{"id":3546,"date":"2017-11-29T15:45:49","date_gmt":"2017-11-29T15:45:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3546"},"modified":"2017-11-29T15:53:48","modified_gmt":"2017-11-29T15:53:48","slug":"nel-novembre-1916-moriva-carolina-invernizio-creatrice-della-detective-story-alla-torinese","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3546","title":{"rendered":"Nel novembre 1916 moriva Carolina Invernizio, creatrice della &#8220;detective story&#8221; alla torinese"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Milo Julini<\/em><\/p>\n<p>\u201c<strong><em>La morte di Carolina Invernizio<\/em><\/strong>\u201d: sotto questo titolo, \u201cLa Stampa\u201d di marted\u00ec 28 novembre 1916, scrive: \u00ab<em>\u00c8 morta ieri, alle ore 18, a Cuneo, dove si trovava presso il marito colonnello Quinterno, la scrittrice di romanzi Carolina Invernizio. La morte \u00e8 avvenuta per broncopolmonite, dopo una breve malattia durata sette giorni. A Cuneo le si preparano solenni funerali<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/80\/09\/9d\/80099d40c529081deed553a17ea5d811.jpg\" width=\"1000\" height=\"563\" \/><\/p>\n<p>A questa stringata notizia segue un breve approfondimento:<\/p>\n<p>\u00abCarolina Invernizio era certamente <strong>la pi\u00f9 popolare<\/strong> delle nostre scrittrici di romanzi, ed a Torino specialmente ella era notissima, quantunque vivesse piuttosto appartata. Vi fu un periodo in cui i suoi romanzi, oltre una cinquantina complessivamente [se ne calcolano circa tre volte tanti!, <em>N.d.A.<\/em>], ebbero una grande fortuna e molti di essi furono anche tradotti e divulgati all\u2019estero. Carolina Invernizio non fu una <strong>scrittrice forbitissima<\/strong>, letterariamente parlando, ma si era formato uno stile suo proprio, semplice ed accessibile e conosceva tutte le piccole malizie del narratore che sa avvincere e commuovere. Tra i suoi romanzi pi\u00f9 noti si ricordano: <em>Bacio infame<\/em>, <em>Cuore di Madre<\/em>, <em>Il cadavere accusatore<\/em>, <em>Il Genio del male<\/em>, <em>Il segreto di un bandito<\/em>, <em>I misteri delle soffitte<\/em>, <em>La donna fatale<\/em>, <em>La morta nel baule<\/em>, <strong><em>La sepolta viva<\/em><\/strong>, <em>La peccatrice<\/em> ecc.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full alignleft\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/70\/8c\/66\/708c66772726046f4bbb4bd2b09b03b2.jpg\" width=\"281\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p>Quasi tutti i romanzi della Invernizio ritraevano lo spunto dalle<strong> cronache di avvenimenti reali<\/strong> ed avevano per isfondo alle vicende del dramma l\u2019ambiente torinese. Per questo appunto, tra il popolo nostro, essi si divulgarono con rapidit\u00e0 prodigiosa e con successo grandissimo\u00bb.<\/p>\n<p>Un testo solo in apparenza conciso e sintetico perch\u00e9, a parte la forte riduzione del numero dei libri scritti da Carolina Invernizio, riporta tutti gli elementi essenziali della sua produzione letteraria: quella di una autrice di <strong>romanzi d\u2019appendice<\/strong> fra le pi\u00f9 popolari tra la fine dell\u2019Ottocento e l\u2019inizio del Novecento.<\/p>\n<p>Viene lasciata in ombra la sua vita personale, ben tratteggiata dalla frase \u00ab<em>notissima, quantunque vivesse piuttosto appartata<\/em>\u00bb. Una scrittrice nota e apprezzata soltanto per quanto scrive, della quale non si conosce neppure il volto, figuriamoci il gossip!<\/p>\n<p>E bisogna dire che <strong>Carolina Invernizio<\/strong> sui suoi dati personali non solo ha mantenuto grande riserbo \u2013 intervistata da <strong>Guido Gozzano<\/strong> per la stampa del suo centesimo romanzo non vuole che si pubblichi la sua foto! \u2013 ma non ha esitato a alterare la verit\u00e0: \u00e8 nata a Voghera, ancora appartenente al Regno di Sardegna, il 28 marzo 1851 ma ha accreditato come anno di nascita il 1858.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, per lungo tempo, si \u00e8 scritto che era <strong>sette anni pi\u00f9 giovane<\/strong>\u2026 ringiovanimento non legato a pura civetteria ma, pare, derivante dal desiderio di non apparire pi\u00f9 anziana del marito.<\/p>\n<p>E a proposito del marito, <strong>Marcello Quinterno<\/strong>, di Govone (Cuneo), sposato nel 1881, si dice spesso che fosse ufficiale dei bersaglieri. Apparteneva invece al servizio di Commissariato militare, quello che provvede alle truppe il vettovagliamento, il vestiario, l\u2019equipaggiamento. Marcello Quinterno si occupava di <strong>vettovagliamento<\/strong>, a Torino dirigeva il Panificio Militare. Un burocrate militare che Carolina promuove al rango di affascinante bersagliere \u2013 i bersaglieri al tempo erano il fiore all\u2019occhiello dell\u2019Esercito italiano &#8211; grazie ad una foto dove il marito portava il <strong>cappello piumato<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c8\/bb\/2b\/c8bb2b56265e0f72a07fdfcfb41f337b.jpg\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p>La rete fornisce molte notizie su Carolina Invernizio, a partire dal <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/carolina-invernizio_(Dizionario-Biografico)\/\">Dizionario Biografico Treccani<\/a>. Preferisco soffermarmi sulla \u201cmia\u201d Carolina Invernizio, l\u2019autrice de \u00ab<strong><em>Il piccolo di Vanchiglia (\u2018L Cit \u2018d Vanchija)<\/em><\/strong>\u00bb, pubblicato sull\u2019appendice della <em>Gazzetta di Torino<\/em> e poi in volume nel 1895 dalla Tipografia della Gazzetta di Torino.<\/p>\n<p>La Invernizio ha permesso all\u2019editore Salani di Firenze di modificare il titolo strettamente legato alla realt\u00e0 torinese e cos\u00ec nel 1898 \u00e8 apparso <strong><em>Il segreto di un bandito<\/em>. <em>Romanzo storico sociale<\/em><\/strong>. Ne esiste anche una versione in spagnolo, destinata agli immigrati italiani nell\u2019America del Sud, <em>El secreto de un bandido. Novela historica social<\/em>, Reggiani, Buenos Aires Milano, 1900 (versione in spagnolo di L. M. Bocalandro).<\/p>\n<p>La Invernizio, in omaggio ad un modello riconducibile a Rocambole ed a Vautrin, lo presenta come un <strong>ladro gentiluomo<\/strong>, che vive una doppia vita. \u00c8 capace di muoversi a suo perfetto agio, elegante, distinto, bello e seducente, nella buona societ\u00e0 aristocratica torinese dove fa strage di cuori di dame e contemporaneamente, come genio del male, \u00e8 a capo una <strong>associazione di malfattori<\/strong> vasta e tentacolare con adepti anche all\u2019estero e fra le basse forze di polizia.\u00a0 \u00c8 un quadro molto lontano dalla realt\u00e0, ma comunque interessante poich\u00e9 cos\u00ec il <em>Cit \u00ebd Vanchija<\/em> rappresenta l\u2019<strong>Arsenio Lupin italiano<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0a\/b6\/32\/0ab632f8b7eeac9f18d69d28b13a1f1b.jpg\" width=\"1280\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p>In quarant\u2019anni di attivit\u00e0 Carolina Invernizio ha scritto <strong>oltre centoventi romanzi<\/strong> di cui uno in piemontese, <em><strong>Ij delit \u00ebd na bela fija<\/strong> <\/em>(1889-1890). Molti escono a puntate sul quotidiano torinese <em>La<\/em> <em>Gazzetta<\/em> <em>di<\/em> <em>Torino<\/em>; quasi tutti sono pubblicati dall\u2019editore Salani di Firenze, che li piazza con successo anche nell\u2019America latina, presso i nostri emigranti.<\/p>\n<p>Sono strutturati in modo da avvincere il lettore dall\u2019inizio all\u2019ultima pagina: raccontano di infami seduttori, di <strong>donne malvagie e corrotte<\/strong> affiancate a creature angeliche, di sepolte vive, di morte che risorgono dal sepolcro per vendicare le offese ricevute. L\u2019esito prevede costantemente la punizione del colpevole o dei colpevoli (pi\u00f9 spesso ad opera della giustizia divina e di vendetta privata, piuttosto che di sentenze della magistratura) e il <strong>trionfo degli innocenti<\/strong>, spesso sancito da un matrimonio.<\/p>\n<p>Molte opere della Invernizio non appaiono del tutto riconducibili alla <strong><em>detective story<\/em> anglosassone<\/strong> ma, nei suoi romanzi del primo decennio del Novecento, mette a punto in modo pi\u00f9 preciso l\u2019impianto del racconto investigativo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ec\/58\/4e\/ec584e8ef5b85dae0266da95f3ab2bd7.jpg\" width=\"400\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p>Si avvertono i primi segni di questa sua evoluzione verso il poliziesco ne <em>I ladri dell\u2019onore<\/em> (1894), dove compare la figura di una <strong>detective dilettante<\/strong>, rappresentata da un personaggio classico dell\u2019appendice, la fanciulla disonorata e tradita. Cos\u00ec, per amor di vendetta, la fanciulla <strong>Lorenza Adile<\/strong> assume un ruolo investigativo.<\/p>\n<p>Si trova un deciso impianto investigativo ne <em>I misteri delle soffitte<\/em> (1901), <em>La felicit\u00e0 nel delitto<\/em> (1907), <em>Il<\/em> <em>cadavere accusatore<\/em> (1912), e soprattutto in <em>Nina, la poliziotta dilettante<\/em> (1909), che sancisce l\u2019approdo della Invernizio al <strong>romanzo giallo vero e proprio<\/strong>.<\/p>\n<p>La Invernizio costituisce un caso forse unico nella <em>detective<\/em> <em>story<\/em> italiana perch\u00e9 attinge i suoi personaggi in ambito esclusivamente femminile. Sono <strong>figure femminili<\/strong> che ideano o eseguono il crimine, sono investigatrici dilettanti che risolvono l\u2019enigma secondo le tappe canoniche della <em>detection<\/em>. Le figure maschili, escluse quasi completamente dall\u2019azione, sono relegate a ruoli passivi di assassinato o di complice. Le <strong>investigatrici<\/strong> di Carolina Invernizio agiscono nell\u2019ambito di un solo romanzo, non sono mai protagoniste di una serie.<\/p>\n<p>Carolina Invernizio \u00e8 definita da Emilio Zanzi, sulla <em>Gazzetta del Popolo<\/em> nel 1932, come<strong> <em>la mamma dei \u201clibri gialli\u201d<\/em><\/strong>, quando nell\u2019estate del 1929 \u00e8 nata la collana\u00a0 <em>I libri gialli<\/em> di Mondadori.<\/p>\n<p>\u00c8 opportuno ricordare gli ostacoli e le difficolt\u00e0 che il perbenismo e il conformismo torinese dell\u2019epoca frapponevano alla signora Quinterno per la sua attivit\u00e0 di scrittrice come Carolina Invernizio: era costretta a trovare le sue fonti di ispirazione unicamente nella<strong> cronaca giudiziaria dei giornali<\/strong>, senza collaboratori, senza esperti, senza <em>ghost<\/em> <em>writer<\/em>, senza la possibilit\u00e0 di contatti diretti, se non con i criminali, almeno con esponenti delle forze dell\u2019ordine come <strong>Charles Dickens<\/strong> e <strong>Wilkie Collins<\/strong>, amici di investigatori di Scotland Yard, e come Victor Hugo e Balzac che frequentavano Eug\u00e8ne Francois Vidocq, ladro e galeotto evaso divenuto un brillante poliziotto parigino.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0d\/19\/71\/0d1971b49a960f6d1a62cc54323839b7.jpg\" width=\"1280\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p>Con tutti questi limiti, il successo e l\u2019importanza di <strong>Carolina Invernizio<\/strong> sono stati giustamente riconosciuti dalle affermazioni di Emilio Zanzi.<\/p>\n<p>Concludiamo ricordando una scrittrice che, a nostro avviso, rappresenta la versione statunitense di Carolina Invernizio: <strong>Anna Katharine Green<\/strong> (Brooklyn, 1846-1935), considerata la prima vera scrittrice di romanzi polizieschi, che crea il personaggio di Ebezener Gryce investigatore, schivo e modesto, della Metropolitan Police di New York, che appare nel 1878, nel suo primo romanzo, <em>Il mistero delle due cugine<\/em> (<em>The Leavenworth case<\/em>), considerato il suo capolavoro, oltre che pietra miliare del giallo, perch\u00e9 usa per la prima volta l\u2019espressione <em>detective story<\/em>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f0\/18\/60\/f0186098ea2c9a7858bf21543accec06.jpg\" width=\"270\" height=\"201\" \/><\/p>\n<p><em>A Cuneo, Carolina apre nel 1914 il suo salotto di via Barbaroux a intellettuali e a personaggi della cultura, come recita la <strong>targa commemorativa<\/strong> posta sulla sua casa: \u00abIn questa casa Carolina Invernizio il 27 novembre 1916 chiude l\u2019operosa esistenza fra il signorile salotto e i romanzeschi fantasmi\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Milo Julini \u201cLa morte di Carolina Invernizio\u201d: sotto questo titolo, \u201cLa Stampa\u201d di marted\u00ec 28 novembre 1916, scrive: \u00ab\u00c8 morta ieri, alle&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3547,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,10,143,4],"tags":[1343,1352,1344,386,1332,1348,465,1338,1345,1337,1340,1341,1335,1334,1333,1346,1342,1336,1339,1347,1350,29,1351,1349],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3546"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3546"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3546\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3550,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3546\/revisions\/3550"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3547"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3546"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3546"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}