{"id":6276,"date":"2022-11-12T16:25:41","date_gmt":"2022-11-12T16:25:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6276"},"modified":"2022-11-12T18:59:42","modified_gmt":"2022-11-12T18:59:42","slug":"pont-canavese-antico-presidio-fortificato-dei-san-martino-e-dei-valperga-allimbocco-delle-valli-orco-e-soana","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6276","title":{"rendered":"Pont Canavese, antico presidio fortificato dei San Martino e dei Valperga all\u2019imbocco delle valli Orco e Soana"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019insediamento di <strong>Pont Canavese<\/strong>, d\u2019origine molto antica, \u00e8 posto in prossimit\u00e0 del punto di raccordo tra le <strong>valli dell\u2019Orco e del Soana<\/strong>, che si biforcano poco pi\u00f9 a valle del paese. A lungo tormentato dalle discordie che opponevano le <strong>famiglie dei San Martino e dei Valperga<\/strong>, assegnatarie <em>pro indiviso<\/em> del feudo, l\u2019abitato di Pont conserva poche ma suggestive sopravvivenze del complesso sistema fortificato medievale, in particolare le torri <strong>Ferranda<\/strong> e <strong>Tellaria<\/strong>, dominano il borgo con la loro sagoma slanciata. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d3\/ad\/82\/d3ad82801d984c023adf143d1a4dcf1b.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta di Pont Canavese &#8211; il rapporto visivo e spaziale tra la torre Ferranda e la Torre Tellaria.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La <strong>collocazione geografica<\/strong> di Pont, in corrispondenza degli sbocchi vallivi dell\u2019alto Canavese, rese il controllo della localit\u00e0 molto ambito fin dai tempi antichi, quando la <strong>popolazione celtica <\/strong>(o celto-ligure)<strong> dei Salassi<\/strong>, attestata tra la valle della Dora Baltea (valle d\u2019Aosta) e il Canavese, inizi\u00f2 a frequentare il sito, chiamato \u201c<em>Rondilitegna<\/em>\u201d nel significato di \u201cpassaggio a due valli\u201d, lasciando tracce di s\u00e9 nella toponomastica e nei ritrovamenti archeologici.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>avvento dei Romani, <\/strong>che sottomisero i Salassi a partire dalla met\u00e0 del II secolo a.C., infliggendo agli ultimi, indomiti, resistenti, una terribile sconfitta intorno all\u2019anno 25 a.C., port\u00f2 dapprima alla fondazione di <strong><em>Eporedia<\/em><\/strong> (Ivrea) nel 100 a.C. e, in seguito, alla progressiva colonizzazione degli impervi e selvaggi territori dell\u2019alto Canavese, con il coinvolgimento dell\u2019area di Pont, ribattezzata \u201c<strong><em>Ad duos pontes<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7d\/f7\/e8\/7df7e85654dfc65c919419a1bf13187c.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La torre Ferranda, l&#8217;elemento superstite pi\u00f9 importante dell&#8217;antico &#8220;castrum Ferrandae&#8221;, appartenuto ai Valperga.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Passando al periodo medievale, gi\u00e0 nel XII secolo l\u2019abitato di Pont, cos\u00ec come le valli Orco e Soana, risulta soggetto alle due nobili casate comitali dei <strong>San Martino<\/strong> e dei <strong>Valperga<\/strong> che, rivendicando una supposta comune discendenza dal celebre Arduino, eletto <em>rex Italiae <\/em>nel 1002 a Pavia e marchio (marchese) della <strong>marca anscarica di Ivrea<\/strong>, si contendevano la gestione del territorio pontese e dei fiorenti pascoli alpini. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019agguerrita competizione tra le due famiglie, che avevano tratto origine dai <strong>conti del Canavese<\/strong>, signori di questi territori, menzionati nelle fonti come \u201ccomites de Caneves\u201d (A. Barbero) o \u201cde Canavise\u201d (o, ancora, <em>de Canavisio<\/em>) dalla fine dell\u2019XI secolo, raggiunse il culmine nel corso del Trecento, sfociando nel conflitto per l\u2019egemonia politico-militare conosciuto tra gli storici <strong>come \u201cGuerra del Canavese\u201d.<\/strong> &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/24\/a0\/e9\/24a0e97701b3cf2256f3d81bce767fe8.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta delle due torri.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dalle cronache di Pietro Azario, giurista novarese che document\u00f2, anche per avervi preso parte, le varie fasi della Guerra del Canavese nel suo \u201c<strong>De bello canepiciano<\/strong>\u201d, scritto probabilmente a Tortona nel 1362\/1363, apprendiamo che il territorio canavesano, nel periodo compreso tra il 1339 e il 1362 (a due riprese), fu teatro dello scontro tra i<strong> San Martino e i Valperga<\/strong>, i primi, di parte guelfa, appoggiati dai principi di Savoia-Acaia, vassalli dei conti di Savoia, e i secondi sostenuti dal marchese del Monferrato.<\/p>\n\n\n\n<p> Naturalmente anche Pont, infeudata <em>pro indiviso<\/em> alle due principali famiglie canavesane, venne coinvolta nel confronto bellico, con le cronache dell\u2019Azario che ci restituiscono l\u2019immagine dei <strong>massi tirati dalle torri<\/strong> delle fortificazioni pontesi, in mano ai San Martino e ai Valperga, contro le postazioni avversarie.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/1f\/6e\/b1\/1f6eb1c1152fa7e49dfd26ed1e40ecaa.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La torre Tellaria, parte del &#8220;castrum Thelarii&#8221;, appartenuto ai San Martino.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E\u2019 sempre l\u2019Azario, nei suoi scritti, a fornirci informazioni circa l\u2019esistenza a Pont, in quei secoli travagliati del Medioevo, di <strong>tre postazioni fortificate<\/strong>: il <em>castrum Pontis<\/em> e il <em>castrum Tellarium <\/em>o <em>Thelarii, <\/em>posseduti dai San Martino, e il <em>castrum Ferrandae<\/em>, appartenuto invece ai Valperga. Il <em>castrum Pontis<\/em>, che si ipotizza fosse situato appena sopra l\u2019odierna chiesa parrocchiale di San Costanzo e di cui rimangono poche tracce, si trovava a un \u201ctiro di pietra\u201d dal <em>castrum Ferrandae<\/em>, di pertinenza dei Valperga, che ha lasciato invece una corposa testimonianza architettonica nella <strong>torre Ferranda<\/strong>, una delle due costruzioni medievali fortificate che rendono cos\u00ec caratteristico il profilo di Pont Canavese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b2\/fb\/4f\/b2fb4fbe53c7d0e4c8a754aaa67594d4.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La facciata neo-medievale della chiesa parrocchiale di San Costanzo, situata ai piedi dell&#8217;affioramento roccioso su cui sorge la torre Ferranda.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>A dispetto della tradizione che, intrecciando verit\u00e0 storica a fantasie popolari, assegna al <strong>marchese Arduino d\u2019Ivrea<\/strong> il ruolo di costruttore dei castelli di Pont, la loro edificazione \u00e8, in realt\u00e0, ricondotta dagli storici all\u2019iniziativa dei <strong>conti del Canavese<\/strong>, signori del luogo tra il X e l\u2019XI secolo, che diedero origine, nella loro discendenza, ai due rami dei San Martino e dei Valperga. Queste due famiglie, unite da parentela, gestirono in comunione, dal XII secolo in poi, i territori delle valli Orco e Soana, insieme con il caposaldo di Pont, in una situazione foriera di continue <strong>occasioni di litigio<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>torre Ferranda<\/strong>, che si eleva sull\u2019affioramento roccioso alle spalle della chiesa di San Costanzo, in posizione dominante su quel che resta del ricetto di Pont, appare di solida struttura, in buona pietra locale, affiancata dalle vestigia di un edificio fortificato, ricostruito a pi\u00f9 riprese e recante tracce di merlatura.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/98\/30\/30\/983030517a1867ea64dd6ef8b8d770c3.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio di via Caviglione, l&#8217;antica via del Commercio.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La <strong>torre Tellaria<\/strong>, che \u00e8 la principale struttura superstite dell\u2019antico <em>castrum Thelarii<\/em>, appartenuto ai San Martino, sorge su un poggio all\u2019ingresso della valle dell\u2019Orco, di cui era postazione di controllo e difesa, abitata da una <strong>guarnigione di soldati<\/strong> e circondata da un gruppo di casupole, di artigiani e contadini al servizio del <em>castrum<\/em>, pronti a cercare riparo all\u2019interno della cinta muraria in caso di attacco.<\/p>\n\n\n\n<p>Anch\u2019essa assegnata dalla tradizione all\u2019iniziativa di re Arduino, \u00e8 invece da ricondursi, al pari della torre Ferranda, alla volont\u00e0 dei conti del Canavese, in un periodo compreso tra il X e l\u2019XI secolo, poi rinforzata dai <strong>conti San Martino<\/strong>, che ne furono in seguito proprietari, in perenne discordia con i Valperga, attestati nel <em>castrum Ferrandae<\/em>. Incerta \u00e8 l\u2019origine del toponimo Tellaria, che alcuni studiosi fanno risalire alla radice linguistica <strong><em>tell,<\/em><\/strong> designante un rilievo formato dall\u2019accumulo di detriti lasciati da insediamenti precedenti, altri al piemontese <strong><em>tij<\/em><\/strong>\/<strong><em>t\u00ebj <\/em><\/strong>con riferimento ai tigli del sottostante pianoro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/bf\/0c\/b3\/bf0cb33c0bd16e797264495262674bbf.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio della via porticata di Pont, con palazzo Borgarello sulla sinistra.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le antiche fortificazioni di Pont vennero seriamente danneggiate gi\u00e0 <strong>nel corso del Trecento<\/strong>, sia durante la guerra del Canavese, sia in occasione delle rivolte popolari note come \u201cTuchinaggio\u201d, ma anche nei secoli successivi proseguirono i saccheggi, per via delle persistenti rivalit\u00e0 tra i San Martino e i Valperga. Le conseguenze pi\u00f9 gravi, per l\u2019integrit\u00e0 del sistema fortificato di Pont, si registrarono, per\u00f2, nel <strong>Cinquecento<\/strong>, con l\u2019imperversare della guerra tra il regno di Francia e l\u2019impero di Carlo V, che aveva trascinato il ducato di Savoia in un turbin\u00eco di cruenti episodi bellici.&nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alle torri, si pu\u00f2 rintracciare una preziosa testimonianza del <strong>tessuto urbano medievale<\/strong>, meritevole di migliore valorizzazione e tutela, nell\u2019odierna via Caviglione, che era l\u2019antica <strong>via del Commercio<\/strong>, strada porticata, tra le meglio conservate del Canavese, che presenta un originale andamento tortuoso, spiegabile con l\u2019esigenza di assicurare alle abitazioni dei residenti e alle botteghe dei mercanti un\u2019efficace protezione dagli impetuosi soffi della <strong><em>bisa<\/em><\/strong>, il gelido vento proveniente dalle valli.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/2d\/9d\/a2\/2d9da2905d48cf1f9f6cd6576981aafc.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio del nucleo antico di Pont con la torre Tellaria.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019ampiezza molto ridotta della strada, che lasciava appena lo spazio sufficiente al passaggio di un carro, \u00e8 dovuta all\u2019avanzamento del fronte delle abitazioni, realizzato quando, a partire dal Quattrocento, si provvide all\u2019edificazione del sottoportico in muratura, in luogo dei <strong>precedenti ripari porticati<\/strong>, originariamente costruiti in legno allo scopo di proteggere dalle intemperie le merci dei bottegai che qui, nel cuore commerciale di Pont, avevano i loro punti vendita (come testimoniano, ad esempio, le botole, osservabili tra un portico e l\u2019altro, che servivano da accesso ai locali sotterranei, adoperati come deposito). &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>sequenza continua dei portici<\/strong> di via Caviglione appare interrotta soltanto da uno spiazzo su cui si affaccia la <strong>chiesa di San Francesco<\/strong>, originaria del XV secolo, ma ricostruita tra fine Cinquecento e primo Seicento come chiesa conventuale francescana, che conserva, al suo interno (da notare la volta \u201ca conchiglia\u201d dell\u2019area presbiteriale), un dipinto raffigurante il beato <strong>Giovanni Battista Bonatto (o Bonetti). <\/strong>Figura quasi dimenticata, Giovanni Battista Bonatto, nativo di Pont Canavese, entr\u00f2 a Torino tra i Francescani Riformati e venne inviato missionario nel Nordafrica, dove, a causa della sua veemente predicazione cristiana, fu arrestato e condannato al rogo, morendo tra aspri tormenti il <strong>22 settembre 1654<\/strong>. <strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/cb\/b5\/c1\/cbb5c12c9fab72d270bbc50737086564.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Via Caviglione.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tra le abitazioni che si succedono lungo la strada, l\u2019unica a distinguersi dalle altre per la ricchezza dell\u2019apparato ornamentale esterno, \u00e8 il mirabile <strong>palazzo Borgarello<\/strong>, che vanta pregevoli decorazioni realizzate nel 1930 in terracotta di Castellamonte e ferro battuto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nella seconda parte dell\u2019itinerario alla scoperta di Pont Canavese, parleremo degli edifici di culto, in particolare la parrocchiale di San Costanzo e l\u2019antichissima chiesa di <strong>Santa Maria in Doblazio<\/strong>, considerata la pieve matrice di tutte le fondazioni ecclesiastiche delle valli dell\u2019Orco e del Soana<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Note bibliografiche: <\/p>\n\n\n\n<p>AA.VV., <em>Atlante castellano. Strutture fortificate della provincia di Torino,<\/em> Celid, 2007<\/p>\n\n\n\n<p>Augusto Cavallari Murat, <em>Tra Serra d&#8217;Ivrea, Orco e Po<\/em>, Istituto Bancario San Paolo di Torino, 1976<\/p>\n\n\n\n<p>Canavese per tutti, <em>intervista di Alessandra Boetto a Anna Maria<\/em> <em>Folco<\/em> <em>(comproprietaria di Palazzo Borgarello)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>www.archeocarta.org<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>www.comune.pontcanavese.to.it <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>www.santiebeati.it<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><\/h4>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/www.museotorino.it\/view\/s\/79388e8ae1fb4d4f888adf257edd7969#\"><\/a><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso L\u2019insediamento di Pont Canavese, d\u2019origine molto antica, \u00e8 posto in prossimit\u00e0 del punto di raccordo tra le valli dell\u2019Orco e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6279,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,25,2321,495,14,27,86],"tags":[2320,1629,1881,4085,4084,76,4081,133,390,206,105,2235,30,4080,2727,1518,2233,689,1425,1982,35,4083,4082,2900,3871,3069],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6276"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6276"}],"version-history":[{"count":10,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6276\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6290,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6276\/revisions\/6290"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6279"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}