{"id":3506,"date":"2017-11-17T17:39:39","date_gmt":"2017-11-17T17:39:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3506"},"modified":"2017-11-17T17:40:49","modified_gmt":"2017-11-17T17:40:49","slug":"delit-piemont-armus-ciand-ant-ij-pape-dij-tribunaj-il-soldato-e-la-cameriera-ferita-alla-gola-nei-boschi-di-san-valeriano-due-verita-confronto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3506","title":{"rendered":"Delit an Piemont: armus-ciand ant ij pap\u00e9 dij tribunaj \u2013 Il soldato di Mattie e la cameriera milanese ferita alla gola nei boschi di San Valeriano, due verit\u00e0 a confronto"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Arconte<\/em><\/p>\n<p>Nella tarda mattinata dell\u201911 settembre 1869, nei pressi di <strong>Borgone<\/strong>, in una casa cantoniera della ferrovia che collega Torino alla Francia, giunge trascinandosi carponi una <strong>povera donna ferita<\/strong>. Le prestano i primi soccorsi poi la trasportano a Bussoleno. Qui i medici constatano che Elisabetta Giudici, cos\u00ec si chiama la donna, ha tre gravi ferite al collo causate da<strong> arma tagliente<\/strong>. I medici le considerano come pericolose per la sua vita ma lei guarisce in tre settimane.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ca\/ac\/c0\/caacc0a35615c7167268883a195dee08.jpg\" width=\"960\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p>Inizia cos\u00ec una vicenda che vede come protagonisti un brillante soldato di cavalleria originario della Valle di Susa e una<strong> piacente cameriera milanese<\/strong>.<\/p>\n<p>Elisabetta Giudici, di 42 anni, da Piove (verosimilmente Piove di Sacco in provincia di Padova), racconta che a Milano lavorava come cameriera per il capitano dei Cavalleggeri di Lucca, Cesare Depaoli, il quale aveva per soldato di confidenza, <strong>Giuseppe Bosio<\/strong>, di 26 anni, di Mattie.<\/p>\n<p>Il \u201c<strong>soldato di confidenza<\/strong>\u201d \u00e8 l\u2019attendente, cio\u00e8 un soldato semplice concesso a un ufficiale per il suo servizio personale, figura che non esiste pi\u00f9 nel nostro esercito attuale.<\/p>\n<p>Fra il giovane attendente Bosio e la cameriera Elisabetta, nubile e ancora piacente e vivace malgrado i suoi 42 anni, nasce una relazione fin dai primi giorni in cui si trovano insieme al servizio del capitano. Lei, contenta della sua conquista, impresta a Bosio alcune somme di denaro: dopo 25 anni di servizio ha messo da parte circa mille lire di risparmi. Lei assicura che Bosio le ha giurato fedelt\u00e0 e le ha <strong>promesso di sposarla<\/strong> appena terminato il servizio militare.<\/p>\n<p>La relazione continua anche quando Elisabetta lascia la casa del capitano Depaoli per entrare al servizio di altra famiglia milanese.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full alignright\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/76\/2b\/d2\/762bd2a7aae3e4a1e722e3d364e9e19a.jpg\" width=\"533\" height=\"334\" \/><\/p>\n<p>Sempre secondo il racconto della donna, si avvicinava il termine della ferma di Bosio e quindi il <strong>giorno del matrimonio<\/strong>: hanno stabilito di recarsi a Mattie, paese natale di Bosio, per il <strong>contratto di nozze<\/strong> col consenso dei parenti. Cos\u00ec lei ha preparato le sue cose, fra cui, una cassettina dove ha riposto i suoi gioielli, per un valore di circa 350 lire, vari documenti e la somma di lire 535, composta da monete d\u2019oro da 20 lire (napoleoni) e da biglietti di banca.<\/p>\n<p>Il 10 settembre sono partiti con la ferrovia per Torino. Quando sono arrivati, hanno mangiato e sono ripartiti per Avigliana: lei credeva che Mattie fosse l\u00ec vicino. Sono arrivati ad <strong>Avigliana<\/strong> molto tardi, hanno cenato in un albergo e sono andati a dormire in un altro.<\/p>\n<p>Alla mattina dell\u201911 settembre si sono alzati molto prima dell\u2019aurora e si sono avviati percorrendo strade e sentieri in luoghi deserti e solitari. Lei ha chiesto a Bosio dove la portava e lui, come dichiara testualmente Elisabetta, \u00ab<em>per tutta risposta, mi prese per il braccio sinistro e gettatami a terra, <strong>mi fer\u00ec alla gola<\/strong> senza che io sappia se con coltello o con altro strumento; giacch\u00e9 sia per lo sbalordimento causato dall\u2019impensato insulto, sia perch\u00e9 era ancora notte, non potei vedere ci\u00f2 che avesse tra le mani. \u2013 Ai miei rimproveri, egli mi vibr\u00f2 un secondo e poi un terzo colpo sempre alla gola, per modo che io svenni. Riavutami a giorno fatto, non vidi pi\u00f9 n\u00e9 il Bosio, n\u00e9 il cofanetto contenente i miei denari ed <strong>oggetti preziosi<\/strong><\/em>\u00bb.<\/p>\n<figure style=\"width: 1600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e3\/01\/fc\/e301fcafbe4d6cd8cc1c3601cfc97448.jpg\" width=\"1600\" height=\"1067\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Borgata San Valeriano di Borgone di Susa: una delle due chiese dedicate al santo, gi\u00e0 citata nel 1781, con copertura in tegole marsigliesi &#8211; foto tratta da Panoramio<\/figcaption><\/figure>\n<p>L<strong>\u2019aggressione<\/strong> \u00e8 avvenuta in un bosco nel territorio di Borgone, nei pressi della <strong>borgata San Valeriano.<\/strong> Di qui Elisabetta ha raggiunto la casa cantoniera della ferrovia, dove \u00e8 stata soccorsa. La sua cassettina \u00e8 trovata il giorno seguente nei pressi del luogo dell\u2019aggressione: \u00e8 stata scassinata e contiene ancora qualche oggetto prezioso ma non il denaro.<\/p>\n<p>Il pretore riceve la querela della donna ed emette un <strong>mandato di cattura<\/strong> contro Bosio che viene arrestato il 13 settembre a Milano.<\/p>\n<p>Le dichiarazioni di Elisabetta appaiono molto convincenti e Bosio \u00e8 mandato davanti alla Corte d\u2019Assise di Torino, con l\u2019accusa molto grave di <strong>rapina con omicidio mancato<\/strong>. La sua versione, che tra l\u2019altro smentisce le promesse di matrimonio, non ha persuaso il giudice istruttore e non viene presa in grande considerazione nemmeno dal cronista giudiziario Curzio che narra la vicenda nella <em>Rivista dei Tribunali<\/em>, pubblicata nell\u2019<em>Appendice<\/em> della \u00ab<strong>Gazzetta Piemontese<\/strong>\u00bb di sabato 28 gennaio 1871.<\/p>\n<p>Al processo, Bosio ha come difensore uno dei migliori avvocati di Torino,\u00a0il commendator <strong>Tommaso Villa<\/strong> (Canale d\u2019Alba, 1832 &#8211; Torino, 1915) che \u00e8 anche un politico, deputato, pi\u00f9 volte Presidente della Camera dei Deputati, poi senatore.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/83\/03\/14\/8303147522779739647481f1b312691b.jpg\" width=\"1024\" height=\"763\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Una delle due cappelle di San Valeriano circondate dai boschi dove avvenne il fatto di sangue &#8211; foto tratta da Panoramio<\/figcaption><\/figure>\n<p>Bosio ammette che tra lui e Elisabetta vi era una<strong> relazione intima<\/strong> e che lei pretendeva di essere sposata. Lui si rifiutava, le diceva che non poteva perch\u00e9 aveva gi\u00e0 moglie e figli ma lei non voleva credergli, dicendo che era impossibile che un soldato fosse sposato perch\u00e9 era vietato dai <strong>regolamenti militari<\/strong>. Lui perci\u00f2, per non essere compromesso, cercava di evitarla ma lei gli correva sempre dietro, lo sorvegliava e lo spiava, sempre con la pretesa di essere sposata.<\/p>\n<p>Quando ha saputo che lui aveva ottenuto un permesso di tre giorni per andare a Mattie e che doveva partire il 10 settembre, lei, <strong>innamorata possessiva<\/strong>, \u00e8 andata alla stazione ferroviaria per aspettarlo e quando lui \u00e8 partito, \u00e8 partita anche lei. Quando sono arrivati a Torino, lui cercava di sbarazzarsene, ma lei lo ha sempre seguito e lo ha seguito anche alla stazione della ferrovia per Susa. Lei ha preso un biglietto per Susa e lui ne ha preso uno per Avigliana, per togliersi il fastidio e non compromettersi davanti alla moglie, ma Elisabetta, quando lo ha visto scendere ad Avigliana, \u00e8 scesa anche lei e <strong>lo ha seguito all\u2019albergo<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 2592px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/60\/d6\/df\/60d6df988d2fb5a2e7f718c753af2d7c.jpg\" width=\"2592\" height=\"1944\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La seconda cappella di San Valeriano, di impianto romanico, risalente all&#8217;XI\/XII secolo, con tracce di antichi affreschi nel catino absidale &#8211; foto di Paolo Barosso<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00ab<em>Io ero fuori di me<\/em> &#8211; continua Bosio &#8211; <em>quella donna non volendo credere che io fossi ammogliato, mi voleva seguire in paese, voleva compromettermi: <strong>mia moglie \u00e8 gelosa<\/strong>: tra me e lei sarebbero avvenuti molti guai. Uscii da quell\u2019albergo e mi recai in un altro; la Giudici mi segu\u00ec ancora e volle dormire nella stessa camera dove mi coricai. Al mattino successivo per tempo mi sono alzato pian piano in modo da non svegliarla, per andarmene solo al mio paese.<\/em><\/p>\n<p><em>Essa si accorse, si vest\u00ec in fretta e tenne dietro ai miei passi <strong>ingiuriandomi<\/strong> ed insultandomi in ogni maniera, dicendomi che io non ero sposato e che volevo abbandonarla. Io allora mi avviavo per luoghi solitari e verso i boschi con la speranza di fuggire e lasciarla sola in luoghi sconosciuti in modo che non mi sapesse pi\u00f9 trovare. Lungo la via continuava ad insultarmi, ingiuriarmi ed oltraggiarmi. Ho perduto la pazienza, <strong>le vibrai alcuni colpi<\/strong> e poi sono fuggito, recandomi al paese e poi, concluso il mio permesso, a Milano dove venni arrestato<\/em>\u00bb.<\/p>\n<figure style=\"width: 380px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c1\/57\/4d\/c1574d67a4ba259561c81ba059778246.jpg\" width=\"380\" height=\"672\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Caricatura di un ufficiale dei Cavalleggeri di Lucca<\/figcaption><\/figure>\n<p>Questa \u00e8 <strong>la versione di Bosio<\/strong>, non convincente in tutti i punti, ma certo a connotazione fortemente maschilista.<\/p>\n<p>Il Pubblico Ministero, barone Bichi, sostiene l\u2019<strong>accusa di rapina con mancato omicidio<\/strong>. L\u2019avvocato Villa esclude la rapina e sostiene che Bosio \u00e8 soltanto <strong>colpevole di ferimento<\/strong>, commesso nell\u2019impeto dell\u2019ira in seguito a grave provocazione. Riesce a convincere i giurati a credere alla versione di Bosio e cos\u00ec la Corte, in base al verdetto della giuria popolare, non pu\u00f2 infliggere a Bosio una pena maggiore di <strong>un mese di carcere<\/strong>!<\/p>\n<p>Certo i giurati sono tutti maschi che secondo la mentalit\u00e0 dell\u2019epoca non esitano a considerare le traversie di una donna secondo il preconcetto \u00abse l\u2019\u00e8 cercata\u00bb.<\/p>\n<p>Curzio sottolinea la difficolt\u00e0 per i giurati di scegliere tra <strong>due verit\u00e0 parallele<\/strong>,\u00a0 opposte e non verificabili in mancanza di testimoni: \u00ab<em>Quando alcuni fatti avvennero fra due persone soltanto, di cui l\u2019una li racconta in un modo e l\u2019altra li espone in modo diverso, a chi si deve prestar fede? Si deve prestar fede al preteso aggredito od al preteso aggressore?<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Al tempo \u00e8 stata scelta la verit\u00e0 maschilista, ma quello di San Valeriano \u00e8 uno dei tanti casi in cui la verit\u00e0 giudiziaria non coincide con la \u201cverit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 dedicato all\u2019amico Ivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Nella tarda mattinata dell\u201911 settembre 1869, nei pressi di Borgone, in una casa cantoniera della ferrovia che collega Torino alla Francia,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3509,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,143],"tags":[1271,1275,1277,1272,1269,933,937,1274,222,1273,960,505,30,1276,1270,1278,29,953],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3506"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3506"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3506\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3512,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3506\/revisions\/3512"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3509"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3506"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3506"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3506"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}