{"id":5539,"date":"2024-04-05T10:35:00","date_gmt":"2024-04-05T10:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5539"},"modified":"2024-04-08T14:11:04","modified_gmt":"2024-04-08T14:11:04","slug":"il-tempietto-lepontico-di-roldo-di-montecretese-rarita-architettonica-dellossola-celtica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5539","title":{"rendered":"Il \u201ctempietto lepontico\u201d di Roldo di Montecrestese, rarit\u00e0 architettonica dell\u2019Ossola celtica"},"content":{"rendered":"\n<p>Testo e foto di <em>Paolo Barosso <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019alto Piemonte, tra le\nabitazioni della frazione Roldo di <strong>Montecrestese<\/strong>, su uno sperone\nroccioso a dominio della valle ossolana, si trova una vera e propria rarit\u00e0\narchitettonica: un edificio in pietra di epoca celtica, identificato dagli\nstudiosi come \u201c<strong>tempietto lepontico<\/strong>\u201d, ma comunemente noto agli abitanti\ndel luogo come \u201cTorre di Roldo\u201d o \u201cTorre dei Picchi\u201d (secondo la tradizione\nlocale i \u201cPicchi\u201d erano un gruppo di persone dedite al banditismo che operarono\nin zona tra il XIV e XV secolo). &nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/36\/2f\/8b\/362f8b5a377816ba20b71ca61341c472.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;ingresso del tempietto lepontico studiato da don Tullio Bertamini<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Furono le ricerche condotte al principio degli anni Settanta dal padre rosminiano <strong>don Tullio Bertamini<\/strong>, storico dell\u2019Ossola, a riconoscere nella costruzione, pur alterata nel periodo medievale con l\u2019aggiunta di un corpo di fabbrica sovrapposto a quello originario, i tratti caratteristici di un tempio pagano di matrice celtica, desumibili in particolare dalla disposizione nord-sud, dalla distribuzione e organizzazione degli spazi interni, dalle peculiarit\u00e0 tecnico-costruttive e dalla posizione del manufatto, poggiante su una <strong>grande roccia<\/strong>, che con ogni probabilit\u00e0 era gi\u00e0 di per s\u00e9 dotata, prima dell\u2019intervento edificatorio, di una destinazione cultuale.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f0\/b7\/9d\/f0b79db74b45ebf1d857cd616eb4f212.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Veduta del tempietto celtico con la sopraelevazione aggiunta nei secoli centrali del Medioevo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il visitatore che giunga in loco,\naddentrandosi nelle stradine della suggestiva borgata di Roldo, ricca di\ntestimonianze legate alla civilt\u00e0 rurale di montagna, rimarr\u00e0 sorpreso dall\u2019ottimo\n<strong>stato di conservazione<\/strong> dell\u2019edificio sacro, costruito in pietra, la\ncosiddetta \u201cbeola\u201d, variet\u00e0 di gneiss estratta dalle cave ossolane, frammista a\nmarmi locali, visibili sia nella pavimentazione interna in <strong>cocciopesto<\/strong> (malta\ndi calce con frammenti laterizi), che risulta impreziosita dall\u2019inserimento di\nscaglie marmoree, sia nella cornice della finestra quadrata aperta nel lato\nsud, composta da quattro lastre di marmo bianco. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c7\/e7\/ee\/c7e7ee237b5a46d4bb602a1fd183f0dc.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le suggestive stradine della frazione Roldo con le caratteristiche abitazioni montane in pietra<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La struttura in blocchi di beola\nappare tenuta assieme dall\u2019uso abbondante di <strong>malta di calce<\/strong> e dal\nricorso a particolari accorgimenti, tali da rivelare la notevole maestria\nraggiunta dai costruttori del tempietto, come le lunghe pietre d\u2019angolo, che\nmisurano anche due metri, collocate in corrispondenza degli spigoli esterni. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/67\/1c\/5b\/671c5b3a65659cf73f486f6ffc2ed6b2.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il fronte nord del tempietto pagano<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>L\u2019edificio, che all\u2019interno \u00e8\narticolato in due ambienti, un piccolo e basso atrio che funge da ingresso, e\nun secondo vano pi\u00f9 spazioso, coperto con volta a botte, che assolveva\npresumibilmente la <strong>funzione di \u201ccella\u201d<\/strong> provvista di altare, venne\nrealizzato da maestranze locali, di <strong>etnia lepontica<\/strong>, nel corso del I\nsecolo d.C., quando gi\u00e0 era sopraggiunta l\u2019invasione romana, ma prima della\ncristianizzazione, iniziata in Ossola nel IV secolo. &nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/78\/82\/78\/788278cd28891af1b0c76069dcfb6c00.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La finestrella rivolta verso sud: da qui nel giorno del solstizio invernale, a mezzogiorno, penetra il fascio di luce che colpisce il punto dove probabilmente era collocato l&#8217;altare<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Si ipotizza che il tempio fosse deputato a ospitare la celebrazione di culti propiziatori, forse in onore della divinit\u00e0 solare, <strong>Belenos<\/strong> per il pantheon celtico, equivalente al dio greco Apollo. <\/p>\n\n\n\n<p>A tale conclusione si \u00e8 giunti basandosi sia sul <strong>posizionamento<\/strong> dell\u2019edificio sacro, innestato su una grande formazione rocciosa adoperata come basamento e gi\u00e0 in precedenza frequentata come luogo di culto, sia su un secondo significativo indizio: la presenza d\u2019una finestra aperta sulla valle attraverso la quale, nel giorno del <strong>solstizio d\u2019inverno<\/strong>, penetrano i raggi solari andando a illuminare, verso mezzogiorno, un punto preciso all\u2019interno della cella, dove, con ogni probabilit\u00e0, era collocato l\u2019altare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/82\/93\/10\/829310fd5213760ea43e627312d10c5e.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Veduta della conca di Domodossola dallo sperone roccioso del tempietto lepontico<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>L\u2019importanza del <strong>tempietto lepontico di Montecrestese<\/strong> non \u00e8 soltanto locale, ma travalica i confini del Piemonte, trattandosi di una testimonianza molto rara, forse unica in Europa, di edificio religioso pagano di epoca celtica conservatosi sostanzialmente integro fino ai nostri giorni. <\/p>\n\n\n\n<p>Tale sopravvivenza \u00e8 stata resa possibile non soltanto dal materiale impiegato nella costruzione, la pietra, ovviamente pi\u00f9 duratura nel tempo rispetto al<strong> legno <\/strong>che era normalmente adoperato dalle popolazioni celtiche per erigere i loro templi (al massimo la pietra poteva essere adoperata per i basamenti), ma anche dal fatto che, con l\u2019<strong>avvento del Cristianesimo<\/strong>, non si sia proceduto, come spesso accadeva, al riuso del sito, destinandolo al nuovo culto. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/36\/f9\/c7\/36f9c78c045ab0d2c8e0ce02f71e0296.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Questi fattori hanno consentito il mantenimento dell\u2019integrit\u00e0 della struttura, che \u00e8 stata soltanto sopraelevata tra il XII e il XIII secolo, adibendola a <strong>postazione di vedetta<\/strong> sulla valle sottostante. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il territorio dell\u2019Ossola, nell\u2019alto Piemonte, \u00e8 stato profondamente influenzato dalla cultura degli antichi abitatori, chiamati <strong>Leponti o Leponzi<\/strong>, connessi all\u2019elemento celtico. Il geografo, matematico e astronomo greco Claudio Tolomeo, vissuto nel II secolo d.C. ad Alessandria d\u2019Egitto, menziona nei suoi scritti la capitale dei Leponzi, l\u2019odierna Domodossola, denominandola \u201cOskella Lepontion\u201d (<em>Oscela Lepontiorum<\/em>), ma collocandola erroneamente nelle Alpi Cozie. <\/p>\n\n\n\n<p>Reperti della civilt\u00e0 lepontica, emersi dagli scavi dell\u2019importante <strong>necropoli di Ornavasso<\/strong>, paese dell\u2019Ossola Inferiore, sono visibili nella sezione archeologica del Museo del Paesaggio di Verbania, presso la sede distaccata allestita nel palazzo comunale di Ornavasso. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a6\/34\/ec\/a634ecf048d1446b9e95bb9c8b397312.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scorcio della borgata Roldo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Oltre al tempietto lepontico di\nRoldo, il territorio comunale di <strong>Montecrestese<\/strong>, situato appena a nord di\nDomodossola e composto da una serie di frazioni sparse tra il fondovalle e gli\naspri contrafforti montani, conserva significative testimonianze di una remota\nfrequentazione antropica, in particolare i due <strong>siti megalitici<\/strong> di <strong>Croppolo<\/strong>\ne <strong>Castelluccio<\/strong>, che comprendono complessi in pietra caratterizzati dalla\npresenza di \u201cmenhir\u201d, cio\u00e8 grandi pietre infisse nel terreno, grezzamente\nlavorate e disposte secondo disegni pi\u00f9 o meni intellegibili (ad esempio in\ncircolo attorno a un menhir centrale pi\u00f9 alto) e di <strong>camere ipogee<\/strong> a\npianta rettangolare o ellittica ricavate nei terrazzamenti costruiti a scopo di\nsfruttamento agricolo sul fianco della montagna. &nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/69\/17\/77\/6917774d6fb9b1a9e139a163b0a96097.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Questi siti preistorici sono\nespressione del cosiddetto \u201c<strong>megalitismo<\/strong>\u201d architettonico, manifestatosi\nin Europa a partire dal IV millennio a.C. e prolungatosi in alcune regioni fino\nall\u2019Et\u00e0 del Bronzo, periodo in cui l\u2019uomo acquis\u00ec una particolare abilit\u00e0 nella\nlavorazione delle pietre di grandi dimensioni, che venivano sistemate nel\nterreno e impiegate per l\u2019erezione di complessi monumentali la cui funzione \u00e8 ancora\noggi non del tutto chiara: c\u2019\u00e8 chi ne sostiene la <strong>valenza sacrale<\/strong>,\nlegata alla celebrazione di riti propiziatori, o funeraria, interpretando ad\nesempio le steli alla stregua di segnacoli di sepolture, e chi ne ipotizza\ninvece l\u2019utilizzo come siti di osservazione astronomica. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso delle camere ipogee ritrovate a Montecrestese, come anche a <strong>Varchignoli<\/strong> nel comune di Villadossola, all\u2019imbocco della valle Antrona, rimane il dubbio se si trattasse di vani adibiti ad abitazione, a ricovero per animali o attrezzi, a camera sepolcrale oppure se li si debba leggere come elementi architettonici di supporto e rinforzo dei soprastanti terrazzamenti coltivati. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Note bibliografiche e siti internet<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tullio Bertamini, <em>Tempietto lepontico a Montecrestese<\/em>, in Oscellana, VI, 1 1976<\/p>\n\n\n\n<p>www.archeocarta.org, <em>Montecretese (Vb): tempietto lepontico o torre di Roldo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le abitazioni della frazione Roldo di Montecrestese, su uno sperone roccioso a dominio della valle ossolana, si trova una vera e propria rarit\u00e0 architettonica: un edificio in pietra di epoca celtica, identificato dagli studiosi come \u201ctempietto 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