{"id":2135,"date":"2016-05-03T18:03:28","date_gmt":"2016-05-03T18:03:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2135"},"modified":"2016-05-03T18:03:28","modified_gmt":"2016-05-03T18:03:28","slug":"il-riso-piemonte-lo-introdussero-monaci-di-lucedio-bonificatori-e-innovatori","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2135","title":{"rendered":"Il riso in Piemonte? Lo introdussero i monaci di Lucedio, bonificatori e innovatori"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019<strong>abbazia di Santa Maria di Lucedio<\/strong>, situata nell\u2019area del parco naturale del Bosco delle Sorti della Partecipanza, \u00e8 una significativa testimonianza della plurisecolare presenza cistercense in Piemonte.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 monastica, proveniente dalla <strong>Borgogna<\/strong>, s&#8217;insedi\u00f2 nell&#8217;attuale territorio delle <strong>Grange Vercellesi<\/strong>, oggi noto per la coltivazione del riso, nella prima met\u00e0 del XII secolo, sulle terre avute in dono dal marchese Ranieri di Monferrato, ma anche in parte acquisite dai benedettini della vicina abbazia di San Genuario\/San Michele, fondata quattro secoli prima e di cui oggi sono osservabili poche vestigia nell\u2019omonima borgata di San Genuario, frazione di Crescentino.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2136\" aria-describedby=\"caption-attachment-2136\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lucedio_1.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2136\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2136 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lucedio_1.jpg\" alt=\"Veduta della chiesa e del campanile della ex chiesa abbaziale di Lucedio - Ph. Alberto Chinaglia\" width=\"1024\" height=\"678\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lucedio_1.jpg 1024w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lucedio_1-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lucedio_1-768x509.jpg 768w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lucedio_1-600x397.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2136\" class=\"wp-caption-text\">Foto 1 &#8211; Veduta della chiesa e del campanile della ex chiesa abbaziale di Lucedio &#8211; Ph. Alberto Chinaglia<\/figcaption><\/figure>\n<p>Della costruzione medioevale di <strong>Lucedio<\/strong> sopravvivono alcune importanti strutture come il bellissimo <strong>campanile<\/strong> con base quadrata e i quattro registri superiori di forma ottagonale, caratteristico per la bicromia tra il bianco dell\u2019intonaco e il rosso delle lesene aggettanti, la <strong>Sala Capitolare<\/strong>, con capitelli di foggia alto-medioevale, il chiostro e la<strong> Sala dei Conversi<\/strong>, ambienti oggi inglobati nell\u2019azienda agricola (la chiesa, attualmente parrocchia, venne rimaneggiata nel tardo Settecento, periodo al quale risalgono i raffinati stucchi ancora visibili).<\/p>\n<p>Era d&#8217;uso comune al tempo che i signori donassero terreni alle comunit\u00e0 monastiche non solo come atto di devozione cristiana, ma anche per incrementare il prestigio dinastico e soprattutto per i benefici che appezzamenti incolti o mal curati avrebbero tratto dalle <strong>competenze agronomiche dei monaci<\/strong>, in particolare dall\u2019adozione di tecniche agricole innovative, dalla gestione dei fondi secondo criteri di efficienza e razionalit\u00e0 e dall\u2019approntamento di sistemi d&#8217;irrigazione all&#8217;avanguardia per il periodo.<\/p>\n<p>Quanto al primo punto, il legame tra <strong>Lucedio<\/strong> e i <strong>marchesi del Monferrato<\/strong> si potenzi\u00f2 a tal punto che l&#8217;abbazia divenne uno dei principali poli devozionali della casata, <strong>luogo di sepoltura<\/strong> prescelto da diversi esponenti della dinastia. Quanto al secondo aspetto, relativo alle migliorie apportate in campo agricolo, \u00e8 un fatto che i monaci trasformarono in breve tempo un territorio incolto, paludoso e coperto da boscaglie (noto in origine come <strong><em>locez<\/em><\/strong>, da cui il nome dell\u2019abbazia) in area produttiva, incrementando di molto il valore dei terreni, e inoltre, nella prima met\u00e0 del XV secolo, furono proprio i cistercensi di <strong>Lucedio<\/strong> ad introdurre per primi in Piemonte la <strong>coltivazione del riso<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2137\" aria-describedby=\"caption-attachment-2137\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lucedio_2.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2137\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2137\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lucedio_2.jpg\" alt=\"Veduta del complesso abbaziale - Ph. Alberto Chinaglia\" width=\"1024\" height=\"676\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lucedio_2.jpg 1024w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lucedio_2-300x198.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lucedio_2-768x507.jpg 768w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lucedio_2-600x396.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2137\" class=\"wp-caption-text\">Veduta del complesso abbaziale &#8211; Ph. Alberto Chinaglia<\/figcaption><\/figure>\n<p>Pianta d&#8217;origine asiatica, conosciuta e acquistata sui mercati dell&#8217;Europa medioevale come spezia e solo successivamente apprezzata come alimento dalle significative propriet\u00e0 nutrizionali, venne messa a dimora per la prima volta nell&#8217;area di Minorca e Valencia, diffondendosi poi in altre aree d\u2019Europa come il <strong>Piemonte orientale<\/strong> con una certa lentezza a causa di resistenze dovute sia ai timori legati alla diffusione della malaria, favorita dalla coltivazione in acqua del riso, sia dalle carenze nei sistemi di irrigazione, indispensabili per provvedere all\u2019allagamento della risaia tra aprile e maggio.\u00a0Al riguardo, si \u00e8 calcolato che nel Settecento solo il\u00a07% della superficie agricola nel <strong>basso Vercellese<\/strong> fosse destinata a riso, mentre solo con la sistematica canalizzazione delle acque realizzata nell\u2019Ottocento la<strong> coltura risicola<\/strong> divenne prevalente, finendo per caratterizzare ampie aree del Piemonte orientale tra Vercellese e Novarese.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2139\" aria-describedby=\"caption-attachment-2139\" style=\"width: 480px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/13174128_997747200333415_4143986159623335754_n.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2139\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2139\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/13174128_997747200333415_4143986159623335754_n.jpg\" alt=\"Foto 3 - Risaie attorno a Lucedio  \" width=\"480\" height=\"360\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/13174128_997747200333415_4143986159623335754_n.jpg 480w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/13174128_997747200333415_4143986159623335754_n-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2139\" class=\"wp-caption-text\">Foto 3 &#8211; Risaie attorno a Lucedio<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019abbazia di <strong>Lucedio<\/strong>, come tutte le comunit\u00e0 cistercensi, diede luogo da un lato a nuove realt\u00e0 monastiche, create per filiazione, come l&#8217;abbazia tuttora esistente di <strong>Rivalta Scrivia<\/strong> nei pressi di Tortona, e dall&#8217;altro lato, per la gestione dei terreni, ad una efficiente rete di <strong>Grange<\/strong>, unit\u00e0 agricole autonome dislocate sui terreni di pertinenza dell\u2019abbazia e governate da un monaco converso, specializzato nella conduzione agricola dei fondi, che doveva rispondere del proprio operato ad un superiore, il cellerario.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2141\" aria-describedby=\"caption-attachment-2141\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Luce-1.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2141\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2141 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Luce-1.jpg\" alt=\"Foto 4 - Grangia Darola, nelle terre di Lucedio\" width=\"960\" height=\"620\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Luce-1.jpg 960w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Luce-1-300x194.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Luce-1-768x496.jpg 768w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Luce-1-600x388.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2141\" class=\"wp-caption-text\">Foto 4 &#8211; Grangia Darola, nelle terre di Lucedio<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Lucedio<\/strong>, che cominci\u00f2 la propria decadenza, come molte altre fondazioni monastiche, tra XIV e XV secolo, segu\u00ec le vicende del marchesato monferrino, passando dagli Aleramici ai Paleologi, poi ai Gonzaga, quando questi acquisirono la reggenza del Monferrato, infine ai <strong>Savoia<\/strong>, che nel 1784 affidarono abbazia e grange alla Commenda Magistrale dell\u2019<strong>Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro<\/strong>. Frammentatasi l\u2019immensa propriet\u00e0 a partire dal periodo napoleonico, Lucedio acquis\u00ec nel 1861, per concessione sabauda, dignit\u00e0 di Principato, scritta che tuttora appare sul portale d\u2019ingresso della tenuta, avviandosi a diventare un\u2019azienda agricola condotta secondo criteri moderni.<\/p>\n<p>Testo a cura di Paolo Barosso<\/p>\n<p><em><strong>Nota della redazion<\/strong>e: i primi due scatti che vi proponiamo (Foto 1 e 2) sono stati realizzati da\u00a0<strong>Alberto Chinaglia<\/strong>, fotografo torinese. Per chi fosse interessato a conoscere l\u2019attivit\u00e0 di Alberto, cliccare qui: <a href=\"http:\/\/www.albertochinaglia.com\/\">www.albertochinaglia.com<\/a><\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_2142\" aria-describedby=\"caption-attachment-2142\" style=\"width: 927px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Luce-2.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2142\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2142\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Luce-2.jpg\" alt=\"La scritta sul portale d'ingresso della tenuta di Lucedio\" width=\"927\" height=\"695\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Luce-2.jpg 927w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Luce-2-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Luce-2-768x576.jpg 768w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Luce-2-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 927px) 100vw, 927px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2142\" class=\"wp-caption-text\">Foto 5 &#8211; La scritta sul portale d&#8217;ingresso della tenuta di Lucedio<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019abbazia di Santa Maria di Lucedio, situata nell\u2019area del parco naturale del Bosco delle Sorti della Partecipanza, \u00e8 una significativa testimonianza della plurisecolare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2142,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[110,109,107,106,111,108,105,30,59,35,61],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2135"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2135"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2135\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2143,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2135\/revisions\/2143"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2142"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2135"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2135"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2135"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}