{"id":6611,"date":"2023-04-18T14:10:06","date_gmt":"2023-04-18T14:10:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6611"},"modified":"2023-04-18T16:02:24","modified_gmt":"2023-04-18T16:02:24","slug":"lantica-contrada-maestra-di-cuneo-dalle-origini-medievali-ai-nostri-giorni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6611","title":{"rendered":"L\u2019antica contrada Maestra di Cuneo, dalle origini medievali ai nostri giorni"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Testo e foto di Paolo Barosso<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Da sempre cuore pulsante di Cuneo, l\u2019asse stradale dell\u2019antica <strong>contrada Maestra<\/strong>, oggi via Roma, attraversa il centro medievale della citt\u00e0, fondata alla fine del XII secolo su uno sperone alluvionale incuneato tra due corsi d&#8217;acqua (da qui la scelta del nome), il torrente Gesso e il fiume Stura di Demonte, che ne scavano e delimitano i fianchi, e con la punta protesa a nord, verso la pianura, e la base in direzione delle Alpi Marittime.  &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ed\/8f\/eb\/ed8feb5590689a365ce81274f34f8382.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La <strong>contrada Maestra<\/strong> taglia in due l\u2019abitato medievale della citt\u00e0, ripartendolo in due sezioni principali, la \u201cclapa Gecii\u201d (il lato verso il Gesso) e la \u201cclapa Sturiae\u201d (il lato verso la Stura), dai nomi dei due corsi d\u2019acqua che lambiscono le pendici dell\u2019altopiano, e, nel corso dei secoli, ha mutato pi\u00f9 volte denominazione, talvolta in conseguenza di rivolgimenti politici.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019instaurarsi della dominazione napoleonica, che tra l\u2019altro assegn\u00f2 a Cuneo il ruolo di capoluogo del \u201c<em>D\u00e9partement de la Stura<\/em>\u201d, secondo la consuetudine del tempo di utilizzare riferimenti fluviali in sostituzione dei toponimi tradizionali, impose alla strada il nome di <strong><em>Rue Imperial <\/em><\/strong>e lasci\u00f2 anche una forte impronta sulla citt\u00e0, in applicazione del cosiddetto <em>Plan de ingrandissement e abellissiment de la ville, <\/em>volto a regolarne l\u2019ampliamento urbanistico in seguito allo smantellamento della cinta bastionata eretta a sua difesa, che aveva consentito alla piazzaforte sabauda cuneese di resistere a ben sette assedi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/eb\/7f\/b9\/eb7fb919752d01f4f27661c78bca12b4.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per un certo periodo la contrada Maestra assunse l\u2019intitolazione di <strong>via Nizza<\/strong>, in omaggio alla citt\u00e0 costiera che dal 1388, con la dedizione della comunit\u00e0 nizzarda al conte di Savoia Amedeo VII, apparteneva ai domini sabaudi, ma nel corso del Medioevo l\u2019asse portante del centro antico di Cuneo era prevalentemente indicato con il nome di \u201c<strong><em>platea<\/em><\/strong>\u201d o \u201c<strong><em>piassa<\/em><\/strong>\u201d in piemontese, termini che evocano sia il notevole sviluppo in ampiezza della strada (che risultava ancora pi\u00f9 ampia prima che si costruisse, lungo tutta la sua estensione, il camminamento porticato), sia la funzione originaria di area mercatale (come fosse una piazza cittadina, appunto), che venne mantenuta fino alla costruzione di piazza Galimberti e all\u2019espansione urbana verso sud.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/bb\/65\/62\/bb6562739d384b04e4b5c04b422d39d1.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Percorrendo via Roma, ci si accorge con immediatezza delle caratteristiche salienti della strada, oltre a quelle, gi\u00e0 evidenziata, di notevole <strong>sviluppo in ampiezza<\/strong> e di \u201clinea di demarcazione\u201d tra i quartieri verso il Gesso e i quartieri verso la Stura. <\/p>\n\n\n\n<p>La prima caratteristica, che salta all\u2019occhio, \u00e8 l\u2019andamento non rettilineo, bens\u00ec leggermente arcuato, dell\u2019asse stradale, scelta motivata da <strong>esigenze di natura difensiva<\/strong>, che si accentuarono soprattutto a seguito dell\u2019acquisizione di Cuneo ai domini dei Savoia, sancita nel 1382 con l&#8217;atto di dedizione al conte Verde, Amedeo VI, avvenimento che incise fortemente sul destino della citt\u00e0, trasformandola in avamposto militare dello Stato Sabaudo contro i rischi, molto concreti, di invasione dalla Francia.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda caratteristica della contrada Maestra che merita d\u2019essere evidenziata \u00e8 la presenza di un <strong>camminamento porticato<\/strong> che costeggia la via per quasi tutta la sua estensione. La costruzione del sottoportico non avvenne in concomitanza con il tracciamento della strada, bens\u00ec in una fase successiva, perch\u00e9, in origine, i ripari porticati, ad uso delle botteghe che si affacciavano sulla via, consistevano in semplici tettoie e strutture di legno addossate alle abitazioni.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8d\/96\/30\/8d963003c888584a9b1b1851de7a920f.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta di palazzo Lovera, elegante residenza settecentesca oggi sede di un boutique hotel.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>A quei tempi la strada <strong>appariva molto pi\u00f9 larga<\/strong> se confrontata con l\u2019ampiezza odierna: a partire poi dal Tre\/Quattrocento, per guadagnare spazi ad uso residenziale in un periodo in cui la cerchia muraria limitava le possibilit\u00e0 edificatorie oltre il perimetro cittadino, le autorit\u00e0 comunali consentirono di aggiungere un vano verso strada alle abitazioni della contrada Maestra, con la realizzazione, al piano terra, di un ambiente porticato in muratura e non pi\u00f9 in legno. <\/p>\n\n\n\n<p>Con questa innovazione edilizia, il fronte delle case avanz\u00f2 di qualche metro, <strong>restringendo la via<\/strong> e permettendo nel contempo l\u2019attuazione di una campagna di riqualificazione delle facciate, decorate con affreschi e ornamenti in cotto, motivi vegetali, geometrici, zoomorfi e tratti dal repertorio araldico delle famiglie pi\u00f9 in vista della citt\u00e0, che qui avevano le loro prestigiose residenze.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a7\/70\/e4\/a770e45b28d3142931c02a78b20a5232.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il tratto iniziale di via Roma con la facciata della chiesa di Sant&#8217;Ambrogio. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Numerosi, lungo la via, sono i palazzi appartenuti a illustri famiglie del patriziato cittadino. Tra questi, ricordiamo <strong>palazzo della Porta<\/strong>, fatto costruire dal facoltoso Paganino del Pozzo intorno alla met\u00e0 del Quattrocento, che si segnala non tanto per la decorazione pittorica, di cui appare oggi privo, ma per lo splendido campionario di capitelli scolpiti con motivi di vario genere, incluso un vasto assortimento di animali autoctoni ed esotici &#8211; civette, cani, agnelli, struzzi -, che ornano il portico e l\u2019arioso loggiato aperto a livello del terreno (oggi chiuso e inglobato nei vani commerciali).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b3\/af\/1b\/b3af1bb73e4d2cda219be023365157b8.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il sontuoso <strong>palazzo Lovera<\/strong> \u00e8 invece un raffinato esempio di architettura civile piemontese del tardo Settecento. Venne disegnato da <strong>Mario Ludovico Quarini<\/strong>, allievo di Bernardo Antonio Vittone, che non si limit\u00f2, come generalmente accadeva, ad aggiornare stilisticamente o rimodernare l\u2019edificio preesistente, d\u2019impianto medievale, ma lo progett\u00f2 <em>ex novo<\/em> dalle fondamenta, per conto della famiglia Lovera, stirpe illustre cui appartennero diversi sindaci della citt\u00e0 di Cuneo. <\/p>\n\n\n\n<p>Il palazzo ospita oggi nelle sue splendide sale un hotel, proseguendo cos\u00ec la lunga tradizione di accoglienza che lo ha contraddistinto nei secoli: nel 1515 vi trov\u00f2 sistemazione il <strong>re di Francia Francesco I<\/strong>, impegnato nelle campagne militari d\u2019Italia, e nel 1809 vi fu alloggiato <strong>papa Pio VII <\/strong>diretto in Francia nelle vesti di prigioniero di Napoleone.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c2\/e6\/8b\/c2e68b13416f1c7fa4a20f369cffb31c.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio della Torre civica.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ricordiamo ancora, come esempio di facciata dipinta e decorata, l\u2019edificio di <strong>Casa Quaglia<\/strong>, appartenuta probabilmente alla famiglia Taurini, come emerge dall\u2019arme dinastica che campeggia al centro del palazzo. Qui l\u2019apparato pittorico, sebbene solo in parte leggibile e recuperato dai restauri, si sviluppa in un articolato ciclo narrativo, incentrato su storie dell\u2019antichit\u00e0 romana classica, dovute alla mano di un artista di ambito saluzzese che le realizz\u00f2 nel 1508.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra caratteristica essenziale della contrada Maestra \u00e8 il concentrarsi, lungo la strada, dei <strong>principali edifici del potere politico e religioso <\/strong>cuneese. Verso l\u2019estremit\u00e0 settentrionale dell\u2019asse viario, dove si apre piazza Torino, troviamo la <strong>chiesa di Sant\u2019Ambrogio<\/strong>, che si mostra oggi, all\u2019interno, nelle linee settecentesche plasmate dal progetto di Francesco Gallo, iniziato nel 1703, mentre la facciata \u00e8 dovuta all\u2019intervento di Carlo Ponzo nel 1880. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d7\/d8\/24\/d7d824e8cb63af3f02c13da55f8ebe12.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il Municipio nuovo, gi\u00e0 sede del Collegio dei Gesuiti. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019edificio sacro che possiamo ammirare \u00e8 il risultato della<strong> terza ricostruzione<\/strong> della chiesa di Sant\u2019Ambrogio, intitolata dai cuneesi al patrono della citt\u00e0 lombarda in omaggio ai milanesi che avevano contribuito alla nuova fondazione di Cuneo dopo che il primo insediamento, fondato con il consenso dell&#8217;abate di San Dalmazzo di Pedona e con l&#8217;appoggio degli astigiani, era stato distrutto per ordine del marchese di Saluzzo nel 1210.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tratto meridionale di via Roma, poco prima dell\u2019ottocentesca piazza Galimberti e in prossimit\u00e0 dell\u2019antico bastione triangolare a difesa della porta di Nizza (smantellato nel 1801), si erge la facciata neoclassica, con quattro possenti colonne corinzie, dell\u2019imponente <strong>chiesa di Santa Maria del Bosco<\/strong>, divenuta Cattedrale di Cuneo nel 1817, con l\u2019istituzione della diocesi, ma gi\u00e0 esistente da secoli, ricostruita a met\u00e0 Seicento ad opera di <strong>Giovenale Boetto <\/strong>e rimaneggiata dopo l\u2019assedio del 1744, forse su progetto del nipote di Filippo Juvarra, <strong>Francesco Martinez<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9b\/ce\/c1\/9bcec1ef44588208fc550e5136025aa4.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sempre nel tratto iniziale della via, non porticato, si ammira l\u2019architettura eclettica dell\u2019ottocentesco palazzo della Prefettura, opera dell\u2019architetto Pietro Carrera, autore a Torino di numerosi palazzi e del passaggio coperto a vocazione commerciale chiamato \u201cGalleria dell\u2019Industria Subalpina\u201d, concepita nel 1873, e la <strong>sede del Vescovado<\/strong>, gi\u00e0 palazzo Tornaforte.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019angolo con largo Audiffredi, creato con lo sventramento del 1936, sorge il <strong>Municipio settecentesco<\/strong>, gi\u00e0 Collegio dei Gesuiti, mentre dall\u2019altro lato della strada si trova la sede comunale antica, di fondazione medievale, dominata dall\u2019imponente <strong>Torre civica<\/strong>, da oltre 800 anni simbolo della citt\u00e0 di Cuneo. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7c\/9a\/5f\/7c9a5f899e5654418c6fe8a5ddcbece7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La Torre civica.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Secondo una tradizione locale, venne eretta nel 1317 a spese dei Monregalesi, e sviluppata in altezza tanto da poter essere avvistata da Mondov\u00ec, in conformit\u00e0 alle prescrizioni del trattato di pace che sarebbe stato concluso tra le due citt\u00e0 su ordine di <strong>Roberto d\u2019Angi\u00f2<\/strong>, signore di Provenza e della contea (angioina) di Piemonte. Il racconto tradizionale non trova per\u00f2 conforto nella documentazione, anche perch\u00e9 non risultano evidenze di ostilit\u00e0 militari tra Mondov\u00ec e Cuneo durante la <strong>dominazione angioina<\/strong> di questa parte di Piemonte. <\/p>\n\n\n\n<p>La Torre civica, che ospita nella cella la grande <strong>campana comunale<\/strong>, che veniva suonata per la convocazione del consiglio e in altre occasioni (pericoli, ricorrenze) regolamentate dagli statuti, sub\u00ec pi\u00f9 volte riparazioni e rimaneggiamenti, in conseguenza dei numerosi assedi che flagellarono Cuneo, ma anche di pi\u00f9 banali incidenti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c6\/cc\/e3\/c6cce3d1a6f94b88a3db9d5aaf862876.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;apparato pittorico e decorativo di Casa Quaglia, appartanuta alla famiglia Taurini.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Con la demolizione della cinta bastionata, ordinata da Napoleone nel 1801, e l\u2019ampliamento urbano aldil\u00e0 del perimetro murario ormai non pi\u00f9 esistente, si apr\u00ec il dibattito su come raccordare la citt\u00e0 vecchia, impostata sull\u2019asse della contrada Maestra, e i nuovi quartieri che sarebbero sorti verso sud, e si trov\u00f2 la soluzione immaginando una <strong>grande e ariosa piazza<\/strong>, ampia quasi 24.000 metri quadrati, che trov\u00f2 un suo assetto definitivo con il progetto di Benedetto Brunati approvato nel 1832. <\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo spazio urbano, con al centro il monumento a Giuseppe Barbaroux, giurista e ministro del Regno di Sardegna, cambi\u00f2 per tre volte intitolazione: dalla prima scelta toponomastica di <strong>piazza Nizza<\/strong> si pass\u00f2, dopo il 1860, a dedicarla al re Vittorio Emanuele II e, infine, dal 1945 all\u2019avvocato Duccio Galimberti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/68\/b7\/b6\/68b7b6589eb0ee13b6ad876da72f0120.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta della ottocentesca piazza Galimberti, gi\u00e0 piazza Nizza e piazza Vittorio Emanuele II, punto di raccordo tra la citt\u00e0 medievale e i quartieri di espansione novecentesca.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019espansione urbana di Cuneo aldil\u00e0 di piazza Galimberti, lungo lo sperone alluvionale su cui sorge la citt\u00e0, venne realizzata replicando uno schema viario regolare, a maglie ortogonali, con pochissime eccezioni, e tracciando, come asse viario portante, il prolungamento ideale dell\u2019antica contrada Maestra, oggi via Roma, in direzione della catena alpina, <strong>l\u2019elegante corso Nizza, <\/strong>dotato di portici e costeggiato lungo tutto il suo percorso da una serie di imponenti palazzi residenziali che riflettono, nelle linee architettoniche, le principali correnti stilistiche del Novecento.<\/p>\n\n\n\n<p>Riferimenti bibliografici e siti internet:<\/p>\n\n\n\n<p>Clara Palmas e Sara Inzerra, <em>Piazze e strade porticate del Piemonte<\/em>, Centro Studi Piemontesi, 2002.<\/p>\n\n\n\n<p>www.museodiffusocuneese.it <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso Da sempre cuore pulsante di Cuneo, l\u2019asse stradale dell\u2019antica contrada Maestra, oggi via Roma, attraversa il 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