{"id":5598,"date":"2023-01-08T09:26:00","date_gmt":"2023-01-08T09:26:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5598"},"modified":"2023-01-13T18:29:00","modified_gmt":"2023-01-13T18:29:00","slug":"il-ricetto-di-candelo-nel-biellese-silos-fortificato-e-cantina-comunitaria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5598","title":{"rendered":"Il ricetto di Candelo nel Biellese, &#8220;silos&#8221; fortificato e cantina comunitaria"},"content":{"rendered":"\n<p>Testo e foto di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>ricetto di Candelo<\/strong>, adagiato su un rialzo del terreno a destra dell\u2019alveo del torrente Cervo, alle porte di Biella, rappresenta un <em>unicum <\/em>a livello europeo, sia per la singolarit\u00e0 della struttura che, pur assomigliando a un villaggio medievale fortificato, assolveva in realt\u00e0 a una funzione diversa, non abitativa ma legata principalmente alla conservazione di vino e derrate alimentari, sia per la situazione di <strong>integrit\u00e0 architettonica<\/strong>, che desta stupore in chi lo visita. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d1\/00\/bd\/d100bdda9c22be821d22212b3ac62332.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Con i termini \u201crecetum\u201d, \u201crizetum\u201d o \u201creductum\u201d, ricorrenti nelle fonti medievali e derivati dal latino \u201creceptum\u201d nel significato di \u201cricovero, rifugio\u201d, si designava, secondo quanto scrive lo storico dell\u2019arte biellese <strong>Gianni Carlo Sciolla<\/strong>, una \u201cstruttura organizzata autonomamente con un proprio impianto urbanistico e fortificatorio, oppure semplicemente un muro di recinzione e difesa del borgo, ma in alcuni casi del castello signorile, sia in connessione ad esso o in funzione, se pure articolata, di autonomia\u201d. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/db\/44\/28\/db4428f6870ce02f2575c4f159d9badb.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La variet\u00e0 di casi classificati dai documenti medievali con questa rosa di vocaboli, mutuati dal linguaggio militare romano, ha fatto sorgere un vivace dibattito tra gli storici che hanno individuato due tipologie principali: il <strong>ricetto popolare<\/strong>, cui appartiene il caso di Candelo, che sorge <em>ex novo<\/em> per iniziativa della popolazione (in accordo comunque con i signori locali) coniugando le esigenze legate alle pratiche di trasformazione e conservazione dei prodotti della terra, soprattutto vino e granaglie, con le necessit\u00e0 di difesa militare, e il <strong>ricetto signorile<\/strong>, che \u00e8 sempre di uso popolare, presentandosi per\u00f2 come una sorta di appendice del castello, la residenza del <em>dominus loci<\/em>, di cui \u00e8 pertinenza.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ce\/ad\/e3\/ceade35a4ada92a40985d12b45e0f27c.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il ricetto di <strong>matrice popolare<\/strong>, come quello di Candelo, che le fonti denominano talora \u201ccastrum\u201d per le caratteristiche di sito fortificato, non assolve a funzioni abitative, ma \u00e8 destinato essenzialmente all\u2019immagazzinamento di viveri, in particolare granaglie, al ricovero del bestiame e alla produzione e conservazione del vino. <\/p>\n\n\n\n<p>Solo in circostanze eccezionali, come epidemie e attacchi di banditi e soldataglie, il ricetto poteva fungere da <strong>rifugio protetto<\/strong> per la popolazione, che risiedeva all\u2019esterno, ma vi si poteva temporaneamente trasferire <em>tempore guerrarum<\/em>. Il ricetto \u00e8 quindi una struttura fortificata diffusa soprattutto tra XII e XIV secolo in una fascia territoriale che attraversa le province del Piemonte settentrionale, dal Canavese al Novarese, con qualche sporadico esempio rintracciabile al di fuori di quest\u2019area.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/70\/97\/1c\/70971c7004d9305110ed32adc8e6d4ef.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il ricetto di Candelo, definito da <strong>Ferdinando Gabotto<\/strong> un \u201csilos fortificato\u201d per le sue funzioni di deposito e di salvaguardia dei prodotti della terra, viene descritto anche con l\u2019immagine della \u201c<strong>cantina comunitaria<\/strong>\u201d, adoperata da studiosi che pongono maggiormente l\u2019accento sulla presenza, all\u2019interno delle cellule edilizie, di ambienti dotati delle attrezzature necessarie per la vinificazione, dal grande torchio d\u2019uso collettivo per la spremitura delle vinacce ai tini per la fermentazione del mosto, sino alle botti per la conservazione dei vini. <\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde la preservazione dell\u2019<strong>integrit\u00e0 architettonica <\/strong>originaria del ricetto trova spiegazione nel fatto che si \u00e8 continuato per secoli, da parte degli abitanti di Candelo, ad utilizzare gli edifici per le stesse funzioni per cui erano stati costruiti nel Medioevo, e principalmente per le operazioni di vinificazione e immagazzinamento del vino. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a5\/13\/92\/a51392fcad553db66fb4ac489b47ce42.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sorto tra la fine del XIII secolo\ne la prima met\u00e0 del XIV, in un periodo in cui la localit\u00e0, menzionata per la\nprima volta in un documento del 988, in piena epoca ottoniana, non soggiaceva\nancora all\u2019<strong>autorit\u00e0 dei Savoia<\/strong>, che otterranno la dedizione spontanea\ndei rappresentanti della comunit\u00e0 nel 1374, il ricetto di Candelo venne\nedificato per iniziativa della popolazione su un terreno di propriet\u00e0 dei\nVialardi, famiglia che vantava diritti sul luogo, in una posizione vantaggiosa\ndal punto di vista difensivo perch\u00e9 localizzata su un <strong>terrazzo naturale<\/strong>\ndominante il corso del torrente Cervo. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/66\/55\/d2\/6655d2e6872e2b3036ff83a0efd2bf77.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio del ricetto visto dall&#8217;alto con un tratto superstite della via di lizza<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il ricetto, esteso su una\nsuperficie di 13.000 metri quadrati, appare ancora oggi racchiuso dentro la sua\n<strong>cinta muraria<\/strong> di forma pseudo-pentagonale, costruita in ciottoli di\nfiume e scandita agli angoli da quattro torri cilindriche e una quadrangolare,\nla torre di cortina, tutte aperte verso l\u2019interno per facilitare l\u2019accesso e le\nmanovre dei difensori (solo la torre della gogna, la pi\u00f9 slanciata, venne\nchiusa in epoca successiva per essere adibita a prigione). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/62\/ee\/22\/62ee22a5b80ba1bf474d3ea4e537f71d.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019ingresso al ricetto si trova in corrispondenza della <strong>torre-porta, <\/strong>un massiccio parallelepipedo situato nel lato sud, in origine aperto verso l\u2019interno e privo di copertura per contrastare gli effetti di crolli e incendi. A poca distanza \u00e8 visibile un edificio che interrompe la continuit\u00e0 della cinta muraria, alterando l\u2019armonia architettonica dell\u2019insieme: \u00e8 il <strong>municipio neoclassico<\/strong>, realizzato nel 1819. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9e\/8b\/87\/9e8b87de7ccc9bb7f7de53c8c943c93a.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il municipio neoclassico del comune di Candelo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Alcune mensole di sostegno in pietra sono l\u2019unica traccia visibile che ricorda la presenza di un <strong>cammino di ronda<\/strong>, che correva tutt\u2019attorno alle mura, e anche la <strong>via di lizza<\/strong>, il percorso protetto che seguiva l\u2019andamento della cinta con lo scopo di agevolare il compito dei difensori, si \u00e8 conservata soltanto in alcuni tratti. <\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte alla torre-porta, in posizione avanzata come barriera a protezione dell\u2019ingresso contro armi da getto e da fuoco, esisteva un <strong>rivellino<\/strong>, in seguito adibito a sede del Consiglio di Credenza, prima d\u2019essere demolito al principio dell\u2019Ottocento per realizzare la piazza antistante.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/71\/64\/f0\/7164f01bef86e60161c9dc765ff25c75.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Via di lizza<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Praticit\u00e0 e concretezza: sono queste le due caratteristiche salienti del ricetto che si rispecchiano nelle modalit\u00e0 costruttive, principalmente basate sull\u2019impiego dei ciottoli di fiume, alternati ai mattoni per alcuni elementi decorativi, nell\u2019impostazione viaria a <strong>maglie ortogonali<\/strong> e nei criteri con cui sono organizzati gli ambienti interni. <\/p>\n\n\n\n<p>Le cellule edilizie, disposte a schiera continua, sono raggruppate in nove isolati a <strong>doppia manica<\/strong>, separate tra loro da strette intercapedini, chiamate \u201criane\u201d, \u201crittane\u201d o \u201cchintane\u201d, congegnate per consentire il riscontro dell\u2019aria, per lo scolo delle acque, come misura anti-incendio e per realizzare i tetti a doppia falda, pi\u00f9 leggeri. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/96\/97\/40\/96974011933cc8a82078d2197baae3c1.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ciascun edificio si compone di due piani, in qualche caso sopraelevati in epoche successive: il pian terreno ospita la \u201c<strong>caneva<\/strong>\u201d, la cantina, ambiente con pavimento in terra battuta e temperatura costante, oscillante tra i 12 e i 15 gradi, utilizzato sia per la vinificazione che per conservare il vino nelle botti. <\/p>\n\n\n\n<p>Al piano superiore, non collegato direttamente alla cantina per evitare scambi di umidit\u00e0, si trova invece il magazzino, detto \u201c<strong>solarium<\/strong>\u201d, per lo stoccaggio delle granaglie: vi si accedeva tramite scale rimuovibili che consentivano di raggiungere una balconata in legno, detta \u201c<strong>l\u00f2bia<\/strong>\u201d in piemontese, di cui non si conservano esempi originali. Le <em>l\u00f2bie<\/em> dovevano essere molto ampie, come s\u2019intuisce sia dal forte aggetto dei tetti, che sporgono per pi\u00f9 di un metro, sia dalla sezione delle mensole in legno, in molti casi segate a filo muro. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/99\/91\/a8\/9991a8038cdb5abe0c06ab13d2c462a7.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019impianto viario del ricetto,\ncon le strade chiamate \u201c<strong>rue<\/strong>\u201d, si articola in cinque assi longitudinali,\nparalleli tra loro, di cui quello centrale \u00e8 pi\u00f9 largo, essendo calibrato per\nil passaggio dei carri, e due trasversali. Le strade con andamento da sud-est a\nnord-ovest mostrano una lieve pendenza, studiata per far defluire acque e\nliquami in direzione della torre di cortina che, preceduta da uno spiazzo a\n\u201cimbuto\u201d, presenta alla base un\u2019apertura realizzata per convogliarli verso\nl\u2019esterno.&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/32\/bb\/9a\/32bb9a2aa20226f0d244a3afecd002ed.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta della &#8220;casa del Principe&#8221;, appartenuto a Sebastiano Ferrero<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019eccezione pi\u00f9 vistosa alla preminente destinazione agricola del ricetto, come luogo di stoccaggio di generi alimentari, \u00e8 rappresentata dalla \u201c<strong>casa del Principe<\/strong>\u201d, che aveva una funzione residenziale, trattandosi della dimora signorile costruita per <strong>Sebastiano Ferrero<\/strong>, esponente d\u2019una ricca famiglia biellese da cui trassero origine i rami dei Ferrero-Fieschi principi di Masserano e dei Ferrero marchesi della Marmora. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo essere stato investito nel 1469 dai Savoia del <strong>feudo di Candelo,&nbsp;<\/strong>il Ferrero fu coinvolto in una lunga controversia legale con la popolazione del luogo, decisa a difendere i propri diritti sul borgo. L\u2019abitazione, affacciata sullo spiazzo appena aldil\u00e0 della torre-porta, venne costruita tra fine Quattrocento e primo Cinquecento aggregando, rimaneggiando e sopraelevando pi\u00f9 cellule edilizie gi\u00e0 esistenti.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/27\/a0\/70\/27a0709c67c471897dd83f263daa386f.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la<strong> viticoltura<\/strong>, un tempo molto praticata in zona, sopravvive oggi in pochi appezzamenti, per\u00f2 s\u2019infittisce verso l\u2019area collinare dove si coltivano ancora vitigni tradizionali (Nebbiolo, Croatina, Erbaluce, Vespolina), da cui si ricava la <strong>Doc Coste della Sesia, <\/strong>che abbraccia una serie di comuni tra le province di Biella e Vercelli inclusi nel bacino del fiume Sesia. Nelle terre a sud di Biella era diffuso l\u2019alteno biellese, sistema di allevamento della vite \u201cmaritata\u201d (appoggiata) a tutori vivi come l\u2019acero campestre o il ciliegio selvatico. <\/p>\n\n\n\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/medioevo-in-piemonte-il-ricetto-di-candelo-magazzino-agricolo-e-cantina-comunitaria\/\">Medioevo in Piemonte. Il ricetto di Candelo, magazzino agricolo e cantina comunitaria<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p><em>Note bibliografiche e siti internet<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Simone Caldano, <em>Piemonte medievale.&nbsp;55&nbsp;luoghi&nbsp;segreti&nbsp;da&nbsp;scoprire&nbsp;e&nbsp;visitare,&nbsp;<\/em>Ed. del Capricorno, 2020<\/p>\n\n\n\n<p>Flavio Conti, <em>Castelli del Piemonte tomo I.&nbsp;Novara&nbsp;e&nbsp;Vercelli<\/em>, G\u00f6rlich, 1977<\/p>\n\n\n\n<p>www.ricettodicandelo.it <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso Il ricetto di Candelo, adagiato su un rialzo del terreno a destra dell\u2019alveo del torrente Cervo, alle&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6451,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[142,26,25,2321,14,27],"tags":[243,244,3382,3385,3079,3383,1974,3386,3391,3388,3384,391,3390,3387,35,455,3389,38,863],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5598"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5598"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5598\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5605,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5598\/revisions\/5605"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6451"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5598"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5598"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}