{"id":5846,"date":"2022-02-05T16:39:40","date_gmt":"2022-02-05T16:39:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.net\/?p=5846"},"modified":"2022-02-05T16:39:42","modified_gmt":"2022-02-05T16:39:42","slug":"il-viaggio-delluva-favorita-dalla-costa-ligure-al-piemonte-lungo-le-vie-del-sale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5846","title":{"rendered":"Il \u201cviaggio\u201d dell\u2019uva Favorita, dalla costa ligure al Piemonte lungo le vie del sale"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 documentato nel Seicento nei\nlibri contabili dei conti Roero, il <strong>vitigno Favorita, <\/strong>a bacca bianca, \u00e8\noggi presente in diverse aree a vocazione vitivinicola del Piemonte, in\nparticolare sulle colline del Roero, con zone storiche di produzione nei comuni\ndi Corneliano e Vezza, ma anche nelle Langhe, nell\u2019Astigiano, con presenze pi\u00f9\nsignificative nel circondario di Canelli, e sui colli tortonesi. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/10\/54\/ff\/1054ffec28e447d848d2d9cc271ed0f0.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Grappolo maturo di uva Favorita &#8211; ph cascina Ciapat<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Recenti indagini genetiche hanno confermato\nuna corrispondenza tra l\u2019uva conosciuta in Piemonte come <strong>Favorita, <\/strong>ma\nlocalmente anche con altri appellativi, ad esempio \u201cFormentin\u201d, perch\u00e9 il bel colore\ngiallo dorato (o ambrato) dell\u2019acino maturo evoca l\u2019intensit\u00e0 cromatica del\ngrano al momento della mietitura (<em>forment<\/em> in piemontese \u00e8 il frumento, <em>formentin<\/em>\nil grano saraceno), e il vitigno <strong>Vermentino<\/strong>, strettamente imparentato\ncon il Pigato, entrambi coltivati nella Riviera ligure. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/49\/0c\/6a\/490c6a28cc5f2729092792cc8fbbd38d.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Distesa di vigneti nella zona del Barbaresco DOCG &#8211; ph Pelissero <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Da questa classificazione del vitigno Favorita come <strong>biotipo del Vermentino <\/strong>deriva l\u2019ipotesi che le prime barbatelle di quest\u2019uva proveniente dal mare siano giunte sulle colline piemontesi lungo le vie del commercio del sale e delle acciughe, quella rete di itinerari percorsi dai montanari, specialmente originari della valle Maira, che, terminata la stagione dei lavori agricoli, lasciavano i loro villaggi alpini per recarsi nei <strong>porti provenzali e liguri <\/strong>allo scopo di approvvigionarsi di pesce sotto sale (gli <em>ancio\u00e9<\/em>) e rivenderlo nei mercati e nelle cascine del Piemonte e della pianura padana. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/66\/79\/f0\/6679f00967a92821275d3f4e60570f84.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Gli acini &#8220;piuttosto grossi&#8221; e rotondi tipici del vitigno Favorita &#8211; ph Massucco <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il vitigno, storicamente radicato in Liguria, ma dall\u2019origine incerta (forse iberica), si acclimat\u00f2 molto bene sulle colline piemontesi, trovando l\u2019habitat ideale nei <strong>terreni sabbiosi<\/strong> e assolati che digradano verso il Tanaro e diffondendosi soprattutto nelle antiche terre dei Roero, potente famiglia d\u2019origine astigiana, proprietaria di molti feudi e castelli sulla sinistra Tanaro, che fin\u00ec per dare il suo nome all\u2019intero territorio collinare. <\/p>\n\n\n\n<p>Qui la variet\u00e0, apprezzata per la <strong>robustezza<\/strong> e per la buona resistenza alle malattie, incontr\u00f2 in tempi brevi il gradimento dei contadini, che ne apprezzarono a tal punto le caratteristiche varietali e le qualit\u00e0 organolettiche da assegnarle l\u2019appellativo di uva \u201cfavorita\u201d, vale a dire <strong>prediletta<\/strong>, e da questa affettuosa consuetudine onomastica prese origine il nome ufficiale del vitigno. \u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9b\/46\/87\/9b4687311fcf04b7d59a4eefed1767d7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Grappolo di uva Favorita al momento della vendemmia &#8211; ph Massucco<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Come annotava nel 1918 l\u2019enologo <strong>Federico\nMartinotti<\/strong>, direttore della Regia Stazione enologica di Asti, nel \u201cGiornale\nVinicolo Italiano\u201d, fu la produttivit\u00e0 dell\u2019uva Favorita, in combinazione con\nfattori estetici, come l\u2019aspetto piacevole del grappolo, \u201cpoco serrato\u201d, cio\u00e8\npoco compatto (spargolo), e gli acini rotondi e \u201cpiuttosto grossi\u201d, e la\nserbevolezza dei grappoli, che maturano tra fine settembre e il principio di\nottobre, conservandosi bene durante l\u2019inverno, a decretarne il successo come <strong>uva\nda mensa<\/strong>, che veniva abitualmente trasportata e venduta nei mercati di\nTorino. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ae\/11\/89\/ae118906f78d6d2fcf8ca569d191365a.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Filari di Favorita &#8211; ph Massucco<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La vocazione del Favorita come <strong>uva da tavola<\/strong> non imped\u00ec, per\u00f2, l\u2019uso del vitigno per la vinificazione, sovente in assemblaggio con altre uve a bacca bianca (tipicamente l\u2019Arneis), com\u2019era abitudine un tempo, o impiegandolo per <strong>tagli di vini rossi<\/strong>, in cui era fatto entrare in discreta percentuale per la sua capacit\u00e0 di conferire al prodotto \u201cmaggior finezza\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Risulta documentato l\u2019impiego dell\u2019uva Favorita anche per la spumantizzazione e per la produzione di vino da messa, ambito in cui si specializz\u00f2 la <strong>Cantina Sociale Cattolica<\/strong> fondata a Vezza d\u2019Alba nel 1901.\u00a0 \u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/30\/f6\/62\/30f6624b065497dc7ea214d1c91df8e6.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Vigneto Vanotu nella zona del Barbaresco DOCG &#8211; ph Pelissero<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Malgrado le fortune ottocentesche\ncome uva da tavola e i buoni risultati nella vinificazione, la Favorita\nconobbe, verso la met\u00e0 del Novecento, un periodo di <strong>grave decadenza<\/strong>, che\nsi aggrav\u00f2 negli anni, portando i coltivatori a preferire altre uve bianche,\ncome l\u2019Arneis, con ripercussioni negative sull\u2019immagine e sulla reputazione di\nquest\u2019uva tradizionale. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna attendere gli anni\nSettanta del secolo scorso per assistere ai primi tentativi di rinascita, con\nla <strong>rivalutazione progressiva<\/strong> del vitigno Favorita come uva da\nvinificazione, apprezzata anche per la capacit\u00e0 di resistere alle punte di\ncaldo estivo, oggi pi\u00f9 intense e frequenti di un tempo. Oggi sono una\ncinquantina i produttori del vino Favorita, distribuiti in particolare tra\nLanghe, Roero e colli tortonesi. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/01\/2d\/7b\/012d7b6d1cc812828ff20743e957eea4.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La cantina Pelissero a Treiso nelle Langhe del Barbaresco &#8211; ph Pelissero<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Abbiamo selezionato tre produttori di Favorita, uno nelle Langhe e due nel Roero. <\/p>\n\n\n\n<p>Il primo \u00e8 <strong>Pelissero<\/strong>, che dal 1960, insieme con la famiglia, produce vini piemontesi a <strong>Treiso<\/strong>, nel cuore della zona del Barbaresco Docg, esportando i suoi prodotti in oltre 60 Paesi del mondo. L\u2019azienda dispone di 42 ettari di vigneti, per l\u201985% dedicati alla coltivazione di Barbera, Dolcetto e Nebbiolo, ma uno spazio importante \u00e8 riservato al vitigno<strong> Favorita<\/strong> che, crescendo su terreni adatti alla produzione del Barbaresco, d\u00e0 origine a un vino, rientrante nella DOC Langhe, dotato di struttura, complessit\u00e0 e persistenza.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/5b\/0b\/6b\/5b0b6b280934867c550235ae2632e1e6.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le caratteristiche del <strong>Favorita di Pelissero<\/strong>, che rivela una discreta tenuta nel tempo, smentiscono la nomea di vino \u201cfacile\u201d, di pronta beva, che nei decenni passati ha contribuito a incrinare l\u2019immagine di questo prodotto, rendendolo sicuramente meno \u201ccompetitivo\u201d rispetto all&#8217;Arneis. \u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7b\/68\/fb\/7b68fbc3be697a16aa05dfc768172ad7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Grappolo di Favorita &#8211; ph cascina Ciapat<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Spostiamoci adesso sul versante orografico sinistro del Tanaro, dove i <strong>suoli sabbiosi e asciutti del Roero<\/strong>, mescolati all\u2019arenaria, roccia sedimentaria di origine marina, si sono rivelati particolarmente idonei alla coltivazione del vitigno Favorita, in quanto la particolare composizione frena la forte <strong>vigoria vegetativa<\/strong> tipica della variet\u00e0, favorendo la piena maturazione del grappolo dorato, mentre terreni compatti, come evidenziano gli esperti, agevolano i deleteri attacchi del marciume grigio. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c8\/02\/dd\/c802dd8991ef29c271016cb56c37782d.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Grappolo di Favorita (a sinistra), spargolo (non compatto) e con acini grossi, messo a confronto con un grappolo di Arneis, compatto e con acini piccoli &#8211; ph cascina Ciapat<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tra le Rocche del Roero, a Montaldo, troviamo <strong>Cascina Ciapat<\/strong>, azienda a conduzione famigliare fondata nel 1850 dal bisnonno degli attuali titolari. Oggi conta su circa 13 ettari di vigneto, piuttosto frazionati e distribuiti tra i comuni di Monteu Roero, Montaldo, Vezza d\u2019Alba, Baldissero d\u2019Alba e Corneliano d\u2019Alba.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p> Su questi assolati e scoscesi <em>sor\u00ec<\/em> roerini, dai terreni ricchi di calcare e argilla, maturano le uve da cui l\u2019azienda ricava il suo <strong>Langhe DOC Favorita<\/strong>, che si consiglia di bere giovane, entro i primi 15 mesi di vita, perch\u00e9 \u00e8 proprio in questo periodo che esprime al massimo il ricco corredo varietale di sapori e di profumi, bilanciando al meglio l\u2019acidit\u00e0.  <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/55\/9d\/df\/559ddf66e65dde8bd62a4e8d2de626cc.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Concludiamo questo breve tour, necessariamente limitato per ragioni di spazio, con l\u2019ultima delle tre aziende, che troviamo, sempre rimanendo nei confini del Roero, nel territorio comunale di <strong>Castagnito<\/strong>, tra colline punteggiate di vigneti, frutteti e noccioleti. <\/p>\n\n\n\n<p>In questo bellissimo scenario, dove natura e azione antropica si integrano armonicamente, la <strong>famiglia Massucco<\/strong> gestisce da quattro generazioni l\u2019omonima cantina. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/52\/9b\/25\/529b256f8bb8bf991001d89de727187c.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Vendemmia dell&#8217;uva Favorita nei vigneti dell&#8217;azienda vinicola Massucco (Castagnito)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ampia rosa di vini aziendali, rossi, bianchi, rosati e spumanti, molti dei quali insigniti di prestigiosi riconoscimenti internazionali, vi \u00e8 naturalmente il <strong>Langhe DOC Favorita<\/strong>, prodotto al 100% con uve Favorita, che crescono e maturano su terreni argillosi con marne sabbiose, tipiche del Roero. <\/p>\n\n\n\n<p>Ne deriva un vino da bere fresco e giovane, dal colore giallo paglierino tenue con riflessi erbacei, profumi ampi e intensi e gradevole vena acidula al palato, tendente a sfumare nel retrogusto amarognolo. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><em>Per informazioni, visite in cantina e acquisti:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/massuccowine.com\/\">Azienda vinicola Massucco a Castagnito (Cn) <\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.cascinaciapat.it\/\">Cascina Ciapat a Montaldo Roero (Cn)<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.pelissero.com\/\">Cantina Pelissero a Treiso (Cn) <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Gi\u00e0 documentato nel Seicento nei libri contabili dei conti Roero, il vitigno Favorita, a bacca bianca, \u00e8 oggi presente in&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5848,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,2321,7,2,494,27,11],"tags":[3625,3629,2182,3634,112,3628,3620,3637,205,2423,3636,3632,3631,3633,30,3624,942,3630,3621,3623,3627,3635,38,3626,3622],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5846"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5846"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5846\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5847,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5846\/revisions\/5847"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5848"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5846"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5846"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5846"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}