{"id":2299,"date":"2016-06-30T21:29:06","date_gmt":"2016-06-30T21:29:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2299"},"modified":"2016-06-30T21:43:24","modified_gmt":"2016-06-30T21:43:24","slug":"un-giro-villafranca-piemonte-tra-storia-e-arte","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2299","title":{"rendered":"Scoprire Villafranca Piemonte, tra storia e arte"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Andrea Coda<\/em>*<\/p>\n<p>Il nome <strong>Villafranca<\/strong>\u00a0\u00e8 gi\u00e0 citato in un documento del 1197 ed \u00e8 collegato alla particolare condizione giuridica di cui godevano gli abitanti, esenti da legami e tributi feudali.<\/p>\n<p>L&#8217;insediamento si form\u00f2 dopo il 1177 per accogliere gli abitanti dei tre borghi Sosia, San Giovanni e Musinasco, distrutti pochi anni prima dall&#8217;esercito di <strong>Federico Barbarossa<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2301\" aria-describedby=\"caption-attachment-2301\" style=\"width: 383px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/16-57.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2301\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2301\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/16-57.jpg\" alt=\"Edificio d'impronta medioevale nel borgo di Villafranca\" width=\"383\" height=\"510\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/16-57.jpg 383w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/16-57-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 383px) 100vw, 383px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2301\" class=\"wp-caption-text\">Edificio d&#8217;impronta medioevale nel borgo di Villafranca<\/figcaption><\/figure>\n<p>A partire dal XII secolo entr\u00f2 a far parte dei domini del <strong>Conte Tommaso I di Savoia<\/strong> che ne favor\u00ec lo sviluppo, decidendone la fortificazione e la trasformazione in <em>castrum<\/em>\u00a0che aveva il compito di vigilare sul Po.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 fu anche centro di lotte tra i Savoia contro i Marchesi di Saluzzo e i Marchesi del Monferrato e fu anche colpita da terribili carestie e epidemie di peste che provarono duramente la popolazione.<\/p>\n<p>Durante il XVI secolo fu coinvolta nella guerra che vedeva da un lato la Lega Santa e dall&#8217;altra la Francia di Francesco I e che che vide sul suo suolo la sconfitta di <strong>Prospero Colonna,<\/strong> comandante delle truppe pontificie che combattevano per i francesi.<\/p>\n<p>Come il resto del Piemonte, sub\u00ec tra il XVII e XIX varie <strong>invasioni francesi<\/strong>, che portarono gravi danni, come la totale distruzione del castello .<\/p>\n<p>Soltanto nel corso dell&#8217;Ottocento conobbe un periodo di tranquillit\u00e0 e di sviluppo , favorito dalla crescita di varie aziende e dalla costruzione del ponte sul Po, che facilitava gli scambi commerciali.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/16-3.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2302\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-2302 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/16-3.jpg\" alt=\"Villafranca Piemonte\" width=\"400\" height=\"533\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/16-3.jpg 400w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/16-3-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Chiesa di Santo Stefano<\/strong><\/p>\n<p>Il primo accenno storico ad una chiesa dedicata a <strong>Santo Stefano<\/strong> risale al 1037 quando <strong>Landolfo<\/strong>, Vescovo di Torino, fondando la vicina Abbazia di Cavour, donava a questa, tra l&#8217;altro, la Chiesa e le tre Cappelle esistenti nel borgo Soave. Nella seconda meta del XII secolo gli abitanti di Borgo Soave vennero in gran numero a stabilirsi nell&#8217;attuale Villafranca e si preoccuparono di fare sorgere una nuova Chiesa, che vollero dedicata al Protomartire.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2304\" aria-describedby=\"caption-attachment-2304\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_0820.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2304\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2304 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_0820.jpg\" alt=\"Chiesa di Santo Stefano a Villafranca Piemonte\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_0820.jpg 640w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_0820-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_0820-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2304\" class=\"wp-caption-text\">Chiesa di Santo Stefano<\/figcaption><\/figure>\n<p>La nuova Chiesa di Santo Stefano in Villafranca venne affidata ai monaci di San Benedetto dell&#8217;<strong>Abbazia di Cavour<\/strong> con il titolo di Priorato e fu da tali monaci officiata fino al 1315.<\/p>\n<p>Il 31 Ottobre del 1315 Don Ruffino di Bagnolo, Priore di santo Stefano, sentendosi ormai vecchio e venendo a mancare molti monaci officianti, chiedeva di rinunziare alla Chiesa che rimetteva nelle mani del vescovo Monsignor Tedisio.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_0825.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2305\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2305\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_0825.jpg\" alt=\"Chiesa di Santo Stefano a Villafranca Piemonte\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_0825.jpg 640w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_0825-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_0825-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In tale modo si chiudeva il <strong>periodo Benedettino<\/strong> della Chiesa e incominciava il secondo periodo, nel quale la Parrocchia Regolare (quella cio\u00e8 tenuta dai monaci) diveniva secolare (cio\u00e8 tenuta dai preti alla diretta dipendenza del Vescovo di Torino).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_0824-e1467319221437.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2306\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2306 alignleft\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_0824-e1467319221437.jpg\" alt=\"Chiesa di Santo Stefano a Villafranca Piemonte\" width=\"480\" height=\"640\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_0824-e1467319221437.jpg 480w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_0824-e1467319221437-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Questo secondo periodo durer\u00e0 dal 1315 al 1529 e al chiesa subir\u00e0 molti ampliamenti e lavori di restauro.<\/p>\n<p>Dopo il 1529 la chiesa fu affidata ai <strong>Padri Agostiniani<\/strong> e questo intervento non fu ben accetto dal comune, preoccupato dal fatto che la bella parrocchia potesse diventare \u00a0Chiesa Monacale.\u00a0Nonostante le numerose ed alterne vicende il periodo Agostiniano della Parrocchia di Santo Stefano dur\u00f2 dal 1529 al 1802, ben 273 anni.<\/p>\n<p>Nel 1801, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi voluto da Napoleone, la parrocchia di Santo Stefano ritorn\u00f2 secolare e la chiesa veniva lasciata indipendente dal Comune, ricca di censi, di lasciti e di benefizi..<\/p>\n<p>I parroci che si susseguirono alla guida della Parrocchia si distinsero tutti per l&#8217;importanza delle loro iniziative destinate al miglioramento non soltanto della Chiesa, ma anche della Comunit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Chiesa della Beata Vergine delle Grazie <\/strong><\/p>\n<p>Solo in tempi recenti approfondite ricerche hanno dato giusto risalto a questa chiesa \u00a0che il maggior storico di Villafranca Piemonte, prof. <strong>Stefano Grande<\/strong>, nella sua storia definisce: \u00a0&#8220;<em>architettonicamente la pi\u00f9 bella Chiesa del paese costruita a rigore d&#8217;arte, in puro stile barocco, con precisione e simmetria di particolari e di affissi&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Nel 1517 le <strong>monache agostiniane<\/strong> si insediarono \u00a0intorno ad una piccola Chiesa \u00a0dedicata a San Rocco, loro concessa dal Comune. La data d&#8217;inizio della costruzione \u00a0della chiesa \u00e8 da collocarsi per\u00f2 nell&#8217;anno 1702: l&#8217;edificio presentava una struttura \u00a0architettonica di base non dissimile da quella attuale, tuttavia la chiesa era grezza, mancante di rifiniture sia della volta che della cupola, priva di ornamentazioni omogenee e soprattutto di una facciata urbanisticamente logica.<\/p>\n<p>I lavori del 1755 furono proprio orientati alla risoluzione di questi problemi con una profonda ristrutturazione. L&#8217;architetto \u00a0<strong>Francesco Valeriana Dellala di Beinasco,<\/strong>\u00a0progettista e sovraintendente ai lavori, cre\u00f2 per la facciata \u00a0di Santa Maria delle Grazie una scenografia di notevole imponenza inserita piuttosto felicemente nell&#8217;economia architettonica del paese.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2308\" aria-describedby=\"caption-attachment-2308\" style=\"width: 666px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Beata-Vergine-delle-Grazie2.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2308\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2308 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Beata-Vergine-delle-Grazie2.jpg\" alt=\"Beata Vergine delle Grazie a Villafranca Piemonte\" width=\"666\" height=\"532\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Beata-Vergine-delle-Grazie2.jpg 666w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Beata-Vergine-delle-Grazie2-300x240.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Beata-Vergine-delle-Grazie2-600x479.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 666px) 100vw, 666px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2308\" class=\"wp-caption-text\">Beata Vergine delle Grazie<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nettamente divisa in due registri, convessa nella parte centrale, la facciata contiene aspetti <strong>rococ\u00f2<\/strong> e <strong>neoclassici<\/strong>.<\/p>\n<p>Al Dellala spetta anche la risistemazione dell&#8217;interno della chiesa, attuata con l&#8217;ausilio dell&#8217;architetto<strong> Gioachino Felice Butturini,<\/strong> al quale si deve anche il disegno dell&#8217;altare maggiore.\u00a0L&#8217;interno presenta la compenetrazione di una ellisse e di una croce nel cui braccio centrale vi sono due altari laterali.\u00a0L&#8217;<strong>altare maggiore<\/strong>, separato dalla zona \u00a0dei fedeli da un balaustra lignea, \u00e8 addossato alla parete e sovrastato da un grande quadro ovale rappresentante la Madonna delle Grazie con i Santi Agostino, Monica e Defendente.\u00a0Nello spazio fra la parte superiore dell&#8217;altare e il quadro \u00e8 ancora distinguibile l&#8217; aerea dove un tempo vi era la grata che separava il coro delle monache dalla chiesa.<\/p>\n<p>A completare la decorazione di <strong>Santa Maria delle Grazie <\/strong>fu poi chiamato il pittore Carrera che affresc\u00f2 dieci storie della vita di Maria all&#8217;interno di stucchi. Il <strong>Carrera<\/strong>, artista di svagata piacevolezza e di facile e felice vena narrativa, non esit\u00f2 a ispirarsi per qualche scena a pitture gi\u00e0 presenti in Villafranca. Lo fece con grazia riempendo le sue storie con figure paesane, vivacizzandole con un tratto veloce e sicuro e con colori teneri ed accesi.<\/p>\n<p>L&#8217;invasione e l&#8217;<strong>occupazione Napoleonica<\/strong> del Piemonte port\u00f2 con se la soppressione degli ordini religiosi e nel 1801 anche il Monastero di Villafranca venne chiuso. I mobili e gli arredi della Chiesa, messi all&#8217;incanto nel 1804, vennero acquistati in gran parte dalle altre chiese del paese.<\/p>\n<p>L&#8217;immobile divenne propriet\u00e0 del Comune nel 1978. Attualmente \u00e8 adibito a manifestazioni di carattere culturale , concerti, mostre, patrocinate dal Comune.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2307\" aria-describedby=\"caption-attachment-2307\" style=\"width: 400px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Annunziata.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2307\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2307 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Annunziata.jpg\" alt=\"Chiesa dell'Annunziata a Villafranca Piemonte\" width=\"400\" height=\"533\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Annunziata.jpg 400w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Annunziata-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2307\" class=\"wp-caption-text\">Chiesa dell&#8217;Annunziata<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La Chiesa della Santissima Annunziata<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>Confraternita dell&#8217;Annunziata<\/strong> \u00e8 di origine popolare e moderna ed \u00e8 anteriore alla Chiesa. Risulta infatti che nel 1621 fu costituita una Compagnia di Confratelli detta dei <strong>Disciplinati<\/strong>, che si radunava nella Chiesa di Sant&#8217;Antonio.<\/p>\n<p>Questi, essendo ormai un numero considerevole, il 25 aprile di quell&#8217;anno acquistarono una casa rustica; con il loro contributo e con quello delle elemosine fecero sorgere l&#8217;attuale chiesa.\u00a0Questa fu approvata dall&#8217;Autorit\u00e0 Ecclesiastica il 16 Marzo 1623 , terminata nel dicembre 1624 e nel 1668 ebbe un cappellano proprio.<\/p>\n<p>La chiesa sub\u00ec numerose trasformazioni negli 1685, 1839 , 1850, 1872.\u00a0Dietro l&#8217;altare maggiore \u00e8 conservata una magnifica icona di legno in stile rinascimentale.\u00a0Il quadro che ne occupa il centro rappresenta l&#8217;Annunziata \u00a0ed \u00e8 opera del pittore <strong>Sebastiano Taricco<\/strong> di Cherasco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Chiesa di San Bernardino<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_2310\" aria-describedby=\"caption-attachment-2310\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/San-Bernardino.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2310\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2310 size-medium\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/San-Bernardino-225x300.jpg\" alt=\"San Bernardino a Villafranca Piemonte\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/San-Bernardino-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/San-Bernardino.jpg 377w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2310\" class=\"wp-caption-text\">Chiesa di San Bernardino<\/figcaption><\/figure>\n<p>La <strong>Chiesa di San Bernardino<\/strong>, gi\u00e0 esistente \u00a0nel 1400, venne poi riedificata nel 1769 e rinnovata nel 1785. Fu\u00a0iniziata dagli Ospedalieri quando apparve a loro insufficiente la precedente Chiesa di Santa Maria nelle Aie di Sant&#8217;Antonio.\u00a0Il nome di <strong>San Bernardino<\/strong> ricorda la fervente predicazione a Villafranca di questo apostolo della Carit\u00e0.<\/p>\n<p>Presso l&#8217;altare maggiore \u00e8 conservato uno dei capolavori \u00a0della <strong>pittura settecentesca<\/strong> italiana: un quadro che rappresenta la<strong> Deposizione di Ges\u00f9 dalla Croce,<\/strong>\u00a0datato 1627, opera del pittore saviglianese <strong>Giovanni Antonio Molineri<\/strong>, noto come il Carraccino, poich\u00e8 allievo del bolognese Annibale Carracci. Nel dipinto\u00a0Cristo \u00e8 deposto dalla croce ed in basso sulla sinistra la Vergine si abbandona al dolore attorniata dalle pie donne, mentre\u00a0a destra San Bernardino invita alla meditazione<\/p>\n<figure id=\"attachment_2309\" aria-describedby=\"caption-attachment-2309\" style=\"width: 592px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/16-12.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2309\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2309 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/16-12.jpg\" alt=\"Villafranca Piemonte - Deposizione di Ges\u00f9 dalla Croce, datato 1627, opera del pittore saviglianese Giovanni Antonio Molineri\" width=\"592\" height=\"532\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/16-12.jpg 592w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/16-12-300x270.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 592px) 100vw, 592px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2309\" class=\"wp-caption-text\">Deposizione di Ges\u00f9 dalla Croce, opera del Molineri<\/figcaption><\/figure>\n<p>*<em><strong>Andrea Coda<\/strong>,<\/em> <em>guida turistica di professione,\u00a0accompagna gruppi e organizza visite guidate nella citt\u00e0 di Torino e in tutto il Piemonte. Per informazioni chiamare il 393\/4530401\u00a0o scrivere a\u00a0<a href=\"mailto:andreacoda@me.com\">andreacoda@me.com<\/a><\/em><\/p>\n<p>Ndr: ricordiamo che nelle vicinanze di Villafranca Piemonte si trovano la <a href=\"http:\/\/www.castellodimarchieru.it\/foto\/castello\/castello-4.html\">Casaforte di Marchier\u00f9<\/a>\u00a0e la <a href=\"http:\/\/archeocarta.org\/villafranca-piemonte-to-cappella-missione\/\">Cappella di Missione<\/a> con affreschi quattrocenteschi di Aimone Duce<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Coda* Il nome Villafranca\u00a0\u00e8 gi\u00e0 citato in un documento del 1197 ed \u00e8 collegato alla particolare condizione giuridica di cui godevano&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2302,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,8,14],"tags":[228,230,30,227,229,35,29,226],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2299"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2299"}],"version-history":[{"count":10,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2299\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2327,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2299\/revisions\/2327"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2302"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2299"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2299"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2299"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}