{"id":5546,"date":"2021-09-07T13:46:31","date_gmt":"2021-09-07T13:46:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5546"},"modified":"2021-09-07T16:02:20","modified_gmt":"2021-09-07T16:02:20","slug":"borgone-di-susa-itinerario-sulle-tracce-di-san-valeriano-tra-devozione-popolare-e-architettura-romanica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5546","title":{"rendered":"Borgone di Susa, itinerario sulle tracce di San Valeriano tra devozione popolare e architettura romanica"},"content":{"rendered":"\n<p>Testo e foto di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>Ai margini dell\u2019abitato di <strong>Borgone\ndi Susa<\/strong>, nel punto dove le abitazioni della borgata di San Valeriano\nlasciano spazio a prati e pascoli, sorgono due chiese d\u2019epoca romanica dedicate\nalla memoria del martire di cui la frazione porta il nome, Valeriano. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4e\/bd\/87\/4ebd87733306cf0581216e4d2449971e.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La facciata della chiesa romanica di San Valeriano<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Decapitato <em>in odium fidei<\/em> al\nprincipio del IV secolo per mano di un drappello di soldati romani, San\nValeriano \u00e8 ascritto per lunga tradizione alla celebre <strong>Legione Tebea<\/strong>, unit\u00e0\nmilitare che, basandoci sulla testimonianza indiretta del vescovo Eucherio di\nLione (IV\/V secolo d.C.), autore della \u201c<strong>Passio Acaunensium martyrum<\/strong>\u201d, venne\nsterminata per volere di Massimiano tra il 286 e il 302 d.C. per il rifiuto del\ncomandante, San Maurizio (\u201cprimicerium\u201d nella Passio di Eucherio), e di tutti i\nsuoi componenti, d\u2019origine etnica egiziana (regione di Tebe, attuale Luxor, da\ncui Legione Tebea), di eseguire disposizioni in contrasto con la fede cristiana\ndi appartenenza (forse l\u2019ordine di combattere contro i <strong>Bagaudi<\/strong>,\npopolazione celtica stanziata nell\u2019area alpina tra la Gallia, il Norico e\nl\u2019Elvezia, anch\u2019essa cristiana, o la ferma volont\u00e0 di non rinnegare Cristo con\nla celebrazione di riti e sacrifici in onore di divinit\u00e0 pagane). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b2\/c0\/74\/b2c074310adc7ecaa8302dd502aa6d3c.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Cappella Nuova di Borgone di Susa: affresco con San Valeriano in abiti militari e croce bianca sul petto e sullo scudo <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Secondo una tradizione successiva alla <em><strong>Passio<\/strong><\/em> attribuita a Eucherio, che aveva a sua volta attinto informazioni dirette dal vescovo di Ginevra e dal vescovo di Sion, coloro che scamparono all\u2019eccidio, perpetrato nell\u2019ultimo quarto del III sec. d.C. principalmente presso la localit\u00e0 di <strong><em>Agaunum<\/em><\/strong>, l\u2019odierna Saint-Maurice-D\u2019Agaune, nel Vallese svizzero, si dispersero nelle vallate dell\u2019arco alpino, stabilendovi e evangelizzandone gli abitanti. Pi\u00f9 tardi, sul luogo della strage, sarebbe sorto un santuario e, sulle fondamenta di questo, un\u2019importante abbazia fondata nella prima met\u00e0 del VI secolo dal <strong>burgundo Sigismondo<\/strong> (futuro re) e dedicata al comandante della legione, San Maurizio, <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8c\/9b\/6a\/8c9b6a38ee0cadfb3a57014edf607aa1.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il contesto naturale e paesaggistico in cui sorge la chiesa romanica di San Valeriano a Borgone di Susa<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La <strong>letteratura agiografica<\/strong>, unitamente a tradizioni orali e leggende locali, ci rivela che molti di questi ex legionari, sfuggiti allo sterminio, andarono incontro al martirio nei luoghi in cui avevano trovato in un primo momento accoglienza, vuoi per la reazione violenta delle popolazioni del posto, in parte non disposte ad accogliere la <strong>nuova fede<\/strong>, vuoi per mano dei soldati romani incaricati di portare a termine il disegno persecutorio avviato ad <em>Agaunum<\/em>. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/70\/40\/50\/704050c925d630853c66e76574fbe704.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;abside della chiesa romanica con le tre monofore che illuminano l&#8217;interno<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il prestigio acquisito dalla <strong>Legione Tebea<\/strong> nell\u2019Occidente cristiano fece s\u00ec che nel corso dei secoli si producesse una vera e propria \u201cfioritura\u201d di Martiri Tebei, quantificabili in un totale di circa 400, di cui 325 in Germania e ben 58 venerati in Piemonte. Molti di questi, per\u00f2, sono definiti dagli studiosi \u201c<strong>pseudo-tebei<\/strong>\u201d perch\u00e9 vennero \u201creclutati\u201d nella <em>Beata Legio<\/em> (uno degli appellativi con cui \u00e8 celebrata la Legione Tebea) in epoche successive, anche recenti, allo scopo di conferire maggiore risonanza alle loro azioni o alla loro figura, senza che fosse dimostrabile un legame effettivo con il contingente militare comandato da San Maurizio. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6d\/8f\/58\/6d8f58a2dcdc9ab5ab4937d4c3b126af.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Lo scenario agreste in cui si verificarono i fatti relativi alla vita di San Valeriano. Sullo sfondo la Cappella Nuova, addossata alla grotta in cui il martire sarebbe vissuto per un periodo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde, come osserva <strong>Massimo Centini<\/strong> in \u201cMartiri Tebei. Storia e antropologia di un mito alpino\u201d, gli unici quattro legionari tebei indicati per nome nella <em>Passio Acaunensium Martyrum<\/em> di Eucherio di Lione, testo cardine per lo studio dell\u2019argomento, e quindi riconducibili con certezza alla Legione Tebea, sono San Maurizio, Sant\u2019Esuperio, San Candido e San Vittore. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b4\/ff\/09\/b4ff098aeace1bafb6a1a345fabdebf5.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La chiesa romanica di San Valeriano con paramenti murari in pietra frammista a laterizi in funzione ornamentale<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per il Piemonte fu decisiva l\u2019opera di un medico e sacerdote gesuita legato a Carlo Emanuele I, il duca sabaudo che si fece promotore del culto dei martiri tebei, di nome <strong>Guglielmo Baldessano<\/strong>, nativo di Carmagnola e canonico della Cattedrale di Torino. Il sacerdote, come annota il ricercatore Paolo Cozzo, scrisse una \u201cHistoria Ecclesiastica\u201d del Piemonte (1589), in cui pose in risalto il contributo dei Martiri Tebei all\u2019evangelizzazione del territorio, equiparandone l\u2019azione alle imprese di <strong>Carlo Emanuele I<\/strong>, presentato quale emulo di San Maurizio e difensore della Cattolicit\u00e0 contro le infiltrazioni ereticali. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f6\/64\/76\/f66476a8826cdc90951ac55b95197543.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Interno della chiesa di San Valeriano con le tracce di affresco nel catino absidale<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In tal modo Baldessano rafforz\u00f2 la fama della <strong>Legione Tebea<\/strong>, saldamente inserita nell\u2019orizzonte devozionale sabaudo, come lo era gi\u00e0 San Maurizio, protettore delle case regnanti di Lussemburgo e <strong>Sassonia<\/strong>, e diede quindi un ulteriore incentivo all\u2019arruolamento nell&#8217;unit\u00e0 militare tebea di martiri venerati in vari luoghi del Piemonte, come San Besso in Canavese o San Magno nelle valli cuneesi, pur in assenza di connessioni storiche comprovabili. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e0\/30\/44\/e03044f31de4ce77d1a408277f5b4820.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Dettaglio della facciata, disadorna e dalle linee molto semplici<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tra questi santi di dubbia\nidentificazione come Tebei o pseudo-tebei (mancando prove incontrovertibili per\naffermarne l\u2019appartenenza o meno) vi \u00e8 il nostro <strong>Valeriano<\/strong>, raffigurato\nnegli affreschi con il classico abbigliamento tipizzato da militare romano, il\nquale, secondo alcune fonti, si sarebbe convertito alla fede cristiana seguendo\nl\u2019esempio della sorella Cecilia. Il <strong>culto di San Valeriano<\/strong>, documentato\nin diversi comuni del Piemonte, \u00e8 radicato in modo speciale nella zona di <strong>Borgone\ndi Susa<\/strong> perch\u00e9 qui si trova la grotta che sarebbe stata utilizzata dal martire,\nper un certo periodo, come rifugio per sfuggire ai suoi persecutori. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/85\/25\/9b\/85259ba8dfd94fc9bd6def140968b87b.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Un&#8217;altra veduta dell&#8217;abside, rivolta verso est<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nell\u2019area in cui si trova\nl\u2019anfratto roccioso furono edificate, nei secoli successivi, due chiese: una,\nche appare pi\u00f9 recente, ma solo nell\u2019aspetto esteriore, conosciuta come \u201c<strong>Cappella\nnuova<\/strong>\u201d e situata alle pendici del costone che domina la frazione, in\ncorrispondenza dell\u2019antro dove trov\u00f2 riparo San Valeriano, e l\u2019altra, indicata\ncome \u201c<strong>Cappella campestre<\/strong>\u201d, edificata a poca distanza, che risulta invece,\ngi\u00e0 al primo sguardo, d\u2019impianto molto pi\u00f9 antico, sia per le tecniche\ncostruttive che per l\u2019essenzialit\u00e0 delle linee.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>Cappella nuova<\/strong>, probabilmente ricostruita nel corso del Seicento e provvista di un pronao porticato, adorno d\u2019un affresco raffigurante Valeriano in abiti militari, incorpora in realt\u00e0 le strutture murarie di una fondazione pi\u00f9 antica, forse databile al principio dell\u2019XI secolo, <strong>addossata all\u2019anfratto<\/strong> che fungeva da abitazione a Valeriano e che consent\u00ec al santo di scampare, anche se per poco, alla furia vendicatrice dei suoi inseguitori, tratti in inganno, secondo la leggenda diffusa localmente, da un\u2019enorme tela di ragno prodigiosamente intessuta per nascondere alla vista il nascondiglio della vittima. Qui \u00e8 conservata una reliquia del santo, mentre il corpo si trova nel paese valsusino di <strong>Villarfocchiardo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/1e\/03\/4e\/1e034e851fb74474845259e65f331e55.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il pronao portocato della Cappella Nuova di San Valeriano<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La <strong>Cappella campestre di San Valeriano<\/strong>, quella che conserva l\u2019aspetto romanico, ad aula unica rettangolare con abside illuminata da tre monofore, \u00e8 fatto risalire dagli studiosi ad un periodo compreso tra l\u2019XI e il XII secolo, e affascina il visitatore per la semplicit\u00e0 delle forme, riflesso di una profonda e genuina fede popolare, e per la <strong>quiete agreste<\/strong> che ancora lo circonda e che sembra averlo preservato dall\u2019incalzare chiassoso della \u201cmodernit\u00e0\u201d. La chiesa, restaurata in tempi recenti, mostra all\u2019interno, nel catino absidale, tracce di un affresco raffigurante il <strong>Cristo pantocratore in mandorla <\/strong>affiancato da personaggi, ormai non pi\u00f9 leggibili. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/35\/2b\/fa\/352bfa4f201820f3e1290db9dd7fbbd7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il costone roccioso che domina l&#8217;abitato di San Valeriano, frazione di Borgone di Susa<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Come sempre in questi casi, la\nstoria del martire appare proiettata in una dimensione quasi mitica, sospesa\ntra verit\u00e0 documentata e alone leggendario. Da qui derivano le divergenze nelle\ntestimonianze tramandate, dato che alcune fonti identificano il luogo della\nmorte e del martirio proprio nella <strong>grotta di Borgone di Susa<\/strong>, mentre\naltre situano la dipartita del santo, che fu decapitato, sui <strong>monti di\nCumiana<\/strong>, nei pressi dell\u2019odierna frazione di Tavernette, dove infatti sorge\nun santuario di San Valeriano, oggi adibito a sede della Fraternit\u00e0 monastica\ndi Montecroce (e diamo conto anche dell\u2019esistenza di una cappella di San\nValeriano sulle alture di <strong>Piossasco<\/strong>, qui eretta forse a ricordo del\npassaggio e della sosta del santo in transito verso Cumiana o verso Borgone).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/06\/bd\/98\/06bd98e0666c25b9f7d8a5265dd02811.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nei pressi del santuario di Cumiana, accanto a una cappella votiva, si trova il <strong>masso di San Valeriano<\/strong> che reca sulla superficie due incisioni, interpretate dalle popolazioni del luogo, gi\u00e0 cristianizzate, come le impronte delle ginocchia del santo che, da qui, avrebbe spiccato prodigiosamente il volo fino a Borgone di Susa, sfuggendo ai suoi aguzzini, o che, secondo una versione alternativa, sarebbe qui atterrato dopo un <strong>salto nel vuoto <\/strong>compiuto per sottrarsi ai suoi assalitori (\u201clasciandovi anche tracce del proprio sangue, suggerite da alcune venature pi\u00f9 scure della roccia\u201d, come racconta Diego Priolo). <\/p>\n\n\n\n<p>Esiste poi un\u2019altra tradizione che indica questo sito come il luogo preciso in cui il santo, in ginocchio, venne <strong>sorpreso dai<\/strong> <strong>soldati<\/strong> e decapitato. D\u2019altronde \u00e8 elemento ricorrente nell\u2019agiografia sui Martiri&nbsp; la presenza, nei racconti locali, di <strong>formazioni rocciose<\/strong> con segni o caratteristiche particolari, spesso riconducibili a pi\u00f9 antiche frequentazioni cultuali pagane, che sono state rilette in epoche successive, con l\u2019intento di darvi una spiegazione in linea con la fede cristiana, come prove attestanti la presenza in loco del santo.&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/76\/70\/df\/7670df9f65c3c27bea1056df4f858189.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>&#8220;Il martirio di San Maurizio&#8221;, olio su tela, El Greco, 1580\/82<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La \u201ccontesa\u201d circa il luogo del martirio di San Valeriano, Cumiana o Borgone, non pu\u00f2 ovviamente essere definita a favore dell\u2019una o dell\u2019altra localit\u00e0, ma tale indeterminatezza ovviamente non compromette n\u00e9 il fascino dei luoghi, con l\u2019eco degli avvenimenti che vi si svolsero, n\u00e9 la <strong>memoria di un martire<\/strong> che, nei primi secoli dell\u2019era cristiana, non esit\u00f2 a sacrificare la propria vita per testimoniare la fede. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Riferimenti bibliografici e fonti internet:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Massimo Centini,<em> Martiri tebei. Storia e antropologia di un mito alpino,\u00a0<\/em>Priuli &amp; Verlucca, 2010<\/p>\n\n\n\n<p>Massimo Centini, <em>Il Piemonte delle origini<\/em>, Newton Compton Editori, 1997<\/p>\n\n\n\n<p>Aldo Ponso, <em>Duemila anni di santit\u00e0 in Piemonte e Valle d&#8217;Aosta<\/em>, Effat\u00e0 Editrice, 2001<\/p>\n\n\n\n<p>www.archeocarta.org, <em>Borgone di Susa (To): cappella di San Valeriano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso Ai margini dell\u2019abitato di Borgone di Susa, nel punto dove le abitazioni della borgata di San Valeriano&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5548,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,730,2321,495,14,27,241,86],"tags":[3328,47,3325,3337,1277,3331,477,3333,461,3322,3327,3336,1937,350,3332,3222,1545,3323,1926,797,3324,3321,30,582,1518,73,35,3329,351,952,3335,3320,953,3191,3330],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5546"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5546"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5546\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5550,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5546\/revisions\/5550"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5548"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5546"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5546"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}