{"id":5495,"date":"2021-07-17T10:53:37","date_gmt":"2021-07-17T10:53:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5495"},"modified":"2021-07-17T15:47:32","modified_gmt":"2021-07-17T15:47:32","slug":"il-lago-dorta-e-lisola-di-san-giulio-curiosita-tradizioni-leggende","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5495","title":{"rendered":"Il lago d&#8217;Orta e l&#8217;isola di San Giulio: curiosit\u00e0, tradizioni, leggende"},"content":{"rendered":"\n<p>Testo e foto di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>lago d\u2019Orta<\/strong> \u00e8 un bacino\nlacustre prealpino, situato a occidente del lago Maggiore, da cui lo separano\ndolci declivi boscosi, che trasse origine dal fronte meridionale del grande\nghiacciaio ossolano. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8d\/34\/59\/8d345985c54ec474169e3862dcdecaab.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Indicato nelle antiche fonti come\n&#8220;<strong>lago di San Giulio<\/strong>&#8220;, dal nome del presbitero greco che, inviato\ndall\u2019imperatore Teodosio, evangelizz\u00f2 il territorio dell\u2019alto Novarese con\nl\u2019aiuto del fratello San Giuliano, cominci\u00f2 ad essere designato come &#8220;lago\nd&#8217;Orta&#8221; soltanto a partire dal tardo Quattrocento quando, in concomitanza\ncon l\u2019accrescersi dell&#8217;importanza demografica e commerciale dell\u2019abitato di\nOrta, la nuova denominazione entr\u00f2 nell&#8217;uso popolare, sostituendosi progressivamente\na quella d&#8217;origine altomedievale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f1\/64\/b3\/f164b3dcb96f44822eed6a73f691e44b.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un altro toponimo adoperato per il lago e per il territorio circostante, entrato in uso in epoca ancora pi\u00f9 tarda, \u00e8 \u201cCusio\u201d, utilizzato soprattutto nel linguaggio colto e amministrativo. Il nome viene fatto derivare da una errata lettura della cosiddetta &#8220;<strong>Tabula Peutingeriana<\/strong>&#8221; (da Konrad Peutinger, giurista, consigliere imperiale e antiquario tedesco), copia medievale (XII\/XIII secolo) di una carta stradale (&#8220;itinerarium pictum&#8221;) d&#8217;epoca romana imperiale, in cui \u00e8 presente il disegno di un bacino lacustre denominato &#8220;Cusius&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0f\/89\/03\/0f8903cbb4568b5c1735ab1b11b1dac1.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;umanista tedesco Konrad Peutinger (1465 &#8211; 1547)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sebbene lo storico e geografo germanico Filippo Cluverio (1580-1622) fosse incerto, per mancanza di indizi precisi e concordanti, se riconoscere in questo disegno il lago di Varese, il lago di Lugano o quello d\u2019Orta, pi\u00f9 tardi il giurista novarese (nato ad Ameno) <strong>Lazzaro Agostino Cotta<\/strong> (1645-1719), erudito e appassionato studioso di storia locale, autore di una \u201cCorografia della Riviera di San Giulio\u201d (1688), ritenne di identificarlo senza margini di dubbio proprio con il lago d\u2019Orta. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0c\/ff\/a4\/0cffa47dde38b074e3b449d442eacaf8.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Orta, soffitto affrescato di Villa Gippini con la scritta &#8220;Cusius&#8221; nel cartiglio<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, da ricerche successive\n\u00e8 emerso che il lago rappresentato sulla Tabula non viene indicato con il nome\ndi &#8220;Cusius&#8221;, bens\u00ec di &#8220;Clisius&#8221;, e inoltre non sembra\ncollegabile al lago d&#8217;Orta, bens\u00ec ad un altro bacino lacustre non\nidentificabile con chiarezza. Malgrado il riconoscimento dell&#8217;errore, il\ntoponimo &#8220;<strong>Cusio<\/strong>&#8221; s&#8217;impose nell&#8217;uso erudito e burocratico,\naffiancando la denominazione popolare di &#8220;lago d&#8217;Orta&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a7\/5a\/e4\/a75ae4e5b4440bcdb8674416f1f05b40.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio dell&#8217;isola San Giulio con la mole possente dell&#8217;ex Seminario Vescovile, costruito a met\u00e0 Ottocento, oggi sede dell&#8217;abbazia benedettina femminile di clausura &#8220;Mater Ecclesiae&#8221;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Al centro del lago, sorge l&#8217;<strong>isola\ndi San Giulio <\/strong>(in base a documenti medievali pare che ve ne fosse una\nseconda, molto pi\u00f9 piccola, poi sommersa dalle acque), che porta il nome del\nreligioso greco, originario di Egina, che predic\u00f2 la fede cristiana sulla\n\u201cRiviera d\u2019Orta\u201d. La figura di San Giulio, che possiamo ricostruire basandoci essenzialmente\nsul testo intitolato \u201cVita di San Giulio\u201d forse databile nel suo nucleo pi\u00f9\nantico all\u2019et\u00e0 longobarda (VII\/VIII secolo), \u00e8 proiettata in una dimensione\nquasi mitica, in cui non \u00e8 facile distinguere tra verit\u00e0 storica e sovrapposizioni\nleggendarie.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/3b\/dc\/0c\/3bdc0c5ded8b8601f4961f57f15e143f.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta dell&#8217;isola con il campanile romanico della basilica di San Giulio<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In base alla leggenda di\nfondazione della <strong>basilica di San Giulio<\/strong>, edificio d\u2019impianto romanico\npi\u00f9 volte rimaneggiato nel corso dei secoli, sarebbe stato proprio il religioso\ngreco ad approdare sull\u2019isola alla fine del IV secolo, fondandovi la centesima\nchiesa dopo averne gi\u00e0 costruite novantanove con l\u2019ausilio del fratello\nGiuliano, che s\u2019era fermato presso la comunit\u00e0 di Gozzano. <\/p>\n\n\n\n<p>La tradizione narra che Giulio,\nmesso in guardia dagli abitanti della costiera lacustre circa la <strong>pericolosit\u00e0\ndel luogo<\/strong>, infestato da serpenti velenosi e da un gigantesco drago (anzi una\n\u201cdraghessa\u201d, come precisa Laura Violet Rimola nel suo studio), vi si rec\u00f2\nugualmente, liberando l\u2019isola sia dai rettili, costretti ad andarsene, sia\ndalla presenza inquietante della mostruosa creatura. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/57\/e7\/ef\/57e7ef6f3cefeea6e0d21be67ba784f0.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Orta San Giulio &#8211; veduta di piazza Mario Motta, prospiciente il lago, con il tardo cinquecentesco palazzo della Comunit\u00e0 <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nelle gesta di San Giulio si\ntrovano elementi comuni ad altre leggende di fondazione di chiese e monasteri,\nrintracciabili ad esempio nelle storie di Sant\u2019Eldrado, abate di Novalesa in\nalta valle di Susa (val Cenischia) che nel IX secolo, stando alla testimonianza\ndel \u201c<strong>Chronicon Novalciense<\/strong>\u201d, intervenne in soccorso di un gruppo di\nmonaci incaricati di fondare una comunit\u00e0 presso il villaggio di Mon\u00eatier-les-Bains,\nnel Brian\u00e7onnais (Delfinato), rendendo prodigiosamente innocui i serpenti che\nproliferavano nella zona. Nell\u2019agire del santo \u201cliberatore\u201d si rispecchia la\nrappresentazione dell\u2019uomo di Dio che combatte il disordine e le forze del\nmale, mostrandosi come \u201c<strong>civilizzatore<\/strong>\u201d e apportando altres\u00ec la luce\ndella verit\u00e0 cristiana nel mondo delle tenebre pagane. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/38\/49\/e2\/3849e2ae71cf51393959ff28e981b283.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>I declivi boscosi che circondano il lago &#8211; verso sud, in cima a un&#8217;altura ai confini tra Orta e Gozzano, svetta la torre del castello di Buccione, citato per la prima volta nel 1200<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In entrambi i casi si pu\u00f2 anche notare come il santo non ricorra ad atti violenti per ottenere lo scopo, bens\u00ec ad un\u2019opera di \u201cpersuasione\u201d, esortando i serpenti e anche il drago ad abbandonare l\u2019isola e trovare rifugio altrove (secondo la leggenda, riportata da <strong>Laura Violet Rimola<\/strong>, i primi avrebbero trovato una nuova dimora nei boschi del monte Camosino, tuttora conosciuto come sito abitato da vipere, mentre il drago si sarebbe rintanato nel golfo di Bagnera). <\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 possibile che in questa narrazione, che risponde a uno schema letterario ricorrente nei testi agiografici, vi sia il riflesso dell\u2019antica <strong>concezione culturale<\/strong>, di matrice celtica, che vede nel drago, identificato poi negativamente dalla cultura cristiana medievale con il serpente del Genesi (Jacques Le Goff), una sorta di \u201cgenius loci\u201d, certamente temibile, ma con cui appare praticabile un compromesso, ad esempio ingraziandoselo con offerte votive. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/12\/50\/aa\/1250aa6a973d6a06d577ab2f42bde9e2.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Se consideriamo i serpenti e il drago come rappresentazione simbolica dei culti idolatrici delle origini e il santo come <strong>il civilizzatore<\/strong> che porta l\u2019ordine e la luce di Cristo, allora potremmo intravedere in questa interazione priva di violenza tra il santo e le creature infestanti l\u2019isola, esortate ad andarsene dopo che San Giulio ebbe parlato loro, l\u2019effetto delle prescrizioni di <strong>papa Gregorio Magno<\/strong> (Gregorio I) che, agi albori del VII secolo, rispondendo a una missiva di Mellito di Canterbury, apostolo della Gran Bretagna, lo esortava a un atteggiamento pi\u00f9 \u201cconciliante\u201d, rispettando i luoghi di culto pagani e sostituendo naturalmente in essi gli idoli con gli elementi della venerazione cristiana. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/27\/10\/ec\/2710ecac3684bff0d8f9e11941344abf.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta del paese di Pella, sulla sponda occidentale del lago d&#8217;Orta<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 fortificata in et\u00e0\nteodericiana, l\u2019isola di San Giulio fu prescelta dai <strong>Longobardi<\/strong>, anche\nse forse non in via esclusiva, come la sede d&#8217;uno dei quattro ducati in cui i\nnuovi dominatori organizzarono a partire dalla fine del VI secolo il territorio\ndell&#8217;odierno Piemonte. Secondo quanto sostengono studiosi locali, l\u2019imponente\nedificio che oggi ospita il <strong>Palazzo Vescovile, <\/strong>frutto di interventi\nedilizi realizzati nel corso dei secoli, sarebbe stato eretto sulle vestigia\ndell\u2019antico \u201ccastrum\u201d dei duchi longobardi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d3\/34\/a3\/d334a33c7ea0890003874bc581e79bb4.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;elegante campanile romanico della basilica di San Giulio, ispirato nelle forme e nella struttura al campanile dell&#8217;abbazia di Fruttuaria nel Canavese<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019isola fu anche teatro di un evento\nbellico di notevole importanza quando nel 962 le truppe <strong>dell\u2019imperatore\nsassone Ottone I<\/strong> cinsero d\u2019assedio i fedeli di re Berengario II e della\nmoglie Villa, provocando danni alla primitiva chiesa di San Giulio, che sarebbe\nstata eretta alla fine del IV secolo per iniziativa del presbitero greco e\nsuccessivamente ricostruita tra V e VI secolo. Gi\u00e0 dal IX secolo la chiesa\nrisulta affidata, per volere dei vescovi di Novara, a un capitolo di canonici. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f9\/be\/43\/f9be43c2b0591f23173a45ef6bd02b1f.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La grande <strong>basilica di San Giulio<\/strong>, che rappresenta il monumento pi\u00f9 significativo dell\u2019isola, \u00e8 il risultato di una stratificazione di interventi, succedutisi nel corso dei secoli e promossi dai <strong>vescovi di Novara<\/strong>, che dal 1219, anno in cui si defin\u00ec la lunga controversia tra comune novarese e diocesi, esercitarono le prerogative di governo sull\u2019isola e sul territorio cusiano, configurato come un vero e proprio piccolo Stato, indicato nelle fonti come \u201cDictio Sancti IulIi\u201d, soppresso definitivamente nel 1767. In memoria dell\u2019antico ruolo pubblico, il <strong>vescovo di Novara<\/strong> ancora nella Restaurazione (1814) si fregiava del titolo di \u201cPrincipe di San Giulio e d\u2019Orta\u201d. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/80\/6f\/d6\/806fd6cf2ffe717e5c116ff915763f4f.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019impianto della <strong>costruzione\nromanica<\/strong>, suddivisa in tre navate terminanti in altrettante absidi e\nsormontata da un\u2019elegante cupola innestata su un tamburo ottagonale, risale\nalla prima met\u00e0 del XII secolo. La struttura architettonica \u00e8 rimasta pressoch\u00e9\ninalterata, mentre si \u00e8 arricchito nel tempo l\u2019apparato decorativo e pittorico degli\ninterni, grazie all\u2019apporto di insigni artisti come Gaudenzio Ferrari e\nallievi, il vercellese Bernardino Lanino e gli artisti della famiglia Gagnoli. <\/p>\n\n\n\n<p>Capolavoro assoluto dell\u2019arte\nromanica \u00e8 il magnifico pulpito o <strong>ambone<\/strong>, ritenuto dagli studiosi opera\ndi maestranze comacine strettamente connesse all\u2019area culturale germanica, con\ncui il Cusio intratteneva intense relazioni, come attestato dalle analogie con\nle sculture delle cattedrali di Magonza e di Spira. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ee\/2f\/0c\/ee2f0c341f31754a888c3cb7f01d14d0.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Realizzato tra la fine dell\u2019XI e l\u2019inizio del XII secolo in marmo <strong>serpentino verde di Oira<\/strong>, l\u2019ambone poggia su quattro colonne, di cui due lisce e due decorate con motivi diversi, a nastri intrecciati e ispirati a lavori di \u201coreficeria e a cancellate di ferro\u201d (G. Fusconi). Secondo quanto riporta Simone Caldano nella sua guida al \u201cPiemonte medievale\u201d, nella lavorazione dei capitelli si notano richiami agli elementi scultorei del duomo di Casale Monferrato. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono per\u00f2 gli scomparti dell\u2019ambone a mostrare il repertorio pi\u00f9 interessante e raffinato, con figure caratterizzate da una marcata plasticit\u00e0 e ispirate ai Bestiari medievali (troviamo un <strong>centauro che scocca una freccia<\/strong> all\u2019indirizzo di un cervo, due fiere che si contendono un cerbiatto e un grifone che afferra con gli artigli e il becco un coccodrillo posto a testa in gi\u00f9). Vi sono poi le rappresentazioni simboliche dei quattro Evangelisti &#8211; aquila, toro, leone, angelo &#8211; e, accanto all\u2019angelo, si scorge una figura maschile che ha suscitato accesi dibattiti. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/19\/57\/4f\/19574f21e1224b2def76ef85b95c7560.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Le caratteristiche abitazioni di Orta San Giulio<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Identificato dapprima con San Paolo (manca per\u00f2 la spada, tra gli elementi cardine della sua iconografia), con&nbsp;San Giulio (il volto per\u00f2 \u00e8 senza barba e il capo mostra la tonsura monacale, mentre Giulio non era un monaco) o con l\u2019imperatore Ottone il Grande (senza attributi regali), il personaggio scolpito \u00e8 stato di recente riletto come la raffigurazione di <strong>Guglielmo da Volpiano<\/strong>, monaco benedettino e abate (come traspare dal bastone pastorale con manico a forma di \u201ctau\u201d, tipico degli abati del X\/XI\/XII secolo), costruttore di abbazie e riformatore liturgico, morto nel 1031. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Guglielmo<\/strong> nacque proprio sull\u2019isola di San Giulio nel 962, l\u2019anno dell\u2019assedio di Ottone I, da Roberto dei signori di Volpiano, difensore dell\u2019isola, e venne battezzato alla presenza dell\u2019imperatore e della moglie Adelaide. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b1\/8d\/be\/b18dbeb7eb6f007752df408a31477d52.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Dettaglio dell&#8217;ambone con la figura scolpita che si ritiene raffigurare Guglielmo da Volpiano &#8211; immagine tratta da http:\/\/www.bildindex.de, FAL, https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=13284544<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dedic\u00f2 la sua vita alle riforme del <strong>monachesimo benedettino<\/strong> e provvide alla fondazione o ristrutturazione materiale e spirituale di diversi monasteri in giro per l\u2019Europa, in Normandia, Lorena, Borgogna, Piemonte, come l\u2019abbazia di Fruttuaria nel Canavese, San Benigno a Digione e F\u00e9camp in Normandia, dove \u00e8 sepolto. Osservando il campanile della basilica di San Giulio, si evidenziano chiare analogie con quello della Fruttuaria, eretto nell\u2019XI secolo, che costitu\u00ec infatti l\u2019archetipo di riferimento per molti campanili romanici di area piemontese.<\/p>\n\n\n\n<p>Jean-Claude Schmitt, <em>Medioevo\n\u201csuperstizioso<\/em>\u201d, Laterza edizioni, Bari 1992<\/p>\n\n\n\n<p>Simone Caldano, <em>Piemonte\nmedievale. 55 luoghi da scoprire e visitare<\/em>, Edizioni del Capricorno,\nTorino 2020<\/p>\n\n\n\n<p>G.A. Dell\u2019Acqua (a cura di), <em>Isola\nSan Giulio e Sacro Monte d\u2019Orta<\/em>, Istituto Bancario San Paolo, Torino 1977 <\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>&nbsp;<a href=\"#_msoanchor_1\">[PB1]<\/a>t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso Il lago d\u2019Orta \u00e8 un bacino lacustre prealpino, situato a occidente del lago Maggiore, da cui lo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5496,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[729,26,2321,495,14,15,27],"tags":[3272,3266,1810,3275,3279,1605,3270,3276,3280,3283,2972,3282,1912,399,2829,2826,206,3285,3268,108,49,418,3274,2515,2208,3281,3284,30,3271,2514,3265,2497,3277,3278,3269,3267],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5495"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5495"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5495\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5499,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5495\/revisions\/5499"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5496"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}