{"id":4837,"date":"2019-12-10T14:31:07","date_gmt":"2019-12-10T14:31:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4837"},"modified":"2019-12-10T14:41:53","modified_gmt":"2019-12-10T14:41:53","slug":"il-re-vittorio-emanuele-ii-nella-sua-vita-intima-quintino-sella","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4837","title":{"rendered":"Il re Vittorio Emanuele II nella sua vita intima \u2013 Quintino Sella"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Arconte<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro esame del libro di Fausto si conclude considerando i rapporti fra il re Vittorio Emanuele e il <strong>ministro piemontese Quintino Sella<\/strong> (Sella di Mosso, Biella, 1827 \u2013 Biella, 1884).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/53\/13\/1c\/53131cac511e4d174c61a8fafd8c0bdf.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quintino Sella, scienziato studioso di mineralogia, uomo politico esponente della Destra storica, appassionato di alpinismo, uno dei fondatori del Club Alpino Italiano \u00e8 per tre volte Ministro delle finanze del Regno d&#8217;Italia tra il 1862 e il 1873. In campo finanziario, Sella mira ad un rigoroso contenimento della spesa pubblica per risanare il bilancio dello Stato. Questa sua linea politica, indicata come \u201c<strong>politica della lesina<\/strong>\u201d (l\u2019attrezzo che i calzolai usano per cucire il cuoio, simbolo del risparmio) viene attuata anche con la famigerata tassa sul macinato, l\u2019imposta pi\u00f9 odiata soprattutto dalle classi meno benestanti della popolazione. Cos\u00ec, gi\u00e0 in vita, Quintino Sella \u00e8 indicato come il politico della lesina, il teorico dell\u2019economia fino all\u2019osso, il grande tassatore, il ministro pi\u00f9 odiato d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a2\/a9\/ac\/a2a9ac8c4ac72c5775637cffdf473bb5.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questa\npremessa pu\u00f2 far immaginare quanto potessero essere tesi i suoi rapporti col\nmonarca spendaccione.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrive\nFausto:<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Quintino Sella.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra\ngli uomini politici che avvicinavano Vittorio Emanuele vi era l\u2019onorevole Sella\nil quale, notissimo per essere stato l\u2019inventore dell\u2019<em>economia fino all\u2019osso<\/em>, censurava spesso il sistema di spese che si\navea nell\u2019amministrazione della Real Casa, ed in particolar modo poi\nrimproverava al Re quella che egli chiamava <em>soverchia<\/em>\ngenerosit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Il\nRe, che era famoso per dar soprannomi, lo chiamava <em>Quintino il Biellese<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Un\ngiorno fra le altre cose il Sella disse all\u2019Augusto principe:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nVostra Maest\u00e0 pu\u00f2 ben essere paragonata ad una vacca che tutti smungono!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/76\/4a\/8a\/764a8aaa1254532d1164b7b0a0a0a52e.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption> La Quaresima (Schizzi di C. Teja): Quintino Sella, con gli scarponi, e Giovanni Lanza, sul pulpito col clistere, impongono all\u2019Italia la Quaresima per tutto l\u2019anno (Pasquino, 1871)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il Re non ha mai dimenticato il paragone, che non gli and\u00f2 molto a sangue, e solea soventi volte farne cenno nei suoi <strong>colloqui famigliari<\/strong>; ed egli poi soggiungeva: <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nMi avesse almeno paragonato ad un toro! \u2026 ma no\u2026 proprio ad una vacca!<\/p>\n\n\n\n<p>Questo\nepisodio compare, con ulteriori dettagli, nel libro \u201cLe Confessioni di Emma\nIvon\u201d (Milano, 1883).<\/p>\n\n\n\n<p>Emma Ivon, il cui vero cognome \u00e8 Allis (Milano, 1850 &#8211; Genova, 1899), a Firenze capitale d\u2019Italia diviene, giovanissima, l\u2019amante di Vittorio Emanuele II. La relazione con il Re si conclude comicamente quando questi entra nell\u2019appartamento di Emma con i suoi cani da caccia. Col loro fiuto, gli animali scovano sotto il letto il barone Francesco De Renzis, <strong>playboy fiorentino<\/strong> noto come Ciccillo, capitano del genio e ufficiale d\u2019ordinanza di Sua Maest\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/18\/73\/90\/1873906a270c7892b3c67f037ed1ff84.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La macina del mulino col contatore per riscuotere la tassa sul macinato pesa su Quintino Sella. Gli scarponi chiodati di Sella presentati come \u201coggetti della marina svizzera\u201d. Il ratafi\u00e0 di Andorno che Sella ha regalato al suo amico Nicotera (Pasquino, 1871)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Emma, che\na Milano diviene una celebre e apprezzata attrice del teatro dialettale, nel\n1883, pubblica il libro \u201cLe Confessioni di Emma Ivon\u201d, curate dal Baron\nCicogna, pseudonimo del poligrafo milanese Davide Besana.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrive il\nbiografo di Emma Ivon:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTra le altre impressioni lasciatemi dai colloqui con Vittorio &#8211; mi disse un altro giorno la Emma &#8211; non dimenticher\u00f2 mai una certa sfuriata in cui lo vidi entrare contro <strong>Quintino Sella<\/strong> che egli chiamava <em>El Quintin d\u2019 Biella<\/em>, il quale era assai stitico nel concedergli i mezzi di far buona figura nella sua posizione tanto eccezionale! <\/p>\n\n\n\n<p>Non so bene se allora il Sella fosse o non fosse ministro delle finanze; so che si credeva in dovere di censurare Vittorio per le sue <strong>prodigalit\u00e0<\/strong>. (\u2026)<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/88\/ee\/c3\/88eec3f27928f50f8a0b0b0cbdd607ce.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>I cavalli di battaglia di Quintino Sella: il \u201cPareggio\u201d e il \u201cDeficit\u201d (Pasquino, 1871)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il Sella\ndunque lo seccava moltissimo perch\u00e9 egli facesse economia. <\/p>\n\n\n\n<p>E lui\nrispondeva: <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSa che\ncosa debbo dirle, caro Sella? Che io ne ho gi\u00e0 abbastanza delle rimostranze di\nVisone il quale tutti i santi giorni mi viene a seccare coll\u2019antifona dello\nspender troppo\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Il conte\nVisone era come si sa Ministro della casa e Vittorio anche di lui non rifiniva\ndi lamentarsi per la sua lesineria. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8c\/61\/8c\/8c618cd6e8cb289e88f7a6776dbb0f97.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Copertina del Pasquino del 12 novembre 1871 che mostra Quintino Sella mentre applica l\u2019imposta sulle stoffe: &#8211; O pagare o tagliar la coda!<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00abEgli vorrebbe che io mandassi in pace tutte le persone che ricorrono a me per un sussidio. Egli vorrebbe che io vedovo, libero, forte, sanguigno, non vedessi mai nessuna gonnella, oppure che non dessi loro il becco d\u2019un quattrino. Che bella figura farei se dopo aver ottenuti i favori di una <strong>bella ragazza<\/strong> la dovesse andar attorno a dire che ho gabbato l\u2019oste? <\/p>\n\n\n\n<p>Vittorio\ndeplorava spesso con me la lesineria de\u2019 suoi tutori (\u2026)<\/p>\n\n\n\n<p>Una\nmattina trovandosi Vittorio al verde e stretto da impegni d\u2019onore che gli\ndavano molta molestia, aveva fatto chiamare Visone e Sella e aveva loro\nspiattellata la sua posizione, chiedendo che facessero in modo da procurargli\nun centinaio di mille franchi che gli erano indispensabili per pagar dei\ndebiti. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/61\/95\/68\/6195681041a14d9133e2b7094c53b782.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La Vendemmia (Schizzi di C. Teja): Quintino Sella pesta nel tino il popolo italiano per ricavare del denaro (Pasquino, 1871)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Visone\ncominci\u00f2 a nicchiare, a dolersi un poco e a contorcersi. Sella invece pi\u00f9\nfurbo, pur coll\u2019intenzione di negare, fingeva di aderire e diceva le solite\nfrasi sospensive. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVedremo,\nstudieremo, faremo di tutto\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No, no &#8211; sclam\u00f2 Vittorio, no &#8211; non voglio sentire i futuri, voglio i <em>presenti<\/em>, io. Non c\u2019\u00e8 n\u00e9 faremo n\u00e9 studieremo. Io ho gi\u00e0 studiato abbastanza, e necessit\u00e0 non ha legge. Io ho l\u2019obbligo di non fare delle brutte figure. Siamo in <strong>tempi anormali<\/strong> e la mia cassetta particolare \u00e8 vuota. Questi danari mi ci vogliono. <\/p>\n\n\n\n<p>Egli\nsoleva dire che avrebbe avuto bisogno che la giustizia per lui non fosse tanto\nrepressiva, ma diventasse un poco pi\u00f9 preventiva. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/30\/07\/48\/300748bd81b7b23b3e5efe7b669a5878.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00abSe invece di assecondare con repentina obbedienza <strong>tutti i miei capricci<\/strong>, io avessi attorno a me della gente che sapesse farmeli passare in bella maniera anche a costo qualche volta di pigliarsi delle fiere lavate di capo, si farebbero assai meno spese. Ma una volta fatti i debiti <em>contagg<\/em>! Bisogna ben pagarli\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>* *<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il male\n\u00e8 &#8211; osserv\u00f2 il Sella &#8211; che centomila lire non bastano neppure a bagnare il\nbecco dei creditori, e che fra un mese saremo daccapo. Voi potete proprio\nessere paragonato ad una vacca che tutti smungono. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Oltre che non vogliono pensare a\u2019 casi miei &#8211; sclam\u00f2 Vittorio, raccontando alla Emma il colloquio avuto co\u2019 suoi due ministri &#8211; quel <strong>Quintin d\u2019 Biella<\/strong> mi ha trattato anche di vacca. Almeno mi avesse trattato di toro!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/564x\/1e\/a5\/c4\/1ea5c4ee43ffded4e754da2457097ce3.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma sarebbe\ningiusto, sulla base di questo gossip, considerare Quintino Sella un\npersonaggio meschino e di vedute limitate. Un episodio permette un giudizio pi\u00f9\nequilibrato. Il 14 maggio 1877, si tiene una tempestosa seduta alla Camera dei\nDeputati. Occorre dibattere sul progetto di legge che consente aumenti alla\nLista civile (cio\u00e8 la somma assegnata ogni anno nel bilancio dello Stato al\nRe).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/68\/30\/bd\/6830bd0fd4d44d822f742f7a3e533a82.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La discussione \u00e8 stata rimandata perch\u00e9 il Presidente del Consiglio, <strong>Agostino Depretis<\/strong>, \u00e8 malato. Una pattuglia di 15 deputati della sinistra parlamentare capeggiati da Agostino Bertani (Milano, 1812 \u2013 Roma, 1886), medico garibaldino di idee repubblicane, ha presentato un ordine del giorno per chiedere che la dotazione della Corona a carico del bilancio statale venga controllata dal Parlamento. Bertani propone di estinguere le passivit\u00e0 della <strong>Lista Civile<\/strong> e approvare la dotazione prevista dal Ministero ma, a parte le spese personali del sovrano, il resto della somma dovrebbe essere sottoposta alla responsabilit\u00e0 di un ministro e assoggettata all\u2019esame del Parlamento. <\/p>\n\n\n\n<p>Il 14 maggio 1877, quando il Presidente del Consiglio Depretis arriva zoppicando, appoggiato al braccio del ministro dell\u2019interno Giovanni Nicotera, e inizia l\u2019esame dell\u2019o.d.g. Bertani, Quintino Sella prende la parola per dire che la questione sollevata \u00e8 gravissima, poi afferma di ritenere non sindacabile da parte del Parlamento le decisioni del Re perch\u00e9 questo rappresenta un attentato alle <strong>prerogative regie<\/strong>!<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019appello\nnominale sull\u2019o.d.g. Bertani, i voti contrari risultano 252 e soltanto 31 sono favorevoli.\nQuesto episodio, raccontato dal libro \u201c<em>Il\nColle pi\u00f9 alto<\/em>\u201d di Mario Pacelli e Giorgio Giovannetti (2017), ci \u00e8 parso\nopportuno per concludere questa nostra rievocazione dello statista biellese. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Le Confessioni di Emma Ivon, curate dal Baron Cicogna (Davide Besana), Milano, G. Brigola, 1883<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mario Pacelli \u2013 Giorgio Giovannetti, Il Colle pi\u00f9 alto. Ministero della Real Casa, Segretariato generale. Presidenti della Repubblica, Giappichelli, Torino, 2017.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong><em>Sui luoghi della memoria &#8211; note della redazione <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>monumento torinese<\/strong> a Quintino Sella (1827-1884), raffigurato assorto nello studio di un minerale, \u00e8 opera di Cesare Reduzzi (1857-1911). \u00c8 collocato, nel 1894, nel Castello del Valentino, sede del Politecnico di cui Sella \u00e8 stato uno dei primi docenti. Nel 1932 il monumento viene trasferito all\u2019esterno, nel Parco del Valentino.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/bc\/a0\/39\/bca0393be9975208b6e49bfe3a6bdf96.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Torino, monumento a Quintino Sella <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nella <strong>borgata Sella di Mosso<\/strong> nel Biellese (oggi comune di Valdilana) si trova la residenza che sin da fine Cinquecento \u00e8 dimora della famiglia Sella: qui nel 1827 nacque Quintino Sella, il Ministro delle Finanze, nel 1859 il nipote Vittorio Sella, famoso fotografo e scalatore (&#8220;forse il pi\u00f9 grande fotografo di montagna di tutti i tempi&#8221; nel giudizio di Jim Curran), nel 1860 l&#8217;altro nipote Gaudenzio, fondatore nel 1886 di Banca Sella, e nel 1865 il loro fratello Erminio Sella, ingegnere, meteorologo, geografo, alpinista, fotografo e cofondatore nel 1899 dell&#8217;azienda vitivinicola sarda &#8220;Sella&amp; Mosca&#8221;. Situata a cavallo tra le Prealpi Biellesi e la Valsesia, la borgata Sella sorge alle pendici del monte Rubello e si attesta attorno alla piazza principale sulla quale si affacciano <strong>palazzo Sella<\/strong>, il cui nucleo pi\u00f9 antico \u00e8 di impianto seicentesco, la chiesa e l&#8217;<strong>Opera Pia Collegio Convitto Sella,<\/strong> sorta nel 1799 per iniziativa di don Maurizio Pio Sella come luogo di formazione e di assistenza ai malati e ospitata all&#8217;interno di un edificio autonomo settecentesco, a pochi metri dal palazzo, che oggi accoglie, tra il resto, i minerali della collezione di Quintino Sella.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/72\/76\/2c\/72762c99a114820ae65aa89cef2dd5ef.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La tomba a forma di piramide di Quintino Sella &#8211; foto di Claudio Argentiero (www.santuariodioropa.it)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La tomba di Quintino Sella si trova invece nel <strong>cimitero monumentale di Oropa<\/strong>, progettato nel 1871 dall&#8217;ingegnere torinese Ernesto Camusso e inaugurato nel 1877 a poca distanza dal complesso santuariale della Madonna di Oropa. Il sepolcro dello statista, realizzato a forma di piramide nel 1885 con blocchi di sienite locale su progetto dell&#8217;ingegnere <strong>Carlo Maggia<\/strong>, \u00e8 immerso nella faggeta e diede l&#8217;avvio alla consuetudine, adottata da diverse famiglie importanti biellesi, di farsi seppellire qui, tra le montagne. Il &#8220;cimitero-bosco&#8221;, che si ingrand\u00ec con il tempo, \u00e8 arricchito da opere scultoree di artisti famosi, come il casalese Leonardo Bistolfi, maestro del simbolismo, e il lombardo Odoardo Tabacchi, che insegn\u00f2 per decenni scultura all&#8217;Accademia Albertina di Torino.   <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Il nostro esame del libro di Fausto si conclude considerando i rapporti fra il re Vittorio Emanuele e il ministro piemontese&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4847,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,143,22],"tags":[243,2597,158,2598,2601,242,2487,2595,157,35,2599,29,2600,354,2596],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4837"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4837"}],"version-history":[{"count":8,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4837\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4845,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4837\/revisions\/4845"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4847"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4837"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4837"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4837"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}