{"id":323,"date":"2015-01-02T17:41:46","date_gmt":"2015-01-02T17:41:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=323"},"modified":"2015-06-27T07:49:57","modified_gmt":"2015-06-27T07:49:57","slug":"villa-amoretti-esempio-di-cascina-con-villa-della-pianura-torinese","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=323","title":{"rendered":"Villa Amoretti, esempio di cascina con villa della pianura torinese"},"content":{"rendered":"<p>Giuseppe Baretti asserisce nel 1766 non esservi in Europa (tranne che in alcune delle migliori province inglesi) campagna pi\u00f9 fertile e meglio curata di quella piemontese e si pu\u00f2 osservare come nel corso del Settecento, soprattutto per via delle riforme attuate dal duca, poi re, Vittorio Amedeo II, la propriet\u00e0 terriera in Piemonte fosse distribuita in modo assai pi\u00f9 equo che non in altri Stati, favorendo cos\u00ec un notevole livello di coesione e armonia tra i ceti.<\/p>\n<p>Nel testo \u201c<strong><em>Cascine e ville della pianura torinese<\/em><\/strong>\u201d, pubblicato nel 1970, Elisa Gribaudi Rossi raccoglie \u201c<em>briciole di storia torinese rispolverate nei solai delle ville e nei granai delle cascine<\/em>\u201d. E\u2019 un viaggio affascinante alla scoperta di un mondo, quello formato dalla rete di cascine e ville padronali che punteggiano la campagna torinese sin dal XVI secolo, di cui sopravvivono ancora splendide testimonianze architettoniche. Tra queste, la <strong>villa della Tesoriera<\/strong>, affacciata con il suo aulico parco sull\u2019asse di corso Francia, e la <strong>villa Amoretti<\/strong>, dislocata lungo l\u2019attuale corso Orbassano con l\u2019attiguo parco Rignon (entrambe sono visitabili). Oggi vi presentiamo la seconda, villa Amoretti, proponendovi due immagini: la prima mostra la facciata rivolta verso il corso, la seconda riprende il magnifico salone centrale a due piani.<\/p>\n<p>L\u2019edificio, in origine semplice cascina (la \u201ccascina a corte chiusa\u201d si afferma come tipologia dominante nella piana torinese a fine Seicento, sostituendo la \u201cgrangia\u201d cinquecentesca, a sua volta evoluzione degli insediamenti medievali, tecti o benne), poi commenda e infine villa tra le pi\u00f9 belle della pianura torinese, appartenne alla famiglia Amoretti, poi per eredit\u00e0 pass\u00f2 ai Guasco di Castelletto, quindi ai Rignon e ancora per eredit\u00e0 ai Provana di Collegno. Secondo gli studiosi fu Giambattista Amoretti, marchese di Osasio, sposatosi nel 1733 con una Seyssel d\u2019Aix, a far cominciare attorno al 1760, forse su progetto di un allievo di Filippo Juvarra, la costruzione della villa, che il Grossi, nella sua \u201c<strong><em>Guida alle ville e vigne del territorio di Torino e suoi contorni<\/em><\/strong>\u201d (1790\/1), descrive come parte di una vasta propriet\u00e0 composta, oltre che dal fabbricato residenziale, da \u201c<em>cascine di cento giornate circa dell\u2019Illustrissimo signor Marchese d\u2019Osasio distante un miglio e mezzo da Torino lungo la strada d\u2019Orbassano, alla cui destra riscontrasi un filare d\u2019olmi a tre ordini dirimpetto al palazzo<\/em>\u201d. Questo includeva al piano terreno un \u201c<em>quadrato salone di trabucchi quattro di lato; dipinto ed avente due grandi quadri rappresentanti diverse deit\u00e0<\/em>\u201d. A lato il Grossi descrive \u201c<em>due appartamenti con Cappella prospiciente verso il vestibolo a mezzogiorno, formando il detto palazzo da tal parte cinque padiglioni di diversa altezza, essendo per\u00f2 allineato dal canto di mezzanotte dove evvi un giardino di dieci giornate con una lunga pergola d\u2019olmi da una parte, principiante dal palazzo e terminante in fine del giardino\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Risale invece al 1840, quando gi\u00e0 la villa era passata ai conti Rignon, la descrizione della guida Pomba, che esalta l\u2019edificio come \u201c<em>il pi\u00f9 risguardevole delle ville private che si vedono ne\u2019 dintorni di Torino<\/em>\u201d, citando il giardino regolare alla francese con parte all\u2019inglese, tenuta a boschetto, la magnifica raccolta di dalie e un drappello di capre africane e gazzelle libere di circolare nel parco.<\/p>\n<p>La villa e l\u2019annesso parco, malgrado i successivi rimaneggiamenti, sono rimasti sostanzialmente integri, sopravvivendo ai guasti dell\u2019ultima guerra e ai danni dell\u2019espansione urbanistica, e ancora oggi il visitatore pu\u00f2 ammirare il complesso, facendosi un\u2019idea di come fosse strutturata la tipica <strong>cascina con villa<\/strong> della pianura torinese: la \u201cfabbrica civile\u201d, palazzina o villa, in genere separata dal rustico; il cancello d\u2019ingresso; il viale d\u2019olmi; il cortile d\u2019onore davanti alla casa; la galleria semplice o doppia rivolta a mezzogiorno; il giardino ornamentale arricchito con statue, vasi, fontane, pergolati, parterres; la bicromia dell\u2019intonaco esterno (talvolta sostituito da mattoni a vista, come nel caso della Saffarona, e raramente abbellito da affreschi); la planimetria improntata a regolarit\u00e0 e simmetria; gli interni arricchiti, nelle ville pi\u00f9 lussuose, da un gran salone centrale a due piani di pianta quadrata o ellittica; le cappelle private, incorporate nell\u2019edificio o pi\u00f9 spesso staccate (in modo tale da accogliere alle funzioni i contadini dei dintorni).<\/p>\n<p>Per informazioni pratiche: <a href=\"http:\/\/www.comune.torino.it\/cultura\/biblioteche\/sedi_orari\/amoretti.shtml\">Biblioteca civica Villa Amoretti<\/a><\/p>\n<p>Redazione piemonteis<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/1450882_1431752390448257_7932595093787208931_n.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-324\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/1450882_1431752390448257_7932595093787208931_n-300x225.jpg\" alt=\"1450882_1431752390448257_7932595093787208931_n\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/1450882_1431752390448257_7932595093787208931_n-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/1450882_1431752390448257_7932595093787208931_n.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/10885590_1431752693781560_5225983743680017962_n.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-325\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/10885590_1431752693781560_5225983743680017962_n-300x225.jpg\" alt=\"10885590_1431752693781560_5225983743680017962_n\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/10885590_1431752693781560_5225983743680017962_n-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/10885590_1431752693781560_5225983743680017962_n.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Baretti asserisce nel 1766 non esservi in Europa (tranne che in alcune delle migliori province inglesi) campagna pi\u00f9 fertile e meglio curata&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":324,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,25,5,3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/323"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=323"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/323\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":327,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/323\/revisions\/327"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/324"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=323"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=323"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=323"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}