{"id":4446,"date":"2019-01-11T15:48:41","date_gmt":"2019-01-11T15:48:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4446"},"modified":"2019-01-11T15:48:41","modified_gmt":"2019-01-11T15:48:41","slug":"i-barabba-di-torino-nellarchivio-per-lo-studio-delle-tradizioni-popolari-ii-parte","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4446","title":{"rendered":"I Barabba di Torino nell\u2019Archivio per lo studio delle tradizioni popolari &#8211; II parte"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Arconte<\/em><\/p>\n<p>Dopo il contributo anonimo dedicato ai barabba di Torino, pubblicato nel 1898, e analizzato <a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4427\">nella prima parte di questo articolo<\/a>, la rivista scientifica \u00ab<em>Archivio per lo studio delle tradizioni popolari<\/em>\u00bb a distanza di due anni, nel 1900, riporta un ulteriore studio, questa volta esplicitamente firmato da <strong>Giovanni Saragat<\/strong> che contiene una analisi pi\u00f9 approfondita e con interessanti risvolti sociologici.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b2\/a5\/ac\/b2a5acf837e57b12a101505571c071bc.jpg\" width=\"960\" height=\"719\" \/><\/p>\n<p>Leggiamo:<\/p>\n<p><strong>I \u00abBARABBA\u00bb IN TORINO<\/strong><\/p>\n<p>NUOVI APPUNTI.<\/p>\n<p>Il tipo del barabba torinese \u00e8 strano e diverso dal tipo del delinquente di ogni altra regione d\u2019Italia. Il camorrista napoletano, il teppista di Milano, il mafioso di Sicilia \u00e8 un delinquente che trae fonte di esistenza dalla delinquenza ed \u00e8 pervertito in tutto l\u2019essere suo.<\/p>\n<p>Il barabba no: esso \u00e8 un<strong> operaio<\/strong> che lavora il pi\u00f9 spesso normalmente tutta la settimana e dal lavoro trae sostentamento; e non \u00e8 raro il caso che il capo-fabbrica, il principale, lo stimino laborioso e perbene.<\/p>\n<p>Ma fuori del lavoro, nelle domeniche all\u2019 osteria, nei suoi circoli, con le amanti del suo ceto, si rivela in tutto l\u2019animo suo perverso, <strong>ubbriacone e sanguinario<\/strong>, capace, come egli ripete spesso, di fare una <em>bottoniera<\/em> nella pancia del primo passante che non ha mai visto n\u00e9 conosciuto, cosi\u2026 per dar prova di valentia coi suoi compagni mostrando loro come egli sappia dire una coltellata. E nel darla, misura e pondera tutta la portata anatomica del suo corpo, e perci\u00f2 lo dirige all\u2019inguine dove riesce fatale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d8\/cc\/bc\/d8ccbc2f26975add60a89ac7a4c2b476.jpg\" width=\"202\" height=\"287\" \/><\/p>\n<p>Con le donne \u00e8 prepotente e manesco e non \u00e8 raro che la sua amante se la conquisti con la violenza, salvo ad affezionarlesi quando essa, poco diversa da lui nella volgarit\u00e0 del sentire, le si associa, devota compagna nelle scampagnate domenicali e nei<strong> bagordi all\u2019osteria<\/strong> ed al circolo, dove, non \u00e8 raro che i balli finiscano a coltellate fra i soci per gelosia delle rispettive madame. Queste poverette, giovani operaie anch\u2019esse, sentono il dominio della violenza ed amano l\u2019amante in rapporto diretto alle busse che ne ricevono, e se, vedendole picchiare in pubblico, farete la imprudenza di volerle difendere, pu\u00f2 capitare di sentirvi a dire dalla ragazza: &#8211; \u00ab<em>Lei vada per la sua strada. Pinot o Giovannin \u00e8 il mio amante ed ha diritto di picchiarmi.<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>E ricomincer\u00e0 a strillare come un\u2019aquila sotto la violenza delle busse del gentile amante non appena voi vi sarete allontanato.<\/p>\n<p>Cosi fra lavoro, bagordi e amori selvaggi, vive e vegeta la mala genia del barabba, minaccia perpetua dei pacifici cittadini, sfuggendo alla vigilanza della questura, che non deve vedere in questi giovanotti se non l\u2019operaio che si diverte nelle sue ore di riposo.<\/p>\n<p>Le <strong>cronache dei giornali<\/strong> registrano al luned\u00ec parecchi ferimenti, avvenuti nel giorno, del signore per mano d\u2019ignoti, e fra i feriti vi sono parecchi barabbi per mano di loro colleghi; ma i colpiti, pur sapendo chi \u00e8 l\u2019autore del ferimento, non lo denunziano, attendendo a saldare il conto privatamente col feritore non appena la ferita si sia rimarginata.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/23\/46\/42\/23464268963d49f16a8c697b627e1bb2.jpg\" width=\"960\" height=\"766\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se la ferita riuscir\u00e0 mortale e si scoprir\u00e0 l\u2019autore del delitto ed egli non riuscir\u00e0 a mettersi in salvo oltre le Alpi, si far\u00e0 il processo ed a lui non mancher\u00e0 il conforto delle deposizioni del <strong>principale della fabbrica<\/strong>, che in coscienza attester\u00e0 come l\u2019imputato \u00e8 un ottimo giovine, laborioso, che non ha mai dato luogo a lagnanze nella fabbrica. Ha un solo difetto, il vino cattivo quando \u00e8 ubbriaco, ed allora&#8230; maneggia il coltello, il malaugurato coltello che non manca mai dalle tasche di ogni operaio che si rispetta.<\/p>\n<p>Se invece \u00e8 riuscito a valicare le Alpi a tempo ed a recarsi in<strong> Francia<\/strong>, porter\u00e0 col\u00e0, in Marsiglia ed in Lione, tutte le sue abitudini barabbesche; fra queste, quella di maneggiare il coltello con quanto vantaggio del bel nome italiano, lo lascio pensare a voi.<\/p>\n<p>Col\u00e0 nella lotta per la vita, col crescere dell\u2019et\u00e0, le qualit\u00e0 dell\u2019operaio buono prendono talvolta il sopravvento, e quando siano finiti gli anni necessari per la prescrizione del reato non \u00e8 raro che egli ritorni in patria colto ed educato ed il barabba di un giorno ricominciando una nuova esistenza diventi magari un bottegaio ed un industriale rispettabile, candidato magari, e presidente di una <strong>societ\u00e0 operaia.<\/strong><\/p>\n<p>G. Saragat<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/88\/ab\/44\/88ab4471a74b72d03143c67b9bb7e3db.jpg\" width=\"636\" height=\"960\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Appare evidente la maggior profondit\u00e0 di questa analisi dei <strong>barabba torinesi<\/strong> rispetto a quella <a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4427\">esposta in precedenza<\/a> soprattutto per quanto riguarda i complessi legami di questi devianti col mondo del lavoro.<\/p>\n<p>Occorre tenere presente che a Torino, fin dagli anni \u201970 dell\u2019Ottocento, vengono indicati dai giornali cittadini come \u00ab<strong>barabba<\/strong>\u00bb quegli operai, di solito pi\u00f9 giovani, che mostrano una scarsa assiduit\u00e0 al lavoro che inizia con la \u00ablunediana\u00bb, cio\u00e8 l\u2019assenza dal lavoro al luned\u00ec per prolungare l\u2019ubriacatura della domenica che rappresenta un consolidato rito collettivo dei lavoratori torinesi, anche di quelli migliori sul lavoro.<\/p>\n<p>Questi operai, che i giornali definiscono \u00ab<strong>lunedianti<\/strong>\u00bb, lavorano solo saltuariamente, conducono vita sregolata, frequentano le osterie, si ubriacano, assumono atteggiamento provocatorio nei confronti di pacifici torinesi, compiono atti di teppismo gratuito e, talora, praticano attivit\u00e0 illecite fino a diventare dei piccoli malavitosi.<\/p>\n<p>Il fatto che questi giovani devianti spesso appartengano, o siano ancora contigui, all\u2019ambiente degli operai torinesi, rappresenta l\u2019<strong>aspetto peculiare<\/strong> del fenomeno dei barabba. Il sentire comune li percepisce come \u201cestranei\u201d ad un valore fondante della cultura torinese, la <strong>tradizionale disciplina militare<\/strong> rinnovata nella coesione delle varie classi sociali che esige dagli operai autodisciplina, affezione e rispetto verso il \u201cpadrone\u201d ed attaccamento al lavoro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/cd\/dd\/50\/cddd5051af1cfdef065e64216eca5a9d.jpg\" width=\"364\" height=\"567\" \/><\/p>\n<p>Questo complesso fenomeno \u00e8 stato assai poco studiato. Qualche scrittore lo ha persino minimizzato. <strong>Giovanni Saragat<\/strong> documenta come sia ancora vitale all\u2019inizio del Novecento. Non a caso questa sua pubblicazione e la precedente del 1898 \u2013 forse troppo sbrigativamente a lui attribuita ma comunque significativa \u2013 sono ancora oggi ricordate da studiosi \u201caddetti ai lavori\u201d come storici, antropologi, sociologi, per lo studio e l\u2019analisi del fenomeno dei barabba torinesi.<\/p>\n<p>Giovanni Saragat appare quindi non solo come il brillante e spiritoso cronista giudiziario <strong>Toga-Rasa<\/strong>, ma anche come uno studioso intelligente che ha colto l\u2019importanza di un fenomeno di devianza giovanile, lo ha esaminato dal punto di vista antropologico ed ha garantito la salvaguardia delle sue osservazioni con la pubblicazione su una prestigiosa rivista del settore.<\/p>\n<p><em>Bibliografia<\/em><\/p>\n<p>Baronti G., <em>Coltelli d\u2019Italia<\/em>, Padova, 1986 e 2008.<\/p>\n<p>Bravo G. L., <em>Vita quotidiana e tradizioni popolari<\/em> in Levra U. (a cura di), <em>Storia di Torino. Da capitale politica a capitale industriale (1864-1915)<\/em>, Vol. VII, Torino, 2001.<\/p>\n<p>Bravo G. L., <em>Italiani. Racconto etnografico<\/em>, Roma, 2001.<\/p>\n<p>Saragat G., <em>I \u00abbarabba\u00bb in Torino: nuovi appunti<\/em>, \u00abArchivio per lo studio delle tradizioni popolari\u00bb, XIX (1900), pp. 183-85.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Dopo il contributo anonimo dedicato ai barabba di Torino, pubblicato nel 1898, e analizzato nella prima parte di questo articolo, la&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4448,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,143,22,237],"tags":[2348,144,725,2356,2355,29],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4446"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4446"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4446\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4449,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4446\/revisions\/4449"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4448"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}