{"id":4198,"date":"2018-07-12T14:46:24","date_gmt":"2018-07-12T14:46:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4198"},"modified":"2018-12-02T17:02:19","modified_gmt":"2018-12-02T17:02:19","slug":"delit-piemont-armus-ciand-ant-ij-pape-dij-tribunaj-7-novembre-1863-fucilazione-del-soldato-luigi-dalessandro-nella-cittadella-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4198","title":{"rendered":"Delit an Piemont: armus-ciand ant ij pap\u00e9 dij tribunaj \u2013 7 novembre 1863, fucilazione del soldato Luigi D\u2019Alessandro nella Cittadella di Torino"},"content":{"rendered":"<p>di<em> Arconte<\/em><\/p>\n<p>A Torino, il 7 novembre 1863, verso le 6 e mezza del mattino, nella Cittadella, viene fucilato alla schiena il soldato Luigi D\u2019Alessandro, di 23 anni, nato a Carunchio, al tempo nel circondario di Vasto e oggi in provincia di Chieti, in forza al 70\u00b0 Reggimento Fanteria.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/74\/12\/f0\/7412f0e4044a4c725734b8020432538e.jpg\" width=\"800\" height=\"699\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Fanteria 1863: uniformi della Fanteria nelle tavole di Luigi Crosio (1863) &#8211; tratto da https:\/\/jaigol.blogspot.com\/<\/figcaption><\/figure>\n<p>La notizia \u00e8 riportata dal volume \u201c<strong><em>L\u2019Italia nei cento anni del secolo XIX (1801-1900)<\/em><\/strong>\u201d di Alfredo Comandini e Antonio Monti, dove \u00e8 definito \u00abcolpevole di omicidio premeditato di un sergente\u00bb.<\/p>\n<p>La vicenda di Luigi D\u2019Alessandro \u00e8 per\u00f2 molto pi\u00f9 complicata.<\/p>\n<p>\u00c8 iniziata l\u20198 agosto 1863, ad Asti, nella piazza Alfieri deserta, alle 8 e mezza della sera, quando il sergente Carlo Tempestini sta accompagnando il soldato D\u2019Alessandro alla \u201c<strong>guardia di polizia<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>La \u201cguardia di polizia\u201d \u00e8 un nucleo di soldati, comandati da un ufficiale, che nell\u2019ambito della caserma controlla l\u2019ingresso di estranei e vigila la disciplina interna: si occupa in particolare di soldati e sottufficiali puniti con la gestione delle celle dove rinchiudere i soldati in punizione e della sala di disciplina dove i sottufficiali scontano le loro mancanze.<\/p>\n<p>Tempestini sta accompagnando D\u2019Alessandro alla \u201cguardia di polizia\u201d per ordine del capitano che lo ha punito a seguito del rapporto di un caporale o di un sottufficiale, che non pare essere Tempestini: questi dimostra, infatti, la massima fiducia verso il punito, addirittura lo precede nella marcia. Ad un tratto Tempestini si accascia a terra, <strong>mortalmente ferito<\/strong> alla schiena da una pallottola sparata dal fucile carico che D\u2019Alessandro &#8211; stranamente in verit\u00e0! &#8211; portava con s\u00e9. Ha appena il tempo di dire \u00ab<em>D\u2019Alessandro mi ha ucciso!<\/em>\u00bb poi muore. La grave ferita alla schiena \u00e8 considerata la causa di questa morte quasi istantanea.<\/p>\n<figure style=\"width: 696px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/24\/4c\/7c\/244c7cf93b4347ce7b8c4c043d2e53d3.jpg\" width=\"696\" height=\"1024\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Generali d&#8217;armata 1863: Generali d\u2019Armata Cialdini, Lamarmora e Fanti nelle tavole di Luigi Crosio (1863) \u2013 Fonte: https:\/\/jaigol.blogspot.com\/<\/figcaption><\/figure>\n<p>D\u2019Alessandro viene subito arrestato. Si difende dicendo che il colpo gli \u00e8 partito<strong> accidentalmente<\/strong> ma pesa nei suoi confronti l\u2019accusa che il sergente moribondo gli ha rivolto.<\/p>\n<p>Al processo, celebrato presso il Tribunale militare della Divisione di Alessandria, non viene provato con assoluta certezza che D\u2019Alessandro abbia sparato volontariamente al sergente: alla scena non ha assistito nessun testimone.<\/p>\n<p>Certo Tempestini, prima di morire, ha incolpato D\u2019Alessandro ma questa sua accusa poteva derivare da una <strong>convinzione personale<\/strong> che non rifletteva necessariamente la realt\u00e0 dei fatti. D\u2019Alessandro era un soldato disciplinato, di buone qualit\u00e0 morali che non aveva motivo di trascendere a un atto tanto grave contro il sergente Tempestini, anche lui di buon carattere e stimato da tutti. In precedenza, Tempestini aveva scelto D\u2019Alessandro come \u201c<strong>ordinanza di servizio<\/strong>\u201d e non vi erano quindi motivi di rancore.<\/p>\n<p>All\u2019ipotesi di uno sparo premeditato, la difesa contrappone quella di un <strong>incidente<\/strong> che pu\u00f2 comportare al massimo una punizione per negligenza.<\/p>\n<p>Il Tribunale preferisce credere all\u2019ipotesi dello <strong>sparo volontario<\/strong> e scarta a priori quella del caso fortuito: il 24 settembre 1863, condanna D\u2019Alessandro a morte previa degradazione, come \u00ab<em>convinto di insubordinazione con omicidio premeditato<\/em>\u00bb, con perdita dei diritti civili, indennit\u00e0 agli eredi del sergente e pagamento delle spese processuali.<\/p>\n<figure style=\"width: 380px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d1\/f3\/83\/d1f383145bdbabd8327a09467c1afbb0.jpg\" width=\"380\" height=\"739\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Caporale 49 Fanteria: Caporale del 49\u00b0 Reggimento Fanteria (1863) \u2013 Fonte: www.difesa.it<\/figcaption><\/figure>\n<p>D\u2019Alessandro ricorre al Tribunale supremo di guerra, con l\u2019assistenza dell\u2019avvocato Teia. Il suo ricorso \u00e8 esaminato nell\u2019udienza del 29 ottobre 1863, presieduta dal luogotenente generale Pastore, con l\u2019avvocato generale militare Trombetta come Pubblico Ministero.<\/p>\n<p>Nel ricorso si chiede l\u2019<strong>annullamento<\/strong> della sentenza di Alessandria per una serie di motivi che il Tribunale supremo considera non pertinenti. La difesa ha criticato il criterio adottato dai giudici di Alessandria per valutare le prove da cui hanno tratto la loro convinzione che l\u2019accusato fosse colpevole di omicidio premeditato.<\/p>\n<p>Il Tribunale supremo nella sua sentenza ricorda che ha il compito di prendere in esame gli <strong>errori di diritto<\/strong> delle sentenze, non di valutare i fatti con un criterio diverso da quello dei giudici del primo processo: non pu\u00f2 occuparsi delle prove del reato, della premeditazione e della proporzionata causa a delinquere.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il ricorso viene rigettato.<\/p>\n<p>In altre parole, i giudici di Alessandria hanno forse giudicato male ma lo hanno fatto in modo incontestabile e l\u2019avvocato difensore non ha saputo trovare appigli perch\u00e9, a quanto pare, si \u00e8 basato soltanto sul buonsenso.<\/p>\n<p>La colpevolezza di D\u2019Alessandro \u00e8 ricordata con rassicurante ma eccessiva certezza da Comandini e Monti: da quanto si \u00e8 fin qui narrato, tratto da una fonte qualificata come il periodico coevo \u201c<em>Astrea. Rivista di legislazione e giurisprudenza militare<\/em>\u201d, dimostra che qualche \u201c<strong>ragionevole dubbio<\/strong>\u201d poteva sussistere.<\/p>\n<p>La sentenza del 29 ottobre 1863 prelude alla <strong>fucilazione di D\u2019Alessandro<\/strong> che avviene il 7 novembre 1863, a Torino dove \u00e8 stato portato per il suo processo. Come mi \u00e8 gi\u00e0 capitato pi\u00f9 volte di commentare in casi come questo, \u00ab<em>auguriamoci che fosse davvero colpevole!<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Note bibliografiche:<\/p>\n<p>Alfredo Comandini e Antonio Monti, <em>L\u2019Italia nei cento anni del secolo XIX (1801-1900) giorno per giorno illustrata<\/em>, 1861-1870, IV volume, Milano, Vallardi, 1918-1928<\/p>\n<p><em>Astrea. Rivista di legislazione e giurisprudenza militare<\/em>, anno I, 23 novembre 1863, n. 40, pp. 315-316.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte A Torino, il 7 novembre 1863, verso le 6 e mezza del mattino, nella Cittadella, viene fucilato alla schiena il soldato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4199,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,2321,143,237],"tags":[119,2214,2026,29,1122,2052],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4198"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4198"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4198\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4202,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4198\/revisions\/4202"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4199"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}