{"id":6068,"date":"2022-07-04T08:38:15","date_gmt":"2022-07-04T08:38:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6068"},"modified":"2022-07-04T08:38:16","modified_gmt":"2022-07-04T08:38:16","slug":"alla-ricerca-dei-ponti-in-pietra-del-piemonte-una-proposta-di-itinerario","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6068","title":{"rendered":"Alla ricerca dei ponti in pietra del Piemonte: una proposta di itinerario"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>ponte<\/strong> \u00e8 un manufatto, costruito con materiali diversi a seconda delle zone e dei periodi, che garantisce la continuit\u00e0 di un itinerario stradale o ferroviario, consentendo l\u2019attraversamento di un corso d\u2019acqua, di un braccio marino o lacustre, di un burrone o di un avvallamento del terreno. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f1\/c6\/40\/f1c640d7a50c4db2c8e4a2c0372c1a51.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta del quattrocentesco Ponte Vecchio di Dronero<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Vi presentiamo, in questo articolo, una breve carrellata di <strong>ponti in pietra<\/strong>, di fattura medievale, ma anche di epoche successive, di cui \u00e8 disseminato il Piemonte, in particolare nei territori alpini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il Ponte Vecchio di Dronero <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Situato all\u2019imboccatura della valle Maira, il Ponte Vecchio di Dronero \u00e8 anche noto con la denominazione, frequente nelle valli alpine piemontesi, di <strong>Ponte del Diavolo<\/strong>, nome legato a un&#8217;antica leggenda locale che, ripetendo uno schema narrativo ricorrente, ruota attorno alla figura del demonio-costruttore. <\/p>\n\n\n\n<p>Realizzato nel 1428 per favorire l&#8217;accesso alla valle Maira ai viandanti che provenivano da Cuneo e dalla pianura, la sua costruzione \u00e8 attribuita al capomastro \u201c<strong>Magister Antonius<\/strong>\u201d, che una quietanza di pagamento su pergamena conservata nell&#8217;archivio storico dronerese indica come &#8220;magister pontis lapidarum Draconerii&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/74\/45\/0b\/74450b9bb3c75a47d20a21561e7492f6.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il Ponte Vecchio di Dronero sotto una fitta nevicata<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il ponte, straordinaria opera di <strong>ingegneria medievale<\/strong>, \u00e8 caratterizzato da tre campate d&#8217;archi a luce diversa, non ha uno sviluppo rettilineo, ma leggermente incurvato, e presenta un aspetto fortificato per la presenza, sulle spallette laterali, di una sequenza continua di merli ghibellini. Il Ponte Vecchio, fino al 1810, era provvisto di ponte levatoio, di cui s&#8217;\u00e8 ritrovato, sotto il manto stradale, il cardine di ferro in corrispondenza del pilastro dell&#8217;arcata minore, verso il centro di Dronero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il Ponte del Diavolo a Trasquera <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Il ponte in pietra, detto Ponte del Diavolo, costruito a strapiombo sul torrente R\u00ec, lungo la strada carrozzabile che dall\u2019abitato di Trasquera, in <strong>val Divedro<\/strong> nell&#8217;Ossola, conduce alla frazione di Bugliaga, venne realizzato nel 1880, con un\u2019altezza di quasi centro metri e una luce dell\u2019arco che misura 33,30 metri.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7d\/9e\/e3\/7d9ee33e0b8c8e36127ce9ebd6e2ae1a.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;ardita costruzione del Ponte del Diavolo a Trasquera<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">In base a informazioni reperibili su siti internet locali, l\u2019armatura realizzata in fase di costruzione, appoggiata ai fianchi della stretta gola su cui appare sospeso il ponte, era formata da pi\u00f9 di cento <strong>tronchi di larice.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il Ponte Prea a Ceppo Morelli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel territorio del comune di Ceppo Morelli, situato nell\u2019ossolana<strong> valle Anzasca<\/strong> e sorto nel 1866 dalla fusione dei comuni preesistenti di Prequartera e Borgone d\u2019Ossola, si pu\u00f2 ammirare l\u2019elegante struttura in pietra del Ponte Prea.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/76\/cf\/51\/76cf510099bbc0ed6a5b41aa2378599f.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il Ponte Prea a Ceppo Morelli<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Costruito nel Settecento, il ponte, provvisto di una sola campata a schiena d\u2019asino che attraversa il <strong>torrente Anza<\/strong>, misura circa 18 metri di lunghezza e d\u00e0 l&#8217;accesso ai boschi del versante destro della valle, esposti a nord e considerati pi\u00f9 pregiati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il ponte di Fondo a Traversella<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo comune della Valchiusella, in Canavese, Traversella \u00e8 composta da pi\u00f9 borgate sparse. Nella frazione Fondo, troviamo il suggestivo ponte che, con un\u2019<strong>unica grande arcata<\/strong>, scavalca il torrente Chiusella collegando le due parti dell\u2019abitato, formato da caratteristiche abitazioni in pietra con tetti in losa. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/18\/15\/c3\/1815c33ae1dea3ad7be70a98dcea6cb7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il ponte di Fondo in Valchiusella<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il ponte di Fondo fu costruito nel 1727 sulle rovine di uno pi\u00f9 antico, distrutto da un&#8217;alluvione che aveva spazzato via anche la chiesa. A poca distanza dalla borgata, in corrispondenza della <strong>Cascatella di Fondo<\/strong>, detta anche cascata del Ribordone, dal nome del rio che la forma, troviamo un altro caratteristico ponticello in pietra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il Ponte dell&#8217;Avvocato a Corio <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Ponte dell&#8217;Avvocato, costruito in pietra sul <strong>torrente Malone<\/strong> lungo la strada che da Corio sale a Piano d\u2019Audi, \u00e8 fatto risalire come fondazione al XIV secolo e deve la sua denominazione alla villa che l\u2019avvocato Vigo, originario di Corio, fece realizzare nella frazione. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-default\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/98\/bd\/25\/98bd25d8512a43716d0c9577325410a9.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il Ponte dell&#8217;Avvocato tra Corio e Piano d&#8217;Audi<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019opera \u00e8 conosciuta anche con altri appellativi: <strong>ponte dei Pesci vivi<\/strong>, dall\u2019insegna di una vecchia trattoria, ponte delle Fucine, dalla presenza di una fucina ora abbandonata, che conserva all\u2019interno i resti di antichi macchinari, e <strong>ponte di San Giacom<\/strong>o, dalla intitolazione della cappella eretta alla sua base.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il Ponte del Cimitero Monumentale a Rosazza <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Rientrante nell\u2019insieme di opere architettoniche, pubbliche e private, volute e finanziate dal senatore <strong>Federico Rosazza Pistolet<\/strong> per l\u2019abbellimento dell\u2019abitato di Rosazza, nella biellese valle Cervo, in origine frazione di Piedicavallo, divenuto comune autonomo solo dal 1906, il Ponte del Cimitero venne realizzato attorno al 1880 dopo che le autorit\u00e0 locali avevano deciso di realizzare un nuovo camposanto in regione Fornaca in sostituzione del cimitero precedente, eliminato per far posto all\u2019edificazione della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Giorgio (1876-1880). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/32\/09\/7a\/32097a903ed359ba1cae10b0e1d8fdb4.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il Ponte del Cimitero Monumentale a Rosazza &#8211; ph Filippo Spadoni<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per superare il torrente Cervo e garantire l\u2019accesso al nuovo<strong> Cimitero Monumentale<\/strong>, articolato su quattro livelli collegati da una imponente scalinata, si provvide quindi alla progettazione del ponte sul torrente Cervo, munito di tre arcate costituite da blocchi lapidei regolari e delimitato da due balaustre, ai lati della carreggiata, sorrette da colonnine cilindriche di pietra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il Ponte della Piana a Quarna Sotto <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lungo la strada che collega l\u2019abitato di Quarna Sotto, situato sulle montagne dell\u2019alto Cusio, sopra Omegna, a Varallo in Valsesia, si trova il Ponte della Piana, eretto per attraversare il torrente della Selvetta e abbellito, a un\u2019estremit\u00e0, dalla presenza di un <strong>pilone votivo<\/strong> dedicato alla Madonna Assunta, con copertura in piode, costruito, come rivela la scritta leggibile sul retro, nel 1870. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c6\/4e\/bb\/c64ebb243ebf5b090984604cb624fa05.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il Ponte della Piana a Quarna Sotto &#8211; ph Filippo Spadoni<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il Ponte del Diavolo a Lanzo Torinese <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Celeberrimo, tra i ponti in pietra delle Alpi piemontesi, \u00e8 il Ponte del Diavolo di Lanzo Torinese, detto anche <strong>Ponte del R\u00f2ch<\/strong> (masso o roccia in piemontese), che venne edificato nel 1378 per volont\u00e0 del Conte Verde, Amedeo VI di Savoia. <\/p>\n\n\n\n<p>Eretto a spese della <strong>castellania sabauda di Lanzo<\/strong>, che s\u2019era impegnata a recuperare l\u2019ingente cifra necessaria per la sua costruzione imponendo un impopolare dazio sul vino trasportato nel borgo, il ponte, a schiena d\u2019asino e dotato di una luce di 37 metri, fu concepito per consentire l\u2019accesso alle valli di Lanzo dalla pianura torinese aggirando i percorsi che attraversavano territori non soggetti al controllo dei conti di Savoia, come l\u2019area di Corio, che era sotto il dominio dei marchesi del Monferrato. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/75\/18\/bf\/7518bfa9450c9cf64a54598a0b449396.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta del Ponte del Diavolo a Lanzo Torinese<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Al centro del ponte si trova una porta, costruita nel 1564, che all\u2019occorrenza, ad esempio<strong> in caso di pestilenze<\/strong>, veniva chiusa per bloccare il passaggio in direzione delle valli. Il nome del manufatto lanzese, che serv\u00ec da modello per la costruzione di altri ponti nell\u2019area alpina occidentale, \u00e8 collegato alla <strong>leggenda del diavolo<\/strong> che, offrendosi come costruttore dopo alcuni tentativi falliti, avrebbe edificato l\u2019opera, chiedendo per\u00f2 come contropartita di poter avere l\u2019anima del primo essere vivente che sarebbe passato sul ponte. Gli abitanti, giocando d\u2019astuzia, fecero passare un cane, ingannando cos\u00ec il diavolo. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea del ponte come <em>opus diaboli<\/em>, opera diabolica, \u00e8 da ricondursi allo stupore che queste realizzazioni ingegneristiche cos\u00ec ardite dovevano suscitare nelle popolazioni locali, indotte a cercare <strong>spiegazioni soprannaturali<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Nei pressi del ponte, si trovano le cosiddette <strong>Marmitte dei Giganti<\/strong>, enormi conche tondeggianti scavate nella roccia fluviale interpretate dalla fantasia popolare come pentoloni adoperati dai giganti o dal demonio per cuocervi la zuppa, ma in realt\u00e0 riconducibili all\u2019effetto di fenomeni geologici di origine preistorica derivanti dall\u2019azione erosiva ad asse verticale esercitata sulla superficie rocciosa dalle vorticose acque del torrente Stura di Lanzo durante l\u2019era glaciale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/15\/46\/da\/1546dad4d83a1b7366297d3d15646418.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il suggestivo ponte di Forno, detto anche Ponte Goffi, a Lemie<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il Ponte di Forno a Lemie <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sul torrente Stura di Vi\u00f9, nei pressi della borgata Forno, frazione di Lemia in valle di Vi\u00f9 (Torino), si trova il Ponte di Forno, eretto nel 1477 grazie alla munificenza dei <strong>fratelli Goffi<\/strong>, impresari del luogo, impegnati nello sfruttamento delle ricche miniere circostanti di ferro e rame. <\/p>\n\n\n\n<p>In loro onore il manufatto, che presenta un\u2019edicola votiva centrale un tempo ornata da un affresco a tema mariano, \u00e8 anche conosciuto come<strong> Ponte Goffi<\/strong>, caratterizzato da due arcate diseguali a schiena d\u2019asino. La borgata Forno, che deve il nome ai forni attivi fin dal Trecento per la fusione dei metalli estratti dalle miniere locali, conserva le tracce del <strong>borgo minerario<\/strong> d\u2019impianto medievale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il ponte di Fucine a Vi\u00f9<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra i ponti storici che punteggiano il territorio comunale di Vi\u00f9, nella pi\u00f9 meridionale delle tre valli di Lanzo, si segnala per eleganza il <strong>ponte di Fucine<\/strong>, visibile in corrispondenza della frazione a lato della strada carreggiabile che conduce a Usseglio. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/3f\/45\/66\/3f456619971ffbadc599c69ffd618639.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il ponte di Fucine, frazione di Lemie <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ponte antico, interamente in pietra e a un\u2019unica campata, unisce le due parti della borgata Fucine, che rivela nel nome la presenza nei secoli passati, fin dal Medioevo, di laboratori (fucine) per la<strong> produzione di<\/strong> <strong>chiodi,<\/strong> gestiti dalle famiglie del posto (chiodaioli) adoperando i materiali ferrosi estratti nella valle. Non si conosce la data di costruzione del manufatto, che si ritiene comunque posteriore al 1469, l\u2019anno in cui una devastante piena alluvionale distrusse \u201ctredici ponti e dieci fucine\u201d nella zona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il ponte abbaziale a Monastero Bormida <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il ponte romanico sul fiume Bormida, costruito tra XIII e XIV secolo per iniziativa dei <strong>monaci benedettini di<\/strong> <strong>Santa Giulia<\/strong>, \u00e8 una delle pi\u00f9 significative opere di ingegneria medievale della valle, nelle alte Langhe astigiane. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/39\/96\/2e\/39962ef1b1a7110a8a7614f1dfd4df23.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il ponte benedettino di Monastero Bormida <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E\u2019 una poderosa struttura a schiena d&#8217;asino, costituita da quattro archi circolari diseguali, in origine presidiata da postazioni di guardia per la <strong>riscossione dei pedaggi<\/strong> e il controllo militare di una cruciale via di transito tra l\u2019Astigiano, le Langhe e la costa ligure. <\/p>\n\n\n\n<p>Il ponte di Monastero, in particolare, era l&#8217;unico utilizzabile tutto l&#8217;anno a partire dalla bassa valle: Acqui ne era sprovvista e Vesime conservava i ruderi di un antichissimo ponte romano, mai ricostruito in modo stabile. Nel paese, sede fin dai primi anni del X secolo della<strong> comunit\u00e0 monastica di Santa Giulia<\/strong>, fondata per iniziativa dell\u2019abbazia di Fruttuaria in Canavese, con il benestare e la protezione dei marchesi aleramici del Monferrato, convergevano due vie di grande importanza: la strada che da Acqui conduceva al mare e l\u2019itinerario militare che saliva a Roccaverano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Il ponte \u00e8 un manufatto, costruito con materiali diversi a seconda delle zone e dei periodi, che garantisce la continuit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6074,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,2321,14,27,86],"tags":[1719,3666,3876,3877,965,244,3872,3888,3886,3875,3067,2516,3870,3880,680,2517,2248,3573,1605,3873,205,1635,3874,964,2882,3705,43,3878,3311,3884,3890,598,3881,3887,3885,3249,3879,2250,75,3871,55,3882],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6068"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6068"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6068\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6075,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6068\/revisions\/6075"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6074"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6068"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6068"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6068"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}