{"id":6026,"date":"2022-05-23T15:45:50","date_gmt":"2022-05-23T15:45:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6026"},"modified":"2022-05-23T16:07:07","modified_gmt":"2022-05-23T16:07:07","slug":"da-rocca-de-trotti-a-rocca-grimalda-le-complesse-vicende-di-un-castello-conteso-nella-val-dorba","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6026","title":{"rendered":"Da Rocca de&#8217; Trotti a Rocca Grimalda, le complesse vicende di un castello conteso nella val d&#8217;Orba"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019Alto Monferrato, su uno sperone boscoso a picco sull\u2019ampia valle del torrente Orba, sorge il paese di <strong>Rocca Grimalda<\/strong>, strategicamente posto a guardia delle strade che collegano la costa genovese alla pianura alessandrina, attraverso il territorio dell\u2019Oltregiogo ovadese.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/55\/d4\/64\/55d464603adf037c1fa10293c3e852f2.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta della valle del torrente Orba dal paese di Rocca Grimalda<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il toponimo originario, Rocca, si spiega con la <strong>morfologia del sito<\/strong> che, tra balze e scoscendimenti, \u00e8 conformato in maniera tale da risultare facilmente difendibile, sede ideale per una postazione fortificata. <\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo vocabolo da cui \u00e8 formato il nome del paese, <strong>Grimalda<\/strong>, venne aggiunto pi\u00f9 tardi, in omaggio ai Grimaldi, illustre famiglia patrizia di radici genovesi, ramificata in pi\u00f9 lignaggi, che nel 1570 acquist\u00f2 il castello di Rocca dai precedenti proprietari, i <strong>Trotti<\/strong>, di nobilt\u00e0 alessandrina, tenendolo per circa due secoli. Fu cos\u00ec che la denominazione del sito mut\u00f2 dalle versioni di pi\u00f9 antica attestazione, Rocca Val d&#8217;Orba e Rocca de&#8217; Trotti, nell&#8217;odierno Rocca Grimalda. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d3\/b7\/2f\/d3b72f41bc7e3110fcb9d2422385bfb4.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nucleo primigenio del castello di Rocca \u00e8 la <strong>possente torre cilindrica di avvistamento<\/strong>, decorata alla sommit\u00e0 da un triplice ordine di archetti ciechi aggettanti, elemento tipico dell\u2019architettura monferrina, che si riscontra anche nella torre di Roccaverano, simile per forma, datazione, apparato decorativo (anche se differisce per materiale, essendo in pietra e non in mattoni). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d0\/10\/35\/d010352d8be31eaa1882871b0b40836b.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La torre cilindrica che domina il complesso di Rocca Grimalda<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Edificata tra XII e XIII secolo, la torre, che appare oggi priva del coronamento merlato, faceva parte in origine di una struttura fortificata destinata a ospitare le<strong> truppe di sorveglianza<\/strong>. Per secoli gli ambienti interni, sovrapposti su cinque piani e collegati da una scala elicoidale, illuminata da strette feritoie, furono adibiti a prigione, come ci indicano i graffiti incisi sulle pareti, gli anelli in ferro nella stanza pi\u00f9 in alto e il \u201c<strong>trabocchetto<\/strong>\u201d al pian terreno (sezione mobile di un pavimento che si apre a comando facendo cadere l\u2019intruso nel vuoto).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/25\/14\/64\/251464f692001ee07d9c0e45a88135d7.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le fasi costruttive del complesso di Rocca Grimalda rispecchiano le vicende storiche e politiche che coinvolsero il feudo, inizialmente compreso nei domini dei <strong>marchesi aleramici del Monferrato<\/strong>, poi passato ai marchesi di Gavi, di ascendenza obertenga, e nel 1440 a <strong>Gian Galeazzo Trotti<\/strong>, capitano di ventura al servizio dei Visconti, che avevano preso il castello nel 1431. La nobile famiglia alessandrina dei Trotti, da cui il nome di Rocca Trotti (o Rocca de&#8217; Trotti) assunto dal paese prima dell\u2019avvento dei Grimaldi, abit\u00f2 la fortezza per oltre un secolo, avviando gli imponenti <strong>lavori di ammodernamento<\/strong> e aggiornamento stilistico che la trasformarono in elegante dimora signorile. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/58\/7d\/75\/587d75b47181f2f2410617fb96705ffb.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il cantiere prosegu\u00ec con i Grimaldi, che acquisirono feudo e castello nel 1570 e che fecero realizzare la maestosa facciata occidentale, ultimata a fine Settecento, la pregevole cappella interna decorata a trompe l\u2019oeil e il giardino pensile, oggi inserito nell\u2019elenco dei <strong>giardini storici del Piemonte<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f9\/33\/12\/f933127bfe689bba664f92c235b92cb7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio del giardino all&#8217;italiana<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019estesa area verde, punteggiata di essenze autoctone e esotiche, comprende <strong>tre distinte sezioni<\/strong>: il giardino all\u2019italiana, con la rigorosa simmetria di aiuole, viali e vasche, e le forme geometriche disegnate dalle siepi di bosso, il boschetto o giardino romantico, che digrada lungo il ripido fianco della collina scendendo verso l\u2019Orba, e il giardino segreto, ricco di erbe aromatiche e officinali, d\u2019ispirazione monastica medievale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/aa\/4f\/e8\/aa4fe86f1f4c87dd825d140dcb6fbb0f.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le storiche cantine del castello, grandiose per dimensioni, ospitano l\u2019attivit\u00e0 di vinificazione delle uve coltivate nei terreni di propriet\u00e0 della famiglia che oggi abita il maniero e che ha fondato l\u2019<a href=\"https:\/\/www.roccarondinaria.com\/\"><strong>azienda agricola Rocca Rondinaria<\/strong><\/a>, dal nome d\u2019un insediamento romano la cui effettiva esistenza \u00e8 rimasta per secoli sospesa tra storia e mito e che antiche leggende narrano fosse stato fondato per accogliervi gli schiavi addetti alla raccolta dell\u2019oro contenuto nelle sabbie dei torrenti Orba e Piota. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b2\/c2\/4b\/b2c24b7a09c934b04ca0d6d309a2a4a4.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta di un ambiente interno<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il vitigno tradizionalmente presente in zona \u00e8 il <strong>Dolcetto<\/strong>, da cui l\u2019azienda, che ha ottenuto per i metodi utilizzati in vigna e in cantina il marchio \u201cAgribiodinamica\u201d e la certificazione biologica, ricava lo Spessi\u00e0ri, Dolcetto d\u2019Ovada Doc, e il Gesusio, Dolcetto di Ovada Superiore Docg o Ovada Docg.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Nell\u2019Alto Monferrato, su uno sperone boscoso a picco sull\u2019ampia valle del torrente Orba, sorge il paese di Rocca Grimalda, 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