{"id":5178,"date":"2021-01-26T15:16:13","date_gmt":"2021-01-26T15:16:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5178"},"modified":"2021-02-09T11:57:44","modified_gmt":"2021-02-09T11:57:44","slug":"le-imprese-di-vittorio-sella-alpinista-fotografo-di-montagna-esploratore-del-caucaso-e-viticoltore","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5178","title":{"rendered":"Le imprese di Vittorio Sella, alpinista, fotografo di montagna, esploratore del Caucaso e\u2026 viticoltore"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cForse il pi\u00f9 grande fotografo di montagna di tutti i tempi. Il suo nome \u00e8 sinonimo di perfezione tecnica e raffinatezza estetica\u201d: questo \u00e8 il giudizio espresso da Jim Curran nel suo libro \u201cK2: The story of the savauge mountain\u201d sulla figura del piemontese <strong>Vittorio Sella<\/strong>, alpinista e fotografo, nato a Biella nel 1859.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/74\/57\/54\/745754a39b6a7290f541a5d9768d0450.jpg?epik=dj0yJnU9Y3JZT0hyQ2IzM3NPT21HdVp3UmVGWWJ5X0xqWWFjd08mcD0wJm49OHRZTml6OXptZ0pzNHhId2ZZXzl2USZ0PUFBQUFBR0FRTGpj\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta delle montagne del Caucaso, territorio esplorato per tre volte da Vittorio Sella, nella regione georgiana dello Svaneti &#8211; foto di Paolo Barosso<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Vittorio aveva appreso i\nrudimenti fotografici dal padre, l\u2019industriale del tessile Giuseppe Venanzio\nSella, autore de \u201c<strong>Il plico del fotografo<\/strong>\u201d, primo trattato teorico\npratico di fotografia, ereditando invece la passione per la montagna dallo zio,\nlo scienziato e statista Quintino Sella, fondatore a Torino nel 1863 del Club\nAlpino Italiano (C.A.I.). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/54\/9a\/7c\/549a7c11d4d38210033c8a2a9b2b2597.jpg?epik=dj0yJnU9R1VoTzNxSDA4UGF4Y3NyemlNZm1MTkx4ZG9HanhtSWkmcD0wJm49RlpDR3NuYnFTQ2ZsRmFQVTNrY0lyQSZ0PUFBQUFBR0FRTHlr\" alt=\"\"\/><figcaption>Vittorio Sella nel 1889<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Prima in compagnia dei fratelli e\ndei cugini, poi da solo, Sella si avventur\u00f2 negli anni in numerose <strong>esplorazioni\nalpinistiche<\/strong>, in particolare invernali, ed \u00e8 considerato il pioniere della\nfotografia di alta montagna. Con la macchina fotografica e utilizzando diverse\ntecniche, Vittorio document\u00f2 tutte le sue spedizioni, alcune effettuate al\nservizio del duca degli Abruzzi, Luigi Amedeo di Savoia, con cui si rec\u00f2 sul monte\nSant&#8217;Elia in Alaska (1897), nel Ruwenzori in Africa (1906) e sul Karakorum\nnell&#8217;Himalaya (1909).<\/p>\n\n\n\n<p>Tra tutti i suoi viaggi, risaltano\nin modo particolare quelli compiuti nella <strong>regione caucasica<\/strong>, tra le\nmontagne della Georgia, il primo nel 1889 e a seguire gli altri due nel 1890 e\n1896, che gli valsero, per la documentazione riportata e i risultati scientifici\nottenuti, il conferimento da parte dello zar Nicola II Romanov della Croce di\nCavaliere dell\u2019Ordine di Sant\u2019Anna e l\u2019assegnazione del premio Murchison della\nRoyal Geographical Society di Londra. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/12\/28\/49\/1228490e0538447ff1e72277a848d6e0.jpg?epik=dj0yJnU9SWxXbjNOTDlOSzJNUUJ3Nk9CcWR5NzFsTEEwTm9qUGgmcD0wJm49dDRoTTFHLTNBdjFFQWdIRk94Z0xyQSZ0PUFBQUFBR0FRTDNJ\" alt=\"\"\/><figcaption>India, stato del Sikkim, la vetta del Siniolchu (6888 metri) vista dal ghiacciaio di Zemu &#8211; fotografia di Vittorio Sella <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Vittorio Sella, conducendo le tre spedizioni tra le montagne del&nbsp;<strong>Caucaso<\/strong>, nella remota regione dello&nbsp;<strong>Svaneti<\/strong>, si guadagn\u00f2 il duplice merito di aver aperto quest\u2019affascinante catena montuosa alla conoscenza e alla frequentazione di visitatori e scalatori europei e di aver documentato usi e costumi delle popolazioni caucasiche del tempo scattando migliaia di fotografie (il materiale \u00e8 conservato in parte in Georgia, presso il Museo di Mestia e in case private, e in parte alla Fondazione Sella con sede a Biella). La figura di Vittorio Sella divenne talmente popolare che gli Svan, abitanti dello Svaneti georgiano, gli dedicarono una via (a Mestia, centro principale dell\u2019alto Svaneti) e <strong>una vetta del Caucaso<\/strong> (picco Sella), mentre sulle Alpi porta il suo nome (\u201cVittorio Sella\u201d) il rifugio del CAI Biella (conca del Lauson \u2013 valle di Cogne) situato nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/eb\/57\/9e\/eb579ecaa91a94c6510f218cf7c239c7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption> <br>Georgia, regione dell&#8217;alto Svaneti, veduta del villaggio di Ushguli con le caratteristiche case-torri fortificate &#8211; foto di Paolo Barosso <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Oltre alle fotografie naturalistiche riferite all\u2019ambiente dell\u2019alta montagna, dalle Alpi al Caucaso, dall\u2019Himalaya all\u2019Africa e al Nord America, la serie fotografica del \u201cFondo Sella\u201d (dal 1879 agli anni Trenta del Novecento), facente parte dell\u2019archivio della <strong>Fondazione Sella<\/strong>, comprende immagini di viaggi famigliari in Marocco, Portogallo, Spagna, Francia, la documentazione delle battute di caccia, delle scene di vita domestica nella casa di San Gerolamo sopra Biella, dei principali luoghi del Biellese e una serie di scatti riferiti agli usi e costumi delle popolazioni sarde nonch\u00e9 alla vita contadina e ai sistemi di <strong>allevamento della vite<\/strong> messi in pratica presso l\u2019azienda \u201cSella &amp; Mosca\u201d di Alghero. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b1\/89\/88\/b18988797e0ece24649dfad821ffbf62.jpg?epik=dj0yJnU9MHowYm1oNVhETGNldzRKYlRjd0h1V2tPQ0gtYjN5dlAmcD0wJm49WnhjQ256RVlfSnc1STlQMXgydVJIdyZ0PUFBQUFBR0FRTWVj\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta della tenuta &#8220;Sella &amp; Mosca&#8221; in Sardegna<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Vittorio, infatti, oltre a\nrisultare tra i cofondatori nel 1886 della banca \u201c<strong>Gaudenzio Sella &amp; C<\/strong>\u201d,\nistituto di credito oggi noto come \u201cBanca Sella\u201d, si ciment\u00f2 anche nella\nviticoltura con la fondazione nel nord della Sardegna, insieme con l\u2019ingegnere\nErminio Sella, fratello di Vittorio, e l\u2019avvocato Edgardo Mosca, suo cugino, dell\u2019azienda\nvitivinicola \u201cSella &amp; Mosca\u201d, che pu\u00f2 vantare il pi\u00f9 vasto vigneto a corpo\nunico d\u2019Europa, con una tenuta estesa per 650 ettari di cui oltre 500 coltivati\na vite. Il sito internet aziendale celebra i fondatori, descrivendoli come i tre\n\u201c<strong><em>avventurosi piemontesi<\/em><\/strong>\u201d che nel 1899 \u201c<em>guardando con occhi\nnuovi la natura incolta<\/em>\u201d diedero l\u2019avvio a un\u2019imponente opera di bonifica\nliberando i suoli dalla roccia e preparandoli ad accogliere la bellezza delle\nviti. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso \u201cForse il pi\u00f9 grande fotografo di montagna di tutti i tempi. 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