{"id":4883,"date":"2022-02-14T02:36:06","date_gmt":"2022-02-14T02:36:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4883"},"modified":"2022-02-19T16:36:37","modified_gmt":"2022-02-19T16:36:37","slug":"il-monte-di-crea-polo-devozionale-del-monferrato-tra-fede-e-vicende-dinastiche","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4883","title":{"rendered":"Piemonte in video: il santuario e il Sacro Monte monte di Crea, polo devozionale del Monferrato"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<strong><em>&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il complesso del <strong>monte di Crea<\/strong>, che comprende il santuario e il Sacro Monte con ventitr\u00e8 cappelle e cinque romitori, \u00e8 uno dei principali centri di pellegrinaggio mariano in Piemonte ed \u00e8 da molti secoli il simbolo dell\u2019identit\u00e0 religiosa del Monferrato. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YKDjftttNQE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Situato in cima a un\u2019altura che domina il paesaggio circostante, a poca distanza da Casale Monferrato, il santuario venne edificato al tempo dei marchesi Aleramici nel luogo dove gi\u00e0 dai primi secoli dell\u2019era cristiana sorgeva un oratorio in cui era custodita la <strong>statua della Madonna di Crea<\/strong>, ancora oggi visibile e venerata dai fedeli nella cappella dietro l\u2019altar maggiore. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/64\/60\/53\/6460534c0fbc4be39e5dc604a9335e37.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La facciata del santuario di Santa Maria di Crea &#8211; ph Gianluca Grassano (archivio Alexala)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Due sono le narrazioni, che intrecciano storia e leggenda, sulla fondazione della chiesa e del santuario. <\/p>\n\n\n\n<p>La prima, suffragata da un documento del IX secolo conservato nell\u2019Archivio Capitolare di Vercelli, che \u00e8 la prima attestazione scritta del nome e della presenza del luogo, fa risalire le origini del sito al protovescovo di Vercelli, <strong>Eusebio<\/strong>, patrono del Piemonte, che nel IV secolo, nell\u2019ambito della sua azione di diffusione del Cristianesimo, avrebbe trasportato qui dall\u2019Oriente una statua della Vergine, deponendola in un sacello sull\u2019alto colle monferrino. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e3\/ac\/bc\/e3acbc71f837d6ec139a03491b71126c.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La statua della Madonna di Crea &#8211; ph Gianluca Grassano (archivio Alexala)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La statua della <strong>Madonna bruna<\/strong> di Crea, in legno di cedro (recenti restauri hanno restituito un colore rosato), risale per\u00f2 a un periodo successivo a quello eusebiano, essendo datata dagli studiosi per caratteri stilistici e altre considerazioni al XIII secolo, ed \u00e8 custodita nella nicchia centrale della cappella dietro l\u2019altar maggiore, sorta secondo la tradizione nell\u2019esatto punto in cui Eusebio, salito al colle, si raccolse in preghiera.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/54\/19\/e1\/5419e1c32e1356f4c7d37ab72e7e4bd1.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Panorama monferrino &#8211; ph Gianluca Grassano (archivio Alexala)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La seconda narrazione mette al centro la figura di <strong>Arduino<\/strong>, marchese anscarico di Ivrea consacrato <em>rex Italiae<\/em> a Pavia nel 1002: a lui la tradizione storiografica attribuisce l\u2019iniziativa di aver fatto innalzare sul colle al principio dell\u2019XI secolo una cappella, a seguito d\u2019una visione mariana che l\u2019avrebbe esortato a edificare luoghi di culto dedicati alla Vergine (Torino, Crea e Belmonte). <\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa venne successivamente affiancata da un convento, affidato in una prima fase alle cure dei canonici Agostiniani di Vezzolano (Asti), poi nel 1478 all&#8217;Ordine mendicante dei Servi di Maria, detti serviti, e infine dal 1483 ai <strong>canonici Lateranensi<\/strong>, cui si deve il grande sviluppo religioso, edilizio e artistico del complesso, sotto la protezione dei signori del Monferrato, i Paleologi, che sin dal primo Trecento investirono risorse per il potenziamento del Monte di Crea come polo devozionale legato alla dinastia. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0f\/32\/00\/0f3200e004332e209959e0edecc9885d.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta del monte di Crea dal castello di Serralunga di Crea (in primo piano la torre) &#8211; ph Gianluca Grassano (archivio Alexala)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Furono proprio i Paleologi, casata di origine bizantina che con Teodoro I nel 1306 era subentrata agli Aleramici nella guida dello Stato monferrino, a far edificare tra fine Trecento e primo Quattrocento la <strong>cappella di Santa Margherita d\u2019Antiochia<\/strong>, posizionata a destra dell\u2019altar maggiore, dove si colloc\u00f2 la reliquia della santa, inserita in un reliquiario a forma di piede (oggi conservato a Casale) che, secondo la tesi pi\u00f9 accreditata, venne donata al santuario di Crea dal marchese Giovanni IV Paleologo (1413-1464) in omaggio alla moglie, Margherita di Savoia, figlia del duca Ludovico di Savoia e Anna di Cipro (un\u2019altra ipotesi retrodata la donazione al marchese Teodoro II, morto nel 1418, che aveva sposato in terze nozze la giovane Margherita di Savoia, figlia di Amedeo di Savoia-Acaia e di Caterina di Ginevra, beatificata dalla Chiesa Cattolica nel 1669).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8c\/5b\/c1\/8c5bc1d2399f3a84685df38315ee6040.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scene del martirio di Santa Margherita d&#8217;Antiochia, sec. XV &#8211; ph Gianluca Grassano (archivio Alexala)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 tardi, tra il 1474 e il 1479, il marchese Guglielmo VIII Paleologo commission\u00f2 il prezioso ciclo di affreschi che orna le pareti della cappella, considerato una delle pi\u00f9 significative pagine della <strong>pittura rinascimentale<\/strong> in Piemonte. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7c\/fc\/2f\/7cfc2f5a245c3197d0e62f7a3907496f.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scene del martirio di Santa Margherita d&#8217;Antiochia , sec. XV &#8211; ph Gianluca Grassano (archivio Alexala)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gli affreschi, tradizionalmente attribuiti all\u2019opera del \u201c<strong>Maestro di Crea<\/strong>\u201d, che studi recenti hanno identificato in un pittore della cerchia di Martino Spanzotti, forse il padre Pietro o, come sostiene Giovanni Romano, il fratello Francesco Spanzotti, rappresentano sulle vele della volta i quattro Dottori della Chiesa e sulle pareti laterali scene della vita e del martirio di Santa Margherita.  <\/p>\n\n\n\n<p>La parete centrale \u00e8 invece occupata da un trittico con la Vergine in trono tra santi e, ai lati, in atteggiamento di preghiera, le figure dei donatori inginocchiati: a sinistra il marchese <strong>Guglielmo VIII Paleologo<\/strong> con tre suoi consiglieri e a destra la terza moglie Bernarda di Brosse con le figlie Giovanna e Bianca, nate dai precedenti matrimoni del marchese con Maria di Foix e Elisabetta Sforza. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/bf\/cb\/6d\/bfcb6d1bf4e2a5f2fccfe0943e2f34f5.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;affresco della parete centrale con il marchese Guglielmo VIII Paleologo a sinistra, la Madonna in trono fra santi e Bernarda de Brosse a destra &#8211; ph Gianluca Grassano (archivio Alexala)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nonostante i saccheggi compiuti nel<strong> periodo napoleonico<\/strong>, quando il santuario venne devastato e il convento espropriato e venduto all\u2019incanto, e i danneggiamenti del periodo risorgimentale, dovuti alla soppressione del convento nel 1866, la struttura conserva diverse opere d\u2019arte e elementi d\u2019arredo che nei secoli vennero aggiunti per arricchire il complesso. <\/p>\n\n\n\n<p>Tra questi, ricordiamo una tela realizzata da <strong>Guglielmo Caccia detto il Moncalvo<\/strong> (1568-1625), con il Padre eterno, un\u2019altra eseguita dalla figlia del Caccia, Orsola, che rappresenta Santa Margherita d\u2019Antiochia, e le pitture su tavola attribuite a <strong>Macrino d\u2019Alba<\/strong>, artista rinascimentale molto apprezzato alla corte dei Paleologi, la prima esposta in chiesa e datata 1503 con la Madonna in trono fra Santi e le altre due, conservate in convento, raffiguranti il marchese Guglielmo IX Paleologo e la consorte Anna d\u2019Alen\u00e7on.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b9\/18\/f7\/b918f7157ee3731ec3f1d1927f5875d1.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;interno della chiesa di Santa Maria di Crea &#8211; ph Gianluca Grassano (archivio Alexala)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La chiesa, d\u2019impianto rinascimentale, venne rimaneggiata in epoca barocca, dal 1608 al 1612, con l\u2019aggiunta di una campata e la costruzione dell\u2019elegante facciata, che sub\u00ec poi ulteriori interventi di modifica nel 1735 e un restauro importante nel 1953 con la posa di nuove colonne e l\u2019inserimento del mosaico raffigurante l\u2019Assunta, opera di <strong>Piero dalle Ceste<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Attorno al Santuario venne realizzato a partire dal 1589, su iniziativa di <strong>Vincenzo I Gonzaga<\/strong> duca di Mantova e del Monferrato, che aveva accolto l\u2019idea del priore Costantino Massino, il complesso del Sacro Monte composto da una serie di cappelle con apparati scultorei e pittorici incentrati sul tema delle <strong>storie della Vergine<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6d\/e5\/60\/6de560372b59edec473cf85fd85da787.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La cappella &#8220;Il Paradiso&#8221; &#8211; ph Gianluca Grassano (archivio Alexala)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La dinastia mantovana dei<strong> Gonzaga<\/strong> era subentrata ai Paleologi nel 1536 dopo la morte dell\u2019ultimo marchese di questa casata, Gian Giorgio, defunto nel 1533: la questione successoria, che aveva alimentato le speranze del duca di Savoia e del marchese di Saluzzo, s\u2019era per\u00f2 conclusa, nonostante i malumori della nobilt\u00e0 monferrina, con la pronuncia dell\u2019<strong>imperatore Carlo V <\/strong>a favore del duca di Mantova Francesco II Gonzaga e dei suoi eredi, che avrebbero governato da allora in avanti il territorio tramite un Governatore residente a Casale. <\/p>\n\n\n\n<p>Grazie al sostegno dell\u2019impero e della Chiesa l\u2019antico marchesato venne elevato nel 1573 al rango di ducato e infine nel 1708, a seguito del pronunciamento della Dieta di Ratisbona e all&#8217;investitura formale dell&#8217;imperatore Giuseppe I d&#8217;Asburgo, si sanc\u00ec la definitiva annessione del Monferrato agli <strong>Stati di Savoia<\/strong>, consentendo quindi al duca (poi re) Vittorio Amedeo II di coronare un\u2019ambizione a lungo coltivata dalla dinastia sabauda.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/20\/aa\/25\/20aa257377e602e7fe2563b987e1f8fa.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Assunzione e Incoronazione della Vergine nella cappella &#8220;Il Paradiso&#8221; &#8211; ph Gianluca Grassano (archivio Alexala)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Con l\u2019obiettivo di legittimare il proprio potere e trasformare il culto mariano legato al territorio monferrino in devozione dinastico-statale (tanto da far raffigurare la Madonna di Crea su monete e medaglioni), <strong>Vincenzo I Gonzaga<\/strong> commission\u00f2 dunque la realizzazione del Sacro Monte, incentrato sulla rappresentazione pittorica e scultorea della vita della Vergine ( \u201ci misteri della Reina de\u2019 Cieli\u201d). <\/p>\n\n\n\n<p>Per il tema trattato, incentrato sulla figura della Madonna, il Sacro Monte di Crea si discosta dai motivi ispiratori dei primi complessi appartenenti a questa tipologia santuariale, come quello di <strong>Varallo Sesia<\/strong>, che ne fu l\u2019archetipo, costruito su iniziativa del minore osservante Bernardo Caimi a partire dal 1491 e conosciuto con l\u2019appellativo di <strong>Nuova Gerusalemme<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ee\/bd\/4f\/eebd4feaaade640a62c8a11daba3de7a.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scene del Nuovo Testamento all&#8217;interno delle cappelle del Sacro Monte &#8211; ph Gianluca Grassano (archivio Alexala)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nelle sue prime realizzazioni lo schema concettuale del \u201c<strong>Sacro Monte<\/strong>\u201d, in seguito interpretato pi\u00f9 che altro in un\u2019ottica di contrasto alla propagazione delle idee protestanti dal nord delle Alpi (dunque il Sacro Monte come \u201csentinella\u201d a difesa della Cattolicit\u00e0), era infatti inteso come risposta concreta all\u2019urgenza di offrire ai pellegrini, impossibilitati a recarsi in <strong>Terra Santa<\/strong> per i pericoli del viaggio, l\u2019occasione di vedere dal vivo i luoghi in cui visse e oper\u00f2 Ges\u00f9. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo obiettivo veniva perseguito attraverso la fedele riproduzione architettonica e ambientale dei luoghi di Terra Santa e con la riproposizione in forma scultorea e pittorica di scene ispirate alla <strong>vita di Cristo<\/strong>, capaci di suscitare negli spettatori lo stesso coinvolgimento emotivo e spirituale di una visita in Palestina. Significativa appare in questo senso la scritta che si legge sopra l\u2019ingresso del <strong>Santo Sepolcro<\/strong> di Varallo Sesia: \u201c<em>Ut hic Jerusalem videat qui peragrare nequit<\/em>\u201d (affinch\u00e9 veda Gerusalemme chi non pu\u00f2 recarvisi come pellegrino). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0a\/51\/db\/0a51dbf8e7781065b97d3d24d1df33c1.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La Crocifissione &#8211; Sacro Monte di Crea &#8211; ph Gianluca Grassano (archivio Alexala)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La realizzazione dell\u2019apparato scultoreo e pittorico del complesso di Crea venne affidata al fiammingo <strong>Jan de Wespin<\/strong>, detto il Tabacchetti, e al piemontese <strong>Guglielmo Caccia<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>La cappella situata nel punto pi\u00f9 elevato del monte, dedicata all\u2019Assunzione e Incoronazione di Maria Vergine, ma detta anche \u201cIl Paradiso\u201d, ha pianta circolare, circondata da un loggiato, e sorge sulle vestigia di una fortificazione, che si ritiene identificabile con il luogo definito nelle antiche carte come \u201c<strong>Castrum Credonensium<\/strong>\u201d (Settia), da cui avrebbe tratto origine il toponimo \u201cCrea\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Si ringrazia per le foto <strong>Gianluca Grassano<\/strong> e l&#8217;archivio fotografico di Alexala (ATL provincia di Alessandria) <\/p>\n\n\n\n<p>Note bibliografiche:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ritratto di Casale,<\/em>&nbsp;Mercedes Viale Ferrero, Istituto Bancario San Paolo di Torino, Torino, 1966 <\/p>\n\n\n\n<p><em>Geografia celeste dei duchi di Savoia. Religione, devozioni e sacralit\u00e0 in uno Stato di et\u00e0 moderna (secoli XVI-XVII)<\/em>, Paolo Cozzo, editrice Il Mulino, Bologna, 2006<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittaecattedrali.it\/\">www.cittaecattedrali.it <\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.marchesimonferrato.it\/\">www.marchesimonferrato.it<\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso&nbsp; Il complesso del monte di Crea, che comprende il santuario e il Sacro Monte con ventitr\u00e8 cappelle e cinque romitori,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4884,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,730,2321,495,14,27,241,2783],"tags":[2320,2393,1601,2627,2624,397,1994,343,2634,3639,2632,2623,2628,2631,2626,2633,2622,1248,2629,105,2630,2621,2620,35,3638,2625,625,272],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4883"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4883"}],"version-history":[{"count":17,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4883\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5875,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4883\/revisions\/5875"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4884"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4883"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4883"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4883"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}