{"id":5720,"date":"2021-12-22T13:31:21","date_gmt":"2021-12-22T13:31:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5720"},"modified":"2021-12-22T14:23:39","modified_gmt":"2021-12-22T14:23:39","slug":"montiglio-monferrato-la-pieve-romanica-di-san-lorenzo-e-il-suo-ricco-apparato-scultoreo-medievale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5720","title":{"rendered":"Scultura romanica sulle colline del Monferrato: la pieve di San Lorenzo a Montiglio"},"content":{"rendered":"\n<p>Testo e foto di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa\nromanica di San Lorenzo a Montiglio Monferrato, con il suo ricco apparato\nscultoreo e decorativo, \u00e8 un notevole esempio di quella \u201c<strong>scuola del\nMonferrato<\/strong>\u201d che nel primo Novecento suscit\u00f2 l\u2019interesse dello storico\ndell\u2019arte e medievista americano Arthur Kinglsey Porter, tra i primi a\nindividuarne i tratti caratterizzanti. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/61\/82\/c9\/6182c9c6e5b82ac269c9ac22414bd572.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta del paese di Montiglio dalla collina della pieve di San Lorenzo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Come risulta da un elenco di pievi della <strong>diocesi di Vercelli<\/strong>, in cui la localit\u00e0 di Montiglio era in origine inclusa, l\u2019edificio di culto, oggi adibito a cappella cimiteriale, esisteva gi\u00e0 nel X secolo, anche se della primitiva costruzione non sembrano rimanere tracce (all\u2019interno si nota per\u00f2 una <strong>lastra tombale<\/strong>, risalente alla fine del VI secolo, quindi all\u2019epoca longobarda, che reca un nome sassone, Sahsmar). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/51\/03\/2f\/51032f95dc26e026068248510049de81.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;interno della pieve di San Lorenzo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La chiesa, forse sorta sulle fondamenta d\u2019un <strong>tempio pagano<\/strong> dedicato a Mercurio (o, secondo un\u2019altra tradizione, a Esculapio), funzion\u00f2 per molto tempo come \u201cpieve\u201d, antesignana delle odierne parrocchie, e quindi come punto di riferimento per la vita religiosa, ma anche economica e amministrativa, di un vasto <strong>distretto ecclesiastico<\/strong> (piviere) comprendente pi\u00f9 chiese minori (<em>ecclesiae subiectae<\/em>), chiamate <em>oratorii<\/em> o <em>tituli<\/em>. Queste, cos\u00ec come gli abitanti del distretto, facevano capo al \u201cpievano\u201d (o arciprete), che aveva diritto di battesimo e sepoltura e riscuoteva<strong> le decime<\/strong>, versate in natura (corrispondenti alla decima parte del raccolto), a sua volta suddivise in quattro quote, destinate rispettivamente al vescovo, alla chiesa, al mantenimento del sacerdote e ai poveri.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;importanza della chiesa battesimale di San Lorenzo, con giurisdizione su un ampio territorio, si spiega con la posizione privilegiata della <strong>localit\u00e0 di Montiglio<\/strong>, situata lungo l&#8217;itinerario che in epoca romana conduceva da <em>Hasta Pompeia<\/em> (Asti) a <em>Industria<\/em> (Monteu da Po) con il suo porto sul fiume Po e, in et\u00e0 medievale, posta al centro degli interessi geopolitici dei marchesi del Monferrato, che vi fecero erigere un possente castrum gi\u00e0 nel XII secolo.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/cf\/63\/44\/cf6344d87c4393e9902651589580d8f6.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;area absidale della pieve con la tipica alternanza cromatica e le due sporgenze laterali, aggiunte nel Settecento dopo l&#8217;eliminazione delle due navate minori<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gli elementi\narchitettonici della chiesa di San Lorenzo sopravvissuti agli interventi\nedilizi pi\u00f9 recenti (realizzati nel Settecento e Ottocento) non appartengono\nper\u00f2 a questo primo edificio sacro, di cui, come si \u00e8 detto, non ci sono giunte\ntestimonianze visibili, ma vengono fatti risalire dagli studiosi a un periodo\ncompreso tra il <strong>1140 e l\u2019ultimo trentennio del XII secolo<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/1d\/d7\/38\/1dd7387918cc4c5d5ab6e9329cc3dcd7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta del fianco laterale sud della pieve di San Lorenzo <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nella seconda met\u00e0 del\nCinquecento, come risulta dai verbali dei sopralluoghi condotti dai visitatori\napostolici della diocesi di Casale (dal 1474, con l\u2019istituzione della nuova\ndiocesi da parte di papa Sisto IV, la pieve di Montiglio pass\u00f2 dalla\ngiurisdizione di Vercelli a quella di Casale), si diede inizio alla costruzione\nnel centro del paese di una nuova chiesa parrocchiale, con il titolo di <strong>Santa\nMaria della Pace<\/strong>, e l\u2019antica pieve di San Lorenzo, per la sua posizione\normai marginale rispetto al cuore dell\u2019abitato, mantenne per s\u00e9 solo il ruolo\ndi <strong>cappella cimiteriale<\/strong>, attraversando una lunga fase di declino che avrebbe\nreso necessari gli interventi di risistemazione realizzati tra Settecento e\nOttocento.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/eb\/10\/c5\/eb10c5525cba5eef41605a6262b31b3b.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Proprio alla fine del Settecento, in conseguenza del cedimento della copertura originaria della chiesa (forse a capriata, tratto caratteristico del romanico astigiano e monferrino), si provvide alla costruzione dell\u2019attuale <strong>volta a botte. <\/strong>Alcuni studiosi, giudicandola erroneamente d\u2019origine medievale, la reputarono ispirata all\u2019architettura provenzale, ma si sbagliavano perch\u00e9 non avevano tenuto conto dell\u2019intervento settecentesco.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c6\/97\/46\/c6974633448894227b4dcbb7bb656e36.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il capitello con la raffigurazione di due personaggi tra elementi vegetali, interpretati a seconda delle versioni come Adamo ed Eva avvolti dalle spire del male dopo il peccato originale, come due vignaioli intenti a pigiare l&#8217;uva o come una scena agreste con due fauni<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il cantiere, oltre a manomettere la struttura romanica della volta e delle pareti, provoc\u00f2 problemi di stabilit\u00e0 all\u2019edificio, per via del maggior peso della nuova copertura, e si dovette in tempi brevi intervenire di nuovo procedendo all\u2019eliminazione delle <strong>due navate laterali<\/strong>, che in origine terminavano in due absidi minori. Ne deriv\u00f2 lo stravolgimento della planimetria originaria della chiesa, che oggi si presenta al visitatore ad aula unica, con una sequenza di cappelle con pianta a trapezio lungo le pareti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/90\/c9\/07\/90c9074ba187e00f2cf7be4c40364106.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Fortunatamente, nella rimodulazione degli spazi interni, si salvaguardarono le colonne della costruzione medievale e (almeno per tre lati, essendo il quarto lato non pi\u00f9 visibile perch\u00e9 incorporato nel muro), i preziosi <strong>capitelli scolpiti e istoriati<\/strong>, che sono un importante esempio di <strong>arte romanica<\/strong>, con il loro straordinario repertorio iconografico in cui si riconoscono riferimenti all\u2019Antico Testamento e una pluralit\u00e0 di significati simbolici, perfettamente comprensibili per l\u2019uomo medievale, molto meno per l\u2019uomo contemporaneo, con insegnamenti spirituali e ammonimenti morali rivolti al fedele e al pellegrino di passaggio (a questo proposito, si noti che uno dei modiglioni del coronamento esterno dell\u2019abside \u00e8 in <strong>forma di conchiglia<\/strong>, richiamo simbolico all\u2019idea del pellegrinaggio, mentre altri presentano teste antropomorfe, forse in funzione apotropaica, o sono del tipo francese <em>a copeaux<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Le sculture dei bellissimi capitelli sono attribuite a maestranze con ogni probabilit\u00e0 provenienti da <strong>Tolosa<\/strong> in Francia, che erano gi\u00e0 state attive nel cantiere dell&#8217;abbazia di Santa Fede a Cavagnolo (Torino).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/54\/6d\/f2\/546df29655cf4c974f474aea6ae0d284.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Lato sud: coronamento ad archetti pensili intrecciati del cleristorio sormontato da cornice fitomorfa<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il volto di diavolo raffigurato\nsulla prima colonna di destra, intento a mordersi la coda per la rabbia, sembra\nvoler esprimere disappunto alla vista del fedele che, entrando in chiesa e dirigendosi\nverso l\u2019altare, accompagnato dalla foresta di segni e simboli scolpiti, compie\nun processo di <strong>purificazione<\/strong>, pentendosi dei peccati e riavvicinandosi a\nDio.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/51\/2b\/a4\/512ba4fe7663256f673080c7263c2599.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Capitello con motivo a nastro intrecciato e agli spigoli sirene bicaudate, evocazione simbolica della doppiezza<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Vi sono poi scene di non facile lettura, che da un lato mostrano la difficolt\u00e0 per l\u2019uomo di oggi, intriso di materialismo, a interpretare correttamente scene e figure dal significato non chiaro, e dall\u2019altro lato mostrano bene la <strong>tipica ambiguit\u00e0 e ambivalenza<\/strong> del simbolo, che evidenzia la sua capacit\u00e0 di indicare a chi guarda non un solo concetto, ma un ampio ventaglio di riferimenti spirituali e morali, talvolta in contrasto tra loro. <\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 il caso del capitello in cui compaiono due figure umane tra elementi vegetali: qualcuno vi scorge il richiamo all\u2019episodio veterotestamentario di Adamo ed Eva, avvolti nelle spire del male dopo il peccato originale, altri vi vedono una scena agreste con due fauni dei boschi e altri ancora dei vignaioli intenti a pigiare l\u2019uva. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/af\/2b\/be\/af2bbe7fb0846e5fadf05ace9ae79820.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tornando all\u2019esterno, balza\nsubito agli occhi, salendo la stradina che conduce all\u2019ingresso della chiesa,\nla semplice <strong>facciata del tipo a salienti<\/strong>, che non \u00e8 quella originaria\ndel XII secolo, ma \u00e8 il frutto di una sovrapposizione di interventi: il primo\nrealizzato nel tardo Settecento, il secondo nel corso dell\u2019Ottocento e il terzo\nin occasione dei restauri del 1950-59 quando, giudicando inappropriata la\nfacciata neoclassica ottocentesca, la si sostitu\u00ec con una moderna, ma molto pi\u00f9\nin sintonia con lo stile romanico delle origini. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impianto della chiesa, come gi\u00e0 osservato, rispecchia bene molti dei caratteri considerati caratteristici della <strong>scuola romanica del Monferrato<\/strong>, riguardante in realt\u00e0 una vasta area geografica interna al Piemonte che non coincide n\u00e9 con i confini storici e politici dello Stato marchionale monferrino, estremamente mutevoli a seconda dei periodi, n\u00e9 con il territorio oggi abitualmente definito con questo nome. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/14\/14\/cc\/1414cc5ff38cfb052202b39da37e08b9.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Si trovano infatti chiese campestri rispondenti ai parametri costruttivi e estetici di questa scuola non solo nel Monferrato propriamente detto, ma entro un perimetro territoriale molto pi\u00f9 ampio, che comprende le colline del Chierese orientale e naturalmente tutta l\u2019<strong>Astesana<\/strong>, cio\u00e8 le zone storicamente sottoposte alla dominazione del comune di Asti, in molti frangenti rivale dei marchesi monferrini, estendendosi nell\u2019Acquese, nell\u2019Ovadese (Alto Monferrato) e nel Tortonese occidentale. <\/p>\n\n\n\n<p>Fondendo richiami culturali di matrice borgognona, provenzale e padana, il romanico sviluppatosi nelle campagne astigiane e monferrine tra XI e XII secolo, soprattutto ad opera di maestranze locali, rielabor\u00f2 questi influssi artistici di diversa provenienza, giungendo a caratterizzarsi in modo marcato per alcuni tratti originali, ancora oggi ben riconoscibili a chi osservi queste chiesette che, nel loro <strong>splendido isolamento campestre<\/strong> o nella quiete cimiteriale, paiono quasi essere \u201cfossili\u201d del Medioevo proiettati nel presente. \u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/04\/7f\/75\/047f7514a15534ee304d4d48fc16afd2.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Le sculture dei bellissimi capitelli di San Lorenzo attingono a un vasto repertorio, riprendendo elementi del mondo vegetale e animale, con significati simbolici, e motivi geometrici. Alcuni mostrano invece motivi narrativi<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tra gli elementi che maggiormente ricorrono nell\u2019architettura delle chiese romaniche astigiane e monferrine, spesso innestate su edifici di culto pi\u00f9 antichi, ne possiamo evidenziare alcuni, riscontrabili anche nella pieve di Montiglio Monferrato. <\/p>\n\n\n\n<p>Il primo \u00e8 il <strong>vivace effetto cromatico<\/strong> della tessitura muraria, dovuto all\u2019alternarsi di materiale laterizio (rosso) e di conci di pietra arenaria con sfumature di colore diverse (la \u201cPietra da Cantoni\u201d, estratta dalle cave della zona, facilmente lavorabile), talvolta in combinazione con il riuso di <em>spolia<\/em>, cio\u00e8 di materiale ricavato da edifici pi\u00f9 antichi o di epoca romana (esempio tipico sono le rovine della citt\u00e0 romana di <em>Industria<\/em>, nel territorio comunale di Monteu da Po). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/96\/21\/9f\/96219f4fa5578acf59793b229d3eb9e2.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta dell&#8217;area absidale e del fianco sud della pieve, con l&#8217;ambiente quadrato sporgente che ha sostituito l&#8217;abside laterale in occasione del cantiere ottocentesco<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Salvo modifiche successive, il secondo aspetto riguarda l&#8217;<strong>impianto dell&#8217;edificio<\/strong>, che solitamente \u00e8 ad aula unica, con sviluppo rettangolare e copertura a capriata, ma in certi casi \u00e8 pi\u00f9 complesso con tre navate, terminanti in altrettante absidi semicircolari forate da monofore a strombatura semplice o doppia che danno luce all&#8217;interno (come in origine a Montiglio), ed \u00e8 generalmente <strong>privo di transetto e di cupole<\/strong> (nella pieve di San Lorenzo, la presenza di due sporgenze quadrate in corrispondenza dell\u2019area presbiteriale, evocanti un transetto, non va per\u00f2 letta come eccezione alla regola, in quanto tali ambienti vennero aggiunti nel Settecento dopo l\u2019eliminazione delle navate laterali e delle absidi minori).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/00\/3a\/4a\/003a4aa9e8add32af5ca18e1de3732fe.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Colpisce infine &#8211; e il caso di Montiglio \u00e8 emblematico &#8211; l\u2019estrema ricchezza e fantasia dell\u2019<strong>apparato decorativo e scultoreo<\/strong>, riscontrabile sia all\u2019esterno (in facciata, nell\u2019abside e nel lato sud, associato simbolicamente alla vita perch\u00e9 scaldato dai raggi solari), sia all\u2019interno, con capitelli lavorati e istoriati e con motivi ricorrenti, a <em>damier<\/em>, a <em>billettes<\/em>, a dente di sega e di lupo e le sequenze di archetti pensili.<\/p>\n\n\n\n<p>Riferimenti bibliografici<\/p>\n\n\n\n<p>L. Pittarello (a cura di), <em>Le\nchiese romaniche delle campagne astigiane. Un repertorio per la loro\nconoscenza, conservazione, tutela, <\/em>ed. provincia di Asti, 1998<\/p>\n\n\n\n<p>Luca Finco, <em>Movimenti storici del paesaggio culturale astigiano attorno alle antiche chiese<\/em>, in <em>Ricerche e progetti per il territorio, la citt\u00e0 e l\u2019architettura<\/em>, numero 10, dicembre 2016<\/p>\n\n\n\n<p>Franco Correggia (a cura di), <em>Alla scoperta del romanico astigiano<\/em>, Edizioni del Capricorno, 2017<\/p>\n\n\n\n<p>Simone Caldano, <em>Piemonte medievale. 55 luoghi da scoprire e visitare<\/em>, Edizioni del Capricorno, 2020. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso La chiesa romanica di San Lorenzo a Montiglio Monferrato, con il suo ricco apparato scultoreo e decorativo,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5726,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,26,730,2321,495,14,27,241],"tags":[3469,3466,3463,3205,203,3470,3464,206,105,2602,3468,1032,73,2497,3467,3465],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5720"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5720"}],"version-history":[{"count":16,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5720\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5750,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5720\/revisions\/5750"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5726"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5720"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5720"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5720"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}