{"id":3283,"date":"2017-06-29T15:13:19","date_gmt":"2017-06-29T15:13:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3283"},"modified":"2017-06-29T15:17:57","modified_gmt":"2017-06-29T15:17:57","slug":"numeri-crescita-per-il-canelli-giovane-sottozona-del-moscato-docg","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3283","title":{"rendered":"Numeri in crescita per il Canelli, giovane sottozona del Moscato Docg"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di <em>Redazione<\/em><\/p>\n<p>Si \u00e8 passati da 95 mila bottiglie del 2014 alle attuali <strong>220 mila<\/strong>, solo nell\u2019ultimo anno la crescita sfiora l\u2019<strong>80%<\/strong>. Un segnale importante per il <strong>Canelli<\/strong>, la giovane <strong>sottozona del Moscato d\u2019Asti docg<\/strong> che pu\u00f2 essere prodotta nelle vigne pi\u00f9 vocate di 23 comuni tra il Sud Astigiano e la Langa, in Piemonte. Una \u201cnicchia\u201d che continua ad avere appeal su produttori e consumatori. Parlano i numeri: erano appena 19 gli ettari del 2015,\u00a0oggi\u00a0si toccano i <strong>100<\/strong>. L\u2019imbottigliato del periodo gennaio-giugno 2016 era di 49.616 bottiglie: quest\u2019anno, nello stesso semestre, si contano <strong>183.130 bottiglie<\/strong>. Cos\u00ec le aziende vitivinicole che producono uva e rivendicano la sottozona: 17 nella vendemmia 2015, diventate 30 l\u2019anno successivo.<\/p>\n<figure style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/a5\/5b\/a8\/a55ba8f62f39dbee48f64ca787977d29.jpg\" width=\"1000\" height=\"750\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Produttori Moscato Canelli<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u201c<em>In un anno l\u2019incremento di produzione \u00e8 stato dell\u201980%:\u00a0da 124 mila a 220 mila\u00a0bottiglie<\/em> &#8211; dice<strong>\u00a0Gianmario Cerutti<\/strong>, neo eletto presidente dell\u2019Associazione Produttori Moscato Canelli, subentrato al canellese Giuseppe Bocchino- <em>Abbiamo un potenziale di oltre un milione di bottiglie\u00a0solo con la produzione delle aziende dell\u2019Associazione. Da una quindicina di ettari siamo quasi a 100 ed \u00e8 ormai consolidata la posizione, che non scende sotto le 200 mila bottiglie quasi raggiunte nei primi 6 mesi dell\u2019anno<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 produttori credono in questa piccola, tenace sfida. \u201c<em>La crescita degli ultimi anni \u00e8 dovuta alla rivendicazione del Canelli di nuove e importanti aziende, e molte non canellesi<\/em> \u2013 spiega Cerutti &#8211; <em>Nel 2016, sono entrate alcune aziende di Castiglione Tinella, C\u00e0 d Gal di Santo Stefano Belbo e Mario Torelli di Bubbio; quest\u2019anno, Scagliola Giacomo di Canelli e Il Falchetto di Santo Stefano Belbo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Sale cos\u00ec il numero di aziende che producono il <strong>Moscato Canelli<\/strong> nella zona ad alta vocazione per la coltivazione dell\u2019uva <strong>moscato bianco<\/strong> e <em>core zone<\/em>\u00a0Unesco tutelata come <strong>Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0<\/strong>. Dalle colline del Moscato e dalle \u201ccattedrali sotterranee\u201d di Canelli, le maestose cantine storiche che corrono per chilometri sotto Canelli, dove da secoli si affina lo spumante, \u00e8 partita la candidatura del patrimonio vitivinicolo all\u2019Unesco dei <strong>paesaggi vitivinicoli di Monferrato e Langhe<\/strong>. Il riconoscimento \u00e8 arrivato a giugno 2014.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/88\/44\/cc\/8844cccb2dc1ea04648697a3891e649f.jpg\" width=\"2048\" height=\"1152\" \/><\/p>\n<p>Il Moscato d\u2019Asti Canelli \u00e8 una denominazione giovane, il primo anno di produzione \u00e8 la <strong>vendemmia 2011<\/strong>, ma i dati dell\u2019export dicono che il 50% viene gi\u00e0 consumato sui mercati esteri.<\/p>\n<p>Le uve vengono spesso coltivate in vigneti \u201c<em><strong>sor\u00ec<\/strong><\/em>\u201d, quell\u2019<strong>eccellenza piemontese<\/strong> di filari eroici di alta collina ben esposti al sole ma con pendenze tali che richiedono lavorazioni quasi esclusivamente manuali.<\/p>\n<p>Insieme al <strong>presidente Cerutti<\/strong>, sono stati eletti nel nuovo Consiglio dell\u2019Associazione: il vice Beppe Bocchino e i consiglieri Luigi Coppo, Roberta Avezza, Piercarlo Merlino, Franco Penna e Gianfranco Torelli. Resteranno in carica tre anni.<\/p>\n<p><strong>LA NOTTE \u201cDOLCE\u201d: IL CANELLI E I COLORI DEL VINO<\/strong><\/p>\n<p>A Canelli torna\u00a0<strong>sabato 8 luglio<\/strong>\u00a0la lunga notte \u201cdolce\u201d: \u00e8 la quarta edizione de\u00a0<strong>Il Canelli e i colori del vino<\/strong>, la manifestazione ideata e organizzata dall\u2019Associazione Produttori Moscato Canelli in collaborazione con l\u2019Enoteca Regionale di Canelli e dell\u2019Astesana, il Comune e la Pro loco Antico Borgo Villanuova.<\/p>\n<p>Ristorante ospite del 2017: <em>La Ciau del Tornavento<\/em> di Treiso, con lo chef stellato Maurilio Garola.<\/p>\n<p>La serata prevede un <strong>percorso enogastronomico<\/strong> a \u201cstazioni\u201d lungo la <em>Stern\u00eca<\/em>, il cuore antico della citt\u00e0. \u00c8 uno straordinario belvedere panoramico. Si consigliano scarpe comode. Si comincia alle 19. Undici le tappe: in ciascuna si degusta un vino abbinato a un piatto tipico, sempre consigliato e proposto il Canelli. Novit\u00e0 dell\u2019edizione 2017: a chi prenota sul sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.moscatocanelli.it\/\">www.moscatocanelli.it<\/a>\u00a0entro il 5 luglio in regalo una degustazione e il braccialetto personalizzato dell\u2019evento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Redazione Si \u00e8 passati da 95 mila bottiglie del 2014 alle attuali 220 mila, solo nell\u2019ultimo anno la crescita sfiora l\u201980%&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3284,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16,26,7,2,27,11],"tags":[938,940,205,105,202,939,30,942,943,941],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3283"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3283"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3283\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3286,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3283\/revisions\/3286"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3284"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3283"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3283"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3283"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}