{"id":5122,"date":"2020-11-16T16:11:18","date_gmt":"2020-11-16T16:11:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5122"},"modified":"2020-11-16T16:11:19","modified_gmt":"2020-11-16T16:11:19","slug":"delit-an-piemont-armus-ciand-ant-ij-pape-dij-tribunaj-11-settembre-1871-un-funesto-cugino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5122","title":{"rendered":"Delit an Piemont: armus-ciand ant ij pap\u00e9 dij tribunaj &#8211; 11 settembre 1871: un funesto cugino"},"content":{"rendered":"\n<p>di Arconte<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla \u00ab<em>Gazzetta Piemontese<\/em>\u00bb di marted\u00ec 26 settembre 1871, in prima pagina, si legge la notizia di un fatto di cronaca nera riguardante il <strong>Canavese<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6e\/1f\/db\/6e1fdb4efe5f12b8fe88a306d197fbd7.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Corio, 23.\nCi scrivono:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Il giorno 11 del corr. Verso le 10 pom., un tale <strong>Gaita Martino<\/strong>, mentre faceva ritorno da Levone Canavese in compagnia di Grivetto Pietro e Nepote Pietro, strada facendo slanciavasi contro il Grivetto al solo scopo di depredarlo d\u2019una vistosa somma, e gli vibrava un colpo di pietra sulla testa stendendolo quasi esanime al suolo; poscia, dando di piglio ad un lungo coltello si rivolse contro al Nepote, e con molte ferite, fra le quali una al basso ventre, lo rendeva cadavere dopo poche ore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019<strong>omicida<\/strong> inseguito dalla forza pubblica, veniva il giorno dopo arrestato dal brigadiere dei R. carabinieri di Corio, coadiuvato nella non facile operazione da un altro carabiniere suo dipendente, con piena soddisfazione di questi abitanti<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei giornali di quegli anni non \u00e8 certo frequente che fatti di cronaca nera possano occupare la prima pagina dei quotidiani, torinesi e italiani. Fa eccezione questa notizia, rassicurante se non altro per la <strong>pronta cattura<\/strong> del colpevole.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a1\/cb\/a3\/a1cba3ede9861650bb56f79e7fe1647f.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le successive informazioni sul caso riportate dallo stesso giornale, permettono di inserire questa aggressione a scopo di rapina nel novero delle malefatte dei \u201c<strong>parenti serpenti<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aggressore, Martino Gaita detto <em>Ton<\/em>, contadino di 51 anni, e Pietro Grivetto, vittima del tentativo di rapina, sono infatti cugini. Il morto, Pietro Nepote, \u00e8 il cognato di Pietro Grivetto. Sono tutti di Rocca di Corio, oggi <strong>Rocca Canavese.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u201911\nsettembre 1871 Pietro Grivetto, in compagnia del cugino Martino Gaita e del cognato\nPietro Nepote, si \u00e8 recato a Levone dove contava di vendere una sua bovina.<\/p>\n\n\n\n<p>In verit\u00e0, Grivetto ha delle pretese piuttosto elevate per il valore dell\u2019animale ma Gaita si interpone come <strong>mediatore<\/strong>. Riesce a farglielo vendere a un negoziante che paga subito il prezzo convenuto di lire 202, 50, in presenza dei due accompagnatori.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e4\/96\/b5\/e496b5541a174a2b89a884c496cf3415.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dopo aver ritirato il denaro, Grivetto, secondo l\u2019uso dei venditori di bestiame, invita tutti i presenti a bere nel vicino albergo e poi si dispone a mettersi in cammino per tornare a Rocca di Corio. Gaita per\u00f2, che forse medita gi\u00e0 qualche <strong>brutto tiro<\/strong>, lo dissuade, dicendogli: \u00ab\u00c8 ancor presto, non \u00e8 ancora notte; hai fatto un buon contratto, vieni a pagarci ancora da bere all\u2019<em>Albergo di Roma<\/em> dove si trova un vino eccellentissimo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerdiamo\ntroppo tempo &#8211; risponde Grivetto &#8211; con dei denari in saccoccia non conviene\nmetterci sulla strada di notte\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIn compagnia nostra di che hai paura? Da me solo sono buono a difenderti da <strong>dieci rapinatori<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPropriamente\nnon ho paura, ma temo che mia moglie stia in apprensione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abD\u00ec\npiuttosto che sei avaro, che non vuoi pagarci altro vino&#8230; e s\u00ec che ti ho\nfatto fare un buon contratto&#8230; se non era per me non avresti ricavato un tale\nprezzo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Tanto dice e tanto fa da indurre Grivetto a entrare nell\u2019<em><strong>Albergo di Roma<\/strong><\/em>, dove vuotano un litro dopo l\u2019altro e bevono fino alle nove della sera.<\/p>\n\n\n\n<p>A quell\u2019ora\nGaita dice che \u00e8 tempo di partire. Grivetto e Nepote sono abbastanza dubbiosi,\nin particolare Nepote che sconsiglia al cognato a mettersi per strada visto che\nla notte \u00e8 molto scura e il cielo piovigginoso.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/81\/f3\/71\/81f371e666e95ed2aef5286095b9ebc2.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00abNon ci\ndicesti, Grivetto &#8211; osserva Gaita &#8211; che tua moglie sta in apprensione se non\ngiungi a casa di questa sera? Dunque andiamo: e tu, Nepote, se non vuoi venire,\nresta pur qui, noi andremo, neh Grivetto?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec s\u00ec,\npartiamo\u00bb risponde questi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTu, Nepote\n&#8211; riprende Gaita &#8211; se hai paura resta pur qui\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOh, se\nandate voi altri ci vado anch\u2019io\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>I tre si mettono sulla strada per <strong>Rocca di Corio<\/strong>. Gaita cammina per primo, taciturno, gli altri due lo seguono cantarellando per farsi coraggio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8f\/74\/92\/8f7492aa3e864d2496f7580e546ae836.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quando sono ormai giunti nel territorio di Rocca di Corio, in una localit\u00e0 chiamata il <em>Pit<\/em>, dove si trova un albero di noce rigoglioso e ampio con i rami che si protendono quasi fino a terra. Qui Gaita, dopo aver raccolto una <strong>grossa pietra<\/strong>, si ritira sotto il noce come se dovesse espletare un bisogno fisiologico. Gli altri due, passandogli vicino, gli dicono: \u00abTi faccia buon pro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Gaita,\nsenza rispondere, lancia con tutte le sue forze la pietra contro Grivetto che,\ncolpito in fronte, crolla tramortito a terra e nel cadere grida: \u00abAhim\u00e8!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe cosa\nti avvenne?\u00bb gli domanda Nepote.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ha appena pronunciato queste parole che Gaita gli si avventa addosso con un coltello e gli vibra <strong>tre colpi mortali<\/strong>, stendendo anche lui al suolo. Quindi fa per prendere i soldi a Grivetto ma, alle grida dei due feriti, risponde la voce di una donna che chiede: \u00abChe cosa c\u2019\u00e8?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Spaventato,\nGaita scappa via senza aver avuto il tempo di prendere i soldi.<\/p>\n\n\n\n<p>I lamenti dei due feriti si fanno pi\u00f9 forti e la donna chiede soccorso. Cos\u00ec gli abitanti della vicina <strong>cascina del <\/strong><em><strong>Pit<\/strong><\/em> escono e vanno a raccogliere i feriti Nepote e Grivetto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/58\/d9\/a3\/58d9a3ee692efc642d303a0faf8316f7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Localizzazione della &#8220;cascina del Pit&#8221; nel territorio di Rocca di Corio, oggi Rocca Canavese<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nepote, che perde sangue da varie ampie ferite, riesce ancora a dire che il suo <strong>assassino<\/strong> \u00e8 Gaita e poi muore. Gli verranno riscontrate tre profonde coltellate al braccio destro, una alla mano destra, nonch\u00e9 un\u2019altra ferita al fianco sinistro, mortale perch\u00e9 penetrante nell\u2019addome con <strong>lesione dell\u2019intestino<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Grivetto, grazie alle cure che gli vengono prestate, a poco a poco riprende i sensi ma sviene di nuovo quando apprende la morte del cognato. Dopo alcune ore, torna in s\u00e9 e racconta l\u2019accaduto ai presenti, ai carabinieri e agli inquirenti, accusando Gaita. Il sasso che gli \u00e8 stato scagliato contro e che lo ha fatto stramazzare a terra privo di sensi, gli ha soltanto provocato una <strong>ferita lacero contusa<\/strong> alla spina nasale e alla gobba frontale sinistra, guaribile in otto giorni senza altre conseguenze. <\/p>\n\n\n\n<p>Gaita,\ncome gi\u00e0 detto in apertura, viene arrestato il giorno seguente dai carabinieri\ndi Corio.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se nega\nle accuse delle sue vittime, viene incriminato per mancata rapina con omicidio a\ndanno di Pietro Nepote e con ferimento di Pietro Grivetto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 processato nel novembre del 1872 dalla Corte d\u2019Assise di Torino, presieduta dal conte Roasenda, esperto magistrato che con grande perizia e pazienza sa condurre il dibattimento in modo che verit\u00e0 e giustizia possano trionfare. La parte civile, rappresentata dall\u2019avvocato Palberti, dimostra la <strong>colpevolezza <\/strong>dell\u2019accusato e chiede che venga condannato al pagamento dei danni provocati.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d9\/f3\/d4\/d9f3d4291d3f176e92a23150de7caaa2.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il Pubblico Ministero, barone Bichi, chiede ai giurati un verdetto di morte, senza le circostanze attenuanti. L\u2019avvocato difensore Benevolo fa una eloquente difesa ma, di fronte alle prove che sono emerse nel dibattimento, non pu\u00f2 salvare Gaita dalla <strong>pena di morte<\/strong> a cui viene condannato.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra ricostruzione di questo episodio criminale canavesano \u00e8 basata sul resoconto del processo pubblicato dal cronista giudiziario Curzio nella sua <em>Rivista dei Tribunali<\/em> della \u00ab<em>Gazzetta<\/em> <em>Piemontese<\/em>\u00bb di sabato 23 <a>novembre 1872<\/a>. Le disposizioni preventive antivirali hanno fino ad ora impedito la consultazione dei documenti relativi. \u00c8 molto probabile che la pena di morte sia stata commutata dal Re nei <strong>lavori forzati a vita<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>A commento di questa vicenda, premesso che \u00e8 molto difficile provare un minimo di simpatia per l\u2019accusato, viene alla mente la \u00abroba\u00bb come la intende lo scrittore Beppe Fenoglio nel suo romanzo <em>La Malora<\/em> (Torino, 1954). La \u00abroba\u00bb \u00e8 costituita da denaro, case e terreni, desiderati in modo ossessivo da chi ne \u00e8 privo, con <strong>invidia morbosa<\/strong> verso chi li possiede.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 poi d\u2019obbligo\nla citazione della novella \u00abLa roba\u00bb di Giovanni Verga, troppo nota per\nrichiedere ulteriori commenti. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Sulla \u00abGazzetta Piemontese\u00bb di marted\u00ec 26 settembre 1871, in prima pagina, si legge la notizia di un fatto di cronaca nera&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5124,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,495,143,5,237],"tags":[2141,76,937,1291,2965,222,2967,869,30,1143,2755,2966],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5122"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5122"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5122\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5123,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5122\/revisions\/5123"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5124"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5122"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5122"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5122"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}