{"id":4650,"date":"2019-07-22T15:11:11","date_gmt":"2019-07-22T15:11:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4650"},"modified":"2019-07-22T16:01:12","modified_gmt":"2019-07-22T16:01:12","slug":"il-monumento-al-torinese-angelo-beccaria-pittore-paesaggista-e-benefattore-dellistituto-regina-maria-adelaide","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4650","title":{"rendered":"Il monumento al torinese Angelo Beccaria, pittore paesaggista e benefattore dell&#8217;Istituto &#8220;Regina Maria Adelaide&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Milo Julini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La nostra miniera di notizie sulla Torino di un tempo, la guida \u201cAugusta Taurinorum. Torino illustrata nelle sue Cose e nei suoi Cittadini\u201d (1901), ci descrive il monumento al pittore paesaggista torinese <strong>Angelo Beccaria <\/strong>(Torino, 1820 \u2013 1897).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/28\/39\/e0\/2839e0071c68daa77a60cbf25f221bbb.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nato a Torino nel maggio del 1820, Angelo studia alla <strong>Accademia Albertina<\/strong> dapprima sotto la guida di Giovanni Battista Biscarra come pittore di figura, ma una grave malattia agli occhi gli impedisce di seguire la scuola serale di nudo. Si dedica cos\u00ec alla pittura di paesaggio, ispirandosi inizialmente allo stile di <strong>Massimo d\u2019Azeglio<\/strong>, definito \u201cnatura istoriata\u201d e anche al naturalismo olandese del \u2018600. Elabora una sua forma espressiva studiando i paesaggi dal vero all\u2019aperto, in lunghe e minuziose escursioni nelle campagne del Piemonte e della Valle d\u2019Aosta poi riprodotte in scene intime e affascinanti. Suoi compagni in queste <strong>scampagnate pittoriche<\/strong> sono Carlo Piacenza (Torino, 1814-1887), Giuseppe Camino (Torino, 1818-Caluso, 1890) ed Edoardo Perotti (Torino, 1824-1870). Angelo \u00e8 autore di molti quadri di questo genere, sempre piacevoli per lo stile originale. Le sue ultime opere sono ispirate a un gusto orientaleggiante molto moderno. <\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1843, Angelo espone alla <strong>Promotrice torinese<\/strong> e partecipa a molte altre esposizioni, sempre con grande successo. A Torino, Ferdinando di Breme acquista nel 1854 \u201cPaesotto con figure di animali\u201d (oggi alla GAM di Torino), a Genova, due suoi quadri, del 1853 e del 1856, sono acquisiti da Oddone di Savoia, figlio di Vittorio Emanuele II. Molte delle opere di Angelo si trovano a Torino, a Palazzo Reale, nei musei e in case private.<\/p>\n\n\n\n<p>Angelo \u00e8 insegnante di pittura per la <strong>Casa Reale <\/strong>e per molte famiglie nobili torinesi. Ha come allievi i figli del re Vittorio Emanuele II, il futuro Umberto I, Amedeo duca d\u2019Aosta, le principesse Clotilde e Laetitia. <\/p>\n\n\n\n<p>Col progredire dell\u2019et\u00e0, Angelo sente una<strong> vocazione filantropica<\/strong>: fa costruire l\u2019Asilo Infantile di Sciolze e lascia erede del suo patrimonio l\u2019Istituto dei Rachitici &#8220;Regina Maria Adelaide\u201d di Torino, dove muore nel 1897. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/63\/bd\/2b\/63bd2b3c7a616771dfee1d9f437a54ae.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il conte Ernesto Riccardi di Netro, promotore della proposta di istituzione delle Scuole gratuite per ragazzi rachitici<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p> La guida \u201cAugusta Taurinorum\u201d cos\u00ec presenta questa benemerita istituzione, che si proponeva di combattere il <strong>rachitismo<\/strong>, malattia dell&#8217;et\u00e0 infantile causata da una difettosa ossificazione, al tempo piuttosto diffusa fra i bambini delle classi meno abbienti cittadine: \u00ab<em>Nel 1872, per iniziativa del conte Ernesto Riccardi di Netro, venivansi istituendo in Torino le Scuole gratuite pei ragazzi rachitici, donde in seguito ebbe vita questo Istituto. Con Reale Decreto del 9 maggio 1886, venne eretto in ente morale e nel 1895 assunse il nome della Regina Maria Adelaide. Vi sono accolti e curati gratuitamente bambini d&#8217;ambo i sessi, affetti da rachitismo. Ha sede in una elegante palazzina munita di giardino, nel quale s&#8217;innalza il monumento al benefattore dell&#8217;Istituto, pittore Beccaria, opera dello scultore piemontese <strong>Tancredi Pozzi<\/strong>. L&#8217;infermeria conta circa 25 letti<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ecco la descrizione del monumento:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<strong><em>Beccaria Angelo<\/em><\/strong><em>. &#8211; Nel giardino dell&#8217;Istituto dei Rachitici, Corso Firenze. N. 43<\/em>.[oggi Ospedale Maria Adelaide, in Lungo\nDora Firenze n. 87]<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8\nun pregevole lavoro dello scultore torinese Tancredi Pozzi. Rappresenta la\nBeneficenza, la Infanzia riconoscente ed il Genio della Pittura. La Beneficenza\nsostiene il ritratto del finissimo pittore di paesaggio che, con un lascito\nsplendido all&#8217; Istituto dei Rachitici, un\u00ec il suo nome di artista alla\ngratitudine imperitura del filantropo. Le figure sono in bronzo e vennero fuse\negregiamente dal cav. Emilio Sperati; il basamento \u00e8 in granito levigato di\nBaveno. Il monumento venne inaugurato il 10 settembre 1899, alla presenza della\nRegina Margherita<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Riportiamo la cronaca di questa\ninaugurazione, apparsa su \u201cLa Stampa\u201d di marted\u00ec 12 settembre 1899, cronaca dal\nsapore un po\u2019 deamicisiano ma comunque affascinante perch\u00e9 evoca un mondo\ntorinese ormai perduto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/47\/8c\/3c\/478c3cab309358c83fa9e02f8b628bb0.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Tancredi Pozzi, l&#8217;autore del monumento a Beccaria<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>Il monumento al\npittore Beccaria<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ad\nAngelo Beccaria, che visse chiaro nei fasti dell&#8217;arte e mor\u00ec insigne nei fasti\ndella beneficenza, scopr\u00ec ieri un monumento l&#8217;Istituto pei rachitici, chiamato\nda lui ad erede universale. Ed a rendere pi\u00f9 memorabile la inaugurazione di\nquesto ricordo, volle degnarsi d&#8217;intervenirvi S. M. la Regina perch\u00e9 il suo\nnome, come fu legato in questi giorni alle feste patriottiche cos\u00ec andasse\nanche unito alla glorificazione della carit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Quando S. M. giunse ieri, poco dopo le 16, all&#8217;Istituto, erano a riceverla ed a porgerle omaggio il <strong>presidente barone Gamba<\/strong>, il vicepresidente conte Tornielli, i membri del Consiglio direttivo comm. Fontana e comm. Pellegrini, il senatore Bertini, i direttori avv. Galletti e avv. Cattaneo, e, insieme, il Comitato delle signore ispettrici, alla cui testa era la signora Boselli, consorte al ministro. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>V&#8217;erano\naltres\u00ec il sindaco senatore Casana, il prefetto marchese Guiccioli, il conte\nRor\u00e0, il conte Toesca, il conto Balbo, il comm. Usseglio, l&#8217;avv. cav. Ricci, il\ncav. Meille, ecc. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Anche\nil ministro Boselli aveva accettato di prender parte alla cerimonia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Molte\nsignore erano radunate nel breve giardino innanzi all&#8217;edificio dell&#8217;Istituto,\nnelle cui aiuole \u00e8 staro eretto il monumento. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non appena la Regina ebbe preso posto nel palco elevato accanto al monumento, il presidente barone Gamba lesse un breve discorso in cui ricord\u00f2 con affetto d&#8217;amico <strong>i meriti del Beccaria<\/strong> come pittore e le sue virt\u00f9 come <strong>uomo caritatevole<\/strong>. Termin\u00f2 ricordando la cospicua eredit\u00e0 lasciata dal Beccaria ai rachitici, e citando il disinteresse della sorella di lui, contessa Melchioni, la quale approv\u00f2 la determinazione del fratello. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Qui\nvi fu un breve intermezzo durante il quale una squadra di bimbi dell&#8217;Istituto\ncant\u00f2 un breve inno, su versi di Maria Borgoni e musica di Delfino Thermignon.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e4\/85\/01\/e48501ac79d18ad959ceef32ca3093a5.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Ritratto della Regina Maria Adelaide di Asburgo-Lorena (1848, Beno\u00eet-Hermogaste Molin), alla cui memoria venne intitolato l&#8217;Istituto per ragazzi rachitici di Torino<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Poscia\nil vice-presidente conte Tornielli lesse anch&#8217;egli un discorso in cui esalt\u00f2 la\ncivile virt\u00f9 della carit\u00e0, come doverosa manifestazione della solidariet\u00e0\numana: ricord\u00f2 la filantropica munificenza della Dinastia, e parl\u00f2 del\nmonumento eretto al Beccaria, opera dello scultore cavaliere Tancredi Pozzi. Lo\ndescriviamo volentieri con le appropriate parole del Tornielli. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abLo scultore Pozzi fuse entro uno scudo di bronzo la sorridente effigie del Beccaria, ma sorretta trionfalmente, con sublime e ben riescito concetto, dalla Carit\u00e0, perch\u00e9 monumento di essa ne \u00e8 questo<strong> Istituto Regina Maria Adelaide<\/strong>, sorto dal nulla, per calda ispirazione e per energica volont\u00e0 ed azione dei beneficenti\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Aggiungeremo\nche il merito della fusione va al cav. Sperati e che i bei marmi del basamento\nvennero forniti dalla Ditta Edoardo Giani. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La Regina compliment\u00f2 il barone Gamba ed il conte Tornielli per le loro parole; poscia, scoperto che fu il monumento, si felicit\u00f2 con lo scultore Pozzi ed ebbe anche una parola di lode per lo Sperati. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Quindi,\nscortata dalla Presidenza e dalle dame ispettrici, fece un giro per l&#8217;istituto,\ninteressandosi ai poveri piccini, alla loro educazione, alla loro cura, ai loro\nesercizi. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Poi\nlasci\u00f2 il caritatevole luogo, con calde parole d&#8217;ammirazione per la pietosa\nmissione che esso si \u00e8 assegnato &#8211; come gi\u00e0 ripetutamente, nel conversare con\nvarii astanti, si era detta ammirata del contegno ossequente, ordinato,\naffettuoso della cittadinanza torinese in questi memorabili giorni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una vera <em><strong>Turin d\u2019antan<\/strong><\/em>\u2026 del quale sarebbe bello rievocare tutti i vari protagonisti citati. Ci limitiamo a ricordare il barone dottor Alberto Gamba (Torino, 1822-1901), che oltre ad essere un benemerito della cura dei bambini rachitici, \u00e8 stato uno studioso di antropologia e cofondatore del Museo Craniologico dell\u2019Accademia di Medicina di Torino, oggi custodito presso il Museo di Anatomia umana \u00abLuigi Rolando\u00bb. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Milo Julini La nostra miniera di notizie sulla Torino di un tempo, la guida \u201cAugusta Taurinorum. 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