{"id":3529,"date":"2017-11-27T20:35:44","date_gmt":"2017-11-27T20:35:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3529"},"modified":"2017-11-27T21:25:52","modified_gmt":"2017-11-27T21:25:52","slug":"il-castello-di-racconigi-da-casaforte-medioevale-teatro-delle-villeggiature-sabaude","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3529","title":{"rendered":"Il castello di Racconigi, da casaforte medioevale a teatro delle villeggiature sabaude"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Andrea Coda<\/em>*<\/p>\n<p>Il <strong>castello di Racconigi<\/strong> nasce come casaforte a cavallo dell\u2019anno mille nell\u2019ambito della Marca di Torino.<\/p>\n<p>Nella prima met\u00e0 del XII secolo diventa parte del <strong>Marchesato di Saluzzo<\/strong>: la prima citazione del castello del Marchese \u00e8 datata 1194 e parla di una possente struttura militare a difesa dei confini provvista di un cortile interno, torri angolari e fossato.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c2\/f5\/d4\/c2f5d4ce2afd498d1bd3d2ddd591f2eb.jpg\" width=\"960\" height=\"510\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Racconigi &#8211; la facciata settentrionale guariniana, capolavoro dell&#8217;architettura seicentesca<\/figcaption><\/figure>\n<p>Conquistato da Amedeo VI il Conte Verde nel 1363 il feudo fu assegnato ai <strong>Savoia Acaja,<\/strong> poi dal 1413 ai loro discendenti i <strong>Savoia Racconigi<\/strong> riconosciuti Principi di sangue atti alla successione al trono nel 1581.<\/p>\n<p>Essi mantennero l\u2019uso militare del castello che sub\u00ec poche documentate trasformazioni.<\/p>\n<p>Questo casato si estinse nel 1605 con Bernardino II. Nel 1620 il Duca Carlo Emanuele I di Savoia assegn\u00f2 Racconigi al figlio cadetto Tommaso capostipite del ramo <strong>Savoia Carignano<\/strong>, ma fu suo figlio Emanuele Filiberto detto il Muto a fare la prima grande trasformazione del castello affidando nel 1670 ad <strong>Andr\u00e8 Le Notre<\/strong> il compito di progettare un raffinato giardino alla francese. Inoltre fu chiamato nel 1676 l\u2019architetto modenese <strong>Guarino Guarini<\/strong> con l\u2019incarico di progettare la ristrutturazione dell\u2019edifico.<\/p>\n<figure style=\"width: 4608px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e6\/ca\/45\/e6ca45206f94c11d364fd1061f3be7ea.jpg\" width=\"4608\" height=\"3456\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Racconigi &#8211; il prospetto settentrionale affacciato sul parco all&#8217;inglese<\/figcaption><\/figure>\n<p>Guarini si trov\u00f2 ad operare su una preesistente struttura medioevale e trasform\u00f2 il blocco del castello in un organismo vivo dilatando i fronti Nord e Sud e ponendo agli angoli <strong>quattro grandi padiglioni. <\/strong>Inoltre realizz\u00f2 il salone ricavato dal cortile da cui si dirama l\u2019interno e che divent\u00f2 il nucleo centrale del Palazzo.<\/p>\n<p>Guarino Guarini crea una<strong> sintesi<\/strong> che coinvolger\u00e0 citt\u00e0, piazza, cortile, palazzo, loggiato, parco.<\/p>\n<p>Di questo splendido progetto fu realizzata solo la <strong>splendida facciata settentrionale<\/strong> verso il parco, considerata un capolavoro dell\u2019architettura seicentesca, e anche il salone centrale con l\u2019imponente torrione fu portato a termine. Poi, a causa della morte dell\u2019architetto, i lavori cessarono nel 1638: la parte costruita dimostra tuttavia quale <strong>capolavoro<\/strong> avrebbe saputo realizzare Guarino Guarini se tutto il progetto fosse stato completato.<\/p>\n<figure style=\"width: 4608px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6b\/fb\/38\/6bfb380daf9034eb357f49d4a130691f.jpg\" width=\"4608\" height=\"3456\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta dei campanili di Racconigi dal castello<\/figcaption><\/figure>\n<p>Terminato l\u2019intervento guariniano, la residenza si present\u00f2 per alcuni decenni incompiuta sul versante meridionale affacciato sul paese.<\/p>\n<p>Nel 1755 il quarto principe di Carignano Ludovico Vittorio di Savoia, nipote di Luigi XV, che per lunghi anni aveva vissuto a Parigi, affid\u00f2 i lavori a <strong>Giovan Battista Borra<\/strong> con l\u2019incarico di riplasmare la facciata sud e quelle laterali.<\/p>\n<p>Il Borra, reduce da una felice esperienza londinese, era permeato da una precoce <strong>cultura neoclassica<\/strong>. Egli intervenne nella facciata meridionale esaltandola con una <strong>monumentale scalinata<\/strong> culminante in uno splendido pronao con colonne ioniche e un timpano triangolare.<\/p>\n<figure style=\"width: 4021px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0e\/01\/44\/0e01448c7ca1bfdd49cec095299c9e36.jpg\" width=\"4021\" height=\"3456\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Racconigi &#8211; dettaglio della facciata meridionale, rivolta verso il paese<\/figcaption><\/figure>\n<p>In questo periodo furono modificati e riarredati gran parte degli appartamenti e delle sale in <strong>stile neoclassico<\/strong>: alcuni mantengono ancora la decorazione settecentesca come il Salone dell\u2019Ercole, la Sala Diana e gli Appartamenti Cinesi.<\/p>\n<p>Durante l\u2019occupazione napoleonica per un breve periodo nel 1808 soggiornarono <strong>Paolina Bonaparte<\/strong> e suo marito Camillo Borghese. Il castello torn\u00f2 ai Savoia nel 1814, sar\u00e0 Carlo Alberto settimo Principe di Carignano il protagonista delle importanti trasformazioni della prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p><strong>Carlo Alberto<\/strong> dimostr\u00f2 subito un profondo affetto verso la residenza degli avi, egli si profuse nell\u2019avviare vario progetti formativi, istituendo scuole e riaprendo i conventi dei Domenicani e dei Francescani soppressi in epoca napoleonica.<\/p>\n<figure style=\"width: 2592px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/62\/8a\/a0\/628aa078a969d48ed571ca0a9ab29ac8.jpg\" width=\"2592\" height=\"1944\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Racconigi &#8211; veduta d&#8217;assieme del fronte sud del castello<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il principe diede il via al primo grande piano di rinnovamento della Residenza Sabauda chiamando il giardiniere <strong>Xavier Kurten,<\/strong> che riprogett\u00f2 l\u2019area verde secondo il gusto romantico e la trasform\u00f2 in un parco all\u2019inglese: fu una vera e propria rivoluzione che cancell\u00f2 ogni traccia dei giardini di Andr\u00e8 Le Notre.<\/p>\n<p>Nel 1832, anno successivo alla sua incoronazione, Carlo Alberto iscrisse Racconigi tra le reali dimore di villeggiatura.<\/p>\n<p>Il sovrano affid\u00f2 all\u2019architetto di corte <strong>Ernest Melano<\/strong> l\u2019ampliamento volto a ricavare al primo piano nuovi appartamenti, mentre a Pelagio Palagi furono affidate le opere riguardanti l\u2019arredamento e la decorazione degli spazi interni coadiuvato da una \u00e9quipe di grandi artisti tra i quali ricordiamo Carlo Bellosio, Vitale Sala, Angelo Moja, Carlo Sada e Gabriele Capello detto il Moncalvo.<\/p>\n<figure style=\"width: 2592px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/09\/31\/59\/09315958dd25e3602d0b0bb643da902b.jpg\" width=\"2592\" height=\"1944\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Racconigi &#8211; il Tempietto dorico affacciato sul laghetto interno al parco<\/figcaption><\/figure>\n<p>I cantieri terminarono nel 1842, ma anche durante questo periodo la famiglia reale frequentava con assiduit\u00e0 il castello dove amava passarvi l\u2019estate.<\/p>\n<p>Dopo la morte di Carlo Alberto le visite al palazzo divennero meno frequenti, torner\u00e0 ad essere frequentata nel Novecento da Vittorio Emanuele III e dalla Regina Elena che tanto amavano questo sito: in questo periodo il castello\u00a0fu ammodernato con nuovi e moderni \u00a0<strong>impianti di riscaldamento<\/strong>, nuovi\u00a0bagni, l\u2019energia elettrica, nuove pompe per la fornitura di acqua potabile ad ogni piano; si diffusero radio e giradischi; fu costruito un laboratorio fotografico ad uso esclusivo del re e della regina.<\/p>\n<p>Il palazzo era cosi\u0300 predisposto per ricevere adeguatamente ospiti di prestigio in visita ai sovrani: nel 1909 fu ospitato lo <strong>zar di Russia Nicola II<\/strong> e nel 1918 i genitori della regina Elena.<\/p>\n<figure style=\"width: 5312px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0d\/64\/dc\/0d64dcf32839ac01f689c820bad3d870.jpg\" width=\"5312\" height=\"2988\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Racconigi &#8211; dettaglio della facciata delle Margarie, le cascine reali in stile neogotico site all&#8217;estremit\u00e0 nord del parco<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 1904 nacque in questa residenza l\u2019ultimo re d\u2019Italia, Umberto II.<\/p>\n<p>Durante gli anni della prima Guerra Mondiale, con la partenza di Vittorio Emanuele III per il fronte e gli impegni della regina a Roma, le opportunita\u0300 di soggiornare a Racconigi furono rare. L&#8217;ultimo atto di grande solennita\u0300 fu la celebrazione, avvenuta nel 1925, delle nozze di Filippo d\u2019Assia e <strong>Mafalda di Savoia<\/strong>, la principessa morta tragicamente nel campo di sterminio di Buchenwald.<\/p>\n<p>Il castello e il parco di Racconigi furono sede delle villeggiature dei Savoia fino al secondo conflitto mondiale. Acquistati dallo Stato nel 1980, vennero sottoposti a lunghi e attenti lavori di restauro per essere poi aperti al pubblico nel 1987; nel 1999 furono inseriti tra i beni protetti dall\u2019UNESCO.<\/p>\n<p>*<em>ricordiamo, per chi fosse interessato, che Andrea Coda accompagna gruppi e organizza visite guidate nella citt\u00e0 di Torino, nei siti sabaudi e in tutto il Piemonte. Per informazioni chiamare il 393\/4530401\u00a0o scrivere a\u00a0<a href=\"mailto:andreacoda@me.com\">andreacoda@me.com<\/a><\/em><\/p>\n<p>Tutte le foto pubblicate sono di Paolo Barosso<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Coda* Il castello di Racconigi nasce come casaforte a cavallo dell\u2019anno mille nell\u2019ambito della Marca di Torino. 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