{"id":3924,"date":"2018-04-21T14:36:54","date_gmt":"2018-04-21T14:36:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3924"},"modified":"2018-04-21T14:37:31","modified_gmt":"2018-04-21T14:37:31","slug":"come-nacque-il-progetto-della-fontana-angelica-di-torino-voluta-dal-conte-bajnotti-e-realizzata-da-giovanni-riva-parte","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3924","title":{"rendered":"Come nacque il progetto della Fontana Angelica di Torino, voluta dal conte Bajnotti e realizzata da Giovanni Riva &#8211; I parte"},"content":{"rendered":"<p><em>La monumentale <strong>Fontana Angelica<\/strong>\u00a0di piazza Solferino doveva in origine sorgere altrove, dinnanzi alla Cattedrale, e ispirarsi allo stile &#8220;gotico medioevale&#8221;, secondo le disposizioni testamentarie, poi disattese dal Comune di Torino, del conte Paolo Bajnotti, che volle dedicarla alla memoria della madre, di nome Angelica. La figura del conte, alla cui generosit\u00e0 Torino deve la realizzazione dell&#8217;opera, \u00e8 stata tratteggiata da <strong>Milo Julini<\/strong> nel suo precedente articolo &#8220;<a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2998\">Il conte Bajnotti, padre della Fontana Angelica di Torino<\/a>&#8220;. Nel seguente contributo lo stesso autore, appoggiandosi a fonti archivistiche e giornalistiche del tempo, ripercorre\u00a0le vicende burocratiche e le accese polemiche che accompagnarono la concretizzazione del progetto, affidato allo scultore Giovanni Riva<\/em><\/p>\n<p>di <em>Milo Julini<\/em><\/p>\n<p>Il lascito del <strong>conte Paolo Bajnotti<\/strong> si concretizza con l\u2019inaugurazione della Fontana Angelica avvenuta marted\u00ec 28 ottobre 1930, data molto significativa per il Regime Fascista che in questo giorno, a Torino come in tutta Italia, celebra l\u2019ottavo annuale della Marcia su Roma. A Torino la ricorrenza \u00e8 solennizzata dalla visita del <strong>Quadrumviro Italo Balbo<\/strong>, ministro dell\u2019Aeronautica: vengono inaugurate numerose opere del Regime, soprattutto case popolari e asili, e la Fontana Angelica non \u00e8 la protagonista principale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0d\/c2\/92\/0dc292e8cacd3eb6e2fa74af5e6d8405.jpg\" width=\"960\" height=\"620\" \/><\/p>\n<p>Questa la cronaca de \u201cLa Stampa\u201d: \u00ab<em>In <strong>piazza Solferino<\/strong>, alle ore 17,30, si inaugura pure la Fontana Angelica. Molta folla \u00e8 radunata intorno. Giungono le autorit\u00e0: i due vice-podest\u00e0 prof. Silvestri e avv. Gianolio, il senatore Di Rovasenda, l\u2019on. Bagnasco, l\u2019on. Ferracini, il comm. avv. Edoardo Agnelli, vice-presidente al Consiglio dell\u2019Economia, il Rettore della Universit\u00e0 comm. prof. Pivano, il gen. Fasolis, l\u2019ing. Porporato, l\u2019avv. Maccari ed altri.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo <strong>scultore Riva<\/strong>, il quale da anni lavora ad ultimare la fontana che in seguito a concorso gli \u00e8 stata aggiudicata, si trova fra le autorit\u00e0 che vivamente lo complimentano per l\u2019opera sua. Egli raccoglie il premio del suo faticoso lavoro.<\/em><\/p>\n<p><em>Dalla fontana monumentale con le sue <strong>quattro statue in bronzo<\/strong> che rappresentano le stagioni, si sprigiona di un tratto un alto pennacchio d\u2019acqua ed altri due veli d\u2019acqua convergono dai lati e si rovesciano nella vasca centrale. I giuochi d\u2019acqua completano l\u2019effetto decorativo della Fontana Angelica finalmente liberata dallo steccato che per tanto tempo ha ingombrato la piazza<\/em>\u00bb (<em>La Stampa<\/em>, 29 ottobre 1930).<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b8\/92\/87\/b892873ed7aa4c9aefa98b95c1a5a3ba.jpg\" width=\"960\" height=\"655\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Piazza Solferino nei primi anni Venti<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00ab<em>\u2026 finalmente liberata dallo steccato per tanto tempo ha ingombrato la piazza\u00bb <\/em>scrive il cronista. In effetti, ricordando che la <strong>commissione municipale<\/strong> che ne ha deciso la collocazione in piazza Solferino si \u00e8 riunita nel giugno del 1920, \u00e8 facile calcolare che sono trascorsi ben dieci anni. Dieci anni che ora esamineremo sulla scorta di documenti e di cronache giornalistiche che ci fanno conoscere i risvolti polemici e curiosi della vicenda.<\/p>\n<p>Ritorniamo quindi al giugno del 1920.<\/p>\n<p>Sulla collocazione della costruenda fontana, \u201cTorino. Rassegna mensile\u201d del 1930 scrive: \u00ab<em>L\u2019ubicazione indicata nel testamento per la fontana era la <strong>piazza S. Giovanni<\/strong>, e lo stile quello <strong>gotico medievale<\/strong>, ma la Commissione nominata dal Comune nel [giugno] 1920, e di cui facevano parte i commissari senatore [Leonardo] Bistolfi, professore [Edoardo] Rubino, ingegnere [Giovanni] Chevalley, il dottore [Enrico] Thovez e il conte [Agostino] Francesetti, coesecutore testamentario con il Comune, ritenne pi\u00f9 indicata come sede la piazza Solferino, nel punto in cui ora sorge la fontana, e volle lasciato libero lo stile<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Il sito P.A.Pu.M. (Progetto Arte Pubblica e Monumenti) della Citt\u00e0 di Torino scrive: \u00ab<em>La Commissione concorda all\u2019unanimit\u00e0 di non ritenere vincolanti le indicazioni di Bajnotti sulla collocazione e sullo stile [\u2026] L\u2019affidamento per la realizzazione della Fontana allo scultore <strong>Giovanni Riva<\/strong> avviene a seguito di tre successivi concorsi banditi tra il 1920 e il 1921, due dei quali si concludono senza vincitore.<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4f\/43\/e5\/4f43e5d7ae284ab2dc5da260700a4ec0.jpg\" width=\"960\" height=\"612\" \/><\/p>\n<p><em>La Giuria del terzo Concorso, costituita dagli stessi componenti della<\/em> <em>Commissione, individua come progetto da portare alla realizzazione il bozzetto di <strong>Giovanni Riva<\/strong> \u201cStagioni\u201d invitando l\u2019autore ad elaborare il progetto in forma definitiva dal punto di vista architettonico. Il 31 dicembre 1921, con il parere favorevole della Commissione, la Giunta approva definitivamente l\u2019opera<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Quanto detto sconfessa le affermazioni di un <strong>modello esoterico<\/strong> della fontana che Bajnotti avrebbe richiesto all\u2019autore, visto il complicato <em>iter<\/em> dei concorsi che hanno portato alla scelta del bozzetto di Giovanni Riva, quando Bajnotti era gi\u00e0 morto!<\/p>\n<p>Nell\u2019agosto del 1920, il cronista esordisce ancora con il tono ironico e un po\u2019 petulante usato in precedenza per annunciare l\u2019<strong>eredit\u00e0 di Bajnotti<\/strong> ma deve poi farsi preciso ed efficiente per annunciare l\u2019apertura del concorso con l\u2019elenco minuzioso delle principali clausole.<\/p>\n<p>\u00ab<em>II Municipio di Torino apre un pubblico concorso fra gli artisti italiani del progetto e la costruzione di una fontana monumentale detta \u201c<strong>Fontana Angelica<\/strong>\u201d<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6d\/9e\/b8\/6d9eb80aec06c293836ae5d6a80724bd.jpg\" width=\"960\" height=\"665\" \/><\/p>\n<p>Vi sono ancora spiritosaggini malevole nei confronti della <strong>Fontana del Candelabro<\/strong>: \u00ab<em>Si vede da ci\u00f2 che il buon Bajnotti era da molto tempo assente da Torino. Se vi fosse stato ed avesse visto la fontana monumentale di via XX Settembre, ed avesse assistito alle diatribe scatenate dalla sua apparizione, probabilmente avrebbe mutato parere. A maggior ragione avrebbe omesso la clausola che la fontana doveva essere \u201cmonumentale\u201d<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>La <strong>spiritosaggine<\/strong> pi\u00f9 cattiva \u00e8 l\u2019invito ai concorrenti a non ispirarsi nemmeno lontanamente alla fontanella di via XX Settembre: \u00ab<em>Da parte di qualcuno era stato proposto di includere nel bando di concorso la clausola che proibiva ai concorrenti, durante il periodo di studio dei loro progetti, il transito per via Santa Teresa e Via XX Settembre. Ma vi furono opposizioni e la clausola non venne messa\u2026<\/em>\u00bb.<\/p>\n<figure style=\"width: 1600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0f\/5f\/4a\/0f5f4a3c462acc574042e95b23296548.jpg\" width=\"1600\" height=\"1078\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La Fontana Angelica in un rigido inverno torinese &#8211; foto di Giorsin Marin<\/figcaption><\/figure>\n<p>E, per concludere, un augurio che si sarebbe collegato, in futuro, ad un\u2019altra fontana torinese, molto pi\u00f9 modesta, realizzata parecchi anni dopo in <strong>piazza Rivoli<\/strong>: \u00ab<em>Ed ora staremo a vedere cosa uscir\u00e0 fuori da questo concorso. Fin d\u2019ora per\u00f2 vorremmo fare un augurio: quello che la nuova fontana possa essere inaugurata col primo zampillo della freschissima e leggerissima acqua del <strong>Pian della Mussa<\/strong>, finalmente condotta a Torino<\/em>\u00bb (<em>La Stampa<\/em>, 24 agosto 1920).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La monumentale Fontana Angelica\u00a0di piazza Solferino doveva in origine sorgere altrove, dinnanzi alla Cattedrale, e ispirarsi allo stile &#8220;gotico medioevale&#8221;, secondo le disposizioni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3927,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,14,143,284],"tags":[1940,614,1941,317,621,623,1942,1438,1437,1569,29],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3924"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3924"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3924\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3926,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3924\/revisions\/3926"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3927"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3924"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3924"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3924"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}