{"id":3039,"date":"2017-04-03T14:52:16","date_gmt":"2017-04-03T14:52:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3039"},"modified":"2017-04-03T20:06:57","modified_gmt":"2017-04-03T20:06:57","slug":"il-pittore-pietro-favaro-e-lamore-per-larte-sacra","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3039","title":{"rendered":"Il pittore Pietro Favaro e l&#8217;amore per l&#8217;arte sacra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><em>Ultimo direttore della Scuola di Pittura \u201cEnrico Reffo\u201d di Torino, \u00e8 autore di opere di arte sacra, in Italia, in India, negli Stati Uniti e in America Latina<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>di<em> Milo Julini<\/em><\/p>\n<p><strong>Pietro Favaro<\/strong> nasce a Stanghella (Padova) il 29 settembre 1912. Fin da bambino, dopo aver osservato alcuni decoratori suoi compaesani al lavoro, dimostra grande attitudine al disegno. La famiglia non \u00e8 in condizioni economiche tali da permettergli studi artistici, ma il padre Giovanni, uomo aperto e sensibile alle capacit\u00e0 del figlio, riesce a collocarlo presso una sorella, sposata ad Ivrea. Qui Pietro, all\u2019et\u00e0 di undici anni, pu\u00f2 studiare pittura presso il pittore locale, il <strong>Maestro Gastaldi<\/strong>. Due anni dopo, per interessamento di un sacerdote eporediese, si trasferisce a Torino, presso il <strong>Collegio Artigianelli<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/9d\/48\/d3\/9d48d3673bc161d8ebb6c28829580ad6.jpg\" width=\"410\" height=\"476\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Pietro Favaro in un autoritratto di et\u00e0 matura<\/figcaption><\/figure>\n<p>Qui frequenta la <strong>Scuola di Pittura \u201cEnrico Reffo\u201d<\/strong>, al tempo diretta dal professor Luigi Guglielmino.<\/p>\n<p>Enrico Reffo (Torino, 1831 \u2013 1917), di famiglia torinese originaria della Valsesia, \u00e8 un importante pittore di <strong>soggetti religiosi<\/strong> che dirige una scuola di pittura e scultura presso il Collegio Artigianelli, guidato da <strong>San Leonardo Murialdo<\/strong> (1828-1900). Il fratello di Enrico Reffo, Eugenio (Torino, 1843 \u2013 1925), divenuto sacerdote, \u00e8 un valido collaboratore del Murialdo e partecipa con lui nel 1873, alla fondazione della <strong>Congregazione di San Giuseppe<\/strong>, nota come \u201cGiuseppini del Murialdo\u201d.<\/p>\n<p>Tra gli allievi della scuola di Enrico Reffo si distingue <strong>Luigi Guglielmino<\/strong> (Susa, 1885 &#8211; Torino, 1962), che come migliore allievo gli succede nella direzione.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/b7\/55\/2d\/b7552d1a2eb549085439f3538f3c19ef.jpg\" width=\"960\" height=\"666\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il beato Leonardo Murialdo e il suo apostolato (Quadro esposto sul Portone di bronzo della Basilica di San Pietro il 3 novembre 1963, giorno della Beatificazione)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Pietro Favaro studia sotto la guida del professor Guglielmino e, dopo la morte di questi, diviene direttore della scuola. Nel 1932, frequenta la \u201cScuola di Nudo\u201d all\u2019<strong>Accademia Albertina<\/strong> di Belle Arti di Torino.<\/p>\n<p>Pietro Favaro predilige i temi dell\u2019<strong>arte sacra<\/strong> e del ritratto ma, vero artista a tutto campo, produce un vastissimo repertorio di paesaggi, di nature morte e di nudi accademici.<\/p>\n<p>Molte sue opere sono presenti in <strong>luoghi sacri piemontesi<\/strong>: il Seminario Arcivescovile di Moncrivello (Vercelli), l\u2019Istituto Sacro Cuore di Torino, Istituto Rebaudengo di Torino, la parrocchiale di Borgovercelli (Vercelli), la parrocchiale di Tronzano (Vercelli), la Chiesa del Ponte a Susa, il Santuario di Nostra Signora di Loreto a Forno Alpi Graie, nella Val Grande di Lanzo, e il Cottolengo di Bra (Cuneo) e di Torino e gli Artigianelli.<\/p>\n<figure style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/51\/dd\/9f\/51dd9ffc09b3f01fd2e83da6d79907a1.jpg\" width=\"640\" height=\"960\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Sogno di Don Bosco<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel santuario torinese di <strong>Nostra Signora della Salute<\/strong>, Pietro Favaro dipinge Leonardo Murialdo e il suo apostolato fra i giovani (1963) e il Murialdo nella gloria (1968) oltre a San Giuseppe e Ges\u00f9 adolescente con il Santuario sullo sfondo.<\/p>\n<p>Pietro Favaro \u00e8 autore di una pala d\u2019altare a <strong>Venaria Reale<\/strong> (Torino), e dei ritratti ovali di Giovanni XXIII e di Paolo VI nella galleria dei Papi della <strong>Basilica di Superga<\/strong>.<\/p>\n<p>Sue opere si trovano anche a Catania, Vercelli, Roma, Palermo.<\/p>\n<figure style=\"width: 940px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/fb\/bd\/69\/fbbd698379831f90c91cc0f3423b529e.jpg\" width=\"940\" height=\"360\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Sposalizio della Madonna (San Giuseppe Vesuviano)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Lavori consistenti per vastit\u00e0 ed impegno quelli eseguiti nel <strong>Santuario di San Giuseppe Vesuviano<\/strong> (Napoli), che lo tengono occupato dal 1980 al 1985, e la poderosa decorazione a encausto dell\u2019abside della chiesa parrocchiale di Enego (Vicenza) dedicata a Santa Giustina, eseguita nel 1957. Accanto a Ges\u00f9, la Vergine e Santa Giustina, vi si trovano 51 figure di sante di tutti i secoli e ancora, in basso, la raffigurazione dei dottori della chiesa autori di scritti sulla verginit\u00e0.<\/p>\n<figure style=\"width: 322px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/0c\/11\/64\/0c1164bda9acc6c2ff3d968ab95e1d17.jpg\" width=\"322\" height=\"500\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">San Giuseppe e Ges\u00f9 adolescente con il Santuario torinese di Nostra Signora della Salute sullo sfondo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ricordiamo fra i suoi lavori pi\u00f9 importanti presenti all\u2019estero, le <strong>24 vetrate artistiche<\/strong> alte pi\u00f9 di 10 metri realizzate a Torino dalla ditta specializzata Albano, Macario e C., successivamente collocate nel Santuario di San Giovanni Bosco, a <strong>Bombay<\/strong>. Altri suoi lavori si trovano negli Stati Uniti e nell\u2019America Latina, in Colombia, a Bogot\u00e1 e a Medellin.<\/p>\n<p>Nel 1988, nella <strong>chiesa Parrocchiale di Stanghella<\/strong>, esegue il suo ultimo ciclo pittorico, dedicato a Santa Caterina di Alessandria. Conclude questa opera nel 1993, anno in cui gli viene dedicata la \u201cPinacoteca Pietro Favaro\u201d dove sono esposte stabilmente 80 sue opere che ha donato al Comune di Stanghella, a testimonianza dell\u2019amore per il suo paese natio.<\/p>\n<p>Pietro Favaro vive i suoi ultimi anni a Torino, con la figlia Renata alla quale dichiara con soddisfazione: \u201c<strong><em>Nella mia vita ho potuto realizzare quello che desideravo!<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Muore il 7 maggio del 2000, all\u2019et\u00e0 di 88 anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per maggiori informazioni: <a href=\"http:\/\/pietrofavaro.altervista.org\/\">http:\/\/pietrofavaro.altervista.org\/<\/a><\/p>\n<p><em>L\u2019Associazione Culturale \u201cGli Amici dell\u2019Arte\u201d di Pianezza (Torino) ha dedicato a Pietro Favaro la mostra postuma \u201c<strong>Il mestiere dell\u2019artista<\/strong>\u201d, patrocinata dal Comune e ideata dal professor Gabriele Garbolino R\u00f9, docente di storia dell\u2019arte al Liceo \u201cC. Darwin\u201d di Rivoli (TO).<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Gli<strong> eredi Favaro<\/strong>, professoressa Renata Favaro e professor Mario Gallina,\u00a0<\/em><em>hanno messo a disposizione l&#8217;intera collezione oltre a fornire il loro personale impegno per il buon esito dell&#8217;evento.<\/em><\/p>\n<figure style=\"width: 678px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/c1\/f1\/eb\/c1f1eb853036cfc990afdd9f75eeae71.jpg\" width=\"678\" height=\"960\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Pietro Favaro in autoritratto giovanile, usato per la locandina della mostra di Pianezza<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>La mostra \u00e8 stata inaugurata in Villa Casalegno, via Al Borgo 6, il giorno 25 marzo. Sar\u00e0 visitabile <strong>sino al 9 aprile<\/strong> con i seguenti orari: <strong>sabato e domenica 10\u201312 e 16\u201319<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><em>Per le scuole e\/o gruppi interessati sar\u00e0 possibile fissare appuntamenti extra orario telefonando al numero <strong>3200393197<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultimo direttore della Scuola di Pittura \u201cEnrico Reffo\u201d di Torino, \u00e8 autore di opere di arte sacra, in Italia, in India, negli Stati&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3045,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,26,495,143,292,4],"tags":[667,671,218,670,665,666,669,672,664,303,58,668],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3039"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3039"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3039\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3044,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3039\/revisions\/3044"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3045"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3039"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3039"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3039"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}