{"id":3261,"date":"2017-06-19T16:05:19","date_gmt":"2017-06-19T16:05:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3261"},"modified":"2017-06-19T16:24:49","modified_gmt":"2017-06-19T16:24:49","slug":"pavarolo-ridente-paese-di-collina-due-passi-da-torino-tra-memorie-medioevali-e-lo-studio-museo-di-felice-casorati","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3261","title":{"rendered":"Pavarolo, ridente paese di collina a due passi da Torino tra memorie medioevali e lo studio-museo di Felice Casorati"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Paolo Barosso<\/em><\/p>\n<p>Tra i morbidi declivi delle alture chieresi, pi\u00f9 dolci e morbide rispetto all\u2019alta collina torinese, sorge il grazioso <strong>paese di Pavarolo<\/strong>, dominato dalla massiccia mole del castello.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/4e\/92\/a0\/4e92a0721b5fc0bf8f9dd8ed494b6b48.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><\/p>\n<p>Risalente nelle forme attuali ai primi decenni del XIV secolo (gli archetti trilobati compaiono come motivo ornamentale in edifici e castelli del Chierese dalla fine del Duecento), il maniero risulta documentato quale presidio militare e fortilizio difensivo sin dal 1047 quando un decreto dell\u2019<strong>imperatore Enrico III <\/strong>di Franconia detto il Nero ne conferma il possesso ai <strong>canonici torinesi di San Solutore<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/5a\/af\/05\/5aaf056e90ecd5d7fa81987e0d3dcee6.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><\/p>\n<p>Dopo una breve parentesi di egemonia monferrina, favorita dall\u2019appoggio del Barbarossa al marchese del Monferrato, il villaggio fortificato di Pavarolo con il suo castello pass\u00f2 a partire dal 1245 sotto l\u2019<strong>influenza chierese <\/strong>e segu\u00ec le sorti del prospero comune, tra i pi\u00f9 ricchi e potenti del Piemonte medioevale, sino a che l\u2019intero territorio non venne integrato nei domini sabaudi, avvenimento sancito dall\u2019atto di dedizione dei Chieresi ai duchi di Savoia datato 1347.<\/p>\n<figure style=\"width: 3264px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/df\/23\/bf\/df23bf8a1ce092cb48d3003c82c0aa0e.jpg\" width=\"3264\" height=\"1836\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio del giardino del castello<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il castello, testimone nella seconda met\u00e0 del Trecento delle scorrerie compiute dalle milizie mercenarie di <strong>Facino Cane<\/strong> al soldo del marchese del Monferrato, conserva l\u2019imponenza di una struttura fortificata medioevale, malgrado i pesanti rimaneggiamenti che, in particolare al tempo della signoria dei marchesi Ferrero d\u2019Ormea, feudatari del luogo ( e della vicina Montaldo) a partire dal 1736, riguardarono sia l\u2019aspetto esterno, spogliato quasi del tutto della connotazione militare e difensiva originaria, sia gli ambienti interni, non pi\u00f9 corrispondenti alla distribuzione primitiva degli spazi e aggiornati stilisticamente secondo la nuova destinazione dell\u2019edificio ad aulica residenza di campagna.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/1c\/44\/19\/1c4419de95bf052d34e2e0433fc860fe.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta dal castello<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dei primitivi caratteri militari rimane traccia soprattutto nel dettaglio della <strong>bertesca<\/strong>, una torretta pensile con funzioni difensive che ora appare mozzata e che sporge dal vertice del lato sinistro, nel <strong>pozzo<\/strong> profondo all\u2019incirca 80 metri, destinato a garantire un costante approvvigionamento idrico in caso d\u2019assedio, e nella intitolazione della via prospiciente l\u2019ingresso, detta <strong>via Barbacana<\/strong>, evidente richiamo all\u2019esistenza di un <strong>barbacane<\/strong>, elemento difensivo di rinforzo collocato all\u2019esterno della cinta muraria del castello.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/e5\/b9\/20\/e5b9206c65221486c99ef1cee3a2d561.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La bertesca mozzata<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gli <strong>spazi interni<\/strong>, che nei soffitti a cassettoni del secondo piano mostrano ancora una serie di formelle trecentesche con soggetti mitologici e figure, tra le meglio conservate del Piemonte, vennero ulteriormente ammodernati dopo la met\u00e0 dell\u2019Ottocento quando il castello divenne dimora di <strong>Malvina Ganer\u00ec<\/strong>, figlia dell\u2019allora console britannico a Torino, che dal 1884 ne volle aggiornare arredi e decori secondo il <strong>gusto neogotico inglese<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/34\/aa\/9a\/34aa9a15a353d58fd9c14d2c388fcbb1.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La torre campanaria di Pavarolo, appena sotto il castello<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il paese di Pavarolo, oltre che per il castello, circondato da un gradevole e lussureggiante parco, e per il vasto panorama che si gode dall\u2019alto della collina, \u00e8 luogo di <strong>richiamo turistico<\/strong> anche per i <strong>due ristoranti<\/strong> che propongono una cucina nel solco della pi\u00f9 classica tradizione piemontese (<a href=\"http:\/\/www.ristorantedelcastellopavarolo.it\/\">Ristorante del Castello <\/a>e Ristorante dell\u2019Allegria da Maria) e per le importanti memorie che richiamano la figura d\u2019uno dei pi\u00f9 noti artisti del panorama novecentesco, il novarese <strong>Felice Casorati.<\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/1a\/42\/60\/1a4260bf3029801691283033a246e11a.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Interno di casa Casorati<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Casorati<\/strong>, trasferitosi a <strong>Torino<\/strong> nel 1918 dopo l\u2019accidentale morte del padre, deceduto in seguito ad un banale caduta da una scala, s\u2019innamor\u00f2, durante una gita in compagnia della moglie, l\u2019inglese <strong>Daphne\u00a0Mabel\u00a0Maugham<\/strong>, del borgo di Pavarolo e decise nel 1930 di acquistare in loco una dimora, una vecchia cascina bianca, per farne la <strong>residenza estiva<\/strong> della famiglia Casorati, che vi si spostava dalla vicina citt\u00e0 nel mese di giugno.<\/p>\n<p>Qui, tra le ridenti colline rivestite di boschi, pascoli e vigneti di Freisa, <strong>Felice Casorati<\/strong> trasse ispirazione per molte delle sue opere e oggi il suo <a href=\"http:\/\/casorati.net\/pavarolo\/\"><strong>Studio<\/strong><\/a>, allestito poco sotto il giardino, a picco sulla verdeggiante valle del Rio delle Boie, \u00e8 affidato, per volere del figlio del grande pittore, Francesco Casorati, alle cure del Comune, che lo gestisce come spazio museale e luogo espositivo.<\/p>\n<p><em>Tutte le foto pubblicate sono di Paolo Barosso\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Bibliografia:<\/p>\n<p><em>I castelli del Piemonte, Tomo II Alessandria e Asti<\/em>, Flavio Conti e Gian Maria Tabarelli, Gorlich editore, 1978<\/p>\n<p><em>Atlante Castellano. Strutture fortificate della Provincia di Torino,\u00a0<\/em>AA.VV., Celid, Torino, 2007<\/p>\n<p>www.casorati.net\/pavarolo\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Tra i morbidi declivi delle alture chieresi, pi\u00f9 dolci e morbide rispetto all\u2019alta collina torinese, sorge il grazioso paese di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3262,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,25,495,14,27],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3261"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3261"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3261\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3266,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3261\/revisions\/3266"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3262"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3261"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3261"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}