{"id":3698,"date":"2018-01-23T16:11:47","date_gmt":"2018-01-23T16:11:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3698"},"modified":"2018-01-23T16:39:19","modified_gmt":"2018-01-23T16:39:19","slug":"come-il-figlio-del-margravio-di-baden-baden-il-nobile-germanico-bernardo-divenne-patrono-di-moncalieri","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3698","title":{"rendered":"Come il figlio del margravio di Baden-Baden, il nobile germanico Bernardo, divenne patrono di Moncalieri"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Paolo Barosso\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Tra gli scrigni d\u2019arte che impreziosiscono il nucleo storico di Moncalieri, che si svilupp\u00f2 nel Duecento dall\u2019aggregazione di villaggi preesistenti su un\u2019altura dominante il corso del Po (gi\u00e0 sede di uno stanziamento longobardo), risalta la chiesa <strong>Collegiata di Santa Maria della Scala<\/strong>, eretta tra XIII e XIV secolo in forme romanico-gotiche (dai documenti risulta completata nel 1330).<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/a7\/3a\/ad\/a73aadf34eac8f0b23612b6e0f6dfeeb.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La bella facciata trecentesca della Collegiata di Santa Maria della Scala, in parte alterata dalle aggiunte ottocentesche del rosone in luogo dell&#8217;originaria trifora e della scalinata d&#8217;accesso in pietra che sostitu\u00ec la gradinata ricurva in cotto medioevale<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nella cappella sita al fondo della navata sinistra della chiesa, sotto una grande tela di <strong>Guglielmo Caccia detto il Moncalvo<\/strong>, \u00e8 custodita l\u2019urna d\u2019argento con le reliquie di un nobile germanico, <strong>Bernardo di Baden (1428-1458)<\/strong>, il cui culto in forma locale ottenne un primo riconoscimento solo nel 1769 da papa Clemente XIV, che sanc\u00ec con notevole ritardo una plurisecolare devozione popolare nei suoi confronti. Nel contempo il giovane principe venne proclamato <strong>patrono<\/strong> del Granducato di Baden, della diocesi di Friburgo e delle citt\u00e0 di Vic in Francia e Moncalieri in Piemonte, localit\u00e0 in cui Bernardo mor\u00ec appena trentenne nel 1458 e che lo festeggia ogni anno nel giorno della sua memoria, il <strong>15 luglio<\/strong> (data della morte).<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/f4\/07\/06\/f40706a4f81593e7a64bc0f204620d60.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Vetrata dipinta con la figura del beato Bernardo di Baden, sita nella cappella del Santissimo Sacramento, l&#8217;unica parte della chiesa che conserva la decorazione parietale neo-gotica rimossa dai restauri del 1963-68<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nato nel 1428 nel <strong>castello di Hohenbaden<\/strong> da Giacomo I, margravio di Baden-Baden, antico Stato germanico, e da Caterina di Lorena, Bernardo venne avviato sin da piccolo alla vita militare, ma vi rinunci\u00f2, preferendo ben presto <strong>la carriera diplomatica<\/strong>, pi\u00f9 confacente alla sua indole, all\u2019esercizio dell\u2019<em>ars bellica<\/em>, cui peraltro diede il proprio contributo partecipando sotto la guida di Francesco Sforza alla difesa di Milano dall\u2019assalto dei Veneziani e nel 1447 alla campagna per liberare l\u2019Alsazia dalle bande di predoni che la infestavano.<\/p>\n<p>Il giovane, rampollo d\u2019una famiglia imparentata con gli Asburgo, ricevette <strong>un\u2019educazione prestigiosa<\/strong> alla corte di Renato d\u2019Angi\u00f2, ponendo poi le competenze acquisite in ambito politico-diplomatico al servizio dell\u2019imperatore Federico III, che ne apprezzava in particolare le <strong>doti di mediatore<\/strong> di cui diede prova in pi\u00f9 occasioni intervenendo in delicate trattative internazionali e nella definizione di controversie tra principi tedeschi (nel 1455 venne incaricato dall\u2019imperatore Federico III di trattare la pace con <strong>Federico I del Palatinato<\/strong> della casa di Wittelsbach, che era tra l\u2019altro imparentato con i Savoia, essendo figlio di Matilde di Savoia).<\/p>\n<figure style=\"width: 1196px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/0f\/2a\/c3\/0f2ac38cf321e1a3e57a45174144a7f2.jpg\" width=\"1196\" height=\"797\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta del castello di Hohenbaden nei pressi di Baden-Baden come si presenta oggi (tratto da www.schloesser-und-gaerten.de)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 1454 rinunci\u00f2 quindi, seppure temporaneamente (per dieci anni), al <strong>titolo di margravio<\/strong> (<em>markgraf<\/em>), posizione corrispondente nell\u2019aristocrazia tedesca a quella di <em>marchio<\/em> (marchese), e a un terzo del patrimonio di famiglia, affidando la Reggenza dello Stato\u00a0al fratello Carlo, per potersi dedicare a tempo pieno al servizio per cui si sentiva portato, quello di diplomatico impegnato in missioni di pace, che concepiva come una vera e propria vocazione legata alla sua <strong>profonda fede cristiana<\/strong>. L\u2019intensa attivit\u00e0 diplomatica fu probabilmente l&#8217;ostacolo principale che vanific\u00f2 i progetti matrimoniali, dato che la promessa di matrimonio con <strong>Maddalena di Francia<\/strong>, figlia del re di Francia Carlo VII detto il Vittorioso o anche il Ben-Servito, non ebbe mai seguito.<\/p>\n<p>Proprio nell\u2019assolvimento dei doveri legati a una missione di alto valore politico di cui era stato investito dall\u2019imperatore, la raccolta di fondi e la ricerca di alleati per la formazione di una lega di principi europei in <strong>funzione anti-ottomana<\/strong> all\u2019indomani della caduta di Costantinopoli in mano islamica (maggio 1453), il giovane Bernardo venne contagiato dalla <strong>peste<\/strong> mentre si trovava a Genova, impegnato nelle difficili trattative per sancire un\u2019alleanza tra flotta genovese e veneziana contro i Turchi.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/92\/02\/5c\/92025cfd4888461d5aacefc219cd8a3f.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta della navata centrale e dell&#8217;area absidale della Collegiata, riplasmata nel Settecento, con la grande tela tardo-barocca di Claudio Francesco Beaumont che domina il centro del presbiterio<\/figcaption><\/figure>\n<p>Durante il viaggio di rientro in patria, giunto in Piemonte alle porte di <strong>Moncalieri<\/strong>, ebbe un crollo fisico, venendo accolto e assistito dai frati francescani del locale convento, dove spir\u00f2 il 15 luglio 1548, dispensando gi\u00e0 nel giorno del suo funerale, celebrato nella citt\u00e0 piemontese, una <strong>guarigione miracolosa<\/strong> in favore di un giovane moncalierese afflitto da una patologia invalidante agli arti inferiori. Da quel momento in avanti si susseguirono guarigioni ritenute prodigiose, tutte documentate e suffragate da testimonianze, che valsero al nobile tedesco <strong>la devozione dei Moncalieresi,<\/strong> e non solo, impegnando i discendenti della famiglia nel compito di promuoverne la canonizzazione (la prima relazione sui miracoli risale al 1478, redatta per volere di Jolanda di Valois, vedova di Amedeo IX di Savoia).<\/p>\n<p>Dopo la proclamazione a <strong>unico patrono<\/strong> della citt\u00e0 di Moncalieri, decretata nel 1728, e l&#8217;autorizzazione del culto in forma locale nel 1769, il recente riconoscimento delle <strong>virt\u00f9 eroiche<\/strong> di Bernardo, avvenuto nel 2017, rappresenta un passo in avanti verso la canonizzazione.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/ed\/88\/04\/ed8804359d9350d67afbce1602f8cefd.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio del borgo antico di Moncalieri con l&#8217;inconfondibile profilo trecentesco della Collegiata di Santa Maria della Scala<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Moncalieri<\/strong>, importante e popolosa citt\u00e0 alle porte di Torino, profondamente legata alle vicende della dinastia sabauda (sin dal <strong>giuramento di fedelt\u00e0<\/strong> del Consiglio cittadino al conte di Savoia Amedeo V nel 1286), pu\u00f2 quindi vantarsi di avere come protettore e patrono un laico di nobili origini, un <strong>principe di stirpe germanica<\/strong>.<\/p>\n<p>Per custodire i resti mortali di <strong>Bernardo di Baden<\/strong> nel 1749 venne commissionata all\u2019orafo di corte sabauda <strong>Michele Antonio Vernoni <\/strong>la realizzazione dell\u2019urna d\u2019argento che, originariamente collocata sotto la mensa dell\u2019altar maggiore della Collegiata di Santa Maria della Scala, \u00e8 oggi visibile al fondo della navata sinistra, accanto a un vetrina che espone altre reliquie del principe tedesco, tra cui parte degli abiti originali (camicia, cilicio, casacca con cappuccio).<\/p>\n<p>Attorno alla devozione per il <strong>beato Bernardo<\/strong>, che culmina nel giorno della memoria liturgica, il 15 luglio, con l&#8217;urna d&#8217;argento portata in processione per le vie della citt\u00e0 sino alla nuova parrocchiale a lui dedicata in Borgo Aie di Moncalieri (inaugurata nel 1964), ruotano una serie di manifestazioni a carattere sia folcloristico che di rievocazione storica, molto sentite dalla popolazione.<\/p>\n<p><em>Tutte le foto pubblicate sono di Paolo Barosso salvo la terza a partire dall&#8217;alto, riferita al castello di Hohenbaden\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Note bibliografiche:<\/p>\n<p>AA. VV., <em>Tesori del Piemonte: Guida-ritratto di Moncalieri,\u00a0<\/em>Editris ed., 2007, Torino<\/p>\n<p>www.beatobernardo.com<\/p>\n<p>www.santiebeati.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso\u00a0 Tra gli scrigni d\u2019arte che impreziosiscono il nucleo storico di Moncalieri, che si svilupp\u00f2 nel Duecento dall\u2019aggregazione di villaggi preesistenti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3701,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,27,241,5,48,4],"tags":[1552,1550,1544,1547,1549,1561,1564,1554,1557,1556,1546,502,1545,1563,1555,1553,1559,1551,1548,1560,543,30,1562,29,1558],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3698"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3698"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3698\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3704,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3698\/revisions\/3704"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3701"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3698"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3698"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3698"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}