{"id":4499,"date":"2024-02-07T06:10:00","date_gmt":"2024-02-07T06:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4499"},"modified":"2024-02-13T14:32:23","modified_gmt":"2024-02-13T14:32:23","slug":"la-musica-dipinta-della-cappella-di-san-salvatore-il-piu-antico-edificio-religioso-della-valle-maira","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4499","title":{"rendered":"La cappella di San Salvatore a Macra, una delle pi\u00f9 antiche fondazioni cristiane della valle Maira"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>Isolata al centro d\u2019uno spiazzo creato dalla rettificazione della strada che conduce in alta Valle Maira, poco prima dell\u2019abitato di Macra, sorge l&#8217;edificio romanico della <strong>cappella di San Salvatore<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Originariamente dedicata a Ges\u00f9 Salvatore, ma nota come San Salvatore, la chiesetta, considerata una delle pi\u00f9 antiche fondazioni cristiane della valle (insieme con la chiesa di San Peyre a Stroppo), venne eretta tra il 1120 e il 1142 per iniziativa della potente e florida comunit\u00e0 di <strong>canonici agostiniani di Oulx <\/strong>nell\u2019alta valle della Dora Riparia (valle di Susa).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/59\/9d\/10\/599d10dbdc7d28d100548f8aca56ebef.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>La <strong>prevostura di San Lorenzo di Oulx<\/strong>, da cui dipendeva all\u2019inizio la cappella di San Salvatore (dal 1386 attribuita alla giurisdizione della pieve di Caraglio), era un insediamento di canonici fedeli alla regola di Sant\u2019Agostino che, sotto la guida di un prevosto (da cui il nome &#8220;prevostura&#8221;), trov\u00f2 riconoscimento ufficiale nel 1065 con la \u201c<strong>Bulla maior<\/strong>\u201d di Cuniberto, vescovo di Torino. <\/p>\n\n\n\n<p>La posizione della prevostura, lungo il ramo della <strong>Via Francigena<\/strong> che percorre la valle della Dora Riparia conducendo al valico del Monginevro, ne determin\u00f2 presto l\u2019ascesa sia come polo religioso, sia come centro di potere economico e politico, al centro di una rete di dipendenze, comprendente chiese e case ospedaliere, estesa tra Piemonte, Liguria, Provenza e Delfinato.  &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/63\/de\/8d\/63de8d4f990b5ffc92e30a0baca2c903.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>La cappella di San Salvatore, assai semplice nelle linee esterne, costruita in pietra e con il tetto rivestito dalle caratteristiche <em>lausas<\/em>, le <strong>lastre d\u2019ardesia<\/strong>, custodisce all\u2019interno, a navata unica terminante in un vano absidale, una delle pi\u00f9 importanti testimonianze pittoriche del territorio, articolate in due distinti cicli di affreschi, diversi per periodo di realizzazione e tratti stilistici. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/71\/ae\/8b\/71ae8ba79e45521e6a09e50d42cd4871.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli affreschi visibili sui muri laterali del presbiterio appartengono alla fase pi\u00f9 antica, essendo stati realizzati nella prima met\u00e0 del XII secolo, quando la cappella venne eretta: il ciclo si segnala per la peculiarit\u00e0 delle scene rappresentate, quasi tutte tratte dall\u2019<strong>Antico Testamento<\/strong>, tali da costituire un <em>unicum<\/em> nella provincia di Cuneo. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ad\/dd\/6e\/addd6e09a4d2042ba23f8a0e77bea8b2.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Tra queste troviamo una scena incentrata sul tema del <strong>peccato originale<\/strong>, con Adamo ed Eva separati dall\u2019albero della conoscenza, secondo la tradizione medioevale un melo (in latino <em>malus<\/em>, vocabolo dal significato ambivalente, in quanto designa la pianta, ma anche il concetto di male), attorno a cui si avvolge il serpente tentatore; una scena di combattimento con un guerriero a cavallo e un soldato disteso a terra, trafitto da una lancia; la raffigurazione d\u2019un banchetto con una <strong>danzatrice<\/strong>, forse Salom\u00e8, che si esibisce davanti a re Erode e tre spettatori. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e2\/68\/e9\/e268e987227d2f20e9fce532fc9847d7.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>In queste scene, non tutte di facile lettura (ad esempio vi compare un personaggio dalla folta chioma raggiante, simile a una criniera leonina, che soffia in un corno e in cui si ipotizza di riconoscere le fattezze del dio Pan), si riscontrano i pi\u00f9 antichi esempi di<strong> strumenti musicali<\/strong> dipinti nel territorio di queste vallate. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0d\/ad\/a0\/0dada0a7a31385e1b420a9b6579889ef.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nell\u2019affresco della battaglia si nota un <strong>suonatore di flauto<\/strong>, forse impegnato nell\u2019esecuzione di un brano funebre, data la vicinanza a un guerriero ucciso, mentre nella scena conviviale la danza di Salom\u00e8 \u00e8 accompagnata da un <strong>citaredo<\/strong>, intento a utilizzare uno strumento che pare una via di mezzo tra un\u2019arpa e un salterio. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d4\/db\/65\/d4db6540a99d2c4d08eac702c26006ea.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nell\u2019area absidale si ammira invece un <strong>secondo ciclo pittorico<\/strong>, che ha come protagonisti nella volta il Cristo benedicente in mandorla attorniato dai quattro Evangelisti e nel registro inferiore, divisi in quattro riquadri scanditi da monofore, i dodici apostoli. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f9\/c1\/ba\/f9c1bab05b73d1dc384bc068261ee025.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Questi affreschi, probabilmente sovrapposti al ciclo romanico, che doveva proseguire anche nell\u2019abside, presentano tratti stilistici riconducibili alla stagione quattrocentesca del <strong>gotico internazionale.<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p>Discussa \u00e8 l\u2019attribuzione: alcuni studiosi riscontrano delle analogie con la maniera del <strong>Maestro di Lusernetta<\/strong>, l\u2019ignoto autore degli affreschi visibili nella cappella di San Bernardino da Siena a Lusernetta in val Pellice, mentre altri vedono delle affinit\u00e0 con le opere del <strong>Maestro del Laietto<\/strong>, attivo in valle di Susa, a riconferma dei persistenti legami con la prevostura di San Lorenzo a Oulx. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6e\/f3\/7a\/6ef37a09f2017ad60c363c36b07604d8.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Note bibliografiche:<\/p>\n\n\n\n<p>Rosella Pellerino e Davide Rossi, <em>Le chiese di Mist\u00e0. I tesori romanico-gotici delle valli Grana, Maira, Varaita e Po, Bronda, Infernotto, <\/em>Pi\u00f9 Eventi ed., 2012<\/p>\n\n\n\n<p><em>Si ringrazia <strong>Roberto Beltramo<\/strong> per la concessione delle foto <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cappella di San Salvatore a Macra, fondata dai canonici agostiniani della prevostura di Oulx, racchiude all&#8217;interno due preziosi cicli pittorici, l&#8217;uno romanico e l&#8217;altro tardo-gotico. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7296,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,26,730,2321,495,14,27,86],"tags":[2391,2393,634,2064,2395,2394,2392,73,678,1477],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4499"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4499"}],"version-history":[{"count":13,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4499\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7302,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4499\/revisions\/7302"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7296"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4499"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4499"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4499"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}