{"id":3016,"date":"2023-06-27T11:21:00","date_gmt":"2023-06-27T11:21:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3016"},"modified":"2023-06-29T14:36:16","modified_gmt":"2023-06-29T14:36:16","slug":"il-portale-dello-zodiaco-capolavoro-di-scultura-romanica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3016","title":{"rendered":"Il Portale dello Zodiaco, capolavoro di scultura romanica alla Sacra di San Michele"},"content":{"rendered":"<p>Testo e foto di <em>Paolo Barosso\u00a0<\/em><\/p>\n<p>La <strong>Sacra di San Michele<\/strong>, proclamata monumento simbolo del Piemonte, \u00e8 un grandioso complesso di fabbricati accostati ad edifici in rovina che domina dall\u2019alto del <strong>monte Pirchiriano<\/strong>, a quasi mille metri d\u2019altezza, l\u2019imbocco della Valle di Susa, per vocazione storica terra di transito di viandanti, pellegrini, mercanti ed eserciti in movimento da una versante all\u2019altro delle Alpi occidentali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium aligncenter\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e5\/1a\/f0\/e51af09d8c7510ef3848e48539c1dbc8.jpg\" width=\"1024\" height=\"678\" \/><\/p>\n<p>L\u2019abbazia benedettina, dedicata al culto dell\u2019<strong>Arcangelo Michele<\/strong>, difensore della Cristianit\u00e0, venne fondata nell\u2019ultimo scorcio del X secolo con il contributo di diversi personaggi che, con ruoli differenti, vengono ricordati dalla storia e dalla tradizione per il loro intervento: <strong>San Giovanni Vincenzo<\/strong> e il gruppo di eremiti in origine stanziati sui fianchi del monte Caprasio (anche noto come Rocca Sella), il vescovo di Torino Amizone, il marchese di Torino, appartenente alla dinastia degli arduinici, e il nobile alverniate <strong>Ugo di Montboissier<\/strong> (detto lo Scucito per la prodigalit\u00e0).<\/p>\n<p>Luogo di fede e di pellegrinaggio, il complesso racchiude capolavori artistici e di architettura medioevale: tra questi, ci soffermiamo su due elementi che sorprendono in modo particolare il visitatore, lo <strong>Scalone dei Morti<\/strong> e il\u00a0<strong>Portale dello Zodiaco<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/94\/02\/22\/940222ebced2044465c4a355a26474aa.jpg\" width=\"2592\" height=\"1944\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">Lungo il percorso fisico e spirituale che conduce dalle rovine del Sepolcreto dei Monaci alla chiesa abbaziale, attraverso la <\/span><strong style=\"font-size: revert; color: initial;\">Porta di Ferro<\/strong><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">, che segna l\u2019ingresso al complesso fortificato della Sacra, il viandante si trova a dover salire gli oltre 150 gradini dello <\/span><strong style=\"font-size: revert; color: initial;\">Scalone dei Morti<\/strong><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/b4\/43\/2b\/b4432b723803e50b5aaffa0ebe9720e5.jpg\" width=\"3456\" height=\"4608\" \/>Racchiuso all\u2019interno del possente basamento che fu concepito dai costruttori alla met\u00e0 del XII secolo come piano di sostegno delle absidi della sovrastante chiesa abbaziale, al tempo in fase di ingrandimento, il vertiginoso Scalone dei Morti \u00e8 composto da due rampe di gradini che ruotano attorno ad un massiccio <strong>pilastro centrale<\/strong>, alto oltre 18 metri, ed \u00e8 cos\u00ec chiamato per le sepolture di uomini illustri e abati in parte ancora visibili nelle nicchie lungo i suoi fianchi.<\/p>\n<p>Al culmine della salita, si trova il celebre <strong>Portale dello Zodiaco<\/strong> che conduce ad una scalinata esterna di collegamento con la chiesa abbaziale. Il portale presenta raffinati lavori scultorei eseguiti in marmo dal celebre <strong>maestro Nicol\u00f2<\/strong> o <strong>Nicolao<\/strong>, attivo nei cantieri delle cattedrali di Ferrara, Piacenza, Verona, che lavor\u00f2 alla Sacra nel 1128\/1130, affiancato da collaboratori, fra cui Pietro da Lione e il Maestro di Rivalta.<\/p>\n<figure style=\"width: 4608px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/5c\/ad\/a5\/5cada5693056eac32a8492fdc39d16da.jpg\" width=\"4608\" height=\"3456\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Portale dello Zodiaco &#8211; da sinistra: capitello con figure femminili tormentate dai serpenti e capitello con falconi in cerchio<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong><em>Vos qui transitis sursum, vel forse reditis, vos legite versus quos descripsit Nicholaus<\/em><\/strong> (<em>voi che salite o forse scendete, leggete i versi che descrisse Nicolao<\/em>): l\u2019esortazione, incisa sullo stipite di destra (salendo), \u00e8 rivolta al pellegrino che, impegnato nell\u2019ascesa alla chiesa abbaziale, o nella discesa, si sofferma ad ammirare le figure e le scene scolpite da Nicolao, accompagnate da scritte pensate per favorirne la comprensione. La salita al monte, infatti, non \u00e8 solo uno spostamento materiale, ma \u00e8 anche un itinerario spirituale che, concludendosi nella chiesa abbaziale dove avviene l\u2019incontro con Dio, implica un <strong>percorso di rinnovamento e purificazione<\/strong>.<\/p>\n<p>In questo processo interiore, che conduce il pellegrino a presentarsi a Dio emendato dalle passioni terrene, il fedele \u00e8 aiutato da una foresta di segni con valore simbolico e pedagogico che lo accompagnano visivamente nel tragitto. Le figure simboliche e le scene raffigurate nel Portale, forse collocate in origine nel cosiddetto <strong>Sepolcreto dei Monaci<\/strong> e poi spostate in loco in un secondo momento (il che spiegherebbe alcuni tagli e manomissioni), guidano quindi il fedele nel suo viaggio fisico e spirituale. Il Sepolcreto dei Monaci, costruzione in rovina a base ottagonale situata ai piedi della Sacra e risalente al X secolo, \u00e8 chiamato cos\u00ec perch\u00e9 ritenuto in origine una cappella cimiteriale, ma \u00e8 oggi interpretato piuttosto come una riproduzione della <strong>Rotonda del Santo Sepolocro<\/strong>, richiamo al pellegrinaggio per eccellenza, quello verso Gerusalemme.<\/p>\n<p><strong><em>Questo lavoro lo interpreti chi \u00e8 capace, si vedono fiori mescolati a belve<\/em><\/strong>: cos\u00ec recita un altro messaggio di Nicolao inciso sulla faccia centrale dello stipite di sinistra, riferito ad un motivo ornamentale che alterna fiori ad animali fantastici. Nella lettura di queste figure dal valore simbolico, l\u2019uomo medievale era senza dubbio agevolato, in quanto per <em>forma mentis<\/em> era portato a ragionare per simboli. Il <strong>simbolo<\/strong> \u00e8 una figura, un segno materiale, che richiama, evoca, una realt\u00e0 astratta, un concetto, un\u2019idea, di cui \u00e8 la proiezione in questo mondo.<\/p>\n<figure style=\"width: 4608px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/b2\/50\/32\/b250323b7176d8126bcffef4d0fcd0ca.jpg\" width=\"4608\" height=\"3456\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Capitello con Caino che uccide Abele, istigato dalla figura diabolica alle sue spalle (nell&#8217;atto di tagliarsi un&#8217;enorme lingua, allusione alla menzogna)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nei <strong>sette capitelli<\/strong> del lato destro del Portale, sorretti da esili colonnine marmoree (di cui due tortili), si trovano raffigurate scene bibliche e allegoriche accanto a motivi attinti dal mondo vegetale e animale. In particolare se ne notano due ornati da raffigurazioni tratte dal <strong>Vecchio Testamento<\/strong>: nel primo caso, su due lati diversi, sono rappresentati <strong>Caino e Abele<\/strong> intenti a porgere la loro offerta a Dio (che respinge quella di Caino, accogliendo invece quella di Abele) e Caino nell\u2019atto di uccidere Abele, istigato da una figura diabolica posta alle sue spalle; nel secondo caso sono protagoniste le <strong>avventure di Sansone<\/strong>, immortalato mentre scuote le colonne del tempio dei Filistei e nel momento dell\u2019arresto e della ubriacatura ad opera di Dalida.<\/p>\n<figure style=\"width: 4241px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/f7\/1d\/5f\/f71d5f5a69fac0d2294e532550cdb78a.jpg\" width=\"4241\" height=\"3456\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Da sinistra: capitello con le avventure di Sansone (Sansone che scuote le colonne del tempio dei Filistei) e capitello con personaggi nudi e accosciati che si strappano a vicenda i capelli<\/figcaption><\/figure>\n<p>Un altro capitello, il sesto, mostra la scena di tre personaggi nudi e accosciati che <strong>si afferrano vicendevolmente per i capelli<\/strong>, accompagnata dalla scritta \u201c<em>Hic locus est pacis, causas deponite litium<\/em>\u201d (<em>Questo \u00e8 il luogo della pace \u2013 deponete ogni cagione di litigio<\/em>). Evidente \u00e8 la funzione di ammonimento morale, l\u2019invito rivolto al pellegrino, che voglia presentarsi libero da turbamenti terreni al cospetto di Dio, a lascarsi alle spalle le animosit\u00e0 della vita quotidiana.<\/p>\n<p>Tra le quattro colonnine s\u2019inserisce lo stipite, il cui apparato decorativo ispir\u00f2 i padri rosminiani nel denominare la porta \u201c<em>dello Zodiaco<\/em>\u201d: sul lato rivolto verso lo Scalone compaiono infatti, inscritti all\u2019interno di cerchi formati da due rami che s\u2019intrecciano, le <strong>dodici costellazioni zodiacali<\/strong>.<\/p>\n<p>Sul <strong>lato sinistro del Portale<\/strong> (sempre salendo) i capitelli sono soltanto sei, con un ampio repertorio iconografico, presente anche sui piedistalli: oltre ai <strong>quattro falconi<\/strong> in cerchio del secondo capitello, compaiono <strong>tre tritoni<\/strong>, figure chimeriche del Bestiario medioevale provviste di testa e busto umani e coda di pesce, un <strong>leone con testa di drago<\/strong> e <strong>grifoni <\/strong>con becco d\u2019aquila intenti a divorare il capo di un uomo. Il <strong>leone<\/strong>, presenza abituale nell\u2019iconografia medioevale, assume valenza simbolica diversa a seconda delle culture e delle epoche (nel contesto biblico in alcuni casi il leone \u00e8 associato al diavolo, che minaccia di ghermire le anime cos\u00ec come il primo va in cerca delle sue prede, mentre in altre situazioni il combattimento con il leone \u00e8 una prova di coraggio e di forza che rivela l\u2019autentica regalit\u00e0).<\/p>\n<figure style=\"width: 4608px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/b1\/47\/e6\/b147e6534634d3836e6dbdbe6497e502.jpg\" width=\"4608\" height=\"3456\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Capitello con leone dalla testa di drago<\/figcaption><\/figure>\n<p>In <strong>ambito occidentale<\/strong> prevale nel corso del Medioevo la rappresentazione del leone come simbolo di regalit\u00e0: in questo senso, nella sua posizione di <em>rex animalium<\/em> s\u2019impone sull\u2019<strong>orso<\/strong>, proveniente dalle culture orali nordiche, pagane, celtiche e germaniche, quindi guardato con diffidenza dai chierici, in primis da Sant\u2019Agostino (<strong><em>ursus est diabolus<\/em><\/strong>).<\/p>\n<p>Anche il <strong>drago<\/strong> rivela tutta l\u2019ambiguit\u00e0 e l\u2019ambivalenza di cui il simbolo \u00e8 capace: infatti nelle culture pagane, celtiche e nordiche, lo si concepisce come una sorta di <strong><em>genius loci<\/em><\/strong>, abitatore di laghi e grotte, custode di grandi tesori, con cui \u00e8 possibile scendere a patti, ammansendolo con regali e offerte. L\u2019aggressivit\u00e0 del drago \u00e8 quindi domabile con l\u2019astuzia, ma nella tradizione cristiana medioevale si fa strada una diversa interpretazione del drago, che viene associato al serpente del Genesi come rappresentazione del diavolo.<\/p>\n<p>Ecco che il drago diventa cos\u00ec <strong>l\u2019essere mostruoso e diabolico<\/strong>, simbolo delle forze pagane, con cui il santo, eroe civilizzatore, deve fare i conti per dissipare le tenebre del paganesimo e della superstizione con la luce della fede cristiana.<\/p>\n<figure style=\"width: 4608px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/2f\/11\/25\/2f112547ab8c1ac40bdf007e535509a8.jpg\" width=\"4608\" height=\"3456\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Capitello con tritoni<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel <strong>primo capitello<\/strong> si osserva poi una scena di non facile lettura, considerata dai pi\u00f9 come evocatrice della <strong>lussuria<\/strong>, altro peccato di cui mondarsi percorrendo l\u2019itinerario spirituale di purificazione: due donne allattano serpenti i quali, provvisti di due teste, con l\u2019una assorbono nutrimento dal seno della figura femminile e con l\u2019altra le mordono i talloni. Secondo Giovanni Gaddo, che fu rettore rosminiano della Sacra, si tratta invece di <em>una libera riproduzione della Madre Terra nutrice di tutti, come veniva rappresentata nel Medioevo nel Praeconium paschale<\/em>.<\/p>\n<p>Sullo stipite sinistro, infine, fa da contraltare ai dodici segni zodiacali del lato destro la rappresentazione delle <strong>sedici costellazioni australi e boreali<\/strong>, di cui sono, anche in questo caso, riportati i nomi.<\/p>\n<p><em>Fonti bibliografiche e siti internet<\/em>:<\/p>\n<p>Giovanni Gaddo, <em>La Sacra di San Michele in Valle di Susa<\/em>, Susa Libri ed., 2007<\/p>\n<p><span class=\"large\">AA.VV. (a cura di Giovanni Romano), <em>Piemonte romanico<\/em>,\u00a0<\/span><span id=\"book-publisher\">Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino), Industrie Grafiche Musumeci, Torino, 1994<\/span><\/p>\n<p>Michel Pastoureau, <em>Medioevo simbolico<\/em>, ed. Laterza, 2005<\/p>\n<p>www.archeocarta.org &#8211; <em>Carta archeologica del Piemonte\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso\u00a0 La Sacra di San Michele, proclamata monumento simbolo del Piemonte, \u00e8 un grandioso complesso di fabbricati accostati&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6748,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,26,2321,495,14,27,241],"tags":[654,656,206,30,653,655,370],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3016"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3016"}],"version-history":[{"count":17,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3016\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6754,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3016\/revisions\/6754"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6748"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3016"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3016"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3016"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}