le scelte di acquisto, il lettore torinese<\/em> <em>ha sempre manifestato una spiccata propensione per le pubblicazioni che riguardano Torino e il Piemonte e questo, per un piccolo editore legato al territorio, rappresenta senza dubbio un vantaggio. Ad esempio noi, come librai-editori, tempo fa lanciammo una collana di gialli, i \u201c<strong>Gialli Fogola<\/strong>\u201d, realizzati da autori locali (tra gli altri, Renzo Rossotti, Angelo Caroli, Mario Barbero, Corrado Farina), e decidemmo di ambientarli in terra sabauda. Ricordo che, nelle scelte di acquisto dei clienti, incideva parecchio l\u2019ambientazione tutta torinese\/piemontese del libro giallo, e questa atteggiamento di attenzione per la citt\u00e0 e il territorio fin\u00ec per decretare il successo della collana\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Paolo Barosso<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il prezioso contributo di\u00a0Antonella Pinna\u00a0sulla storica libreria &#8220;Dante Alighieri&#8221; di piazza Carlo Felice, vi presentiamo di seguito un&#8217;interessante conversazione con i fratelli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1809,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,16,18,4],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1808"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1808"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1808\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1812,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1808\/revisions\/1812"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1809"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1808"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1808"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1808"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}