{"id":3738,"date":"2018-02-06T15:00:36","date_gmt":"2018-02-06T15:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3738"},"modified":"2018-02-06T15:03:44","modified_gmt":"2018-02-06T15:03:44","slug":"maria-bruneri-madre-e-maestra-sorella-dello-smemorato-di-collegno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3738","title":{"rendered":"Maria Bruneri, Madre e Maestra, sorella dello \u201cSmemorato di Collegno\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Milo Julini<\/em><\/p>\n<p>Nel commemorare la <strong>morte di San Giovanni Bosco<\/strong>, ho ricordato come nel maggio del 1929, nell\u2019imminenza della proclamazione a Beato, dopo la ricognizione della sua salma sepolta in Valsalice, questa era stata ricomposta e oggetto di un intenso pellegrinaggio. Fra i moltissimi pellegrini vi era anche <strong>Maria Bruneri\u00a0<\/strong>(Torino, 5 settembre 1881 \u2013 14 gennaio 1948), sorella di quel Mario Bruneri noto come lo \u201c<strong>Smemorato di Collegno<\/strong>\u201d, gravemente inferma per un tumore al fegato.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/01\/ba\/54\/01ba54b4ea68ab31ae97cb27800eed07.jpg\" width=\"960\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p>Mi pare interessante soffermarmi su questo corollario del clamoroso caso giudiziario dello \u201cSmemorato\u201d, o caso \u201c<strong>Bruneri-Canella<\/strong>\u201d, iniziato nel 1927 e, a quel tempo, in pieno svolgimento.<\/p>\n<figure style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/d1\/92\/d4\/d192d4cb2f7a167b61173ac95e4b993e.jpg\" width=\"300\" height=\"400\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Maria Bruneri<\/figcaption><\/figure>\n<p>La famiglia Bruneri abita al numero 18 di via Milano, nel palazzo del <strong>conte Faussone di Germagnano<\/strong> che ostenta nella facciata i leoni presenti nello stemma del casato del nobile personaggio.<\/p>\n<p>I problemi economici sono iniziati dall\u2019anno 1891, quando \u00e8 morto prematuramente il padre Carlo, a soli 43 anni, lasciando la moglie Eugenia Mantaut con quattro figli: Maria, di 9 anni, Felice di 7, Mario, nato a Torino il 18 giugno 1886, di 5 e Matilde di pochi mesi. Privi del sostegno del capofamiglia, i Bruneri, che per parte della madre Eugenia Mantaut, discendono da una illustre casata piemontese, i <strong>Valperga di Caluso<\/strong>, sono ridotti a vivere con la rendita di un lascito nobiliare all\u2019ospedale San Giovanni, di circa seicento lire annue. Per tirare avanti, la madre &#8211; allora di 39 anni &#8211; e la figlia maggiore Maria hanno intrapreso l\u2019attivit\u00e0, faticosa e poco remunerativa, del confezionamento di ombrelli in casa.<\/p>\n<p>La <strong>famiglia Bruneri<\/strong>, nella pur difficile situazione, trovava conforto nella fede, che la madre ha trasmesso ai figli, ad eccezione di Mario che si atteggiava a libero pensatore ateo.<\/p>\n<p>La giovane Maria, ragazza bella, sorridente e gioiosa malgrado le sofferenze, che aiutava i familiari col suo lavoro di sarta, frequenta l\u2019<strong>Oratorio salesiano di Valdocco<\/strong>, poco distante dalla sua casa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/ac\/0b\/af\/ac0bafea0dc2cc3a4e7c0af3d71353ad.jpg\" width=\"454\" height=\"908\" \/><\/p>\n<p>A 24 anni decide di consacrarsi a Dio e, nel 1922, sceglie la Compagnia di Sant\u2019Orsola, fondata nel 1535 da Sant\u2019Angela Merici e sorta a Torino nel 1860 per opera del gesuita Padre Sapetti.<\/p>\n<p>L\u2019episodio pi\u00f9 significativo della sua esistenza avviene in via San Domenico dove ha sede l\u2019istituto che ha la finalit\u00e0 di assistere gli ammalati a domicilio.<\/p>\n<p>Accostiamoci ad esso direttamente dalle colonne de \u201cLa Stampa\u201d del 3 ottobre 1929, che titolano: \u201c<strong><em>La sorella di Mario Bruneri ridotta in fin di vita vede Don Bosco e guarisce improvvisamente<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il cronista si rivolge ai suoi lettori:<\/p>\n<p>\u00ab[\u2026] <em>la cronaca registra <\/em>[\u2026]<em> un\u2019altra novit\u00e0: l\u2019improvvisa, <strong>straordinaria guarigione<\/strong> di Maria Bruneri che la scienza medica aveva gi\u00e0 dichiarata inguaribile. <\/em>[\u2026]<em> Nella primavera del 1927, Maria Bruneri si sent\u00ec cos\u00ec debole da non poter pi\u00f9 nemmeno inghiottire il cibo.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando furono celebrate, nello scorso maggio, le feste per la <strong>traslazione della salma di Don Bosco<\/strong>, dalla Chiesa innalzato agli onori degli altari, Maria Bruneri volle recarsi a Valsalice, per pregare sulla tomba del nuovo Beato. Vi si fece naturalmente trasportare in vettura. Quando essa si inoltr\u00f2, sorretta da due compagne, nel giardino dell\u2019Istituto, vi fu chi, osservando il suo viso diafano, le sussurr\u00f2 alle spalle: \u00abPovera figliola! Non c\u2019\u00e8 che Don Bosco, oramai, per te!\u00bb. <\/em>[\u2026]<em> Raccontano le compagne di Maria Bruneri che, rientrata nell\u2019Istituto di via S. Domenico, essa stette per circa cinque giorni<strong> senza riprendere i sensi.<\/strong> Il medico affermava che non c\u2019era pi\u00f9 nulla da fare. Il 29 giugno avvenne un consulto<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Interrompiamo la lettura per spiegare che il cronista fa riferimento al 1927 perch\u00e9 due anni prima si sono svolti i drammatici confronti quando i Bruneri hanno riconosciuto nello \u201cSmemorato\u201d il loro congiunto Mario che per\u00f2 li ha rinnegati senza un attimo di cedimento!<\/p>\n<p>Lo \u201cSmemorato\u201d era stato identificato in precedenza dalla signora Giulia Canella come il proprio marito,<strong> professor Giulio Canella<\/strong>, capitano di fanteria, nato a Padova il 2 dicembre 1882 e disperso dopo la battaglia di Nitzopole, presso Monastir, in Macedonia il 25 novembre 1916. E sosteneva, con forza e con convinzione, di essere \u201cGiulio Canella\u201d!<\/p>\n<p>Maria, molto legata al fratello Mario, ha molto sofferto quando questi ha rinnegato i familiari. Inoltre, per le sue profonde <strong>convinzioni religiose<\/strong>, disapprova profondamente che il fratello sposato sia andato a convivere maritalmente con una donna gi\u00e0 sposata con altro uomo.<\/p>\n<p>La madre Eugenia Mantaut, gravemente sofferente di cuore, non \u00e8 mai stata messa confronto con lo \u201cSmemorato\u201d per timore che l\u2019emozione potesse esserle fatale. In ogni caso \u00e8 stata molto addolorata dal fatto che il figlio prediletto l\u2019abbia rinnegata.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full alignleft\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/c1\/1e\/df\/c11edf6f4a80000dfd23748e6daa2ad3.jpg\" width=\"439\" height=\"712\" \/><\/p>\n<p>Nei giorni 2 e 3 di quel luglio 1929, si sono svolte le udienze alla Corte d\u2019Appello di Torino che con sentenza del 7 agosto confermer\u00e0 la sentenza del Tribunale Civile di Torino del 5 dicembre 1928 che identificava <strong>Mario Bruneri<\/strong> nello \u201cSmemorato\u201d.<\/p>\n<p>Da parte sua Mario Bruneri si ostina a impersonare a tutti gli effetti il professore veronese Giulio Canella e lo fa con zelo, visto che il 21 novembre 1928 \u00e8 nata Elisa, figlia sua e di Giulia Canella. Ma in quel luglio 1929 deve impegnarsi con particolare diligenza nella sua simulazione visto che a Torino, dove si reca per seguire l\u2019andamento del processo, trova <strong>gravemente ammalate<\/strong> le due donne della sua famiglia che lo hanno pi\u00f9 amato, la madre e la sorella Maria. Riesce per\u00f2 a non tradirsi, anche a costo di rinnegare la madre.<\/p>\n<p>Riprendiamo la lettura dell\u2019articolo de \u201cLa Stampa\u201d: \u00ab<em>Ed ora lasciamo che il susseguirsi degli avvenimenti sia narrato dalla stessa ammalata. <\/em><\/p>\n<p><em>Il 5 scorso luglio, verso le ore 6 &#8211; racconta Maria Bruneri &#8211; mi trovavo come assopita. Ed ecco che vedo venirmi incontro mia madre. <\/em>[Eugenia Mantaut Bruneri muore il 4 luglio 1929, n.d.a]<em> Si siede accanto al mio letto, mi prende nelle sue le mani e mi dice: \u00abTi ho sempre raccomandata alla Consolata. Ora pi\u00f9 ancora. La mia missione \u00e8 finita quaggi\u00f9. Per questo me ne sono andata; non mi seguirai, perch\u00e9 devi fare ancora del bene. Vieni con me\u2026 &#8211; mi dice, invitandomi a seguirla\u2026 &#8211; Ed ecco che io mi trovo con lei nel <strong>santuario di Maria Ausiliatrice<\/strong>. Lo vedi Don Bosco? &#8211; mi andava sussurrando. &#8211; Lo vedi? Egli ti guarir\u00e0 E, dopo la tua guarigione, vi saranno delle conversioni\u2026\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>Questo il racconto che Maria Bruneri fa dell\u2019apparizione della madre. <\/em>[\u2026]<em> Nel pomeriggio di quello stesso giorno, prevedendo un attacco del suo male, si fece porre sul pavimento un materasso e su questo si sdrai\u00f2 per evitare in tal modo che durante i contorcimenti, ai quali si abbandonava durante il rincrudirsi del male, potesse cadere a terra. In quel momento and\u00f2 a trovarla una sua amica carissima, la signora Orlandi, alla quale confid\u00f2 che intendeva rivolgersi a Don Bosco, come le aveva consigliato la sua compianta mamma.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019aggettivo \u00ab<strong>compianta<\/strong>\u00bb meravigli\u00f2 i presenti, qualcuno dei quali sapendo che alla Maria era stata pietosamente tenuta nascosta la morte della madre, prova a smentirla.<\/em><\/p>\n<p><em>No, no \u2013 dichiar\u00f2 allora l\u2019ammalata \u2013 so tutto. Me lo ha detto la mamma. La mamma \u00e8 morta. Essa mi ha detto che <strong>don Bosco mi guarir\u00e0<\/strong>. Fu mandato subito a chiamare un Salesiano. <\/em>[\u2026]<\/p>\n<figure style=\"width: 1083px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/68\/3d\/8b\/683d8bcb873b36f6bf02e8270bd9286e.jpg\" width=\"1083\" height=\"1403\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Copertina di una pubblicazione coeva: dall\u2019alto in basso e da sin. a dx. Giulia Canella, Mario Bruneri, figlia di Giulio Canella, Felice Bruneri, figlio di Mario Bruneri, due figli di Giulia Canella e Mario Bruneri, figlio di Giulio Canella<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Il sacerdote, che aveva portato con s\u00e9 una reliquia di Don Bosco, la porse all\u2019ammalata, che la baci\u00f2 e quindi se la pose in seno. <\/em>[\u2026]<em> quella sera, l\u2019ammalata e le sue compagne decisero di fare una novena a Don Bosco. Il secondo giorno della novena, Maria Bruneri, dopo parecchi mesi di assoluta astinenza, riusciva ad ingerire una tazza di brodo. Il male sembrava che andasse aggravandosi. Nell\u2019ultimo giorno della novena, la catastrofe appariva imminente. Ma il 14 luglio <strong>ogni male cess\u00f2 improvvisamente<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full alignleft\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/01\/63\/9a\/01639aa9f43beca71763fa514886bb17.jpg\" width=\"448\" height=\"612\" \/><\/p>\n<p><em>&#8211; Mi alzo sul letto &#8211; racconta la graziata. &#8211; Le mie compagne credono che sia vittima di una allucinazione. Provano a tenermi. Riesco io a scendere a terra e grido: \u00ab<strong>Vengo a te, Don Bosco, eccomi!<\/strong>\u00bb. Ed ora sono guarita. <\/em>[\u2026]<em> Questo fatto straordinario sar\u00e0 anche registrato sul Bollettino del Salesiani \u00abMaria Ausiliatrice\u00bb, il cui direttore, don Spriano, ha fatto in proposito una diligente inchiesta. Avvicinato da noi, don Spriano ci ha dichiarato che la guarigione di Maria Bruneri \u00e8 avvenuta in condizioni tali da <strong>non essere umanamente spiegabili<\/strong>: \u00abma &#8211; ci ha soggiunto &#8211; non bisogna correre troppo e parlare di un vero e proprio miracolo. Bisogner\u00e0 innanzi tutto vedere se la guarigione non prepara delle sorprese e poi la prima parola sar\u00e0 quella del dott. Aicardi, medico curante<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Ho riportato questo testo, sicuramente datato, de \u201cLa Stampa\u201d per rievocare il clima del tempo, senza alcun intento ironico e\/o denigratorio, nella convinzione che si \u00e8 trattato di <strong>un miracolo dell\u2019allora Beato Giovanni Bosco<\/strong>: lo dico perch\u00e9 ho potuto vedere le foto di Maria Bruneri ammalata scattate per incarico dei Salesiani a maggior gloria del loro Fondatore.<\/p>\n<p>Maria Bruneri, nel 1931, diventa Superiora o <strong>\u00abMadre\u00bb della Compagnia Figlie di Sant\u2019Angela<\/strong> di Torino. Muore il 14 gennaio 1948. La notizia viene pubblicata da \u201cLa Stampa\u201d il giorno successivo col titolo: \u00ab<em>\u00c8 morta Madre Maria sorella di Mario Bruneri<\/em>\u00bb. Cos\u00ec recita: \u201c<em>\u00c8 morta stamane suor Maria Bruneri, superiora della Compagnia di Sant\u2019Angela dei Merigi, che ha sede in corso Regina Elena 29. Aveva 66 anni, e lo scorso anno aveva festeggiato il suo venticinquennio della vestizione. Suor Maria era la <strong>sorella pi\u00f9 anziana<\/strong> di Felice e di Mario Bruneri, il protagonista della clamorosa vicenda sbocciata al Manicomio di Collegno. La buona suora, che tanto dolore aveva provato per la pubblicit\u00e0 fatta al nome del fratello, vuole che per i suoi funerali non vengano inviati fiori: \u00ab<strong>Fate opere di bene<\/strong> &#8211; ha lasciato scritto ai congiunti &#8211;<strong> e pregate per me<\/strong><\/em>\u00bb\u201d.<\/p>\n<p>I suoi resti mortali sono tumulati nella cappella dell\u2019Istituto di Torino delle Figlie di Sant\u2019Angela Merici, in via Goffredo Casalis, nel Borgo San Donato. Ma certo l\u2019episodio pi\u00f9 significativo della sua esistenza era avvenuto in via San Domenico\u2026<\/p>\n<p>Antonio Boffetti, <em>Madre e Maestra. Maria Bruneri<\/em>, Torino, 1973.<\/p>\n<p>Il sito \u201csantiebeati\u201d la inserisce nella Sezione Testimoni (<a href=\"http:\/\/www.santiebeati.it\/dettaglio\/93145\">biografia di Carla Osella<\/a>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Milo Julini Nel commemorare la morte di San Giovanni Bosco, ho ricordato come nel maggio del 1929, nell\u2019imminenza della proclamazione a Beato,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3743,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23,26,143,241,22,4],"tags":[1613,218,1615,1614,1582,1612,1228,1616,1394],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3738"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3738"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3738\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3742,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3738\/revisions\/3742"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3743"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3738"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3738"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3738"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}