{"id":3965,"date":"2018-05-08T09:47:58","date_gmt":"2018-05-08T09:47:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3965"},"modified":"2018-05-08T10:10:20","modified_gmt":"2018-05-08T10:10:20","slug":"apre-alla-visite-il-castello-di-moncrivello-dimora-prediletta-di-jolanda-di-francia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3965","title":{"rendered":"Apre alla visite il castello di Moncrivello, dimora prediletta di Jolanda di Francia"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Paolo Barosso\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Gli itinerari turistici del Vercellese si arricchiscono di un nuovo tassello con l\u2019apertura al pubblico, nei pomeriggi della prima e terza domenica di ogni mese, del <strong>castello di Moncrivello<\/strong>, legato alla storia sabauda.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/72\/24\/38\/72243864add07944a1e01f1ce53f4062.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La rilevanza<strong> strategica <\/strong>del sito si evidenzia raggiungendo la sommit\u00e0 dell\u2019altura su cui sorge il castello: da qui, nelle giornate terse, lo sguardo abbraccia una larga fetta di Piemonte, spaziando da Superga, il Canavese, l\u2019imboccatura della Valle d\u2019Aosta sino alle pianure vercellesi e novaresi e le propaggini monferrine.<\/p>\n<p>La storica dimora si trova sull\u2019unica collina dei dintorni, in cima al paese di Moncrivello, il cui toponimo pare derivare da<em> Monscravellum o Monscaprarum<\/em>, <strong>monte delle capre<\/strong>. Il borgo, adagiato sui rilievi dell\u2019orlo sud-orientale dell\u2019anfiteatro morenico, appartiene geologicamente al Canavese, ma le vicende storiche lo hanno legato sin dall\u2019Alto Medioevo al Vercellese.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/db\/ba\/24\/dbba243ca904f91cbb9265d22eda338a.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Vista sul paese dagli spalti del castello<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019edificio rispecchia i tratti tipici del <strong>castello quattrocentesco piemontese<\/strong>, con prevalenza di lavorazioni in cotto e mattoni rossi, ma frammiste a pietre. La costruzione attuale risale infatti al periodo compreso tra la fine del Trecento e il primo Quattrocento, pur innestandosi su una fortezza pi\u00f9 antica di probabile origine altomedioevale. L\u2019importanza strategica del luogo suscit\u00f2 sin dall\u2019inizio le mire di forze rivali, Vercelli, Ivrea, i marchesi del Monferrato e i Savoia, ma sino a fine XIV secolo dipese dal <strong>vescovo di Vercelli<\/strong>, salvo una parentesi monferrina al tempo di Bonifacio II.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/be\/c1\/cb\/bec1cb691ef7369bfbaf7fea7f67ef13.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il castello con il torrione d&#8217;accesso<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 1394 pass\u00f2 ai <strong>Fieschi<\/strong>, conti di Lavagna. Malgoverno e angherie resero ben presto i nuovi signori invisi alla popolazione di Moncrivello, che si ribell\u00f2 cercando protezione nel <strong>duca di Savoia Amedeo VIII<\/strong> e legandosi a lui con patto di dedizione nel 1399.<\/p>\n<p>Il passaggio diretto sotto i Savoia, avvenuto dopo una breve ricomparsa dei Fieschi, segn\u00f2 l\u2019inizio dell\u2019et\u00e0 dell\u2019oro del castello che, pur mantenendo l\u2019aspetto esterno di fortezza, venne aggiornato secondo un <strong>gusto pi\u00f9 moderno<\/strong>, con ampie sale, soffitti a cassettoni e raffinate decorazioni in cotto. Nella seconda met\u00e0 del XV secolo divenne la dimora prediletta della consorte di Amedeo IX, <strong>Yolant <\/strong>o<strong> Jolanda di Valois<\/strong>, figlia del re di Francia Carlo VII, che negli atti ufficiali si definiva \u201c<em>primogenita e sorella dei cristianissimi re di Francia<\/em>\u201d, ponendo l\u2019accento sul rango reale. Data la debolezza del marito, affetto da epilessia, Yolant assunse su di s\u00e9 la responsabilit\u00e0 di governo, come attestato dai documenti del tempo che, pur riferendo formalmente le decisioni al duca, le imputano di fatto alla volont\u00e0 di Jolanda.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/75\/09\/14\/7509142958fb46a632629f17674e6162.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Tratto della cinta muraria con la merlatura a coda di rondine voluta da Jolanda di Valois<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tra gli elementi architettonici di maggior pregio spiccano il <strong>torrione d\u2019accesso, <\/strong>quadrato, con apparato a sporgere e fila di beccatelli e caditoie, e il <strong>doppio giro di mura<\/strong> che conservano in parte l\u2019originaria merlatura a coda di rondine voluta da Jolanda. La raffinatezza della \u201ccivilt\u00e0 del cotto\u201d piemontese si mostra nell\u2019elegante<strong> finestrella<\/strong> sopra l\u2019ingresso, decorata con motivo a tralci di vite, tema che si ripete anche all\u2019interno, nel monumentale camino fatto erigere dalla duchessa.<\/p>\n<p>Della capacit\u00e0 di governo di Jolanda rimane testimonianza nel <strong>Naviglio d\u2019Ivrea<\/strong>, scavato a fini irrigui tra Ivrea e Vercelli, opera di canalizzazione idraulica talmente avanzata da meritare l\u2019inserimento nel Codice Atlantico di Leonardo.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/50\/09\/f2\/5009f21ab39c656a9545941734da0800.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">L&#8217;elegante finestrella sopra l&#8217;ingresso decorata con motivo a tralci di vite<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dopo Jolanda, che vi mor\u00ec nel 1478, il castello fu dimora di altre due duchesse sabaude: <strong>Bianca di Monferrato<\/strong>, che proprio qui vide per la prima volta il marito, sposato per procura, Carlo I di Savoia, e <strong>Beatrice del Portogallo<\/strong>, moglie di Carlo II.<\/p>\n<p>In seguito, nel 1565, venne assegnato in feudo da Emanuele Filiberto di Savoia al capitano d\u2019artiglieria napoletano <strong>Cesare Maggi <\/strong>o<strong> De Mayo<\/strong>, a titolo di ricompensa per i servigi resi e elevando Moncrivello al rango di marchesato. Maggi promosse la costruzione dell\u2019elegante rotonda rinascimentale che ancor oggi fa parte del vicino <strong>Santuario del Trompone<\/strong>, imponente complesso eretto secondo la tradizione nel luogo preciso indicato dalla Vergine a una donna muta, cui apparve nel 1559.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/99\/df\/e1\/99dfe1c709ce40e963b498797d57baf9.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta del cortile interno<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 1692 il castello pass\u00f2 ai marchesi <strong>Del Carretto <\/strong>di Gorzegno, di stirpe aleramica, che lo abitarono sino a che, tra 1817 e 1825, per un incendio, il maniero and\u00f2 in rovina e l\u2019allora proprietario fece costruire a breve distanza una nuova dimora <strong>in veste neogotica<\/strong>. Dopo decenni di abbandono la rinascita del castello cominci\u00f2 nel 1972 quando la nuova propriet\u00e0 avvi\u00f2 la lunga opera di recupero di cui oggi possiamo ammirare i risultati.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/25\/c9\/23\/25c9231b3bf2ee7254b249b8bb38c278.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il salone con uno dei grandi camini al fondo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Voce importante dell\u2019economia agricola di Moncrivello era un tempo la<strong> viticoltura<\/strong>, oggi meno praticata, ma il comune \u00e8 compreso nell\u2019area della Docg <strong>Erbaluce di Caluso<\/strong> o <strong>Caluso. <\/strong>La qualit\u00e0 dei vini locali \u00e8 testimoniata dai documenti che attestano la fornitura di botti alla mensa di Papa Pio IV da parte del capitano Cesare Maggi.<\/p>\n<figure style=\"width: 1967px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f8\/e7\/f9\/f8e7f9ef473de1208baf6ad9ff645dbb.jpg\" width=\"1967\" height=\"1290\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Grappolo di Erbaluce, vitigno tradizionalmente coltivato nella zona di Moncrivello e comuni limitrofi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ricco di spunti interessanti \u00e8 poi il territorio attorno a Moncrivello, mosso da dolci rilievi morenici e punto d\u2019incontro tra Canavese e Vercellese. Tra i comuni vicini, facilmente raggiungibili, <strong>Maglione<\/strong> \u00e8 celebre per la <strong>coltivazione delle pesche<\/strong>, che rende unico il paesaggio in primavera con la fioritura, e per il Museo d\u2019Arte Contemporanea all\u2019Aperto, mentre <strong>Borgomasino, <\/strong>che rivela nel nome la plurisecolare dipendenza dai conti Valperga di Masino, deve la sua fama al ritrovamento di <strong>un\u2019importante necropoli<\/strong>, risalente al VII sec d.C., con tombe di epoca longobarda, ma riferibili a uno stanziamento di Bulgari, giunti al seguito dei Longobardi, da cui l\u2019antica denominazione del paese come \u201c<em>Bulgarum<\/em>\u201d o \u201c<em>Castrum Bulgari<\/em>\u201d.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6e\/7e\/db\/6e7edba64fe27ee93e5e33694abb8487.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il torrione e parte della cinta muraria merlata visti dal paese<\/figcaption><\/figure>\n<p>Infine meritano una sosta <strong>Villareggia<\/strong>, con la chiesa romanica di San Martino, unica sopravvivenza dell\u2019antico villaggio abbandonato di Uliaco, che domina il paese dalla collina, e <strong>Vische, <\/strong>dove per tre anni dal 1765 al 1768 oper\u00f2 la <strong>Fabbrica di porcellane<\/strong> fondata dal marchese Ludovico Birago, conte di Vische, che riportava come marchio un trifoglio turchino e d\u2019oro, dall\u2019arme della casata, e la W di Vische, dall\u2019originario nome germanico della localit\u00e0.<\/p>\n<p><i>Articolo scritto per <a href=\"http:\/\/www.piemontetopnews.it\/riapre-nel-vercellese-la-dimora-prediletta-di-jolanda-di-francia\/\"><strong>Piemonte Top News<\/strong><\/a>, sito partner\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Tutte le foto pubblicate sono di Paolo Barosso<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso\u00a0 Gli itinerari turistici del Vercellese si arricchiscono di un nuovo tassello con l\u2019apertura al pubblico, nei pomeriggi della prima e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3967,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,25,14,27],"tags":[1552,1949,431,1970,1966,1963,1964,76,1561,1975,1971,452,1974,1972,133,1551,1969,1967,1948,105,1968,30,427,1973,35,904,61,124,1456,1965],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3965"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3965"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3965\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3970,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3965\/revisions\/3970"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3967"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}