{"id":3467,"date":"2017-10-23T19:53:05","date_gmt":"2017-10-23T19:53:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3467"},"modified":"2023-03-02T09:46:03","modified_gmt":"2023-03-02T09:46:03","slug":"labbazia-di-novalesa-il-monastero-alpino-che-ospito-carlo-magno-parte","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3467","title":{"rendered":"L\u2019abbazia di Novalesa, il monastero alpino che ospit\u00f2 Carlo Magno\u00a0&#8211; I parte"},"content":{"rendered":"<p>Testo e foto di <em>Paolo Barosso\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Nell\u2019angusta <strong>Val Cenischia<\/strong>, stretta tra alte cime, sorge l\u2019antica <strong>abbazia di Novalesa<\/strong>, sita a poca distanza dall\u2019abitato omonimo, la cui storia \u00e8 strettamente legata alle vicende della comunit\u00e0 monastica.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4b\/90\/35\/4b9035af3c19300fdbe4a8d21ec63350.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta della Val Cenischia verso il borgo di Novalesa<\/figcaption><\/figure>\n<p>La fondazione del cenobio, come risulta dal documento conservato nell\u2019<strong>Archivio di Stato di Torino<\/strong>, risale al 726. Promotore dell\u2019iniziativa fu <strong>Abbone<\/strong>, funzionario franco discendente d\u2019una famiglia dell\u2019aristocrazia gallo-romana che aveva responsabilit\u00e0 di governo su un vasto territorio comprendente la valle dell\u2019Arc (Maurienne) e la valle della Dora. Con il permesso di<strong> Walcuno,<\/strong> vescovo di Saint-Jean-de-Maurienne, e del clero di Moriana e Susa, Abbone affid\u00f2 la nuova fondazione a un gruppo di monaci forse provenienti da Grenoble, scegliendo <strong>Godone<\/strong> come primo superiore, o abate, della comunit\u00e0.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b6\/5e\/c4\/b65ec4e83a8e6eddcdc27948bfa8a475.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio della via Maestra di Novalesa con la chiesa parrocchiale di Santo Stefano<\/figcaption><\/figure>\n<p>Come in tutti i monasteri, la vita in comune dei monaci era disciplinata da una regola, che in origine veniva scelta liberamente dall\u2019abate attingendo da regole gi\u00e0 esistenti, in particolare la <strong>Regola di San Benedetto<\/strong>, elaborata nel VI secolo per il monastero di Montecassino, e quella dell\u2019irlandese <strong>San Colombano<\/strong>, fondatore del monastero di Bobbio, e integrando questo <em>corpus<\/em> con disposizioni diverse (le cosiddette <strong><em>Regulae mixtae<\/em><\/strong>). Solo dall\u2019817 il concilio di <strong>Aquisgrana<\/strong> voluto dall\u2019imperatore Ludovico il Pio impose a tutte le fondazioni monastiche dell\u2019impero l\u2019adozione della <strong>regola benedettina<\/strong>, che il patrizio visigoto San Benedetto d\u2019Aniane aveva messo a confronto con altre regole monastiche, dimostrandone la superiorit\u00e0.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/75\/43\/6e\/75436edf6bfde8d933fbd52dd8002d35.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta dell&#8217;abbazia<\/figcaption><\/figure>\n<p>Peculiarit\u00e0 della regola novalicense era la previsione di una sorta di coordinamento con il monastero oggi scomparso di <strong>Santa Maria di Viceria<\/strong> nei pressi di <strong>Grenoble<\/strong>, finalizzato, pur nel rispetto della reciproca autonomia, a dirimere insieme le questioni pi\u00f9 delicate. Ad esempio in caso di morte dell\u2019abate, qualora non si fosse trovato dentro la comunit\u00e0 un monaco degno di succedergli, la scelta sarebbe potuta ricadere su un membro dell\u2019altro monastero; ancora, qualora un monaco avesse mancato di disciplina, mostrandosi recalcitrante ai richiami del superiore, si prescriveva di inviarlo nell\u2019altra comunit\u00e0 perch\u00e9 vi facesse penitenza; infine, in caso di pericolo, era previsto per i due monasteri l\u2019obbligo di vicendevole assistenza.<\/p>\n<p>Il periodo di maggior prosperit\u00e0 per <strong>Novalesa<\/strong>, toponimo che alcuni fanno derivare da <em>Nova Lux<\/em>, alludendo alla luce di Cristo apportata da quei pionieri del monachesimo alpino, mentre altri pi\u00f9 plausibilmente collegano a <em>novale<\/em>, termine latino che designa terreni dissodati, fu quello compreso tra la fondazione nell\u2019VIII secolo e il principio del X secolo, quando la comunit\u00e0 giunse a contare <strong>500 monaci<\/strong>. Di questa stagione cos\u00ec florida abbiamo notizie soprattutto grazie a una preziosa testimonianza scritta risalente alla seconda met\u00e0 dell\u2019XI secolo, il <strong><em>Chronicon Novaliciense<\/em><\/strong>, redatto da un monaco rimasto anonimo che ci tratteggia i primi secoli di vita della comunit\u00e0.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ed\/79\/de\/ed79debcf06928c74958f59943d7702c.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La facciata dell&#8217;abbazia come si presenta oggi, terminata nel 1715 su disegno dell&#8217;architetto regio Antonio Bertola<\/figcaption><\/figure>\n<p>Una delle figure pi\u00f9 significative fu <strong>Sant\u2019Eldrado<\/strong>, nobile originario di Ambel nell\u2019odierno dipartimento francese dell\u2019Is\u00e8re. Unico erede di un grande patrimonio, se ne spogli\u00f2 in favore dei poveri vestendo gli abiti del pellegrino. Giunto in Val Cenischia, entr\u00f2 nella comunit\u00e0 di Novalesa, accolto dall\u2019<strong>abate Amblulfo<\/strong>. Alla morte dell&#8217;abate Ugo (che era forse figlio di Carlo Magno), venne scelto come successore dai monaci dirigendo l\u2019abbazia con saggezza e santit\u00e0 di vita e dispensando molti miracoli, sino alla morte, avvenuta intorno all&#8217;anno 840.<\/p>\n<p>Troviamo la raffigurazione pittorica degli episodi salienti della vita del santo, sospesi tra storia e leggenda, all\u2019interno di una delle quattro cappelle costruite attorno alla chiesa abbaziale di Novalesa. Intitolata ai Santi Eldrado e Nicola, la cappella racchiude un <strong>sorprendente ciclo di affreschi<\/strong> datato dagli storici dell\u2019arte alla fine dell\u2019XI secolo. Varcata la soglia si rimane rapiti dalla bellezza delle figure che, pur mostrando un atteggiamento ieratico e solenne d\u2019impronta bizantina, sono oggi riferite ad un contesto occidentale, di matrice lombardo-piemontese. Il catino absidale \u00e8 dominato dal <strong>Cristo Pantocratore<\/strong> in mandorla con le due figure sottostanti di <strong>Eldrado<\/strong>, in veste da monaco, e di <strong>Nicola<\/strong>, in abiti vescovili, i due contitolari della cappella. Nella prima campata a partire dall\u2019abside, si ammirano scene della <strong>Vita di San Nicola<\/strong>, dalla leggenda che lo voleva ancora in fasce rifiutare il latte materno di venerd\u00ec, in ossequio all\u2019astinenza imposta dalla Chiesa, all\u2019episodio che lo vide intervenire in difesa di tre giovani cristiani minacciati da un aggressore pagano.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/85\/fc\/8c\/85fc8cf61e0227950bae7a8f6b8ee5c3.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta esterna della cappella dei santi Eldrado e Nicola, che conserva il prezioso ciclo di affreschi<\/figcaption><\/figure>\n<p>La campata successiva \u00e8 invece occupata dalle <strong>storie di Sant\u2019Eldrado<\/strong>. Vediamo il santo, ancora giovane, intento a gestire le propriet\u00e0 di famiglia, nel <em>locus Ambilli<\/em> nativo, curando una pianta di vite appoggiata ad un albero di gelso (secondo l\u2019antica tecnica dell\u2019alteno); poi Eldrado che indossa le <strong>vesti del pellegrino<\/strong>, simboleggiate dal bordone (bastone del pellegrino) e dalla bisaccia; successivamente Eldrado che viene accolto dall\u2019<strong>abate Amblulfo<\/strong>, dismettendo gli abiti del pellegrino e indossando, una volta superata la fase di prova obbligatoria per i novizi, quelli propri del monaco. Nelle altre scene storia e leggenda s\u2019intrecciano: vi \u00e8 il riferimento alla fondazione, per iniziativa di Eldrado, di una nuova comunit\u00e0 monastica nella valle della Guisane, nell\u2019attuale <strong>Monetier les Bains<\/strong>, vicino a Brian\u00e7on. Il luogo, acquitrinoso, era infestato da serpenti e Eldrado, richiamato dai monaci, accorse confinando le serpi in un incavo della montagna e ordinando loro di non uscirvi pi\u00f9. L\u2019ultimo episodio riguarda la morte del Santo, resa attraverso una serie di elementi che comunicano da un lato la serena accettazione della volont\u00e0 di Dio e dall\u2019altro la disperazione dei <strong><em>fratres contristati<\/em><\/strong>, rattristati dalla perdita del loro padre spirituale.<\/p>\n<p>La <strong>cappella di Sant\u2019Eldrado<\/strong> costituisce una delle testimonianze architettoniche e artistiche pi\u00f9 importanti dell\u2019antico complesso, dato che la chiesa abbaziale, <strong>distrutta dai Saraceni<\/strong> nella prima decade del X secolo, venne ricostruita per iniziativa dell\u2019abate di Breme Gezone (che si avvalse dell&#8217;opera del monaco architetto Bruningo) nell\u2019XI secolo e in seguito completamente riplasmata in forme tardo-barocche tra il 1710 e il 1719 su disegno di Antonio Bertola.<\/p>\n<figure style=\"width: 2592px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/dd\/45\/a6\/dd45a64a2ec0a24f729d0d555b65727c.jpg\" width=\"2592\" height=\"1944\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La cappella alto-medioevale di San Michele, originaria dell&#8217;VIII\/IX secolo e di recente oggetto di una campagna di restauro<\/figcaption><\/figure>\n<p>Fonti bibliografiche:<\/p>\n<p>AA.VV., <em>Novalesa e la sua abbazia<\/em>, Numero speciale monografico della rivista &#8220;Segusium&#8221;, Susa, 1973<\/p>\n<p>G. Lunardi,\u00a0<em>I Costruttori dell\u2019abbazia di Novalesa,\u00a0<\/em>Novalesa, 2003<\/p>\n<p>Franco Caresio, <em>Abbazie in Piemonte<\/em>, EDA, Torino, 1999<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso\u00a0 Nell\u2019angusta Val Cenischia, stretta tra alte cime, sorge l\u2019antica abbazia di Novalesa, sita a poca distanza dall\u2019abitato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3474,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,26,730,495,14,27,86],"tags":[1191,1208,1204,965,1202,1193,1192,629,1198,1207,1189,1206,1194,1200,1014,1203,1196,1190,1188,30,1205,1199,1197,1201,117,35,1195,953],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3467"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3467"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3467\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6518,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3467\/revisions\/6518"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3474"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3467"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3467"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3467"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}