{"id":588,"date":"2015-04-13T21:17:25","date_gmt":"2015-04-13T21:17:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=588"},"modified":"2015-04-25T08:34:38","modified_gmt":"2015-04-25T08:34:38","slug":"i-vini-del-canavese","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=588","title":{"rendered":"I vini del Canavese"},"content":{"rendered":"<p>di Eugenio Buffa di Perrero *<\/p>\n<p>Il <strong>Piemonte<\/strong>, si sa, da sempre \u00e8 terra di <strong>Vino<\/strong>. L&#8217;anno appena trascorso l&#8217;Italia ha prodotto 47 milioni di ettolitri, di cui 3 milioni prodotti nella nostra Regione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/NERVI11.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-590\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/NERVI11.jpg\" alt=\"NERVI1\" width=\"960\" height=\"400\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/NERVI11.jpg 960w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/NERVI11-300x125.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/NERVI11-600x250.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le statistiche elaborate dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell&#8217;Universit\u00e0 di Torino ci informano che la produzione enologica nelle Provincie Piemontesi si distribuisce per circa il 4% nella Provincia di Torino, per il 37% nella Provincia di Asti, per il 30% nella Provincia di Cuneo, per il 27% nella Provincia di Alessandria, e per circa il 2% nelle Provincie di Novara e nel Verbano Cusio Ossola.\u00a0Giustamente il grande pubblico conosce il Barolo, da sempre soprannominato \u201cIl Re dei Vini\u201d o il \u201cVino dei Re\u201d. Asti \u00e8 conosciuta come la terra dello Spumante e del Moscato&#8230; ma chi saprebbe dire con certezza su cosa si concentra la \u201cpiccola produzione\u201d vitivinicola, appena il 4% della produzione regionale, della <strong>Provincia di Torino<\/strong>?<\/p>\n<p>La risposta pu\u00f2 lasciare sorpresi: l\u2019area provinciale di Torino \u00e8 sede di ben sette denominazioni di origine, che danno luogo a 34 diverse tipologie di vino! Si tratta di produzioni provenienti in larga parte da vitigni autoctoni, spesso coltivate in aree marginali, ma valorizzate da una viticultura di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>In particolare i vitigni di Carema, della Val Susa e di alcuni paesi del Pinerolese e Canavese rappresentano delle vere \u201cperle\u201d: in quest&#8217;area del Piemonte, dove incombono le Alpi, i vigneti sono riusciti a spingersi alle altitudini pi\u00f9 elevate, dando vita a risultati pregevoli e inimmaginabili.<\/p>\n<p>Iniziamo, quindi, a parlare del <strong>Canavese<\/strong>, vero corridoio tra il Piemonte e la Valle d&#8217;Aosta, fatto di colline moreniche e laghi, con microclimi che, gi\u00e0 dai tempi dei Romani, permisero la coltivazione della vite.<\/p>\n<figure id=\"attachment_591\" aria-describedby=\"caption-attachment-591\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/11010292_1469079220048907_394507652152845063_n.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-591\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/11010292_1469079220048907_394507652152845063_n.jpg\" alt=\"Visione agreste canavesana - foto di Paolo Barosso \" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/11010292_1469079220048907_394507652152845063_n.jpg 960w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/11010292_1469079220048907_394507652152845063_n-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/11010292_1469079220048907_394507652152845063_n-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-591\" class=\"wp-caption-text\">Visione agreste canavesana &#8211; foto di Paolo Barosso<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dalla uva a bacca rossa piemontese pi\u00f9 preziosa, il <strong>Nebbiolo<\/strong>, si produce, proprio in questa zona,\u00a0un vino rosso raro e pregiato: il <strong>Carema<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa fertile conca omonima, adagiata sulla sinistra orografica della Dora Baltea e riparata dai venti freddi, ha permesso alla vite di essere coltivata, decretando una radicale trasformazione del paesaggio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_593\" aria-describedby=\"caption-attachment-593\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/terrazza.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-593\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/terrazza.jpg\" alt=\"Pendio montano terrazzato nei pressi di Carema \" width=\"960\" height=\"541\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/terrazza.jpg 960w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/terrazza-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/terrazza-600x338.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-593\" class=\"wp-caption-text\">Pendio montano terrazzato nei pressi di Carema<\/figcaption><\/figure>\n<p>Le pendici collinari sono state interamente terrazzate, grazie al secolare lavoro di trasporto del terreno fertile a mezzo di gerle e alla costruzione di muri a secco, che caratterizzano il paesaggio e delimitano sui tre lati le terrazze. Su di essi sorgono i <strong><em>pilon<\/em><\/strong>, colonne do pietra e calce, di forma vagamente conica, sormontate da un disco in pietra.<\/p>\n<p>Dietro i <strong><em>pilon<\/em><\/strong> sono disposte due o tre file di pali in legno di castagno, che formano le campate d&#8217;appoggio della pergola.<\/p>\n<figure id=\"attachment_594\" aria-describedby=\"caption-attachment-594\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Pilon.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-594\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Pilon.jpg\" alt=\"Esempio di pilon\" width=\"960\" height=\"640\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Pilon.jpg 960w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Pilon-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Pilon-600x400.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-594\" class=\"wp-caption-text\">Esempio di pilon<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le terrazze sono collegate tra loro da un labirinto di sentieri, scale di pietra e gradini incastrati sui muri&#8230;e le viti crescono su queste ardite architetture! Le piante sono allevate in modo tale che il fusto sia alto quanto la pergola e i tralci si sviluppino sulla stessa.<\/p>\n<p>La presenza dei <strong><em>pilon<\/em><\/strong> in pietra e calce, capaci di immagazzinare il calore del sole durante il giorno e restituirlo nella notte, e il reticolo geometrico della pergola, costituiscono l&#8217;unicit\u00e0 del paesaggio caremense.<\/p>\n<p><em>Chi desidera assaporare il <strong>Carema<\/strong> pu\u00f2 rivolgersi alla <strong>Cantina dei Produttori di Nebbiolo di Carema<\/strong>, fondata nel 1960 da un gruppo di 18 soci, composta oggi da 79 viticoltori locali. Situata all&#8217;imbocco della Valle d&#8217;Aosta, la produzione del Carema \u00e8 limitata al solo comune omonimo, come previsto dal disciplinare di produzione della DOC riconosciuta nel 1967.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_595\" aria-describedby=\"caption-attachment-595\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/carema.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-595\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/carema.jpg\" alt=\"Scorcio panoramico del borgo di Carema, circondato dai vigneti terrazzati \" width=\"960\" height=\"640\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/carema.jpg 960w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/carema-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/carema-600x400.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-595\" class=\"wp-caption-text\">Scorcio panoramico del borgo di Carema, circondato dai vigneti terrazzati<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ma il Carema non \u00e8 il solo vino \u201cstorico\u201d del Canavese.<\/p>\n<p>Anzi, nel Canavese c&#8217;\u00e8 anche un vino leggendario, cos\u00ec antico che il suo nome pare derivare dalla Ninfa Albaluce. Dalle lacrime di questa creatura divina, si dice, nacquero i dorati grappoli di succosa uva bianca: l\u2019<strong>Erbaluce<\/strong>, menzionata per la prima volta nel 1606 in un libro scritto da Giovanni Battista Croce, gioielliere presso il duca Carlo Emanuele I di Savoia.<\/p>\n<p>La produzione di questo vino, che dal 2010 ha ottenuto la DOCG, \u00e8 consentita nelle province di Torino, Biella e Vercelli, concentrandosi sulle colline intorno a <strong>Caluso<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_596\" aria-describedby=\"caption-attachment-596\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/10653661_1469084630048366_1219815813342645357_n.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-596\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/10653661_1469084630048366_1219815813342645357_n.jpg\" alt=\"Vigneti canavesani - foto di Paolo Barosso\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/10653661_1469084630048366_1219815813342645357_n.jpg 960w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/10653661_1469084630048366_1219815813342645357_n-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/10653661_1469084630048366_1219815813342645357_n-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-596\" class=\"wp-caption-text\">Vigneti canavesani con il caratteristico ciab\u00f2t &#8211; foto di Paolo Barosso<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dall&#8217;uva bianca <strong>Erbaluce<\/strong> si ottengono tre tipologie di vino (Erbaluce di Caluso, Spumante e Passito), a dimostrazione del grande potenziale enologico di questo vitigno. Ancora poco conosciute, forse, sono proprio le ultime tipologie di questo vino: la versione spumantizzata e quella passita, ottenuta facendo appassire l\u2019uva a basse temperature.<\/p>\n<p>Infine, dal 1996, Erbaluce, Nebbiolo, ma anche Barbera, Bonarda, Freisa, Neretto di San Giorgio ed altre uve locali, concorrono alla denominazione d&#8217;origine <strong>Canavese<\/strong> che, come nel caso della DOCG Caluso, si estende parzialmente nelle provincie di Biella e Vercelli.<\/p>\n<p>La ricchezza di materie prime del territorio (torcetti, nocciolini, paste di meliga&#8230;) ed una grande tradizione di ospitalit\u00e0, esaltano ed integrano la tavolozza enologica canavesana.<\/p>\n<p><em>Chi desidera assaggiare questi prodotti, pu\u00f2 rivolgersi all&#8217;<strong>Enoteca Regionale dei Vini della Provincia<\/strong> <strong>di Torino<\/strong>, con sede in <strong>Caluso<\/strong>, in un percorso affascinante all&#8217;interno di antiche cantine risalenti al 1600 sapientemente ristrutturate, dove trovare esposti tutti i vini dei 31 Produttori presenti in Enoteca.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>*Nota della redazione<\/strong>: per chi fosse interessato, si informa che il tour alla scoperta del Canavese e dei suoi vini (con degustazioni di Carema ed Erbaluce), originariamente previsto per sabato 11 aprile, \u00e8 stato posticipato a <strong>sabato 18 aprile<\/strong>. <\/em><\/p>\n<p><em>Per informazioni e prenotazioni contattare\u00a0<\/em><em><strong>Eugenio Buffa di Perrero <\/strong>chiamando l&#8217;agenzia Promotur al numero\u00a0011 301 8888 o scrivendo a turismo@promoturviaggi.it\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eugenio Buffa di Perrero * Il Piemonte, si sa, da sempre \u00e8 terra di Vino. 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