{"id":6125,"date":"2024-08-07T15:36:09","date_gmt":"2024-08-07T15:36:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6125"},"modified":"2024-08-07T15:38:15","modified_gmt":"2024-08-07T15:38:15","slug":"i-walser-di-macugnaga-allombra-del-vecchio-tiglio-e-della-parete-est-del-monte-rosa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6125","title":{"rendered":"I Walser di Macugnaga, all\u2019ombra del Vecchio Tiglio"},"content":{"rendered":"\n<p>Testo e foto di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>comune di Macugnaga<\/strong> (Makan\u00e0 in Titsch, la lingua parlata dai Walser), menzionato per la prima volta in un documento del 999 conservato all&#8217;Archivio di Stato di Torino, si trova alle pendici del <strong>monte Rosa<\/strong>, alla testata di una delle valli che si dipartono a ventaglio dalla conca ossolana<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ea\/04\/19\/ea04196fd83d16917548d55acad430f7.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La valle di Macugnaga appare morfologicamente suddivisa in due tronconi, separati da una barriera naturale chiamata \u201cMorghen\u201d: il primo tratto \u00e8 la <strong>valle Anzasca<\/strong> propriamente detta, mentre il secondo era indicato nelle fonti antiche come la <em>vallis Macugnagae<\/em> (valle di Macugnaga), estesa oltre lo <strong>sbarramento del Morghen<\/strong>, una profonda forra scavata dal torrente Anza che segnava non solo un confine fisico, ma anche un <em>limen<\/em> etnico-culturale perch\u00e9 delimitava la porzione di territorio di alta quota abitata da popolazioni Walser di ceppo alemanno (contrazione da Walliser, vallesani, abitanti del Vallese).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/94\/01\/b3\/9401b3cfca1f21597a62b84f0ca76da4.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il paese ossolano, abitato da coloni di etnia Walser e lingua tedesca fin dal XIII secolo, \u00e8 sovrastato dalla imponente <strong>parete est del Monte Rosa<\/strong>, considerata per geomorfologia l\u2019unica \u201cparete himalayana\u201d delle Alpi, impressionante per altezza e vastit\u00e0 di dimensioni, da cui scendono enormi flussi di ghiaccio che confluiscono in un\u2019unica lingua glaciale, il Belvedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Al centro del cimitero, accanto alle baite del Dorf, la frazione pi\u00f9 estesa, si trova una delle testimonianze architettoniche pi\u00f9 caratteristiche di Macugnaga, la <strong>Chiesa Vecchia<\/strong>, intitolata a Santa Maria. Eretta a partire dal 1260, poi ingrandita e pi\u00f9 volte rimaneggiata (il campanile risale al 1580), la chiesa mostra nell\u2019aspetto esterno una <strong>tipica impronta vallesana<\/strong>, portata dai Walser, che s\u2019erano stabiliti alla testata della valle nel periodo compreso tra il 1260 e il 1290, provenienti dal paese di Saas nel Vallese svizzero.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7d\/ed\/5d\/7ded5d8e15192302d814eae85ae616e6.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Secondo la tesi pi\u00f9 accreditata, all\u2019origine della colonia Walser di Macugnaga vi fu l\u2019iniziativa di <strong>Gotofredo conte di Biandrate<\/strong>, signore della Valsesia, che, unitosi in matrimonio con la bella vallesana Aldisia, figlia del signore di Visp\/Vi\u00e8ge, aveva ricevuto in dote la valle Anzasca e la valle di Vi\u00e8ge o Visp nel Vallese. Al fine di consolidare la signoria sulle valli a oriente del Monte Rosa, Gotofredo promosse degli accordi che contemplavano lo scambio di popolazioni e l&#8217;insediamento di coloni vallesani (Walser) nell\u2019altopiano di Macugnaga.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/70\/20\/74\/7020749b98c77d8b02dcfdefb8799e8f.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;architettura Walser tipica del Dorf, frazione di Macugnaga.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>A poca distanza dall\u2019edificio ecclesiastico prospera il maestoso <strong>Vecchio Tiglio <\/strong>(Alte Lindebaum), inserito nel registro degli alberi monumentali del Piemonte, che, secondo le valutazioni dendrocronologiche di una Commissione di botanici e forestali dell\u2019Universit\u00e0 di Torino, avrebbe ormai raggiunto i 500 anni d&#8217;et\u00e0, venendo annoverato <strong>tra gli esemplari pi\u00f9 longevi d\u2019Europa.<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/10\/dc\/0c\/10dc0cbc1e039ba46a297d11c73d612d.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Vecchio Tiglio di Macugnaga.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il tiglio di Macugnaga \u00e8 stato per secoli un punto di riferimento per la comunit\u00e0 locale, che usava radunarsi all&#8217;ombra della sua imponente chioma per tenervi il <strong>Consiglio Maggiore<\/strong>, detto di \u201cVicinanza\u201d, incaricato di amministrare la giustizia e affrontare questioni amministrative importanti. <\/p>\n\n\n\n<p>Secondo la tradizione, riportata dallo <strong>scrittore Albert Schott <\/strong>nel 1842, il tiglio di Macugnaga venne messo a dimora dai primi coloni Walser, che si erano portati la piantina da Saas come richiamo simbolico alla terra d\u2019origine, ma i documenti pi\u00f9 antichi, riferiti ad atti notarili vergati sotto la chioma dell&#8217;albero come da consuetudine, alludono alternativamente a un tiglio o a un olmo, a seconda dei casi. Quindi \u00e8 anche possibile che <strong>originariamente vi fosse un olmo<\/strong>, poi sostituito da un tiglio.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/cd\/c0\/12\/cdc012347279f9927b1d393908830f13.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il <strong>villaggio del Dorf<\/strong>, una delle borgate di Macugnaga, sub\u00ec un incendio nel 1639 e un&#8217;inondazione l&#8217;anno successivo, ma venne fedelmente ricostruito nel Settecento rispettando i <strong>canoni dell\u2019architettura Walser<\/strong>. A differenza di altre popolazioni alpine, i Walser di Macugnaga, attenendosi a modelli edilizi alto-vallesani, scelsero di separare le costruzioni in funzione al loro uso.  <\/p>\n\n\n\n<p>Qui si nota, accanto all&#8217;abitazione, l&#8217;edificio adibito a stalla-fienile, costituito da un basso basamento in pietra a secco o unita con malta, parzialmente interrato e destinato al ricovero degli animali, cui si sovrappone <strong>un ambiente in legno a \u201cblockbau\u201d<\/strong> (tecnica ad incastro) per la conservazione del foraggio. Il fienile poggia direttamente sul basamento in pietra oppure, in alcuni casi, appare sospeso su <strong>pilastrini a fungo<\/strong>, pensati sia per tenere lontani i piccoli roditori, sia per impedire la risalita dell\u2019umidit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La valle di Macugnaga appare suddivisa in due tronconi, separati da una barriera naturale chiamata \u201cMorghen\u201d: il primo tratto \u00e8 la valle Anzasca propriamente detta, mentre il secondo era indicato nelle fonti antiche come la &#8220;vallis Macugnagae&#8221;, estesa oltre lo sbarramento del Morghen e abitata da popolazioni Walser di ceppo alemanno. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6128,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[142,26,2321,495,14,15,27,86],"tags":[47,3664,3666,32,1980,3953,3955,3954,3957,43,30,3956,3191,55,46],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6125"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6125"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6125\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7436,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6125\/revisions\/7436"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6128"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6125"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6125"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6125"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}