{"id":5453,"date":"2021-06-10T15:29:31","date_gmt":"2021-06-10T15:29:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5453"},"modified":"2021-06-10T15:36:34","modified_gmt":"2021-06-10T15:36:34","slug":"piemonte-da-salvare-insediamenti-rurali-fortificati-nella-pianura-tra-torino-e-cuneo-i-castelli-di-carpenetta-e-bonavalle","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5453","title":{"rendered":"Piemonte da salvare &#8211; insediamenti rurali fortificati nella pianura tra Torino e Cuneo: i castelli di Carpenetta e Bonavalle"},"content":{"rendered":"\n<p>Testo e foto di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>Nelle ubertose campagne della pianura pedemontana che si estende tra torinese e cuneese sorgono diversi insediamenti fortificati d\u2019origine medievale strettamente legati alla vocazione agricola del territorio. Tra questi, ne segnaliamo due che versano oggi purtroppo in <strong>condizioni di abbandono<\/strong>, ma che sarebbero meritevoli, per il valore storico, estetico e architettonico, di un\u2019azione di recupero e rifunzionalizzazione: il castello di Carpenetta, frazione di Casalgrasso, e il castello di Bonavalle, nel comune di Murello. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/41\/c7\/6f\/41c76f592f3e2e1f01c66430a9e9ff43.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta del castello di Carpenetta dai campi<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il\nprimo dei due casi menzionati, il <strong>castello di Carpenetta<\/strong>, che secondo\nquanto scriveva nel 1836\/1837 l\u2019abate e storico Goffredo Casalis significa\n\u201cluogo piantato di carpini\u201d, vanta una storia millenaria, iniziata nel XII\nsecolo come grangia dell\u2019abbazia cistercense di Santa Maria di Staffarda e\nproseguita come casa-forte e castello con annesso ricetto. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8d\/39\/71\/8d39716b78ae399ff4929424f7a9c5bc.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019antico\nvillaggio rurale si trova alla destra del fiume Po, lungo la strada che conduce\nda Carignano a Racconigi, immerso nelle campagne del comune di Casalgrasso che,\nsecondo l\u2019ipotesi etimologica pi\u00f9 accreditata, deve il nome alla <strong>fertilit\u00e0\ndelle terre<\/strong>, in cui si \u00e8 sviluppata nei secoli, grazie inizialmente\nall\u2019operosit\u00e0 e ingegnosit\u00e0 dei monaci cistercensi, una florida agricoltura,\nfavorita dalla disponibilit\u00e0 d\u2019acqua, trovandosi l\u2019abitato in prossimit\u00e0 della\nconfluenza tra il fiume Po e i torrenti Maira e Varaita. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/aa\/fe\/f0\/aafef03ed2f012e88cabc05465145f7c.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il\nmotto riportato sullo stemma comunale di Casalgrasso, che recita \u201c<strong>Hostibus\nresistit<\/strong>\u201d (Resiste ai nemici), richiama alla mente i numerosi episodi\nbellici che coinvolsero il paese, ambito per la vicinanza alle sponde del fiume\nPo e per la posizione sul territorio (si ricorda il saccheggio compiuto da\nFacino Cane con la sua compagnia di ventura nel 1396), in particolare i cruenti\navvenimenti del 1690, quando le truppe francesi al comando del maresciallo Catinat,\nal servizio di re Luigi XIV, furono prima respinte dalla valorosa resistenza\ndegli abitanti, ma in un secondo momento, dopo la <strong>battaglia di Staffarda<\/strong>,\ntornarono sul posto incendiando le case e rovinando i raccolti. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/01\/13\/cf\/0113cf22a727c125577185a673784bee.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In origine <strong>insediamento agricolo monastico<\/strong>, cellula di quella vasta rete di strutture rurali dislocate nei possedimenti abbaziali per la gestione del patrimonio fondiario di Staffarda, il sito di Carpenetta, che fu feudo a se stante rispetto a Casalgrasso e che risulta appartenuto per un certo periodo (alla met\u00e0 dell\u2019XI secolo) ai potenti <strong>conti di Biandrate<\/strong>, pass\u00f2 nel 1309 dai marchesi di Saluzzo ai principi di Savoia-Acaia, conoscendo in seguito diversi avvicendamenti proprietari. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/03\/e5\/67\/03e567dfcc90fe905c9f3de6ead5418f.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>&nbsp;Del nucleo architettonico originario\nsopravvive ben poco, dato che le strutture attuali risalgono in prevalenza agli\ninterventi edilizi che si susseguirono tra la met\u00e0 del Trecento e il primo\nCinquecento, su committenza delle famiglie titolari di diritti sul luogo,\ncaratterizzato dalla compresenza di pi\u00f9 consignori. Una tavola del famoso\nincisore <strong>Enrico Gonin<\/strong> (1798-1856) ci restituisce l\u2019immagine del castello\ncome doveva apparire nell\u2019Ottocento, quand\u2019era nelle mani dei <strong>marchesi\nCarron di San Tommaso<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/89\/55\/1e\/89551e402ba6fc2283bb8ca9fabbfeaa.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Secondo quanto annota Flavio Conti nei suoi volumi sui castelli del Piemonte, la rocca di Carpenetta pu\u00f2 essere ricondotta al modello del \u201c<strong>castello rurale<\/strong>\u201d, strutturato per l\u2019immagazzinamento delle derrate alimentari e la difesa della popolazione rurale, richiamando per caratteri tipologici e funzioni gli esempi fortificati della pianura vercellese e novarese. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/5b\/48\/38\/5b4838edb1566bece01744e961e89bc3.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il fabbricato, costruito in laterizio, presenta planimetria a U, forse perch\u00e9 non fu mai completato o, pi\u00f9 probabilmente, perch\u00e9 parzialmente distrutto in occasione di qualche evento bellico. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono ancora presenti e ben conservate, come elemento di caratterizzazione del complesso, <strong>due torri<\/strong>, una a pianta quadrata con apparato a sporgere nel coronamento, eretta a protezione dell\u2019ingresso, e la seconda, di forma circolare, posta a protezione dello spigolo pi\u00f9 esposto. L\u2019insieme, pur complessivamente integro, appare bisognoso di <strong>interventi di manutenzione<\/strong>, finalizzati a restituire al castello il suo decoro e una funzionalit\u00e0 culturale-turistica. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/89\/55\/1e\/89551e402ba6fc2283bb8ca9fabbfeaa.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il secondo insediamento fortificato che vi presentiamo, situato nelle campagne di Murello, a ridosso dei confini comunali di Racconigi, sempre in provincia di Cuneo, \u00e8 il <strong>castello di Bonavalle<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/97\/94\/5d\/97945d6273cf14938f951554203cc7b0.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Vedita del castello di Bonavalle dal lato sud &#8211; ph Alberto Chinaglia <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Imponente edificio a pianta quadrangolare, sorprende per la maestosit\u00e0 della facciata principale rivolta a sud, caratterizzata da un <strong>corpo centrale sopraelevato<\/strong> (ad imitazione del vicino castello di Racconigi), frutto dei lavori di trasformazione compiuti da met\u00e0 Seicento per ingentilire l\u2019aspetto della severa fortezza medievale, e per la regolarit\u00e0 e simmetria della costruzione nel suo complesso, che ci sembra rimandare, per certi aspetti, al modello del \u201ccarr\u00e9 savoyard\u201d (quadrato savoiardo). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8f\/10\/a3\/8f10a3ad6c7a976a8796f558d77e04a5.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Bonavalle presenta evidenti analogie nella distribuzione degli spazi con il <strong>castello torinese del Drosso<\/strong> (quartiere di Mirafiori), cui \u00e8 collegato anche da contingenze storiche, come la comune derivazione da insediamenti agricoli fortificati con presenza cistercense e l\u2019appartenenza nel corso del Trecento alla famiglia dei Vagnone di Trofarello. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/21\/b5\/f8\/21b5f82e49fb23c9e72d9cf6e3b22553.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che\ncolpisce osservando il castello \u00e8 anche la presenza delle <strong>torri angolari\ncilindriche<\/strong>: due pi\u00f9 grandi a protezione dell\u2019ingresso principale,\nrisalenti al nucleo pi\u00f9 antico della costruzione, e due torrette pensili, pi\u00f9\nesili, sulla facciata nord, quella rivolta in origine verso il giardino (non\npi\u00f9 esistente), che si presentano oggi sormontate da curiosi cupolotti, a mo\u2019\ndi garitta, frutto di modifiche seicentesche. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/49\/af\/b5\/49afb58c37c4862c4aceca7d4e840b66.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le stratificazioni successive, dovute a interventi promossi dalle tante famiglie che si avvicendarono nella propriet\u00e0 di quote del feudo, che fu sempre gestito in condominio (con relative contese), non hanno comunque privato l\u2019insediamento di Bonavalle della originaria impronta di \u201c<strong>castello rurale<\/strong>\u201d, eretto, come Carpenetta, a protezione di fondi agricoli e popolazione residente, come sembra testimoniare anche l\u2019origine del toponimo, che si ritiene derivare dall\u2019unione del termine \u201cvallis\u201d, nel significato di valle o alveo di un fiume, e \u201cbona\u201d, cio\u00e8 fertile, con riferimento alla <strong>prosperit\u00e0 agricola<\/strong> della pianura alluvionale in cui \u00e8 collocato. <\/p>\n\n\n\n<p>Il castello non fu mai abitato in modo permanente dai consignori, nemmeno dalla famiglia che a fine Settecento riusc\u00ec ad accentrare a s\u00e9 la totalit\u00e0 delle quote, estromettendo i Balbo, cio\u00e8 i torinesi <strong>conti Turinetti<\/strong>, gi\u00e0 promotori del cantiere seicentesco. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/39\/65\/12\/396512e2b2e7824486d6f94509b96715.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Una delle torrette pensili con piccola cupola terminale<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un\naltro elemento di interesse \u00e8 di natura storica, perch\u00e9 Bonavalle, che divenne\nda una certa epoca feudo autonomo, condivise inizialmente i destini del feudo\ndi <strong>Murello<\/strong>, che al principio del XII secolo faceva parte del marchesato\ndi Busca, per poi passare ai <strong>Cavalieri Templari<\/strong>, che acquistarono estese\npropriet\u00e0 fondiarie e fecero erigere in loco una chiesa e un castello (tutt\u2019ora\nesistente), e successivamente, in seguito alla soppressione dell\u2019Ordine dei\nTemplari nel 1312, all\u2019Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, poi <strong>di Malta<\/strong>,\nil quale provvide a gestirlo per il tramite di un commendatore posto alle\ndipendenze della commenda di San Lorenzo di Racconigi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/af\/c6\/f0\/afc6f01b1ca5a3471b40b9dd60e820ee.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il castello visto dall&#8217;arco d&#8217;ingresso dell&#8217;azienda agricola<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il\ncastello di Bonavalle e le relative propriet\u00e0 agricole rimasero in capo ai\nconti Turinetti fino ai primi due decenni del Novecento, quando venne\nacquistato dal <strong>pittore Giuseppe Augusto Levis<\/strong>, allievo di Lorenzo\nDelleani, che intendeva farne la propria residenza (dal 1901 Levis frequent\u00f2 la\ncorte sabauda quand\u2019era a Racconigi e nel 1913 fu invitato in Russia dallo zar\nNicola II Romanov, come membro di una Delegazione torinese di politici e\nimprenditori). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6c\/d6\/63\/6cd6638f47cab66b8cd6afa639ecae51.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Di l\u00ec a\npoco, per\u00f2, Levis si ammal\u00f2, morendo di un\u2019infezione polmonare, e lasciando per\ntestamento l\u2019immobile di Bonavalle per due terzi al comune di Racconigi e per\nun terzo al comune di Chiomonte in valle di Susa, dov\u2019era nato e che ospita\noggi, nelle sale dello storico Palazzo Paleologo (<em>Palais Paleologue<\/em>), la\n<strong>Pinacoteca \u201cG.A. Levis\u201d<\/strong> con un cospicuo nucleo di sue opere, soprattutto\nriferibili al tema del paesaggio montano valsusino. Dopo la morte della moglie\ndi Levis, che aveva conservato l\u2019usufrutto sull\u2019immobile, il <strong>castello di\nBonavalle,<\/strong> privo di manutenzione, and\u00f2 incontro a un lento, ma inesorabile\ndeclino, fino a ridursi allo stato di rudere, aggravato dal recente cedimento\ndella copertura.<\/p>\n\n\n\n<p>Note\nbibliografiche e fonti internet: <\/p>\n\n\n\n<p>Flavio\nConti e G.M. Tabarelli,&nbsp;<em>Castelli del Piemonte Tomo III<\/em>, ed.\nGorlich, 1980<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.castellodibonavalle.com\">www.castellodibonavalle.com<\/a>, <em>sezione\nStoria del castello<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In collaborazione con la \u201cCommissione per la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico\u201d del movimento culturale \u201c<\/em><strong><em><a href=\"https:\/\/www.crocereale.it\/piemonte-da-salvare-il-castello-di-palazzo-valgorrera-antico-presidio-dei-biandrate-nelle-campagne-di-poirino\/\">Croce<\/a><a href=\"https:\/\/www.crocereale.it\/piemonte-da-salvare-i-castelli-di-carpenetta-e-bonavalle-insediamenti-rurali-fortificati-tra-torino-e-cuneo\/\"> <\/a><a href=\"https:\/\/www.crocereale.it\/piemonte-da-salvare-il-castello-di-palazzo-valgorrera-antico-presidio-dei-biandrate-nelle-campagne-di-poirino\/\">Reale \u2013 Rinnovamento nella Tradizione<\/a><\/em><\/strong><em>\u201d \u2013 Delegazione \u201cPiemonte e Stati di Savoia\u201d<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso Nelle ubertose campagne della pianura pedemontana che si estende tra torinese e cuneese sorgono diversi insediamenti fortificati&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5455,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16,26,25,2321,495,14,27],"tags":[3236,2320,110,3233,1980,3228,1237,3224,3226,63,3230,109,3235,3231,2075,316,206,108,3227,30,3136,3237,488,35,608,3229,29,3232,3234],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5453"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5453"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5453\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5456,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5453\/revisions\/5456"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5455"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5453"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5453"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5453"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}