{"id":3062,"date":"2019-11-05T09:25:51","date_gmt":"2019-11-05T09:25:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3062"},"modified":"2019-11-06T16:15:27","modified_gmt":"2019-11-06T16:15:27","slug":"longobardi-piemonte-e-la-rievocazione-di-cannetum","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3062","title":{"rendered":"I Longobardi in Piemonte e la rievocazione di Cannetum"},"content":{"rendered":"<p>Testo di <em>Paolo Barosso<\/em><\/p>\n<p>Foto di <em>Roberto Beltramo<\/em><\/p>\n<p>La presenza longobarda nel <strong>Piemonte altomedioevale<\/strong> \u00e8 stata rilevante e tale da condizionare la storia e la cultura dei nostri territori per alcuni secoli.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/4b\/92\/1a\/4b921ab618d7070eafaa4ec43a2f46b8.jpg\" width=\"3543\" height=\"2362\"><\/p>\n<p>I <strong>Longobardi<\/strong>, popolazione di ceppo germanico stanziata in origine in area scandinava e successivamente migrata verso l\u2019Europa continentale, invasero l\u2019attuale Nord Italia e il Piemonte nella seconda met\u00e0 del VI secolo quando, costretti dalla pressione esercitata dai rivali Avari e guidati dal re Alboino, valicarono le Alpi orientali, muovendo dalle pianure della <strong>Pannonia<\/strong>, dov\u2019erano insediati, verso l\u2019odierno Friuli.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 quelli che definiamo \u201cLongobardi\u201d e che giunsero nei nostri territori a partire dal 569, fondando il <strong><em>Regnum Langobardum<\/em><\/strong>, erano un raggruppamento polietnico formato da trib\u00f9 di ceppo diverso, accomunate dal riconoscimento dell\u2019autorit\u00e0 di un leader e di un popolo-guida (i Longobardi, appunto), com\u2019era nei costumi delle popolazioni barbariche seminomadi del tempo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/c4\/7d\/69\/c47d6970d681039b52997f221b03be6f.jpg\" width=\"2362\" height=\"2362\"><\/p>\n<p>Prova evidente di questa variet\u00e0 etnica la si trova nell\u2019area del <strong>Torinese occidentale<\/strong>, che era una zona prossima al confine con i territori occupati dai Burgundi, popolo federato dei Franchi, e dove, per questa ragione, si registr\u00f2 una particolare concentrazione di <strong>insediamenti longobardi<\/strong>, poggianti sull\u2019unit\u00e0 base di organizzazione sociale e militare detta \u201cfara\u201d (da cui, ad esempio, il paese di Fara Novarese).<\/p>\n<p>In questo territorio l\u2019elemento etnico prevalente era quello dei <strong>Turingi<\/strong>. Nelle antiche fonti, infatti, il duca di Torino, Agilulfo, che poi divenne re, era definito \u201c<strong><em>Dux Turingorum de Taurini<\/em><\/strong>\u201d, vale a dire duca (cio\u00e8 capo della circoscrizione militare detta Ducato) dei Turingi di Torino.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/09\/0f\/f2\/090ff2e30d333827658ce48b1a72fd9e.jpg\" width=\"3543\" height=\"2362\"><\/p>\n<p>Il Piemonte, durante l\u2019occupazione longobarda, venne ripartito in <strong>quattro Ducati<\/strong>, circoscrizioni di natura eminentemente militare, definite da un confine amministrativo non fisso e stabilito con approssimazione, in linea con una concezione del potere in cui <strong>l\u2019elemento personale<\/strong> (la consapevolezza di esercitare l\u2019autorit\u00e0 su di un certo numero di famiglie e di uomini) prevaleva ancora su quella territoriale (agganciata ad un confine che definisce con precisione un territorio, come oggi).<\/p>\n<p>Contrariamente all\u2019opinione comune che vuole i Longobardi come <strong>dispregiatori della cultura urbana<\/strong> di matrice latina, i Ducati s\u2019imperniarono su centri cittadini gi\u00e0 esistenti, <strong>Torino<\/strong>, <strong>Asti<\/strong>, <strong>Ivrea<\/strong>, e solo in un caso si scelse come sede un luogo distante dalle citt\u00e0, <strong>l\u2019isola di San Giulio d\u2019Orta<\/strong>, che risultava comunque gi\u00e0 fortificata dall\u2019et\u00e0 teodoriciana.<\/p>\n<figure style=\"width: 1772px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/85\/a6\/4a\/85a64a1824b78d0731f020f1aabdd5a0.jpg\" width=\"1772\" height=\"1181\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Capitello scolpito in San Costanzo al Monte<\/figcaption><\/figure>\n<p>I Longobardi acquisirono le categorie della cultura giuridica latina, sviluppando una civilt\u00e0 del diritto pi\u00f9 evoluta e raffinata rispetto a quella dei Franchi, evidente nel cosiddetto <strong>Editto di Rotari<\/strong> del 643, una raccolta di norme consuetudinarie in cui, tra l\u2019altro, troviamo la prima menzione documentata di un vocabolo assai popolare in Piemonte, la <strong><em>masca<\/em><\/strong>, termine passato poi al piemontese per designare la strega.<\/p>\n<p>Altro elemento da mettere in evidenza \u00e8 l\u2019adesione originaria dei Longobardi alla corrente cristologica, poi dichiarata eretica, dell\u2019<strong>Arianesimo<\/strong>, fondata da Ario, presbitero del vescovo di Alessandria d\u2019Egitto, che considerava il Cristo come una creatura, bench\u00e9 sovraordinata rispetto alle altre, ma non \u201cconsustanziale\u201d al Padre. Dopo un\u2019iniziale frizione con gli ambienti ecclesiastici ortodossi, cio\u00e8 fedeli al credo niceno, dimostrata ad esempio dalla cacciata del <strong>vescovo di Torino Ursicino<\/strong> attorno al 570 (ancor oggi in Cattedrale si pu\u00f2 osservare la lastra sepolcrale di Ursicino, databile al 609\/610 e proveniente dalla scomparsa Basilica torinese di San Solutore), le posizioni dei Longobardi in materia di fede si allinearono gradualmente a quelle ufficiali, abbandonando l\u2019arianesimo delle origini.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/4e\/09\/57\/4e095774dbca162a2eeff97d77fb846c.jpg\" width=\"3543\" height=\"2362\"><\/p>\n<p>In questo quadro di riconsiderazione della presenza longobarda in Piemonte come parte importante della nostra storia, s\u2019inserisce la rievocazione storica di&nbsp;<strong><em>Cannetum Longobardorum<\/em>, <\/strong>che da sei anni a questa parte si tiene in <strong>bassa Val Maira<\/strong>.<\/p>\n<p>Le testimonianze del popolo longobardo costellano il territorio cuneese: ne \u00e8 prova la scoperta della grande<strong> necropoli longobarda <\/strong>di<strong> Sant\u2019 Albano Stura<\/strong>. Questa tangibile testimonianza del loro dominio, rafforzata dalla tradizione che riconduce le origini del complesso monumentale di&nbsp;<strong>San Costanzo al Monte<\/strong>&nbsp;(e della sottostante ex abbazia del Villar) ad Ariperto II, figlio del duca di Torino Ragimperto e re dei Longobardi dal 702,&nbsp;ha spinto l&#8217;associazione <a href=\"http:\/\/www.larc-arcieriasperimentale.com\/\"><em>l&#8217;Arc<\/em><\/a>&nbsp;(<em>Centro Ricerche Archeologiche Sperimentali<\/em>) alla realizzazione nel territorio comunale di Villar San Costanzo, in localit\u00e0 Santa Brigida, del&nbsp;<strong>Parco Archeologico CANNETUM<\/strong>&nbsp;che comprende suggestivi habitat caratteristici del Piemonte antico e alto-medioevale, ricostruiti con meticolosit\u00e0 filologica e con finalit\u00e0 anche didattiche. Tra questi, spiccano il <strong>castelliere alto medioevale<\/strong>, scenario ideale per le svariate fasi delle rievocazioni, la <strong>capanna longobarda<\/strong> e, in fase di realizzazione per fine 2018, il <strong>villaggio celtico<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/69\/83\/e9\/6983e9e3ebc4182837ddced9465c3302.jpg\" width=\"2362\" height=\"2362\"><\/p>\n<p>L\u2019interpretazione 2017 della rievocazione storica di&nbsp;<strong>Cannetum,&nbsp;<\/strong>giunta alla sua sesta edizione, si svolger\u00e0 nella suggestiva cornice del Parco Archeologico (comune di Villar San Costanzo) nelle date di <strong>sabato 19<\/strong> e&nbsp;<strong>domenica 20 agosto<\/strong>.<\/p>\n<p>I visitatori potranno assistere a laboratori di archeologia sperimentale e a <strong>visite guidate al castelliere<\/strong> provando l&#8217;emozione del tiro con l&#8217;arco storico assistiti dai ricercatori dell&#8217;associazione <em>L&#8217;Arc<\/em>.<\/p>\n<p>Per informazioni scrivere a enricolarc@libero.it o chiamare i numeri 338\/6797814 e 340\/5374280<\/p>\n<p><em>Tutte le foto pubblicate sono di Roberto Beltramo<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/a1\/11\/ed\/a111ed672b7500816e870cfe6fa05ac4.jpg\" width=\"3543\" height=\"2362\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo di Paolo Barosso Foto di Roberto Beltramo La presenza longobarda nel Piemonte altomedioevale \u00e8 stata rilevante e tale da condizionare la storia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3067,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,495,295,27,412,5,48],"tags":[698,686,697,204,691,694,133,690,685,695,692,689,693,696,29,699,687,657,688],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3062"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3062"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3062\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4765,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3062\/revisions\/4765"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3067"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3062"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3062"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3062"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}