{"id":6236,"date":"2022-10-31T18:47:00","date_gmt":"2022-10-31T18:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6236"},"modified":"2022-10-31T22:02:00","modified_gmt":"2022-10-31T22:02:00","slug":"viatosto-la-chiesa-romanico-gotica-che-domina-dallalto-della-collina-la-citta-di-asti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6236","title":{"rendered":"Viatosto, la chiesa romanico-gotica che domina dall&#8217;alto della collina la citt\u00e0 di Asti"},"content":{"rendered":"\n<p>Testo e foto di <em>Paolo Barosso <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Su un poggio a nord-ovest della citt\u00e0 di Asti, in splendida posizione panoramica, si trova la chiesa parrocchiale di <strong>Maria Ausiliatrice di Viatosto<\/strong> che, nella struttura attuale, rappresenta l&#8217;esito del prolungamento e della parziale riedificazione in forme gotiche trecentesche di un preesistente edificio di culto romanico, indicato nelle fonti con il titolo di <strong>Santa Maria di Riparupta<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/76\/77\/08\/76770804e1f380f2702aa35000e733fe.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta della chiesa di Viatosto sulla sommit\u00e0 della collina &#8211; ph ATL Asti<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 attestata in un documento della fine del XII secolo (conservato nell&#8217;archivio capitolare di Asti), la chiesa primitiva era probabilmente la <strong>pieve di un villaggio poi scomparso<\/strong>, che doveva sorgere sulla collina di Viatosto, il cui toponimo appare di incerta e discussa origine. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019antica costruzione, di cui l\u2019odierna chiesa ingloba alcuni elementi architettonici e decorativi, venne ampliata e riplasmata nel XIV secolo, tra il 1340 e il 1350, su committenza di facoltosi esponenti del<strong> patriziato astigiano<\/strong>, che lasciarono, come segno concreto del proprio afflato devozionale, gli stemmi gentilizi dipinti e scolpiti e gli affreschi votivi di cui \u00e8 adorno l&#8217;interno.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f5\/00\/ac\/f500ac5767c19361a9e51614a83937a7.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Giungendo sul sagrato della chiesa, dopo aver ammirato il panorama sulla citt\u00e0 e le colline che le fanno da contorno, definite dalla catena alpina all\u2019orizzonte, si percepisce subito l\u2019armonica integrazione della <strong>fondazione romanica<\/strong> preesistente con la <strong>linee gotiche<\/strong> derivanti dagli interventi trecenteschi. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/25\/1e\/56\/251e5667912f5b8b920adbeb05507719.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Dettaglio del portale d&#8217;ingresso.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La facciata, a salienti interrotti, presenta un portale con leggero aggetto e a<strong> forte strombatura<\/strong>, decorato da cordonature caratterizzate dal cromatismo tipico del romanico astigiano e monferrino, con l\u2019alternanza del bianco della pietra arenaria e del rosso del laterizio. Il campanile, costruito a cavallo tra XV e XVI secolo, venne sopraelevato alla fine dell\u2019Ottocento.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f2\/c3\/39\/f2c339d3bed766bfa8c6b6d5ad2ad5b4.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio dell&#8217;abside a pianta pentagonale.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019interno conserva la ripartizione originaria in tre navate, con quella centrale conclusa da una grande abside. Il cantiere trecentesco modific\u00f2 in parte l\u2019aspetto interno della chiesa, con il prolungamento della fabbrica, la realizzazione di <strong>volte a crociera <\/strong>costolonate e la trasformazione secondo uno schema planimetrico pentagonale dell\u2019area dell\u2019abside, che presenta, agli angoli, piccole semicolonne addossate alla parete.<\/p>\n\n\n\n<p>I pilastri quadrilobati tra le navate presentano interessanti<strong> capitelli in arenaria,<\/strong> rusticamente lavorati con motivi ornamentali tratti dal mondo vegetale e animale, tutti diversi tra loro e in parte recuperati dalla precedente costruzione romanica (ad esempio, si ritiene che il capitello a sinistra dell&#8217;ingresso, con due leoni attorno a una spiga di grano, di fattura pi\u00f9 rozza rispetto agli altri, appartenga alla fase romanica).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/16\/55\/df\/1655dfdccb815cf55367d2400b86b7ea.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Uno dei capitelli interni, scolpiti con elementi antropomorfi, zoomorfi e araldici.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gli affreschi che ornano l\u2019interno risalgono a periodi diversi e vennero eseguiti in almeno cinque differenti campagne decorative, condotte tra <strong>l\u2019inizio del Trecento e il primo Novecento<\/strong>, quando, precisamente nel 1906, si realizz\u00f2 l&#8217;ultimo intervento, con pitture ispirate al gusto neo-gotico, ancora rintracciabili in testa alle navate laterali, dove si osservano stelle dorate e finti conci. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4c\/6d\/a8\/4c6da8b5e0a54d14c61e0181c3eb7959.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta d&#8217;insieme dell&#8217;interno.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le decorazioni pittoriche del presbiterio vengono fatte risalire agli anni Ottanta e Novanta del XIV secolo e sono attribuite al cosiddetto \u201c<strong>Maestro di Viatosto<\/strong>\u201d, rimasto anonimo, cui si deve, in particolare, il San Giorgio che uccide il drago, la scena dell\u2019Annunciazione, una Madonna del Latte (ve ne sono altre tre, rispondenti a questa tipologia, visibili su due colonne della navata centrale) e, sopra la porta del campanile, la rappresentazione ad affresco della \u201c<strong>leggenda di Viatosto<\/strong>\u201d, uno schema iconografico raro, simile ad un ex voto, che mostra Sant\u2019Antonio Abate, intercessore e taumaturgo, nell\u2019atto di presentare alla Madonna tre nobili astigiani.<\/p>\n\n\n\n<p>La frequenza, nel repertorio iconografico, di Madonne allattanti fa presumere che la chiesa di Viatosto fosse <strong>meta devozionale per le giovani donne<\/strong>, alla ricerca della grazia del parto e del dono del latte.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/00\/10\/af\/0010af0eb7106bfe79d333f8532e031c.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;area absidale con il grande crocifisso appeso e la nicchia sul fondo, dove si trova la statua lignea trecentesca della Madonna di Viatosto.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nella chiesa sono custodite altre opere d\u2019arte sacra degne di nota: nella nicchia dell\u2019abside si trova una <strong>Madonna lignea trecentesca<\/strong> che sostiene con la mano sinistra il Bambino intento a giocare con un uccellino, nella cappella di destra si ammira una tavola lignea, sempre databile al Trecento, raffigurante la Madonna con il Bambino, detta <strong>Madonna delle ciliegie<\/strong> o anche <strong>Madonna di Valmanera<\/strong> in quanto proveniente dalla certosa astigiana di Valmanera, soppressa in epoca napoleonica con conseguente dispersione degli arredi e delle opere ivi contenute, infine nella cappella di sinistra \u00e8 collocato un gruppo scultoreo in pietra arenaria dipinta con<strong> l\u2019incoronazione della Beata Vergine<\/strong>, risalente al Quattrocento.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui, a fungere da supporto all&#8217;edicola con il gruppo scultoreo della Beata Vergine, si trovava, fino al trafugamento avvenuto nel 1870, un <strong>magnifico capitello in arenaria <\/strong>(oggi ne esiste una copia), scolpito in altorilievo sulle quattro facciate e dipinto. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/52\/1b\/c2\/521bc24763488669e939a0aaa18e9519.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Acquistato sul mercato antiquario dal marchese Emanuele Tapparelli d&#8217;Azeglio, che lo don\u00f2 al Museo Civico d&#8217;Arte Antica di Torino, dove attualmente \u00e8 conservato, il capitello mostra un ricco apparato scultoreo che \u00e8 stato attribuito al &#8220;<strong>Maestro di San Domenico di Chieri<\/strong>&#8221; per le analogie stilistiche con le opere di questo autore conservate nell&#8217;antica chiesa chierese.  Gli altorilievi policromi, che uniscono una &#8220;cultura di estrazione tardo-campionese ai modi del Gotico internazionale&#8221;, raffigurano l&#8217;Annunciazione, i santi Secondo e Stefano, san Francesco che presenta un devoto, due angeli serafini e un cherubino cantori.  <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso Su un poggio a nord-ovest della citt\u00e0 di Asti, in splendida posizione panoramica, si trova la chiesa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6241,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,730,2321,495,27],"tags":[3205,204,4050,2820,1763,30,73,3615,4049,4051],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6236"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6236"}],"version-history":[{"count":12,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6236\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6255,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6236\/revisions\/6255"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6241"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6236"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6236"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6236"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}