{"id":4664,"date":"2019-07-31T15:39:59","date_gmt":"2019-07-31T15:39:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4664"},"modified":"2019-07-31T15:55:18","modified_gmt":"2019-07-31T15:55:18","slug":"tancredi-pozzi-lo-scultore-che-realizzo-la-statua-commemorativa-di-re-umberto-i-a-superga","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4664","title":{"rendered":"Tancredi Pozzi, lo scultore che realizz\u00f2 la statua commemorativa di re Umberto I a Superga"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Milo Julini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La chiacchierata sul monumento al pittore Angelo Beccaria mi ha portato a citarne l\u2019autore, lo scultore <strong>Tancredi Pozzi<\/strong> ma soltanto di sfuggita. Ritengo quindi interessante spendere qualche parola su questo artista torinese d\u2019adozione, autore tra l\u2019altro del monumento commemorativo del re Umberto I collocato a <strong>Superga<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/23\/6f\/a0\/236fa082c4152f0305a43d148ed4c409.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Va premesso che in rete le notizie su\nTancredi Pozzi sono piuttosto scarse ed \u00e8 curioso notare che una sua biografia\nnon compare nella Wikipedia italiana ma in quella inglese.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studioso <strong>Francesco De Caria<\/strong>, che ha considerato il Nostro in occasione dell\u2019evento \u201c<em>Quel consentimento unanime e caldo<\/em>\u201d (Settembre 2014), scrive: \u00ab<em>Anche per questo scultore, all\u2019epoca assai illustre, oggi a pochi noto, sul quale ad ora risulta non esistere un\u2019opera monografica recente di grande rilievo o comunque completa, \u00e8 sufficiente osservare le date anagrafiche per rendersi conto della temperie culturale in cui visse e si trov\u00f2 ad operare in ruolo di protagonista, ad onta del silenzio attuale<\/em>\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Quando il Nostro era in piena\nattivit\u00e0, leggiamo nella guida \u201cAugusta Taurinorum. Torino illustrata nelle sue\nCose e nei suoi Cittadini\u201d (1901):<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a1\/8f\/b3\/a18fb3ddf844516e0e2c26c8e4a526a9.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00ab<strong>Cav.\nTancredi Pozzi. &#8211; Studio: Via Giannone, N. 5<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cav. Tancredi Pozzi nacque a Milano nel 1864 [il 14 ottobre, da famiglia torinese originaria di Prato (Canton Ticino), ha studiato all\u2019<strong>Accademia Albertina<\/strong>, N.d.A.] ed \u00e8 un allievo dello scultore comm. Giuseppe Dini.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin da quando, nel 1884, esponeva alla\nPromotrice di Torino la statua <em>Sar\u00e0\ntempesta?<\/em>, una maschia figura di marinaio che colle braccia incrociate\ninterroga il firmamento, si rivel\u00f2 tosto giovane studioso pieno d\u2019ardimento che\nvoleva iniziare la sua carriera artistica con opere forti e pensate, che\nfossero il riflesso del suo cervello scrutatore sulle cose e sugli uomini.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/2f\/4e\/d4\/2f4ed4b8d349735c797ff8f6a61823a7.png\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il Pozzi si diede in seguito alla <strong>scultura storica<\/strong> scegliendo a preferenza soggetti che gli dessero occasione di presentare gruppi equestri, conscio della maniera come era riuscito a modellare i cavalli: in <em>Ettore Fieramosca<\/em>, <em>Tancredi innamorato <\/em>[bronzetto equestre il cui titolo gioca sulla omonimia dello scultore con il personaggio de <em>La Gerusalemme liberata<\/em> del Tasso], <em>Kamir<\/em>, <em>Taf\u00e0ni molesti <\/em>[un cavallo inquieto tormentato dalle punture degli insetti], <em>Re Arduino d\u2019Ivrea<\/em>, <em>Clelia Romana<\/em>, <em>Rez<\/em>, <em>Populus<\/em>, <em>Fetonte sul Po<\/em>, <em>Autari<\/em>, noi abbiamo belli esempi di questa sua invidiabile capacit\u00e0; sono cavalli focosi, sfrenati, pieni di vita, di movimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Pozzi \u00e8 poi autore di due monumenti\nassai importanti: quello per la sua stessa famiglia, nel Camposanto di Torino,\ne l\u2019altro, ad Angelo Beccaria [\u2026].<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/45\/7e\/b0\/457eb0d8a600b85ce3d29b1081a692c1.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Fra le altre sue statue e gruppi\nricordiamo: <em>La Pace<\/em>, <em>Regata vinta <\/em>[vittoria nella gara\nfra gondolieri veneziani], <em>Il\nGenio delle Alpi<\/em> [giovanotto sulle rocce che suona un corno da cui zampilla\nl\u2019acqua, bozzetto per la fontanella di via XX Settembre angolo via Santa Teresa],\n<em>Il Fischio<\/em>.\nEsegu\u00ec inoltre: <em>Il poema della donna<\/em>,\nfinissimo cofano in bronzo con bassorilievi ricchi di figure; <em>Eleazar<\/em> elefante in bronzo; <em>lo Scudo a Re Carlo Alberto<\/em>, nella\nBasilica di Superga e la lapide allo stesso Re nel Palazzo Carignano.<\/p>\n\n\n\n<p>Datosi al ritratto, anche in questo genere di scultura il Pozzi esplic\u00f2 un\u2019attivit\u00e0 sorprendente eseguendo oltre a un <strong>considerevole numero di busti <\/strong>per persone private, quelli per gli onorevoli <em>Berti<\/em>, <em>Chiaves<\/em>, <em>Coppino<\/em>, <em>Boselli<\/em>, <em>Sineo<\/em>, quello al generale <em>Conte di Robilant<\/em>, nell\u2019Asilo del Lingotto, quelli dei compianti <em>Principe<\/em> <em>Amedeo<\/em> e <em>Mario Andreis<\/em>, nella Vedetta Alpina e quello della <em>Regina Margherita<\/em>, nell\u2019Ospedale Infantile che dell\u2019Augusta Donna prende nome.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/76\/1d\/cc\/761dcc69a115834aac90d4fa52082f92.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma qui non ha termine ancora la\ndimostrazione dell\u2019attivit\u00e0 del cav. Pozzi; egli prese parte con elogiati\nbozzetti ai principali concorsi di monumenti e veniva premiato in quello per\nuna Fontana monumentale in Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>E, cosa assai rara in artista, il Pozzi \u00e8 ancora <strong>poeta<\/strong>: egli diede alla luce volumi di versi che spirano soavit\u00e0 e sentimento: <em>Faville<\/em>, <em>Patria e preghiera<\/em>, <em>Italia<\/em>, altorilievi in versi, <em>Le Alpi<\/em>, trittici, <em>M\u00e8tope equestri<\/em>, <em>Ebano ed oro<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Per motivi cronologici, la guida \u201cAugusta Taurinorum\u201d non cita il monumento pi\u00f9 noto, almeno a Torino, del Nostro: <em><strong>Umberto I<\/strong><\/em><strong> alla basilica di Superga<\/strong>, inaugurato nel 1902, anno di una grande Esposizione Universale torinese.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4c\/ae\/2a\/4cae2aaa83d87551d07ece91b42817de.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec ne parla Francesco De Caria: \u00ab[\u2026]\n<em>questo bronzo &#8211; di altissima fattura &#8211; \u00e8\nquanto mai lontano dalla nostra sensibilit\u00e0 e assai vicino al gusto espresso\ndalle feste in costume cui l\u2019aristocrazia partecipava numerosa, e che varie\npagine dei quotidiani all\u2019occasione occupavano nei resoconti, nei quali\nl\u2019articolista non poteva permettersi di dimenticare neppur un nome delle\nillustri famiglie e personalit\u00e0<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/32\/2b\/55\/322b55c89941c5698aaa4a7b1f086ae5.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi \u00e8 piuttosto calzante e pu\u00f2 trovare una conferma in un ricordo personale. Il <strong>guerriero Allobrogo<\/strong> con la corazza a squame e l\u2019elmo gallico, antenato dei piemontesi, era stato inserito nella testata del mensile  <br>\u201d<strong>Assion Piemont\u00e8isa<\/strong>\u201d, creato e diretto da Beppe Burzio (Pier Paolo Salvaja) tra il finire del \u2018900 e i primi anni del 2000: non ha mai incontrato troppa simpatia da parte dei piemontesisti ed \u00e8 stato anche oggetto di ironia. <\/p>\n\n\n\n<p>Concludiamo con questo giudizio di De Caria che appare particolarmente appropriato: \u00ab<em>Crediamo di poter dire che nell\u2019ambito compreso fra la celebrazione di un eroismo ad un certo punto svuotato e tradotto in maniera e la rappresentazione di un\u2019elegante e ricca societ\u00e0 forse inconsapevole delle bufere che incombevano, la dimostrazione di un\u2019<strong>abilit\u00e0 tecnica di altissimo livello <\/strong>che rende le sue sculture formalmente mirabili, si muova l\u2019arte pi\u00f9 significativa di Tancredi Pozzi, efficace espressione di un\u2019epoca o meglio di una societ\u00e0 che nella bufera incombente si teneva come aggrappata ad antiche glorie e ad un potere che sarebbe stato &#8211; anche in forme drammatiche o tragiche &#8211; ridimensionato almeno nell\u2019espressione<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Tancredi Pozzi muore, il 14 marzo 1924,\na Torino dove gli \u00e8 stata dedicata una breve, e anonima, via nel quartiere\nMirafiori Nord, tra via Guido Reni e via Castelgomberto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b4\/a4\/5a\/b4a45ac34f8b67a2f5f091c3fc3bab96.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>\u201cQuel\nconsentimento unanime e caldo\u201d (Pasquale De Luca, da La Lettura, 1914). Tre\ngenerazioni di scultori: Bistolfi, Pozzi, Galateri, Borelli, A. Alloati. Testi\ndi Donatella Taverna e Francesco De Caria, Quaderni d\u2019arte del San Giuseppe n.\n14, Settembre 2014.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Milo Julini La chiacchierata sul monumento al pittore Angelo Beccaria mi ha portato a citarne l\u2019autore, lo scultore Tancredi Pozzi ma soltanto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4665,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[667,2509,2488,2510,780,2512,2497,58,2496,603],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4664"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4664"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4664\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4668,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4664\/revisions\/4668"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4665"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4664"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4664"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4664"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}