{"id":3977,"date":"2018-05-16T15:27:00","date_gmt":"2018-05-16T15:27:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3977"},"modified":"2018-05-16T15:30:15","modified_gmt":"2018-05-16T15:30:15","slug":"3977","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3977","title":{"rendered":"San Giorgio Canavese, il castello dei Biandrate tra raffinati decori alla B\u00e9rain e suggestivi percorsi nel parco"},"content":{"rendered":"<p><em>Il <strong>castello di San Giorgio Canavese<\/strong>, circondato da un vasto parco e sito su una lieve altura dominante l&#8217;abitato, \u00e8 un complesso di edifici realizzati in epoche diverse in cui sono ravvisabili due nuclei principali, il primo pi\u00f9 antico, di cui rimangono non corpose tracce, risalente al XII-XIV secolo, il secondo pi\u00f9 recente, realizzato tra XV e XVI secolo con importanti ampliamenti e abbellimenti apportati nel corso del Settecento. L&#8217;edificio, sorto come fortezza per scopi difensivi, epicentro dell&#8217;area di influenza dei conti novaresi di Biandrate, filo-monferrini e alleati storici dei Valperga contro i San Martino (sino a che la pace di Cherasco non sanc\u00ec nel 1631 il passaggio del feudo sotto i Savoia), venne poi trasformato nella raffinata residenza di campagna che possiamo tuttora ammirare.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/57\/ed\/b6\/57edb69593549b081c8b2969f9d40b67.jpg\" width=\"1794\" height=\"1204\" \/><\/p>\n<p>di Giovanni Dughera<\/p>\n<p>Nel secentesco castello di <strong>San Giorgio Canavese<\/strong>, ricostruito sui resti della fortezza medievale, vigono una geometria e un ordine formale particolari: \u00e8 di casa qui la gentilezza, quella dei <strong>fastigi<\/strong> dalle forme curvilinee, ricadenti con grazia, del corpo centrale che pare avanzare verso il visitatore con garbo, per poi ritirarsi e riemergere nei due corpi laterali e nella cappella: \u00e8 il <strong>movimento del barocco.<\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 1794px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/85\/88\/8c\/85888c41ebfa43fcbb992df1dcf8e2cb.jpg\" width=\"1794\" height=\"1204\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta del corpo principale con l&#8217;elegante portale d&#8217;ingresso e l&#8217;arme dei Biandrate di San Giorgio dipinta in alto<\/figcaption><\/figure>\n<p>La raffinatezza del traforo in ferro battuto del cancello, ornato ai lati da due slanciati obelischi, ci conduce nel parco. In esso vecchi alberi sono raccolti in un <em>parterre<\/em>, uno spazio di forma quadrata terrazzato, contornato da balaustre in cotto, interrotte a un tratto da un <strong>raffinatissimo palazzotto<\/strong> in miniatura, con decorazioni colorate che contornano finestre e porte: la<strong> <em>Gloriette<\/em><\/strong>, un belvedere dal tetto di tegole in ceramica multicolori che brillano al sole, cos\u00ec garbato anche nelle sinuose scalette laterali, simmetriche, che conducono nel giardino sottostante. Questo \u00e8 in discesa, come una pagina di un immaginario libro alla quale, nell\u2019atto di essere girata, venga imposto di fermarsi a met\u00e0 altezza.<\/p>\n<figure style=\"width: 1794px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/dc\/a1\/01\/dca1012fe7728ee1a161a612e6e43da0.jpg\" width=\"1794\" height=\"1204\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La &#8220;Gloriette&#8221; vista dal basso<\/figcaption><\/figure>\n<p>Una pagina preziosa con su vergati disegni vegetali, le <strong>siepi di bosso<\/strong> che ne ornano il contorno, i <strong>melograni<\/strong> piantati ordinatamente sullo stesso piano in filari, con la diligenza di uno scolaro \u201cgiardiniere\u201d che segua la riga del quaderno.<\/p>\n<figure style=\"width: 1794px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4e\/95\/fc\/4e95fc0c93c4c1bdcc9afcf3227c66a8.jpg\" width=\"1794\" height=\"1204\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio del laghetto a spicchio d&#8217;arancia<\/figcaption><\/figure>\n<p>E in basso, un prato in piano come un\u2019altra pagina verde, ingentilita da un lato da un <strong>padiglione<\/strong> dall\u2019aspetto vagamente orientale, le cui vetrate si aprono su di un delizioso laghetto a spicchio d\u2019arancia, solcato da anitre e dal quale spuntano canne. Blu e verde smeraldo dell\u2019acqua paiono vetri preziosi che il maestro stia soffiando, e alberi esotici, strani, i <strong><em>Taxodium disticum<\/em><\/strong> dalle radici che spuntano tutt\u2019intorno, si specchiano colorando di riflessi rossastri la superficie del laghetto.<\/p>\n<p>La raffinatezza di questo parco si accompagna all\u2019originalit\u00e0 degli <strong>interni del castello<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 1794px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8c\/d7\/da\/8cd7daadb667dce7e68597488b742192.jpg\" width=\"1794\" height=\"1204\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta degli interni<\/figcaption><\/figure>\n<p>Qui, a differenza di stucchi, dorature, <em>trompe l\u2019oeil<\/em> che decorano gli altri castelli, emerge una particolare ornamentazione risalente a met\u00e0 Settecento: il <strong>disegno alla B\u00e9rain<\/strong>. Di origine francese, si affida qui a due soli colori, il bianco e il blu, dipinti a viticci e girali che paiono rincorrersi: \u00e8 anche un riferimento alle <strong>porcellane<\/strong>, e infatti pare di sentirne la fragile delicatezza, come essere dentro una tazza da th\u00e8.<\/p>\n<figure style=\"width: 1233px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fb\/60\/eb\/fb60eb8fde23e246f570eba5c43c2185.jpg\" width=\"1233\" height=\"819\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Sala con decorazione alla B\u00e9rain<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il disegno ha una <strong>raffinatezza<\/strong> dal tratto lieve, sottile, come di una mano che in preda all\u2019estasi creativa mai si fermi e produca una linea continua che si imbizzarrisce in volute, giri, svolazzi arrestandosi poi a comporre fantasiosi sedili, lampadarietti, quasi leggiadre altalene su cui poggiano esserini misteriosi, scimmiette, uccelletti, aironi, disposti sul filamento blu dipinto sull\u2019etereo sfondo bianco.<\/p>\n<figure style=\"width: 1230px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/07\/bd\/9d\/07bd9d2222f3b93e511f8f58560a9f6a.jpg\" width=\"1230\" height=\"818\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Volta con disegno alla B\u00e9rain<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il ricamo si interrompe poi in cornici che racchiudono quadri dipinti sulla parete in <em>grisaille<\/em>, raffiguranti <strong>allegorie<\/strong> dei quattro elementi: acqua, aria, terra, fuoco. Prevale qui il disegno, rispetto agli stucchi, dorature e rilievi plastici:\u00a0 \u00e8 il disegno alla B\u00e9rain, di origine francese, ripreso in seguito dal torinese <strong>Meissonnier<\/strong> (1685-1750), che scrisse un libro \u201c<em>sulle piante e motivi vegetali come materiale per i disegnatori\u201d.<\/em><\/p>\n<figure style=\"width: 1229px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c1\/ab\/4b\/c1ab4bb6e4bd05a3d2008b040ccb0c08.jpg\" width=\"1229\" height=\"818\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Decorazioni alla B\u00e9rain sul soffitto di una delle sale<\/figcaption><\/figure>\n<p>Disegni alla B\u00e9rain si trovano anche nella sale da th\u00e8 del <strong>castello di Agli\u00e8<\/strong>, non lontano da qui.<\/p>\n<p>Il vasto salone da ballo presenta figure dipinte in <em>trompe l\u2019oeil<\/em> tutt\u2019intorno\u00a0 e una balconata in alto, dalla quale si osservavano i ballerini sottostanti.<\/p>\n<figure style=\"width: 1233px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/87\/14\/e4\/8714e48186dc6985860a8487a2b3b4bd.jpg\" width=\"1233\" height=\"819\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Dettaglio del Salone da Ballo<\/figcaption><\/figure>\n<p>La spiegazione dei tratti cos\u00ec originali che abbiamo sinora descritto di parco e castello sta nel nome della casata a cui appartenne: i marchesi <strong>Biandrate di San Giorgio<\/strong>, una delle pi\u00f9 potenti famiglie nobili piemontesi, che am\u00f2 distinguersi dalle altre con questa propriet\u00e0, che ha ben in vista sulla facciata un grande stemma della famiglia.<\/p>\n<p>Il castello \u00e8 aperto da maggio a settembre, domenica e festivi. E\u2019 disponibile per meetings, congressi, matrimoni. Tel. 0124\/32429<\/p>\n<figure style=\"width: 1230px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8a\/91\/4c\/8a914cefdc1b5b44a2b9d2a7cd86aa30.jpg\" width=\"1230\" height=\"817\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">L&#8217;ampio Salone da Ballo con le figure in trompe l&#8217;oeil dipinte alle pareti<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tutte le foto pubblicate sono di Giovanni Dughera<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il castello di San Giorgio Canavese, circondato da un vasto parco e sito su una lieve altura dominante l&#8217;abitato, \u00e8 un complesso di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3979,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[1864,1980,1986,76,1981,1819,1983,1985,105,1859,1982,35,1984],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3977"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3977"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3977\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3983,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3977\/revisions\/3983"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3979"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3977"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3977"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3977"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}