{"id":2073,"date":"2016-03-22T19:04:18","date_gmt":"2016-03-22T19:04:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2073"},"modified":"2016-03-22T20:48:14","modified_gmt":"2016-03-22T20:48:14","slug":"megalitismo-piemonte-la-stele-di-lugnacco-una-sosta-nel-borgo-canavesano-alla-scoperta-di-tracce-megalitiche-e-del-raro-clocher-porche-della-pieve-di-maria-vergine","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2073","title":{"rendered":"Megalitismo in Piemonte: la stele di Lugnacco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><em>Una sosta nel borgo canavesano alla scoperta di una testimonianza importante della civilt\u00e0 megalitica, il cosiddetto menhir di Lugnacco, e del raro campanile-androne della pieve di Maria Vergine<\/em><\/p>\n<p>All\u2019imbocco della quieta <strong>Valchiusella<\/strong>, nelle adiacenze del cimitero di Lugnacco e a poca distanza dalla pieve romanica di Maria Vergine (che oggi svolge funzioni di parrocchia, la pi\u00f9 antica della valle), sorge una <strong>stele megalitica<\/strong>, impropriamente definita <strong>menhir di Lugnacco<\/strong> (il termine <em>menhir<\/em> \u00e8 la rielaborazione ottocentesca di due vocaboli bretoni utilizzati in quella regione dell\u2019attuale Francia per designare pietre infisse nel terreno, grezzamente lavorate e disposte in circolo, allineate o anche isolate, la maggior parte delle quali risalente al Neolitico).<\/p>\n<figure id=\"attachment_2074\" aria-describedby=\"caption-attachment-2074\" style=\"width: 2048px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_120114.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2074\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2074\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_120114.jpg\" alt=\"Valchiusella - veduta della borgata Fondo \" width=\"2048\" height=\"1152\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_120114.jpg 2048w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_120114-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_120114-768x432.jpg 768w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_120114-1024x576.jpg 1024w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_120114-600x338.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2074\" class=\"wp-caption-text\">Valchiusella &#8211; veduta della borgata Fondo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il <strong>megalitismo <\/strong>del Neolitico (prolungatosi in alcune regioni sino all\u2019Et\u00e0 del Bronzo), implicante l\u2019uso di blocchi lapidei di grandi dimensioni per erigere monumenti, anche con valenza sacrale, \u00e8 un fenomeno che coinvolge l\u2019intera Europa Occidentale, portando gli uomini del tempo ad acquisire notevoli competenze nella lavorazione delle pietre, nell\u2019intaglio e nel posizionamento delle stesse sul terreno (come si evidenzia nel caso dei Triliti di Stonehenge in Inghilterra). L\u2019abilit\u00e0 nella lavorazione del materiale lapideo si manifest\u00f2 anche nella creazione di utensili come le affilatissime asce in pietra verde ritrovate in gran quantit\u00e0 in Piemonte.<\/p>\n<p>Sempre in questo periodo, ma anche in epoche pi\u00f9 recenti, le rocce di grandi dimensioni o dalle forme particolari, come i massi erratici della bassa Valsusa studiati dal punto di vista scientifico da Bartolomeo Gastaldi (cui \u00e8 intitolato il celebre <strong>masso di Pianezza<\/strong>), divennero oggetto di culto, la cosiddetta <em>saxorum veneratio<\/em>, in quanto si riteneva che queste formazioni litiche costituissero un ponte di collegamento tra il mondo terreno e la dimensione soprannaturale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec l\u2019atto della donna che appoggiava o strusciava il ventre contro la pietra era concepito come gesto propiziatorio della fertilit\u00e0 (\u00e8 il caso della celebre <strong><em>Pera d\u2019la Pansa<\/em><\/strong> sulla rocca di Cavour), mentre il comportamento rituale dei pellegrini che, saliti al <strong>santuario di San Besso<\/strong> sopra Campiglia Soana, compiono pi\u00f9 giri attorno al grande masso che sovrasta la chiesa o vi staccano frammenti di pietra da tenere con s\u00e9 come talismano \u00e8 da interpretarsi come sopravvivenza di pratiche cultuali arcaiche legate alla <em>saxorum veneratio<\/em> (studiate dall\u2019antropologo francese Robert Hertz nel primo Novecento).<\/p>\n<figure id=\"attachment_2076\" aria-describedby=\"caption-attachment-2076\" style=\"width: 1152px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_155424-1-e1458671741916.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2076\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2076\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_155424-1-e1458671741916.jpg\" alt=\"La stele megalitica di Lugnacco \" width=\"1152\" height=\"2048\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_155424-1-e1458671741916.jpg 1152w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_155424-1-e1458671741916-169x300.jpg 169w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_155424-1-e1458671741916-768x1365.jpg 768w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_155424-1-e1458671741916-576x1024.jpg 576w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_155424-1-e1458671741916-600x1067.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1152px) 100vw, 1152px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2076\" class=\"wp-caption-text\">La stele megalitica di Lugnacco<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dapprima semplici blocchi lapidei non lavorati o rozzamente modellati, le pietre infisse nel terreno per probabili motivazioni cultuali assunsero in una fase pi\u00f9 avanzata l\u2019aspetto di steli lavorate con maggiore accuratezza e infine di figure antropomorfe, legate a pratiche propiziatorie della <strong>fertilit\u00e0 agricola<\/strong> oppure utilizzate, in epoca pi\u00f9 tarda (Et\u00e0 del Ferro), come <strong>segnacoli funerari<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019uso funerario trova attestazione nelle <strong>tombe a tumulo<\/strong> ritrovate nell\u2019area compresa tra Val d\u2019Aosta, Torinese, Canavese e Biellese, risalenti all\u2019VIII\/VII secolo a.C. e spesso contrassegnate da steli monolitiche: l\u2019usanza rivela influssi della cultura transalpina di Hallstatt (prima Et\u00e0 del Ferro). Sulla base di queste indicazioni si \u00e8 anche ipotizzato che il <strong>monolite di Lugnacco<\/strong>, tra l\u2019altro ritrovato in una zona che tuttora \u00e8 destinata ai defunti e che potrebbe avere assolto tale funzione anche in tempi remoti, sia stato pensato in origine come segnacolo funerario e sia quindi databile ad un periodo successivo a quello di norma indicato, e cio\u00e8 all\u2019Et\u00e0 del Ferro in luogo dell\u2019Et\u00e0 del Bronzo (tra il 2300 e il 700 a.C.) cui in genere si fa risalire. In realt\u00e0 non esistono elementi concordanti a sostegno di questa ipotesi, ed \u00e8 anche plausibile che il monolite, adibito in origine a funzioni cultuali, sia stata poi reimpiegato in epoca pi\u00f9 tarda come stele funeraria.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2078\" aria-describedby=\"caption-attachment-2078\" style=\"width: 576px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Masso-di-Ranverso-agosto-2007-072-1.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2078\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2078\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Masso-di-Ranverso-agosto-2007-072-1.jpg\" alt=\"Il Masso erratico presso la precettoria di Sant'Antonio di Ranverso - Valsusa\" width=\"576\" height=\"768\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Masso-di-Ranverso-agosto-2007-072-1.jpg 576w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Masso-di-Ranverso-agosto-2007-072-1-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2078\" class=\"wp-caption-text\">Il Masso erratico presso la precettoria di Sant&#8217;Antonio di Ranverso &#8211; Valsusa<\/figcaption><\/figure>\n<p>Quanto al legame delle steli megalitiche con riti propiziatori della <strong>fertilit\u00e0 agricola<\/strong>, si trova traccia di queste credenze anche in pratiche pi\u00f9 recenti di magismo contadino. E\u2019 il caso delle arenarie scolpite in forma antropica ritrovate a Vesime (At), forse usate come pali di testa delle vigne. \u00c8\u00a0probabile che i\u00a0<em>picap\u00e8re<\/em>\u00a0itineranti, nel realizzare queste sculture, si siano richiamati a pratiche ataviche che assegnavano alle figure di pietra poste a lato della vigna funzioni profilattiche e propiziatrici del raccolto. Queste credenze, sopravvissute ai secoli, richiamano il principio, d\u2019origine preistorica, che impone all\u2019uomo, prima di qualsiasi intervento turbativo dell\u2019equilibrio ambientale, come il dissodamento, di celebrare riti di conciliazione per garantirsi la benevolenza delle <strong>forze naturali.<\/strong> Da qui la pratica arcaica di collocare ai bordi del campo e poi della vigna manufatti in pietra,\u00a0menhir\u00a0o steli, offerti in omaggio al\u00a0<em>genius loci<\/em>: lo spirito, prendendo dimora nella figura di pietra, si rende visibile, ma anche controllabile dall\u2019uomo.<\/p>\n<p>La <strong>stele di Lugnacco<\/strong>, riscoperta nel 1975, era stata riutilizzata in epoca cristiana come soglia d\u2019ingresso dell\u2019area cimiteriale antistante la pieve romanica di Santa Maria. Il Gruppo Archeologico Canavesano (GAC), che ne cur\u00f2 il recupero e il riposizionamento nel luogo in cui oggi si trova, la dat\u00f2 all\u2019Et\u00e0 del Bronzo. Verso la fine degli anni \u201980 si ritrovarono prima a Chivasso e poi a Mazz\u00e9, in prossimit\u00e0 della diga sulla Dora Baltea, due steli affini a quella di Lugnacco, sia come forma che come datazione, e accomunate anche dallo stesso destino di riutilizzo o di <em>damnatio memoriae<\/em>: il menhir di Chivasso venne reimpiegato nel Medioevo presumibilmente come berlina per i condannati, mentre quello di Mazz\u00e9 venne fatto rotolare sino alla Dora per nasconderlo alla vista, essendo ritenuto oggetto di pratiche cultuali superstiziose.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2077\" aria-describedby=\"caption-attachment-2077\" style=\"width: 1152px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_155255-e1458672440670.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2077\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2077\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_155255-e1458672440670.jpg\" alt=\"La pieve della Purificazione di Maria Vergine a Lugnacco\" width=\"1152\" height=\"2048\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_155255-e1458672440670.jpg 1152w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_155255-e1458672440670-169x300.jpg 169w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_155255-e1458672440670-768x1365.jpg 768w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_155255-e1458672440670-576x1024.jpg 576w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20151108_155255-e1458672440670-600x1067.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1152px) 100vw, 1152px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2077\" class=\"wp-caption-text\">La pieve della Purificazione di Maria Vergine a Lugnacco<\/figcaption><\/figure>\n<p>La vicina pieve romanica, dedicata alla Purificazione di Maria Vergine e fondata come spesso accadeva su un luogo di culto gi\u00e0 frequentato in epoca celtica e probabilmente anche in fasi pi\u00f9 antiche, presenta una struttura particolare, caratterizzata dallo schema del \u201c<strong>campanile-androne<\/strong>\u201d, situato al centro della facciata e inglobante un portico che d\u00e0 accesso alla chiesa, una soluzione di ascendenza francese (dove viene detto <strong><em>clocher-porche, <\/em><\/strong>cio\u00e8 campanile-atrio o campanile-porticato) che trova per\u00f2 riscontro in alcune chiese romaniche di area canavesana. Tra queste, oltre alla pieve di Lugnacco, segnaliamo per valore storico-artistico la chiesa di <strong>Santo Stefano di Sessano<\/strong>, risalente all\u2019XI secolo, unico edificio superstite del villaggio alto-medioevale di <em>Sexiano\/Sessano<\/em>, poi distrutto da un movimento franoso e abbandonato dagli abitanti, che si trasferirono nell\u2019odierna Chiaverano. In base a studi condotti dal Paviolo la pieve di Lugnacco sorse sulle fondamenta d\u2019un pi\u00f9 antico edificio di culto cristiano, originario del V secolo.<\/p>\n<p>Testo a cura di Paolo Barosso<\/p>\n<p><strong>Fonti bibliografiche e siti internet:<\/strong><\/p>\n<p>Gruppo Archeologico Canavesano \u2013 1980,\u00a0<em>Archeologia in Canavese<\/em>, Broglia Ivrea<\/p>\n<p>Claudia Bocca e Massimo Centini \u2013 1991, <em>Le grandi pietre. Viaggio tra i massi erratici dell&#8217;anfiteatro morenico di Rivoli<\/em>, Susa libri<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.valchiusella.org\">www.valchiusella.org<\/a><\/p>\n<figure id=\"attachment_2080\" aria-describedby=\"caption-attachment-2080\" style=\"width: 1152px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Santo-Stefano-di-Sessano-3-e1458673112181.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2080\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2080\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Santo-Stefano-di-Sessano-3-e1458673112181.jpg\" alt=\"La chiesa romanica di Santo Stefano di Sessano nei pressi di Chiaverano\" width=\"1152\" height=\"2048\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Santo-Stefano-di-Sessano-3-e1458673112181.jpg 1152w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Santo-Stefano-di-Sessano-3-e1458673112181-169x300.jpg 169w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Santo-Stefano-di-Sessano-3-e1458673112181-768x1365.jpg 768w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Santo-Stefano-di-Sessano-3-e1458673112181-576x1024.jpg 576w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Santo-Stefano-di-Sessano-3-e1458673112181-600x1067.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1152px) 100vw, 1152px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2080\" class=\"wp-caption-text\">La chiesa romanica di Santo Stefano di Sessano nei pressi di Chiaverano<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una sosta nel borgo canavesano alla scoperta di una testimonianza importante della civilt\u00e0 megalitica, il cosiddetto menhir di Lugnacco, e del raro campanile-androne&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2085,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[76,74,70,71,30,73,72,75],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2073"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2073"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2073\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2083,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2073\/revisions\/2083"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2085"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2073"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2073"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2073"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}